bonaccini

SUL PD ARIA DI BONACCIA, ANZI DI BONACCINI – “SOGNO UN PARTITO CON UNA CLASSE DIRIGENTE CHE DENTRO UN BAR SAPPIA ASCOLTARE CHI HA DI FRONTE” (MEMORABILE LO SHAMPOO FATTO A UN ELETTORE AL BAR DURANTE LA CAMPAGNA ELETTORALE: VIDEO!) - A SALVINI: "I CAMPANELLI LI SUONI A CASA TUA” – IL RAPPORTO COMPLICATO CON ROMA, LA FILOSOFIA ‘ENJOY THE SILENCE’ ISPIRATA DAI DEPECHE MODE E LA PASSIONE PER LA JUVE

Marco Imarisio per il “Corriere della Sera”

 

NICOLA ZINGARETTI STEFANO BONACCINI

Allora Bonaccini, complimenti per la bella vittoria, ma già che ci siamo potrebbe elencare la formazione del Milan che vinse lo scudetto della stella, magari in omaggio al suo nemico

Matteo Salvini, tifoso rossonero?

«Vediamo... Albertosi, Collovati, Maldera, De Vecchi, Bet, Baresi...». Fino a qui tutto bene. E dopo? «Uhm... un indizio?». Fece gol nella partita decisiva a San Siro con il Verona. «Vinicio Verza?» Niente da fare. Era Walter Alfredo Novellino. «Porca miseria, lo sapevo, lo avevano preso dal Perugia di Castagner, che proprio quell' anno arrivò secondo...».

 

BONACCINI MANGIA A UN GIORNO DA PECORA

La sua Juventus, meglio lasciarla stare. Su quella è imbattibile. Anzi, ne fa una malattia. «Hai battuto Salvini con il bel gioco», gli ha detto la scorsa notte a Casalecchio di Reno uno dei suoi collaboratori. «Proprio come l' Ajax contro di voi in Champions League», ha obiettato un giornalista cattivo. Lui ha fatto una smorfia, come se gli avessero tirato un cazzotto in pancia.

 

Ma se qualcuno dovesse mai sfidare in nozionismo calcistico l' ex bambino dalla memoria prodigiosa, le altre squadre e i precedenti cinquanta campionati offrono maggiori possibilità di successo. Stefano Bonaccini si ricorda tutto.

 

BONACCINI MANGIA A UN GIORNO DA PECORA

Non dimentica. Anche la scorsa notte ha avuto un pensiero, a dire la verità si è proprio commosso, per il Cev. Che era poi Maurizio Cevenini, il suo gemello diverso, che a furor di popolo doveva essere sindaco di Bologna e lui cercò di aiutare in ogni modo, ma non piaceva tanto a quelli che credono sempre di saperne più degli altri, e certe volte le storie finiscono proprio male.

 

ZAYTSEV BONACCINI

Anche lui, come il suo amico purtroppo scomparso, è più un tipo da bar che da Mulino, nel senso della casa editrice e con rispetto parlando.

Anche lui non è preda del complesso di superiorità che tante volte sembra intrinseco agli uomini del centrosinistra.

 

Figlio di un camionista e di una casalinga molto attiva nel volontariato che gli attaccò l' amore per la politica, non si offende se gli danno del popolano, che è cosa diversa da populista. «Io sogno un Pd con una classe dirigente che quando entra in un bar o in un supermercato, sappia ascoltare chi ha di fronte. Dobbiamo tornare nei luoghi che avevamo abbandonato e che Salvini, diciamo la verità, ha meritoriamente riempito in nostra assenza».

velasco bonaccini

 

Words are very unnecessary... In questo mese durante il quale ha macinato oltre dodicimila chilometri in auto, Bonaccini ha inferto ai suoi collaboratori una terapia intensiva a base di Depeche Mode, il suo gruppo feticcio. E ogni volta che quelli gli dicevano «bisogna reagire alle provocazioni», lui attaccava le strofe di Enjoy the Silence , godetevi il silenzio. Non è un chiacchierone, Bonaccini. Sul suo essere burbero esistono due correnti di pensiero. La prima si basa sull' assunto campanilista che per i bolognesi quelli che vengono dalla provincia di Modena sono un po' esuberanti, diciamo così. La seconda, più attendibile, trova conferma nella testimonianza di Sandra, sua moglie. «Non è saccente, ha solo una memoria spaventosa. Non è arrogante, è solo molto timido».

bonaccini velasco

 

Come tutti i prodotti politici di questa terra, Bonaccini ha un rapporto complicato con Roma, un misto di attrazione e timore. Ma è sempre stato consapevole che questa partita, così decisiva gli avrebbe cambiato la vita.

 

BONACCINI E BEPPE SALA

«Grazie per averci salvato» gli hanno urlato i militanti nella piazza di Modena dove ieri sera ha festeggiato la vittoria. Il sentimento generale è proprio lo scampato pericolo. «Il Pd che vorrei non deve mai più tenersi indietro da quei luoghi dove la gente fatica, studia, soffre. La presenza sul territorio serve a fare sentire la gente parte di un progetto comune, a toglierla dalla paura dell' isolamento. Sui social, dove Salvini è più avanti di noi, dobbiamo inventarci qualcosa, ma con un linguaggio diverso. Se oggi abbiniamo il nome Pd a un' idea, a una identità, faticheremmo a trovarla. Appena capirò che cosa vogliamo fare, come vogliamo rinnovarci, darò il mio contributo». Così parlò Bonaccini Stefano da Campogalliano.

bonaccini casadei

 

Nel 2018, quando venne giù tutto, fece più di un pensiero su una candidatura alle primarie nazionali poi vinte dal suo amico Nicola Zingaretti. «So di essere di media statura, ma attorno a me non vedo giganti» disse citando Giulio Andreotti. Poi ci ripensò, fedele alla linea del partito. Perché gli eredi del Pci-Pds emiliano sono fatti così. Anche quando per cause di forza maggiore, o per la fragilità di questa stagione politica, diventano l' ultima grande speranza del centrosinistra italiano.

 

BONACCINI AL BAR

Luca Sablone per il Giornale

stefano bonaccini stefania bondavalli 4

Su Stefano Bonaccini si hanno due dati di fatto innegabili: la vergogna del Partito democratico e il nervosismo.

 

Il candidato rosso per l'Emilia-Romagna ha tolto il simbolo dei dem dal suo profilo Facebook e dai poster della campagna elettorale. Una testimonianza evidente: con quel logo si potrebbero perdere voti, quindi è meglio nasconderlo. A far tremare il governatore, probabilmente, è anche il fatto che la partita è ancora apertissima, tutt'altro che chiusa.

 

stefano bonaccini

Recentemente si è reso protagonista di un'aggressione verbale nei confronti di un elettore arrabbiato. Come si apprende da un servizio de La7, il cittadino ha tuonato: "Io ho gli stivali, vede? Non faccia il fenomeno". Dalle retrovie si vede arrivare un Bonaccini furibondo, che risponde stizzito: "Lei ha bisogno che impari l'educazione. Adesso mi lasci parlare. Mia mamma era orfana di entrambi i genitori, da bambina ha dovuto emigrare per sopravvivere. Io vengo da una famiglia molto umile. Lei a me non insegna cosa significa lavorare perché io lavoro 14 ore al giorno comprese le domeniche, quindi sia rispettoso degli altri".

 

STEFANO BONACCINI TOGLIE IL SIMBOLO DEL PD DAI MANIFESTIstefano bonaccini 4stefano bonaccini 3stefano bonaccini 1il confronto tra stefano bonaccini e lucia borgonzoni a cartabiancastefano bonaccini 2stefano bonaccini a tagada'

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