macron serraj haftar

IL NOSTRO "NEMICO" IN LIBIA E' LA FRANCIA – MACRON FA IL DOPPIO GIOCO: PRIMA BLOCCA IL DOCUMENTO UE CHE CONDANNA L’OFFENSIVA DEL GENERALE HAFTAR, POI CI RIPENSA E FA IL PARACULO CON L’ITALIA – I VOLI SOSPETTI DALLA LIBIA A PARIGI E IL SUPPORTO LOGISTICO DATO AD HAFTAR DALLA FRANCIA, CHE VUOLE FREGARCI E IPOTECARE IL CONTROLLO DELLE RISORSE DEL PAESE – SALVINI: “SE QUALCUNO GIOCA A FARE LA GUERRA, NON STARÒ A GUARDARE...”

1 – LIBIA, DIETROFRONT DI PARIGI MA L' OFFENSIVA DEL VIMINALE IRRITA CONTE: BASTA SLOGAN `

Alberto Gentili per “il Messaggero”

 

SARRAJ HAFTAR MACRON

Giuseppe Conte, al pari di Matteo Salvini, è irritato con Emmanuel Macron. Tant' è, che alla Camera il premier denuncia le «influenze esterne» sull' escalation della crisi libica, avverte che «interessi economici e geopolitici non giustificano derive militari» e parla di «ambiguità e mistificazioni».

 

Ma Conte non apprezza affatto la decisione del capo leghista di «farci campagna elettorale»: «La Libia è una cosa seria, si rischia la guerra civile», dicono fonti parlamentari vicine al premier, «e gli slogan e le sparate non aiutano a disinnescare una situazione esplosiva. Anzi». Lo stop di Conte arriva a seguito di una nuova incursione di Salvini.

 

LIBIA - MILIZIE DI HAFTAR

Il capo della Lega, dopo che nella notte a Bruxelles il presidente francese ha bloccato un documento di condanna dell' Unione contro l' offensiva del generale Khalifa Haftar contro Tripoli, di buon mattino mette a verbale ricordando le bombe di Sarkozy su Gheddafi: «Se qualcuno per business gioca a fare la guerra, non starò a guardare, con me ha trovato il ministro sbagliato. Qui c' è un' Italia che alza la testa, c' è un governo che reagisce».

 

«EVITARE STRAPPI»

salvini sull aereo militare verso la libia

Fresco è però il ricordo della crisi diplomatica con la Francia, superata dopo un intervento di Sergio Mattarella. «Soprattutto», spiegano a palazzo Chigi, «anche se i francesi hanno toni diversi su Haftar, vale il fatto che al G7 hanno firmato un documento di condanna promosso da noi. E in questa fase la cosa più utile è lavorare alla compattezza occidentale». In poche parole: «Per rendere più forte il fronte della mediazione lavoriamo a includere, non a escludere». Una linea sposata da Luigi Di Maio: «Sulla Libia è inutile che qualcuno faccia il duro o dica ci penso io». Salvo aggiungere qualche ora dopo: «La Francia spieghi le sue intenzioni sulla Libia, se fosse confermato il suo no alla risoluzione Ue contro Haftar sarebbe grave».

petrolio libia

 

Ebbene, in serata, da Bruxelles rimbalza la notizia della retromarcia di Parigi. Per evitare di apparire ufficialmente come i fiancheggiatori di Haftar, i francesi danno il via libera al documento Ue bocciato la notte precedente. Dove si condanna apertamente «l' attacco lanciato dell' esercito di liberazione nazionale» guidato dal generale della Cirenaica.

Chi non si piega è invece Salvini. Che sempre in serata fa sapere qual è «la strategia del Viminale sulla Libia»: «Non solo contatti diplomatici con le parti in causa, ma anche con i partner internazionali per chiedere lo stop delle ostilità». Un ruolo che spetta a Conte e al ministro degli Esteri, Enzo Moavero.

SOLDATI IN LIBIA

 

Dunque, un vero e proprio dito negli occhi al premier e alla Farnesina, soprattutto se le iniziative diplomatiche del ministro dell' Interno non fossero concordate. Nel suo intervento alla Camera, Conte ha lanciato l' allarme: «La situazione è estremamente critica, l' offensiva di Haftar rischia di innescare un' emergenza umanitaria e migratoria». Ha rivendicato per l' Italia un ruolo di primo piano: «Siamo tra i pochi possono interloquire con tutti. Ho contatti diretti sia con Al Serraj, sia con Haftar, sia con la Casa Bianca».

salvini sull aereo militare verso la libia

 

E ha spiegato che l' obiettivo è «il cessate il fuoco» per poi ridare la parola all' Onu.

Non manca un giallo. Haftar era dato a Mosca per incontrare funzionari del ministero della Difesa russo. Ma in serata il ministero degli Esteri ha detto di non avere notizie al riguardo.

 

2 – IL VOLO A PARIGI DEGLI EMISSARI DI BENGASI PER AVERE IL CONSENSO ALL' ASSALTO FINALE

Estratto dell’articolo di Gianluca Di Feo e Anais Ginori per “la Repubblica”

 

VINCENZO MOAVERO MILANESI CON IL GENERALE KHALIFA HAFTAR

Nella crisi libica ci sono voli che indicano percorsi di pace e altri che puntano dritti verso la guerra. Lunedì scorso un jet Falcon ha trasportato a Roma gli inviati del generale Haftar per discutere con il premier Conte di una possibile tregua nei combattimenti. Lo stesso velivolo invece quattro giorni prima ha accompagnato a Parigi una delegazione molto più bellicosa. Grazie ai tracciati di Flightradar, il sito che monitora il traffico aereo, Repubblica è riuscita a ricostruire la missione francese degli uomini di Haftar.

 

giuseppe conte incontra fayez al serraj 3

Erano nella capitale giovedì 4 aprile, poche ore dopo l' inizio dell' attacco contro Tripoli: il loro Falcon è ripartito da Orly prima dell' alba di venerdì, atterrando poi a Bengasi.

Il viaggio a Parigi è stato confermato a Repubblica dall' Eliseo. «Degli emissari di Haftar sono venuti», dice una fonte diplomatica senza precisare chi era nel Falcon, né quali siano stati gli interlocutori francesi che hanno accolto la piccola delegazione. (…)

 

al serraj haftar giuseppe conte

L' annuncio dell' offensiva contro Tripoli è stato fatto poche ore prima dell' atterraggio a Parigi. E l' obiettivo della spedizione sarebbe stato proprio presentare i piani dell' assalto finale. Per ottenere un sostegno della Francia, alleata storica dell' uomo forte della Cirenaica? «Assolutamente no», risponde l' Eliseo che sottolinea la «forte preoccupazione» e l' appello a riprendere il dialogo per fermare il conflitto. Una posizione, spiegano nel palazzo presidenziale, condivisa da subito con l' Italia con cui sono state firmate diverse dichiarazioni congiunte, compresa quella della riunione G7, su iniziativa del ministro Enzo Moavero. Nella telefonata con Haftar di tre giorni fa inoltre Emmanuel Macron ha ribadito la richiesta di uno stop ai combattimenti.

 

libia ribelli assediano tripoli 2

(…) Resta il fatto che la Francia ha da tempo un rapporto privilegiato con il Maresciallo, al quale è stato dato un appoggio logistico tramite intelligence e forze speciali. (…) La presenza a Parigi della delegazione in quella data chiave testimonia ancora una volta quanto siano stretti i legami tra Francia e Haftar. Relazioni che sembrano provate anche da altri episodi misteriosi. In base ai tracciati di Flightradar ieri pomeriggio un jet è decollato da un aeroporto secondario nei pressi di Lione ed è atterrato a Bengasi. Dopo una sosta, l' aereo ha orbitato a lungo nei cieli della Cirenaica come se fosse impegnato in una missione di ricognizione o di oscuramento radar. Un altro piccolo mistero nella partita segreta per prendere il controllo delle risorse libiche.

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