OPERA SENZA PACE - DOPO LA SCALA, IL MAGGIO FIORENTINO: I VERTICI SI DIMETTONO CONTRO NARDELLA, REO DI AVER NOMINATO COME SUO DELEGATO NEL CDA SALVO NASTASI. CHIARIOT: ''ME NE VADO SERENO, ANCHE SE SAREI VOLUTO RESTARE''. CON LUI LASCIA IL DIRETTORE MUSICALE FABIO LUISI - IL SINDACO REPLICA: ''UN PLVERONE POCO INTERESSANTE. TUTTI SBATTONO LA PORTA, LASCIANO IL TEATRO PER QUESTIONI SQUISITAMENTE PERSONALI, CARATTERIALI, AI CITTADINI NON INTERESSA DI POLTRONE E POLTRONCINE''

 

renzi nardella

MAGGIO: NARDELLA, 'POLVERONE' SU NOMI È POCO INTERESSANTE

 (ANSA) - "Sono molto tranquillo e determinato. Trovo francamente molto poco interessante tutto questo polverone solo sui nomi. Tutti sbattono la porta, lasciano la città e il teatro per questioni squisitamente personali, caratteriali, di incompatibilità. Non sono abituato a lavorare così, guardo i contenuti, resto sul pezzo, credo che ai cittadini non interessi niente di poltrone e poltroncine". Lo ha detto il sindaco di Firenze Dario Nardella, a margine di un evento, a proposito del Maggio Musicale fiorentino.

 

 "Devo - ha continuato - assumermi la responsabilità di nominare persone brave, ho sempre fatto così e andrò avanti perché l'importante per Firenze è continuare questa trasformazione". Sulla possibilità di un arrivo del maestro Riccardo Muti, Nardella ha sottolineato di avere con lui "un rapporto eccellente. Gli voglio molto bene e lo stimo moltissimo. Anche lui ha un rapporto speciale con Firenze, certamente lavoreremo per tenerlo più vicino al teatro. Nella fase due ci saranno tante cose nuove, belle, più importanti di quelle che abbiamo visto".

nardella-3

 

 

MAGGIO FIORENTINO NEL CAOS: I VERTICI SI DIMETTONO CONTRO NARDELLA

Piera Anna Franini per “il Giornale

 

Doppia dimissione ai vertici del Maggio Musicale Fiorentino: martedì se n' è andato il sovrintendente, Cristiano Chiarot. Ieri s' è dimesso il direttore Musicale, Fabio Luisi che punta l' indice contro decisioni che imprimono «una svolta politica alla gestione del Maggio, una svolta che necessariamente si rifletterà - e dei cui prodromi mi sono accorto da tempo - sulla programmazione artistica».

 

antonio pappano e salvo nastasi

A scatenare la tempesta è stata la decisione del sindaco Dario Nardella, che come ogni primo cittadino è presidente del Cda del teatro, di nominare come suo delegato Salvatore Nastasi. Nastasi fu Commissario straordinario del teatro nel 2005 ed ex Direttore generale per gli spettacoli dal vivo (dal 2004 al 2015). Ma è lunga la serie di incarichi assunti di governo in governo, del cambiamento o della continuità, con apice in epoca Renzi quando fu nominato vicesegretario generale di Palazzo Chigi.

Nell' era giallo-verde ha assunto la vicepresidenza della Siae.

 

Ora eccolo atterrare a Firenze.

«Vado via sereno - ha detto Chiarot -, non mi sarebbe dispiaciuto rimanere ancora ma sono cambiate le cose. È giusto che Salvo Nastasi scelga il suo sovrintendente. Io ero il sovrintendete scelto da Nardella. Sicuramente non andrò in pensione». Chiarot si è detto poi «imbarazzato» per un comunicato in cui Palazzo Vecchio annunciava comunque di non poterlo confermare perché a dicembre raggiungerà l' età per la pensione. Insomma, doppio pasticcio.

 

renzi con la moglie e chiarot

Il mandato di Chiarot scade il 28 luglio, e fino a pochi giorni fa tutto lasciava supporre che sarebbe stato rinnovato. È l' uomo che ha riportato la Fenice di Venezia ai lussi di un tempo, e per questo venne chiamato in pronto soccorso a Firenze per rimettere in sesto un teatro da anni sull' orlo di una crisi di nervi. In due anni di mandato, era riuscito a far tornare positivo il patrimonio del teatro dopo la ricapitalizzazione da 5 milioni di Regione e Comune. Ora andava affrontato il nodo dei debiti pregressi, frutto di gestioni avventate.

Luisi andandosene ha dichiarato che «ciò che è accaduto in questi giorni non può essere derubricato in ordinaria amministrazione per cui, dopo un' attenta riflessione di qualche giorno, necessaria per evitare risposte emotive, sono giunto alla decisione di dimettermi, decisione presa considerando il bene della Fondazione come interesse primario».

riccardo chiara muticasellati nardella chiarot 4

Ultimi Dagoreport

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO