andrea orlando nicola zingaretti

NEL PD SIAMO ALLE SOLITE: TUTTI CONTRO TUTTI – IL PARTITO DEMOCRATICO ESCE A PEZZI DALLE NOMINE DEI SOTTOSEGRETARI: MENTRE ZINGA ERA IMPEGNATO A TWITTARE PER BARBARA D’URSO “FORZA ITALIA” GLI HA SCIPPATO LA DELEGA ALL’EDITORIA - PERCHÉ PAOLETTA DE MICHELI FU COSTRETTA A DIMETTERSI DA VICE-SEGRETARIO QUANDO ENTRÒ AL GOVERNO E ORLANDO INVECE RIMANE AL SUO POSTO? IL MINISTRO DEL LAVORO GRIDA AL COMPLOTTO E ACCUSA GLI EX RENZIANI DI VOLER "LOGORARE" ZINGA

Maria Teresa Meli per il “Corriere della Sera”

 

orlando zingaretti

Nicola Zingaretti di fronte alla Direzione, riunita per discutere l' esclusione delle donne dalla guida dei dicasteri, invoca una «rigenerazione» del partito e ricorda agli avversari interni che «le scelte politiche delle ultime settimane sono state approvate all' unanimità».

 

Poi aggiunge: «Se per sbaglio provassimo a non polemizzare su tutto». Quindi, quasi a prevenire ulteriori liti sulla linea politica del Pd, il segretario decide di non nominare mai Giuseppe Conte: l' ex «punto di riferimento dei progressisti» non viene citato nemmeno una volta.

 

IL TWEET DI NICOLA ZINGARETTI A DIFESA DI BARBARA DURSO

Ma il segretario non riesce comunque a placare le tensioni interne: ormai tra i dem è guerra e alle porte non sembra esservi nessun armistizio. Le ferite aperte dalla scelta dei sottosegretari sono ancora troppo fresche. Il Pd non ha più nessuno agli Interni, dove, in compenso, torna il leghista Nicola Molteni. Matteo Mauri, l' uomo che ha contribuito a modificare i decreti Salvini, non ce l' ha fatta. Gli resta un profondo rammarico: «Mai avrei pensato che il Viminale sarebbe rimasto "spresidiato" da parte del Pd».

ANDREA ORLANDO

 

E ancora, raccontano che Andrea Orlando sia rimasto veramente molto male per l' esclusione di Andrea Martella. Ma a proposito del neo ministro del Lavoro: è su di lui, ieri, che si è scatenato un acceso dibattito.

 

MEME SUL SOSTEGNO DI NICOLA ZINGARETTI A BARBARA DURSO

Per due diversi motivi. Primo: Zingaretti intende lasciarlo alla vice segreteria. «Perché non si dimette come ha fatto Paola De Micheli quando è entrata al governo?», chiede in Direzione Chiara Gribaudo. E l' ex ministra delle Infrastrutture, nella riunione, ricorda puntigliosamente che le sue dimissioni da vice segretaria erano state concordate con Zingaretti prima dell' ingresso nell' esecutivo. Come a dire: perché io sì e Orlando no? Ultimativo, con il Foglio , Andrea Marcucci: «Si deve dimettere».

 

paola de micheli

E sul ministro del Lavoro, come si diceva, si è aperto anche un secondo fronte. Ieri infatti è apparsa sulla Nazione un' intervista in cui Orlando attacca gli ex renziani del Pd, accusandoli, di voler «logorare» Zingaretti. Le repliche non si sono fatte attendere.

Secondo Marcucci il ministro «insegue le ombre».

 

Sprezzante il commento del presidente della Commissione Affari europei di palazzo Madama Dario Stefano: «Evocare un complotto ai danni di Zingaretti è una trama degna di un film noir, mi sa che Orlando ne vede troppi».

andrea marcucci matteo renzi 1

 

Base riformista, il correntone di minoranza del Partito democratico, è in subbuglio per le parole del ministro del Lavoro: «dipingerci come una ridotta renziana è caricaturale», fanno sapere da quell' area. E Base riformista a questo punto non sollecita più nemmeno una collegialità di gestione: non avanza infatti nessuna richiesta per un altro vice segretario da affiancare a Orlando. Segno che non c' è nessuna tregua in vista. È probabile quindi che alla fine si opti per una vice donna, magari Cecilia D' Elia, zingarettiana di ferro.

 

ANDREA ORLANDO NICOLA ZINGARETTI

Comunque la Direzione viene aggiornata a lunedì, ma non sarà quella la sede del primo vero confronto tra le diverse anime del Pd. Bisognerà attendere l' Assemblea nazionale, in cui Zingaretti chiederà al partito «rispetto» e un mandato chiaro per continuare a guidare il Pd in attesa di un Congresso che sembra essere ormai inevitabile anche se c' è chi, come Debora Serracchiani, lo ritiene un errore («Potrebbe creare logoramento»).

DARIO STEFANO

 

Base riformista chiede le assise nazionali «dopo le amministrative», accusando la maggioranza di voler rinchiudere «in un recinto di sinistra il Pd». E in attesa che Stefano Bonaccini sciolga la riserva, si vagliano altre possibili candidature: Simona Bonafé, segretaria dei dem toscani e il sindaco di Firenze Dario Nardella. Resta invece ancora al fianco del segretario il ministro della Cultura Dario Franceschini.

MEME SUL SOSTEGNO DI NICOLA ZINGARETTI A BARBARA DURSOMEME SUL SOSTEGNO DI NICOLA ZINGARETTI A BARBARA DURSO

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