joe hunter biden oligarchi russi vladimir yevtushenkov elena baturina

I PANNI SPORCHI SI LAVANO IN CASA (BIANCA) - JOE BIDEN HA ESCLUSO DALLE SANZIONI AMERICANE I DUE OLIGARCHI RUSSI VICINI AL FIGLIO HUNTER – SI TRATTA DI VLADIMIR YEVTUSHENKOV, CHE È SANZIONATO DALLA GRAN BRETAGNA E CHE EBBE UN INCONTRO NEL 2012 CON IL FIGLIO DEL PRESIDENTE “PER ESPLORARE POTENZIALI OPPORTUNITÀ DI INVESTIMENTO” – E POI C'E' ELENA BATURINA, MOGLIE EX SINDACO DI MOSCA, CHE AVREBBE DATO 3,5 MILIONI A HUNTER BIDEN PER...

Stefano Graziosi per “la Verità”

 

joe e hunter biden

Due paperoni vicini ad Hunter, di cui uno già punito dai britannici, esclusi dalle sanzioni

La linea dura di Joe Biden contro Mosca è un po' a targhe alterne. Alcuni oligarchi russi sono stati messi sotto sanzioni dalla Casa Bianca, altri no. Uno che l'ha scampata è il miliardario Vladimir Yevtushenkov: come sottolineato dal New York Post, costui non è finito nel mirino del Dipartimento del Tesoro americano, pur essendo stato sanzionato dalla Gran Bretagna. 

 

Sarà un caso, ma questo oligarca ebbe un incontro con il figlio di Biden, Hunter, il 14 marzo 2012 presso l'hotel Ritz-Carlton vicino a Central Park: ricordiamo che all'epoca Joe era vicepresidente degli Stati Uniti. Fonti ascoltate dal New York Post hanno rivelato che il meeting avvenne «nell'ambito di un viaggio di lavoro di routine (di Yevtushenkov, ndr) negli Usa per esplorare potenziali opportunità di investimento». 

 

vladimir yevtushenkov 2

Da sottolineare che l'oligarca è il fondatore di Sistema, conglomerato russo attivo in numerosi settori. Ebbene, Reuters ha riferito che «la Gran Bretagna ha imposto il congelamento dei beni a Yevtushenkov mercoledì (13 aprile, ndr) come parte di un tentativo occidentale di punire Vladimir Putin per l'invasione dell'Ucraina».

 

La domanda che sorge è: perché Londra ha sanzionato questo magnate e Washington no? Una tale domanda pone due questioni. A livello generale, emerge il problema - già trattato da questo giornale - delle sanzioni scoordinate: un nodo che, come riferito alcune settimane fa da Bloomberg, rischia di rendere inefficace la risposta occidentale alla Russia, danneggiando i Paesi più deboli del blocco euroatlantico (come l'Italia). 

 

hunter biden

L'altra domanda riguarda la misteriosa ragione per cui Yevtushenkov non è stato sanzionato da Washington. Una stranezza che andrebbe chiarita, visto che qualcuno in malafede potrebbe arrivare a ipotizzare un conflitto di interessi, che tiri in ballo i controversi affari di Hunter. D'altronde, questo non è l'unico bizzarro collegamento tra il figlio di Biden e la Russia.

 

Il Washington Post ha rivelato che Hunter prese 4,8 milioni di dollari dall'allora colosso cinese Cfec: colosso che, secondo un rapporto dei senatori repubblicani, intratteneva legami con l'esercito popolare di liberazione e con lo stesso Cremlino. Il Wall Street Journal ha inoltre confermato che nel 2014 Rosemont Seneca (società co-fondata da Hunter) ricevette oltre 142.000 dollari da Kenes Rakishev: oligarca kazako che, secondo Le Media, sarebbe amico intimo di un ferreo sostenitore di Putin, come il leader ceceno Ramzan Kadyrov.

 

elena baturina

Infine, i senatori repubblicani nel 2020 riferirono che Hunter nel 2014 avrebbe ricevuto 3,5 milioni di dollari dalla moglie dell'ex sindaco di Mosca, Elena Baturina. E qui c'è un piccolo giallo. Come riportato dal New York Post, un cablogramma del governo americano pubblicato da Wikileaks riferì che la Baturina era la cognata di Yevtushenkov. Una circostanza che è stata però smentita alla stessa testata da un portavoce di Sistema. 

 

Chi dice la verità? Come che sia, quando, nell'ottobre 2020, Donald Trump accusò i Biden di aver preso soldi dalla Baturina, fu Putin a scendere in campo in loro difesa: era il 25 ottobre 2020, quando il capo del Cremlino disse di non essere a conoscenza di attività illegali di Hunter in Russia e Ucraina. In tutto questo, i deputati repubblicani hanno chiesto al Dipartimento del Tesoro per quale motivo la (ricchissima) Baturina non sia sotto sanzioni americane. Per carità: checché ne possano pensare i maligni, anche qui si tratterà di un caso. Ma quelli che ogni tre per due accusavano Trump di essere un agente russo non hanno proprio nulla da dire? 

elena baturina 2HUNTER BIDEN elena baturina 1vladimir yevtushenkov 1

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…