grillo casaleggio di maio conte

PARLATECI DI BIBBONA – OGGI DOVREBBE TENERSI IL CONCLAVE DA CUI CONTE USCIRÀ COME IL PAPA DEI CINQUE STELLE. DOVREBBE, PERCHÉ DOPO LA FUGA DI NOTIZIE È CALATO IL SILENZIO SULL’INCONTRO A CASA DI GRILLO – PROBABILMENTE L’EX PREMIER DIVENTERÀ PRESIDENTE DEL COMITATO DIRETTIVO A CINQUE, MA CON POTERI PIÙ AMPI E UN MANDATO DURATURO. IN OGNI CASO APPARE PROBABILE CHE LA SCELTA SARÀ VOTATA SU ROUSSEAU

1 – M5S, IL VERTICE SU CONTE LEADER LA SCELTA SARÀ VOTATA SU ROUSSEAU

Emanuele Buzzi per il “Corriere della Sera”

 

BEPPE GRILLO E GIUSEPPE #CONTE

Oggi è il Conte-Day per i Cinque Stelle. I vertici del Movimento si riuniscono per incontrare l'ex premier e ragionare con lui sul suo probabile ingresso nel Movimento. Se i tempi sono abbastanza certi (brevi, brevissimi), i modi sono ancora da definire. Ciò che è certo è che saranno una dozzina le persone presenti al summit che dovrebbe cambiare il volto del M5S. Grillo ha dato lui in prima persona le carte, decidendo chi invitare.

 

Oltre a Giuseppe Conte, ci saranno legali, referenti di Rousseau (Davide Casaleggio è stato invitato ma non dovrebbe partecipare per via di altri impegni) e big pentastellati. A quanto risulta al Corriere dovrebbero sedersi al tavolo Vito Crimi, Luigi Di Maio, Roberto Fico, Paola Taverna, Alfonso Bonafede, Riccardo Fraccaro e i capigruppo Ettore Licheri e Davide Crippa. Il garante, furioso per la fuga di notizie, è molto attivo: sta sondando anche i mal di pancia interni per tenere insieme il gruppo.

giuseppe conte luigi di maio alfonso bonafede

 

Sul luogo dell'incontro vige il riserbo più stretto anche se ormai le alternative sono solo un paio: Marina di Bibbona (in Toscana, dove c'è il buon ritiro di Grillo) o un'altra sede più comoda per i big pentastellati. Ma più che il luogo quello che conta sono i contenuti del vertice. Cosa cambierà? L'ipotesi più probabile alla vigilia è che si attuino ancora modifiche statutarie lasciando inalterata però la struttura del Movimento proprio per non creare ulteriori attriti, visto anche quanto hanno prodotto in termini di mal di pancia interni le voci circolate negli ultimi giorni.

 

MATTEO RENZI ALFONSO BONAFEDE GIUSEPPE CONTE NICOLA ZINGARETTI LUIGI DI MAIO – AMICI MIEI

Un passo che porterebbe all'introduzione della figura di un presidente M5S con ampie deleghe e coadiuvato dai vice. Un'altra strada - più breve ma meno convincente - prevede modifiche solo al regolamento per poter permettere a Conte di partecipare alla corsa per il comitato direttivo. In ogni caso, appare più che probabile un voto su Rousseau per approvare le modifiche.

 

Un voto che ci effettuerà entro la metà di marzo e che suona come un test tra la base M5S per verificare il gradimento nei riguardi dell'ex premier. Ed è proprio l'effetto sui militanti di Conte quello in cui sperano i vertici. Nei sondaggi circolati negli ultimi mesi l'ex presidente del Consiglio ha sempre riscosso in termini di appeal percentuali bulgare tra gli attivisti Cinque Stelle.

LUIGI DI MAIO VITO CRIMI

 

C'è chi lo paragona come consenso tra il popolo M5S «a quello di Grillo». E per questo motivo il suo ingresso in tempi rapidi, anzi rapidissimi, viene visto come manna dal cielo, in grado di frenare gli attriti interni. Non solo Conte strizza l'occhio anche a un segmento di pubblico più ampio, è in grado di coinvolgere un elettorato non tipicamente in linea con il Movimento. Ecco perché probabilmente per l'ex premier una passerella tra gli attivisti potrebbe essere uno dei suoi primi passi da leader.

 

beppe grillo giuseppe conte luigi di maio

Che serva una scossa ai militanti lo sostiene anche Casaleggio. «Esistono sempre soluzioni diverse a quelle che abbiamo utilizzato fino ad oggi: Rousseau sta costruendo un processo di decentralizzazione per dare agli attivisti sempre più strumenti per autodeterminarsi e incidere sulla vita politica», ha detto ieri il presidente dell'Associazione Rousseau durante la quinta tappa del tour digitale «La Base incontra Rousseau».

 

LE LACRIME DI ROCCO CASALINO PER L ADDIO DI GIUSEPPE CONTE A PALAZZO CHIGI

La strada segnata da Grillo - molto attivo con diverse telefonate anche sul fronte della ricucitura dei rapporti interni - passa non solo per il web ma anche dall'ex premier. Dentro al partito anche chi ha mostrato di recente malumori vede con favore l'arrivo di Conte. «Credo che l'ex premier possa essere fondamentale per riscrivere le gerarchie e la linea del Movimento», dice una delle voci critiche.

 

Sul web proseguono gli incoraggiamenti all'avvocato. «Sono convinto, ora più che mai, che la sua figura debba essere centrale nel progetto di rilancio del M5s e io sono pronto a essere al suo fianco anche in questa fase. Coraggio», scrive Stefano Buffagni. Il vertice di oggi segnerà uno spartiacque nella storia dei Cinque Stelle: un passaggio che - come ormai è chiaro - sarà l'inizio di una nuova era. Con Grillo pronto a fare da pontiere per guidare i Cinque Stelle durante la fase di transizione.

 

GIUSEPPE CONTE VENDITORE DI CALDARROSTE

2 – GRILLO ROTTAMA IL M5S GIALLO SUL VERTICE COI BIG PER L'INVESTITURA DI CONTE

Domenico Di Sanzo per “il Giornale”

 

Da presidente del Consiglio a commissario liquidatore. Giuseppe Conte tentenna, anche se sa benissimo che non ci sono alternative alla leadership del M5s. Un partito che presto potrebbe cambiare, per poi sparire alla fine della legislatura. È la profezia di Beppe Grillo sul Movimento «biodegradabile».

ALFONSO BONAFEDE GIUSEPPE CONTE

 

Quello strumento che potrà estinguersi una volta finito il suo compito di portare i cittadini nelle istituzioni. Tra il riciclo e la biodegradabilità c'è Conte. Lui fa filtrare «indecisione». Non si fida di Luigi Di Maio. E la cosa è reciproca, nonostante le smentite piccate dello staff del ministro degli Esteri in merito alla ricostruzione pubblicata ieri dal Giornale. E però scarseggiano le alternative.

 

L'unica altra opzione per l'ex premier sarebbe la creazione da zero di un partito. Una scommessa difficile. Quindi la via maestra resta quella di provare a guidare i Cinque Stelle, proprio come vorrebbe Grillo. Conte dovrebbe diventare il presidente del Comitato direttivo a cinque, figura già prevista, ma con poteri più ampi rispetto alla rappresentanza legale e un mandato duraturo.

 

Si profila il cambiamento di pelle più radicale in una storia fatta di mutazioni. La trasformazione dovrebbe essere sancita in un vertice tra Grillo e i big. Da Di Maio a Roberto Fico, fino ad Alfonso Bonafede e Paola Taverna. Dopo la fuga di notizie su una riunione prevista per oggi a Villa Corallina, la casa di Grillo a Marina di Bibbona, provincia di Livorno, è ancora giallo sul summit per decidere il futuro del Movimento.

laura castelli giuseppe conte luigi di maio alfonso bonafede

 

Quel che è certo è che si tratta di un passaggio obbligato per imprimere il cambiamento. Se non ci sarà oggi potrebbe esserci nei prossimi giorni. Magari non a Bibbona ma a Roma. Sul tema le fonti di primo livello tengono la bocca cucita. Mentre nei gruppi parlamentari quasi nessuno è a conoscenza delle decisioni del Garante.

 

LUIGI DI MAIO E VITO CRIMI

Che è intenzionato a dare vita a una nuova associazione, per archiviare la stagione della diarchia Di Maio-Casaleggio, fondatori dell'associazione M5s del 2017. Ci potrebbero essere anche modifiche al nome e al simbolo del partito. Con l'obiettivo finale di sciogliere il M5s al termine della legislatura. La suggestione circola. Così il vecchio Movimento, nel prossimo futuro, diventerebbe a tutti gli effetti il «partito di Conte». Prima però c'è la fase della liquidazione.

 

Nel M5s aspettano un segnale dall'ex premier. Contiani e non spiegano che l'avvocato si trova davanti a un bivio insidioso: «O fa il nostro leader o prova a fare il federatore dell'alleanza con Pd e Leu». Quest' ultima ipotesi sembra diventata più complicata, alla luce del caos nel Pd. Con le voci di manovre per sostituire il segretario Nicola Zingaretti e le critiche alla linea dello sherpa Goffredo Bettini, teorico dell'alleanza giallorossa organica.

GIUSEPPE CONTE E ROCCO CASALINO - MEME

 

Zingaretti in Lazio ci prova ancora, aprendo almeno a un assessorato in Giunta regionale per il M5s. I dem sono spaccati. Tra gli stellati è partita la corsa degli ex ministri e sottosegretari per entrare nel direttorio. In pole Lucia Azzolina, Alfonso Bonafede e Stefano Buffagni. I grillini devono fare i conti anche con Davide Casaleggio. Conte vorrebbe liberarsi di ogni condizionamento da parte dell'Associazione Rousseau. Il guru punta a un accordo economico vantaggioso per diventare un fornitore di servizi. Intanto c'è chi sospetta che l'imprenditore possa togliere la tutela legale al capo politico nei procedimenti sui ricorsi degli espulsi che non hanno votato la fiducia a Draghi. In attesa della liquidazione.

giuseppe conte beppe grillo luigi di maio 1

 

luigi di maio vito crimi 2

 

Ultimi Dagoreport

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”

giuseppe del deo andrea pignataro spionaggio dossier

DAGOREPORT - IL MISTERO PIGNATARO S’INGROSSA - LO ZAR DEL GRUPPO ION, COLOSSO GLOBALE NEL SETTORE DEI SOFTWARE, DEI DATI FINANZIARI E DEL FINTECH, HA DATO L’ENNESIMA PROVA DI MANTENERE FEDE ALLA SUA OSSESSIONE PER LA RISERVATEZZA - RULLO DI TAMBURI, FIATO ALLE TROMBE: IL 30 APRILE SCORSO “IL MILIARDARIO OSCURO” HA LIQUIDATO L’EX SPIONE DI STATO, GIUSEPPE DEL DEO, DALLA CARICA DI PRESIDENTE ESECUTIVO DI CERVED SPA, CON UNA LETTERINA INVIATA AI “CLIENTI” (CHE PUBBLICHIAMO) - CERTO, LA SOCIETÀ NON È QUOTATA IN BORSA, COME DEL RESTO TUTTE LE AZIENDE DELL’INTRICATISSIMA RETE GLOBALE DI PIGNATARO, E QUINDI NON HA NESSUN OBBLIGO DI ‘’TRASPARENZA’’ - MA LE POLEMICHE POLITICHE E MEDIATICHE SEGUITE ALLO SBARCO DI DEL DEO ALLA CERVED, IL CUI CORE-BUSINESS È LA RACCOLTA, ELABORAZIONE E DISTRIBUZIONE DI INFORMAZIONI ECONOMICO-FINANZIARIE, UTILIZZATE DA BANCHE, AZIENDE E ISTITUZIONI, BEH, RIENTRAVA PER LO MENO NELLA SFERA DELL’OPPORTUNITÀ DARNE COMUNICAZIONE…

francesco gaetano caltagirone giorgia meloni fabrizio palermo elly schlein roma roberto gualtieri

DAGOREPORT – CALTA QUI, CALTA LÀ! -  DALLE PARTI DI VIA DELLA SCROFA E DI PALAZZO CHIGI CAPITA DI CHIEDERSI: “AHÒ, MA CON 'STO CALTAGIRONE CHE CI ABBIAMO GUADAGNATO? BANCHE? ZERO! ASSICURAZIONI GENERALI? ZERO! CONSENSI? LASCIAMO PERDERE: A PARTE LE PRIME TRE PAGINE DE “IL MESSAGGERO”, TUTTO IL RESTO DEL GIORNALE SUONA LA GRANCASSA PER IL SINDACO DI ROMA, IL PIDDINO ROBERTO GUALTIERI, CHE LASCIA CHE SIA CALTARICCONE, CON IL 5,45% DELLE AZIONI, AD ESPRIMERE LA GUIDA DELLA MUNICIPALIZZATA ACEA (L'AD FABRIZIO PALERMO) - UN FATTO CHE FA ARRICCIARE ANCHE IL NASO AD APRISCATOLE ANCHE DI ELLY SCHLEIN, CUI FA SEGUITO LO SCAZZO ALL'INTERNO DEL PD SULLA REALIZZAZIONE DELL'INCENERITORE ANTI-MONNEZZA DELL'ACEA - I “CONSIGLI” DI GUALTIERI A PALERMO DI USCIRE DAL CDA DI MPS (FATTO) E DA QUELLO DI ASSICURAZIONI GENERALI (LETTERA MORTA) - APPUNTAMENTO ALL'ASSEMBLEA DI ACEA DEL 3 GIUGNO...

andrea martella simone venturini venezia sondaggi

DAGOREPORT - LE PREVISIONI FLOP SU VENEZIA SCOPERCHIANO, PER L'ENNESIMA VOLTA, LA FALLA DEL SISTEMA SONDAGGI – I PICCOLI ISTITUTI CHE HANNO EFFETTUATO RILEVAZIONI LOCALI (I GRANDI COSTANO TROPPO PER ELEZIONI COMUNALI), DAVANO PER VITTORIOSO IL DEMOCRATICO ANDREA MARTELLA, CHE INVECE È STATO SCONFITTO AL PRIMO TURNO DAL DESTRORSO SIMONE VENTURINI – COLPA DEL CAMPIONE TROPPO PICCOLO DI INTERVISTATI, UNITO ALL’ALTA VOLATILITÀ DEL VOTO D'OPINIONE E ALLA GRANDE PERCENTUALE DI INDECISI - PESA MOLTO LA DISTANZA ORMAI SIDERALE TRA POLITICA E TERRITORIO (PRIMA I PARTITI AVEVANO IL “POLSO” DELLA COMUNITÀ GRAZIE ALLE SEZIONI LOCALI E ALLE FESTE A SUON DI SBRACIATE, ORA AL MASSIMO SI ACCONTENTANO DEI LIKE E DI QUALCHE COMMENTO SU INSTAGRAM)

venezia elezioni sindaco simone venturini andrea martella elly schlein

DAGOREPORT - LA TRAGEDIA VENEZIANA È L’ENNESIMA CONFERMA DELL'INADEGUATEZZA (PIETOSO EUFEMISMO) DI ELLY SCHLEIN A GOVERNARE LA POLITICA – LA MINCHIATA, LA PIU' MADORNALE, E' STATA LA SCELTA DEL CANDIDATO ANDREA MARTELLA: A VENEZIA SI DIVIDONO TRA CHI NON LO CONOSCE E CHI NON L’HA MAI VISTO; IN QUANTO SENATORE, STA INFATTI PIÙ A ROMA CHE A MESTRE E DINTORNI – AL RESIDUATO BELLICO DEGLI APPARATI DEL NAZARENO, IL CENTRODESTRA HA OPPOSTO SIMONE VENTURINI: UN ASSESSORE, BRACCIO DESTRO DI BRUGNARO, CHE I VENEZIANI DEI CETI MEDI E BASSI, COSÌ COME LA PARTE PRODUTTIVA, CONOSCONO, E BENE - I CASI VENEZI E BIENNALE NON HANNO SPOSTATO VOTI: SE LA “BACCHETTA NERA” FA GIRARE LE GONDOLE AI 50MILA ABITANTI DI VENEZIA, I RESTANTI 150MILA ELETTORI SONO TRA MARGHERA, MESTRE E FAVERO, NON PROPRIO GENTE CHE VA ALLA FENICE - MENTRE DELLA RUSSIFICAZIONE DEL PADIGLIONE DELLA BIENNALE DA PARTE DI BUTTAFUOCO, AL DI LÀ DELLE ÈLITES, GLI ELETTORI SE NE FOTTONO, AVENDO PROBABILMENTE ALTRI PROBLEMI DA FAR QUADRARE NELLA LORO VITA QUOTIDIANA...