alfonso bonafede giuseppe conte marta cartabia

GLI OSTACOLI PER LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA - LA SETTIMANA PROSSIMA SI ENTRERA' NEL MERITO DEL DDL SULL'ERGASTOLO OSTATIVO (BOCCIATO DALLA CORTE COSTITUZIONALE, CHE HA DATO TEMPO FINO A MAGGIO PER UNA NUOVA LEGGE). A PARTIRE DAL 16 FEBBRAIO, POI, INIZIA LA DISCUSSIONE SUL NUOVO CSM - A LUGLIO  SI RINNOVERA' L'ORGANO DI AUTOGOVERNO E IL QUIRINALE PRETENDE CHE CI SI ARRIVI CON NUOVE REGOLE, CHE LIMITINO IL POTERE DELLE CORRENTI - IL M5S VUOLE CHE UN MAGISTRATO ELETTO IN POLITICA NON POSSA PIÙ TORNARE IN MAGISTRATURA…

Fra.Gri. per “la Stampa”

 

Marta Cartabia

La sferzata di Mattarella è arrivata. E ora bisogna correre. Alla Camera riprendono i lavori, dopo la pausa quirinalizia, e così la settimana prossima iniziano a entrare nel merito del ddl sull'ergastolo ostativo (bocciato dalla corte costituzionale, che ha dato tempo al legislatore fino a maggio per avere una nuova legge). A partire dal 16 febbraio, poi, inizia la discussione sul nuovo Csm. Nel frattempo i parlamentari si augurano che il governo sciolga la riserva e che le proposte della ministra Marta Cartabia vedano la luce. Proposte che gli uffici della Guardasigilli presentano come «assolutamente non blindate».

 

marta cartabia sergio mattarella

Si vedrà presto, insomma, qual è la proposta della ministra. Certo è che c'è fretta. A luglio i togati saranno chiamati a rinnovare l'organo di autogoverno e il Quirinale non da oggi preme perché ci si vada con nuove regole, che limitino il potere delle correnti organizzate.

 

A questo proposito, oggi si riunisce il comitato direttivo dell'Associazione nazionale magistrati per esaminare i risultati del referendum interno sul sistema elettorale del Csm: dovrà tenere conto che quasi la metà dei magistrati ha ritenuto di non partecipare e che quasi il 42% di quelli che si sono espressi appoggerebbero l'idea di un sorteggio per accedere al Consiglio.

 

GIANCARLO CASELLI

Numeri che lasciano intendere una notevole disaffezione e anche spaccatura interna al corpo della magistratura. Anche se l'ex magistrato Giancarlo Caselli rilancia: «L'intervento di Mattarella non è uno schiaffo alla magistratura. Queste sacrosante cose il Presidente le ha già dette tante volte. L'intervento, dunque, è giusto, ma la politica deve prendersi le sue responsabilità». In Parlamento, intanto, si fanno sentire le voci del M5S.

 

«Adesso - dice l'ex ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede - è il momento di essere coerenti con quell'applauso. La riforma del Csm, approvata in Cdm (nel governo Conte II) nell'agosto del 2020. In quella riforma avevo inserito le proposte che, sostanzialmente, vedono concordi quasi tutte le forze politiche. Penso, soltanto per fare un esempio, al blocco delle "porte girevoli" per cui un magistrato che viene eletto in politica non può più tornare in magistratura».

 

ALFONSO BONAFEDE GIUSEPPE CONTE

Gli fa eco immediatamente Giuseppe Conte, e non può non vedersi un riflesso della lotta intestina ai grillini: «Con Draghi abbiamo parlato - dice uscendo da un incontro a palazzo Chigi - anche di giustizia. C'è una riforma sul Csm. È importante per noi come M5S che ci sia una chiara differenziazione di ruoli tra politica e magistratura, non porte comunicanti». Sulla carta sono tutti pronti alla riforma. Così dice Alfredo Bazoli, Pd. Ma anche il sottosegretario alla Giustizia, Francesco Paolo Sisto, Forza Italia. E però avverte Enrico Costa, Azione: «Il Presidente sarebbe tradito se le forze politiche portassero avanti una riforma del Csm timida, tiepida e non efficace».

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