esercito porta via le bare da bergamo

IL PARLAMENTO HA GIÀ DIMENTICATO I MORTI DI BERGAMO? - L’IRA DEI PARENTI DELLE VITTIME DELLA PRIMA ONDATA CONTRO LA COMMISSIONE D'INCHIESTA SUL COVID CHE “INSABBIA” LA TRAGEDIA LOMBARDA: LE CAMERE HANNO DECISO CHE LE INDAGINI RIGUARDERANNO IL PERIODO FINO 30 GENNAIO 2020, CIOÈ PRIMA DELLA DICHIARAZIONE DELLO STATO D’EMERGENZA - LE FAMIGLIE CONTESTANO IL SINDACO DEL PD GORI E GLI ONOREVOLI BERGAMASCHI: “HANNO LASCIATO CHE FOSSE IMPEDITO DI INDAGARE SUL GOVERNO”

Sarina Biraghi per “La Verità

 

bergamo morti

Dopo tanto dolore, la Bergamo di chi ha perso i propri cari uccisi dal coronavirus, ieri era in piazza per la verità. Contro la commissione d'inchiesta sul Covid, davanti al Comune di Bergamo, la protesta civile dei familiari delle vittime del virus che hanno esposto gli striscioni con scritta bianca su sfondo blu, #sereni (riportato anche sulle mascherine), scritta che accompagna le iniziative di questo gruppo, che fa riferimento al team di legali guidato da Consuelo Locati, in rappresentanza di 520 familiari nella causa civile contro Ministero della Salute, Regione Lombardia e presidente del Consiglio (allora Giuseppe Conte).

 

i camion militari a bergamo

In piazza Matteotti con i parenti c'erano anche Giuseppe Marzulli, ex direttore sanitario dell'ospedale di Alzano Lombardo, che fu al centro dell'epidemia nella tragica primavera dell'anno scorso, il generale Pier Paolo Lunelli e gli avvocati che hanno intrapreso la causa civile a Roma.

 

giuseppe marzulli

La protesta, oltre che nei confronti della commissione d'inchiesta sul Covid, che dovrebbe essere varata dalla Camera, è stata anche contro il sindaco Giorgio Gori e gli altri politici del territorio, «che non hanno detto una sola parola in merito all'increscioso tentativo di insabbiamento avvenuto nelle scorse settimane a suon di emendamenti presentati anche dai parlamentari bergamaschi, Alberto Ribolla ed Elena Carnevali, sulla commissione.

 

giorgio gori

«Oggi è un momento importante perché è una manifestazione organizzata dai familiari, per dare un segnale molto forte rispetto al fatto che non sono più disposti ad accettare spiegazioni che non sono tali, rispetto a ciò che è successo», ha spiegato l'avvocato Locati, «È una manifestazione che arriva dopo tutto ciò che è uscito sulla commissione d'inchiesta, che è diventata una farsa, con l'approvazione di due emendamenti abrogativi che hanno limitato l'indagine della commissione stessa al 30 gennaio 2020, cioè prima della dichiarazione dello stato d'emergenza, quando il primo caso in Italia ufficialmente riconosciuto si è avuto il 20 febbraio 2020 e, nella Bergamasca, il 22 febbraio. Non ci sarà quindi un'indagine parlamentare in Italia. E soprattutto, siamo a Bergamo, visto che i due emendamenti in questione vengono dai parlamentari bergamaschi».

 

giuseppe conte giorgio gori a bergamo

La commissione dovrebbe occuparsi di quanto avvenuto in Cina prima del 30 gennaio 2020, tagliando fuori il capitolo della gestione italiana e di eventuali responsabilità politiche. Peraltro, ieri, il gruppo dei legali ha detto di avere «nuovi documenti che evidenziano di un incontro tra governo e Regioni il 25 gennaio 2020 sulle misure da mettere in campo per il contenimento del Covid. E dopo quell'incontro si sarebbero modificati i criteri di valutazione e quindi tracciamento dei casi sospetti sul territorio nazionale».

 

giorgio gori

«Un increscioso tentativo di insabbiamento con Gori che non si è fatto garante della nostra ricerca di verità», scrivono in una lettera aperta i rappresentanti delle famiglie (Paolo Casiraghi, Alessandra Raveane, Cassandra Locati e Antonella Dell'Aquila). «Eppure fu proprio Gori a lasciarsi andare alla commemorazione dello scorso 18 marzo con espressioni come "Ciò che colpisce è che questi numeri sui decessi raddoppiano quelli delle vittime ufficialmente accertati", "Sono morti nelle loro abitazioni o nelle case di riposo senza che fosse possibile fare loro un tampone, perché a marzo 2020 i tamponi erano pochi e bastavano appena per i casi più gravi”.

 

Consapevolezze che, di fronte a tutti gli italiani, evidentemente non gli sono bastate per chiedere a Mario Draghi di farsi garante della verità». Secondo i manifestanti, il vero problema nella gestione dell'epidemia è stata la mancata zona rossa della Valseriana.

 

Val Seriana

«Chiudere sarebbe stato prerogativa di tutti. Inclusi i presidenti di Regione. Ma anche di quei sindaci per i quali invece non bisognava fermarsi. Noi oggi chiediamo la verità perché sentiamo di doverla dare non tanto a noi stessi, ma la dobbiamo a tutti i cittadini italiani. Lo dobbiamo a chi, a chi ha perso il lavoro con dei bambini da crescere e mandare a scuola. Lo dobbiamo a chi, avendo perso il lavoro ora vive per strada. Lo dobbiamo a loro, ai bambini. Costretti a stare rinchiusi per mesi senza muoversi, giocare e incontrare i propri amici. E lo facciamo anche e soprattutto perché in tal modo possiamo rappresentare per questi bambini un ideale. Quello di chi non si sa arrende davanti a muri di gomma».

 

Esercito a Nembro marzo 2020

Secondo Giuseppe Marzulli, l'ex direttore generale del pronto soccorso di Alzano Lombardo che disse no alla riapertura dell'ospedale dopo la scoperta dei primi pazienti positivi, la modifica alla commissione è «insensata e illogica», tanto da indurre a ipotizzare che «ci sia stato uno scambio di reciproci favori in cui alcuni partiti politici, che hanno tutto l'interesse a nascondere gli errori e le omissioni del ministero della Salute nella prima ondata pandemica, si siano accordati con altri partiti politici che invece hanno tutto l'interesse a nascondere le analoghe responsabilità di Regione Lombardia, al fine di insabbiare il tutto?».

 

Esercito a Nembro marzo 2020 4

Ci sono stati 140.000 morti e secondo il medico in pensione «troppa è stata l'impreparazione italiana nelle fasi iniziali e troppi gli errori, le omissioni e la disinformazione su quanto realmente accaduto». E perciò Marzulli chiede direttamente al sindaco della città «martire», Gori, di prendere «una posizione netta e senza ambiguità sugli emendamenti che limitando il mandato della commissione hanno l'unico obbiettivo di insabbiare quanto avvenuto».

l'esercito consegna i banchi a codogno alzano e nembro1ALZANO LOMBARDO

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