giuseppe conte olivia paladino

IL PARTITO DI CONTE - IL NULLA CON LA POCHETTE TRASFORMATO IN MARIO MONTI COI CAPELLI TINTI: È LA FIGURA PIÙ APPREZZATA DEL GOVERNO CON UNA FIDUCIA DEL 58% DEGLI INTERVISTATI, 4 PUNTI IN PIÙ DI SALVINI - BISIGNANI: “A QUESTO PROGETTO STANNO LAVORANDO FRANGE VATICANE, VOLONTARIATO DI SANT'EGIDIO, L'INTELLIGENCE DI GENNARO VECCHIONE (CHE HA UN DEBOLE PER LE BELLE DONNE) E PIÙ DI QUALCHE GRANDE MANAGER PUBBLICO”

1 - IL CAPITANO E IL PROFESSORE LA CONVIVENZA IMPOSSIBILE

Mario Ajello per “il Messaggero”

 

GIUSEPPE CONTE

Gli amici di Salvini da qualche giorno ripetono: «Matteo ha quasi nostalgia di Di Maio». Cioè? E' cambiata la coppia di duellanti e il nuovo tandem (Salvini-Conte al posto di Salvini-Di Maio ormai infiacchito dentro e fuori il suo partito) sembra ancora più incompatibile di quello precedente. E il Capitano non si trova a suo agio con il Professore: quello ha la felpa e gli piace mostrare il pancione, questo ha la pochette addirittura con il pizzo a tre guglie dal taschino (sembrano le tre cime di Lavaredo come negli skipass); e sono diversi in tutto, per storia personale, gusti, stili, approcci.

 

Gennaro Vecchione

«Mi sembra Mario Monti», è il giudizio di Salvini, che diffida oltre misura per l'ingresso nel mainstream europeista e nell'establishment istituzionale italiano di colui che non solo lui considerava un passacarte - il vice-premier dei due vicepremier - e invece si sta rivelando uno trasiticcio, come si dice nel suo Sud. Ossia uno capace d'infilarsi di soppiatto nel mondo che conta. Addirittura (ma suvvia!) riuscendo ad essere paragonato, dagli intellettuali di sinistra e vicini al Pd di cui il 34 per cento dei votanti dichiara di stimarlo molto, ad Aldo Moro.

GIUSEPPE CONTE MATTEO SALVINI

 

Con Di Maio si trova meglio il Capitano in quanto populisti tutti e due, affiatati nell'esibizione del giovanilismo (Conte invece ha 54 anni ma sembra il vecchio zio di Matteo che ne ha 46), entrambi meno adottabili rispetto al premier da parte di quel moderatismo benpensante in cui l'ex avvocato del popolo ci sguazza. Il Barbaro con l'Azzimato sono una coppia troppo improbabile per poter esistere. Infatti, si combattono e se Salvini alla fine non andrà in Senato mercoledì a parlare del caso Metropol, subito dopo Conte, sarà un'altra sfida nella sfida. «Conte mi ha pugnalato alle spalle nella partita Ue», dice uno. E l'altro: «Matteo mi minaccia con la crisi? Io un lavoro ce l'ho».

 

GRADIMENTO

vladimir putin a palazzo chigi incontra giuseppe conte 1

Conte, ultimo sondaggio Ipsos di Nando Pagnoncelli, è la figura più apprezzata del governo con una fiducia del 58 per cento degli intervistati, 4 punti in più di Salvini (Di Maio è molto staccato, fermo al 34 per cento). Anche per questo, il capo leghista, oltretutto fiaccato dal caso rubli, avrebbe preferito che il suo sparring partner restasse Luigi, che alcuni 5 stelle riservatamente definiscono «il mozzo di Matteo».

 

Invece, al Capitano tocca vedersela con uno che ancora non s'è messo in proprio ma potrebbe, perché ha molte sponde su cui contare: quelle istituzionali in Italia e in Europa, molta parte delle gerarchie e del mondo cattolico che lui coltiva non solo perché è devoto a Padre Pio, sempre più esponenti grillini che vedono in lui un'estrema possibilità di futuro e in Di Maio il passato di un'illusione, e apparati burocratici (viene dal Tar della giustizia amministrativa) e università, per non dire di Von Der Leyen e Merkel.

GIUSEPPE CONTE E DONALD TRUMP

 

Salvini non può dire di Conte, come per Carola, che è «una comunista tedesca», ma non fa che ripetere: «Lui è proprio di sinistra». Conte potrebbe rispondergli come Ciccio Ingrassia in un film assurdo, «Per un pugno nell'occhio»: «Signor Capitano, mi permetto di ricordarle che il cuore sta sempre a sinistra». E poi bisognerà vedere chi vince.

 

2 - CONTE SI CREDE MONTI: ECCO

Luigi Bisignani per “il Tempo”

 

Caro direttore, l'avvocato degli italiani, Giuseppe Conte, non vuole andare a votare a settembre non solo perché brama di restare a Palazzo Chigi, ma soprattutto perché stanno preparando un partito tutto per lui. La "lista Conte", un mix di mondo cattolico variopinto tra solidarietà, rigore e comprensione verso le nuove tendenze della società. A questo progetto lavorano frange vaticane che non si rassegnano a vedere emarginata la loro missione, organizzazioni cattoliche del volontariato, pezzi dell' intelligence e più di qualche gran de manager pubblico.

 

GIUSEPPE CONTE CON I FRATI A SAN GIOVANNI ROTONDO

 

Il Premier per adesso si schernisce, finge di non sapere, anche perché aveva solennemente dichiarato che finito questo sogno sarebbe tornato dai suoi studenti e ai suoi arbitrati. Ora però si guarda bene dal ripeterlo, troppo proteso ad alimentare il fuoco tra Di Maio e Salvi ni, ha bisogno di tempo almeno fino alla primavera.

 

Ormai è tutto un via vai di sondaggi, commissionati sul suo appeal dal devoto Rocco Casalino, il "grande fratello" cresciuto tra la scuderia di Lele Mora e Telelombardia, l' unico che gli è rimasto fedele. Gradimento che i sondaggi dicono alto tra gli italiani ma in caduta libera dentro Movimento 5 stelle, per non parlare della Le ga. Per Grillo, infatti, l' immagine troppo "leccata" del Presidente ha fatto perdere al MSS la sua forza rivoluzionaria che ora spera di poter ritrovare con una coppia inedita di lotta e di governo, Roberto Fico, Presidente della Camera, e Luigi De Magistris, Sindaco di Napoli.

 

GIUSEPPE CONTE E L IMMAGINE DI PADRE PIO

 

Casalino pensa in vece a Conte leader, in ticket con la sua conterranea pugliese Barbara Lezzi, attuale ministro per il Sud, sua complice di mille battaglie politiche e non. Al nord un referente potrebbe essere Sergio Battelli, deputato genovese alla seconda legislatura, animalista convinto, detto anche "Mago Forest" per la somiglianza con il noto personaggio televisivo.

 

Chi sta lavorando per la lista Conte è una umanità variegata, passa dalle segrete stanze Vaticane e lambisce importanti studi legali. Come quello di Grande Stevens, la cui eredità è stata raccolta da Michele Briamonte, punto di riferimento in Vaticano dove ha già avuto qualche fastidio. E poi il solito profumo di servizi di sicurezza e qualche bella dama romana, che in questi casi non manca mai.

parolin

 

giuseppe conte parla con avvocato in mutande a napoli 5

Oltretevere si muove con la consueta raffinatezza un estimatore di Conte, monsignor Claudio Maria Celli, stratega della comunicazio ne e diplomatico di lungo corso con alterne fortune tra Cina e Venezuela. Incontri riservati si svolgono in una palazzina di Propaganda Fide in via Carducci, benedetta anni fa dal compianto cardinale indiano Ivan Dias.

 

Il delicato arcivescovo Celli è il collante con Villa Nazareth, dove risiede la Comunità Domenico Tardini, sacerdote romano, attento ai temi sociali, che la fondò per accogliere bambini poveri e orfani, ma poi diventata il fulcro dell' intellighenzia cattolica, con il suo punto di riferimento spirituale nel Cardinale Silvestrini e con la benevolenza del segretario di Stato Pietro Parolin.

 

giuseppe conte pizzaiolo da gino sorbillo 10

E proprio Conte è presente nel comitato scientifico, incoraggiato da Silvestrini, verso il quale ha una venerazione assoluta. A spingere per una lista cattolica con Conte lavora anche la Comunità di Sant' Egidio, in questi ultimi mesi molto occupata ad aiutare il governo sulla crisi libi ca per agevolare i corridoi umanitari, ricevendo il plauso di Palazzo Chigi.

 

MARIA STELLA GIORLANDINO

E sempre sulla Libia, ma con uno sguardo alle prospettive future del suo Capo, opera l' uomo catapultato dal Premier al DIS, il generale Gennaro Vecchione. Ha un debole per la giusta sistemazione logistica dei vari edifici dei Servizi sparsi per Roma e per le belle donne, l'ultima delle quali una vecchia conoscenza dei salotti e della cronaca, Maria Stella Giorlandino, ch Artemisia, protagonista tempo fa di una rocambolesca fuga che ha tenuto in apprensione la Roma bene.

MARIA STELLA GIORLANDINO INSIEME ALLA POLIZIA

 

GIUSEPPE CONTE GIOCA CON I CANI

A Conte leader guardano infine con interessata attenzione per la loro riconferma due manager pubblici di grande spessore: i laici Claudio Descalzi di Eni e Alessandro Profumo di Leonardo, entrambi, per motivi diversi, in difficoltà. Dopo il flop di Mario Monti, che aveva allora anche l' appoggio Giorgio Napolitano, riusciranno tutti questi eroi a mettere su un Partito attorno a Conte?

 

Serve tempo, organizzazione e fondi ma Casalino ne è certo. Sempre che non bisogna raccogliere pure le firme in giro per l' Italia per presentare la lista, oppure fare come in passato, quando è bastato creare un piccolo gruppo parlamentare. E non è certo un caso se Conte ai parlamentari che incontra domanda con il suo miglior sorriso «ma tu sei diventato contiano...?». Salvini avvisato.

URBANO CAIRO E GIUSEPPE CONTE

GIUSEPPE CONTE CON OLIVIA PALADINO E LA FIGLIA

 

giuseppe conte agli anelli nella installazione di maupal a roma 2GIUSEPPE CONTE E MATTEO SALVINI A FIRENZE (DAL PROFILO INSTAGRAM DI GIUSEPPE CONTE)FRANCESCA GIULIANO CON GIUSEPPE CONTEgiuseppe conte legge una poesia dopo il consiglio dei ministri 3giuseppe conte antonello venditti al canottieri roma 2GIUSEPPE CONTE VERSIONE POLLO - VIGNETTA BENNYGIUSEPPE CONTE E OLIVIA PALADINOGIUSEPPE CONTE E OLIVIA PALADINOGIUSEPPE CONTE AL MARELUIGI DI MAIO GIUSEPPE CONTE ALIAS MARK CALTAGIRONE MATTEO SALVINI BY OSHO

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