nikki haley donald trump mike pence

PENCE A TE – DONALD TRUMP HA AFFIBBIATO AL SUO VICE LA PATATA BOLLENTE DEL CORONAVIRUS PER SCARICARLO? IN MOLTI PENSANO CHE IL PUZZONE AL SUO POSTO VOGLIA L’EX AMBASCIATRICE ALLE NAZIONI UNITE NIKKI HALEY – IL TYCOON AVREBBE GIÀ DECISO LA DATA IN CUI ANNUNCIARE LA SCELTA: IL 16 LUGLIO, QUANDO IL VINCITORE DELLE PRIMARIE DEM TERRÀ IL DISCORSO DI ACCETTAZIONE…

 

 

Gabriele Carrer per www.formiche.net

 

donald trump nomina mike pence responsabile per l'emergenza coronavirus

Donald Trump non vuole perdere la presidente degli Stati Uniti e sta preparando con largo anticipo un colpo di scena: scaricare il suo vice, Mike Pence, per rimpiazzarlo con l’ex ambasciatore alle Nazioni Unite ed ex governatore della Carolina del Sud, Nikki Haley. Il tycoon avrebbe anche già deciso la data dell’annuncio: il 16 luglio, cioè il giorno in cui il vincitore delle primarie democratiche (quindi il suo sfidante alle elezioni di novembre) terrà il suo discorso di accettazione. A sostenere l’esistenza di una simile strategia è stato, come riporta The Hill, Paul Begala, storico analista della CNN e stratega di Bill Clinton, durante un intervento alla conferenza della potente organizzazione Aipac (American Israel Public Affairs Committee) a Washington.

TRUMP E NIKKI HALEY

 

RUBARE LA SCENA AI DEM

 

Mi è stato “garantito”, ha rivelato, che Trump “scaricherà Mike Pence”, lo lancerà “sotto il bus” del Coronavirus, al quale ha affidato la titolarità del dossier mettendolo alla guida di una task force. “Questa non è una previsione. È una certezza. Giovedì 16 luglio – la data in cui il democratico terrà il suo discorso di accettazione – quel giorno, per interrompere quella narrativa, Donald Trump terrà una conferenza stampa a Mar-a-Lago”, ha spiegato Begala aggiungendo che la scelta è legata alla necessità del presidente di rafforzare la propria posizione elettorale nei confronti delle suburban moms, le mamme di periferia.

TRUMP E NIKKI HALEY

 

LE SMENTITE

 

Più volte il nome di Nikki Haley è circolato come quello giusto per un eventuale nuovo running mate del presidente Trump. Ma lei stessa ha sempre smentito quelle voci dichiarando la propria fiducia e il proprio sostengo al ticket repubblicano che vinse nel 2016 contro l’accoppiata democratica formata da Hillary Clinton e Tim Kaine. Tra Haley e Trump sembra essere però riscoppiata una certa sintonia negli ultimi temi, come raccontava il New York Times pochi mesi fa, sottolineando anche come la nomina di Haley (confermata dal Senato con ben 96 voti su 100 a favore) sia stata tra le scelte più pesanti di questi tre anni di amministrazione Trump. C’è talmente feeling che il presidente non ha mai nascosto l’intenzione di coinvolgere l’ex ambasciatore nella sua campagna per il 2020 elogiandone il lavoro al Palazzo di vetro.

ivanka trump con niki haley ambasciatrice usa all onu

 

I PRECEDENTI

 

mike pence donald trump

Per ritrovare un presidente che ha scelto di cambiare running mate per la rielezione dobbiamo tornare indietro a Franklin Delano Roosevelt che rimpiazzò prima John Nance Garner con Henry Wallace nel 1940 e poi lo stesso Wallace con Harry Truman nel 1944 quando era a caccia del terzo mandato (poi, dopo la sua morte, entro in vigore la legge che limita i mandati presidenziali a due). Non conquistò, invece, la vittoria Gerald Ford nel 1976, quando scelse di sostituire Nelson Rockefeller con Bob Dole.

TRUMP E NIKKI HALEY

 

Per trovare altri casi simili serve tornare indietro al XIX secolo, quando per esempio Abraham Lincoln sostituì il nordista repubblicano Hannibal Hamlin con il sudista democratico Andrew Johnson nel 1864 con l’idea di creare un ticket di unità. Sei settimane dopo l’inizio del suo secondo mandato Lincoln venne assassinato e così Johnson, e non Halmin, divenne presidente: un evento che cambiò la storia della Ricostruzione.

 

LA FORZA DI UN NUOVO TICKET

ivanka trump con niki haley ambasciatrice usa all onu

 

Della sostituzione di Pence per Haley scriveva quasi un anno fa sul sito della CNN Arick Wierson, ex consigliere di Michael Bloomberg quando questi era sindaco di New York. “Sarebbe un colpo da mostrare che cambierebbe la storia delle elezioni del 2020 e manderebbe in totale confusione i democratici”, scriveva. Parole molto simili a quelle di Begala. Ancora Wierson: “Trump farebbe la storia scegliendo una donna di colore con un un lungo curriculum politico e conoscenza di politica estera, rendendolo il ticket più vario nella storia del Partito repubblicano”. Con Haley rafforzerebbe la sua posizione difensiva in Stati chiave e potrebbe puntare ad altri che nel 2016 Hillary Clinton aveva riconquistato andando a riempire il vuoto di cui spesso i repubblicani accusano Pence, che secondo molti nel Gop poco ha fatto quattro anni fa per la vittoria di Trump.

mike pence donald trump nancy pelosi

 

LE AMBIZIONI DI HALEY

 

In cambio Haley potrebbe farsi l’esperienza necessaria a candidarsi presidente nel 2024. A tal proposito torna utile una dichiarazione dell’ex consigliere di Trump, Steve Bannon, che una volta descrisse l’ex ambasciatore dicendo: “Penso che sia incredibilmente ambiziosa sul piano politico”.

Ultimi Dagoreport

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L'ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D'ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER - CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO - MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA - CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? - INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…

riccardo chiaberge luciano canfora donald trump

AVANTI POPOLO, ALLA RISCOSSA! – RICCARDO CHIABERGE: “HA RAGIONE TRUMP, LO SPETTRO DEL COMUNISMO TORNA AD AGGIRARSI IN TUTTO IL MONDO. È A BARI CHE SI RINTANA IL GRANDE VECCHIO, LA GUIDA SUPREMA DI QUESTA BIECA CONSORTERIA IDEOLOGICA: IL PROFESSOR LUCIANO CANFORA. NEL SUO NUOVO LIBRO, ‘COMUNISMO. UN’ALTRA STORIA’, L’INSIGNE FILOLOGO ASSICURA CHE IL MOVIMENTO FONDATO DA MARX E LENIN È PIÙ VIVO CHE MAI, E STA RINASCENDO SU SCALA MONDIALE COME REAZIONE ALL’IMPERIALISMO. SI CAPISCE L’ALLARME DI DONALD: URGE ORDINANZA RESTRITTIVA CONTRO IL PROFESSORE. UN NUOVO FRONTE CHE TROVA NEL COMPAGNO PUTIN IL SUO LEADER NATURALE….“

giorgia meloni donald trump

DAGOREPORT - CON QUALE FACCIA GIORGIA MELONI SI PRESENTERÀ AL SUMMIT NATO DI ANKARA? CHE FARÀ AL COSPETTO DEL TRUMPONE CHE L’HA SBERTUCCIATA CON UN TERRIBILE “MEME”, CHE È IL LIVELLO PIÙ BASSO DI PERCULAMENTO SOCIAL, COSA MAI SUCCESSA PRIMA CON ALTRI LEADER DI GOVERNO EUROPEI? - UN “MEME” CHE VUOLE DIRE “STAI LONTANO DA ME”, “NON SEI PIÙ UNA MIA FAN”, QUINDI NON CI PROVARE AD AVVICINARTI PER UNA FOTO ACCANTO AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI - SE NEL BREVE LO SCAZZO CON IL CALIGOLA POTREBBE ANCHE AIUTARLA NEI SONDAGGI, SULL’ALTRO PIATTO DELLA BILANCIA, L’ITALIA BASTONATA DA TRUMP VIENE PERCEPITA IN MANIERA COSÌ IRRILEVANTE CHE CI SI PUÒ ANCHE PERMETTERE QUESTO BULLISMO SOCIAL, CON MELONI TRASFORMATA IN PUNCHING-BALL DA PALESTRA - DAL MOMENTO CHE TRUMP TRADUCE IL RAPPORTO DI AMICIZIA IN “TU FAI QUELLO CHE TI DICO IO”, DA QUI AL VOTO, L'EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" PUÒ PERMETTERSI MESI DI INSULTI E POLEMICHE CON IL PRESIDENTE DEGLI USA?