oligarchi non sanzionati

PERCHÉ BORIS JOHNSON NON HA SANZIONATO IL SUO OLIGARCA RUSSO PREFERITO, ALEXANDER LEBEDEV? FORSE PERCHÉ É IL PADRE DI UN SUO AMICO INTIMO. IN CHE MODO DMITRY RYBOLOVLEV HA EVITATO LE SANZIONI? FORSE PERCHÉ AVEVA FATTO GRANDI FAVORI A TRUMP. E COME MAI VLADIMIR POTANIN È STATO GRAZIATO? FORSE PERCHÉ È IL PIÙ GRANDE PRODUTTORE MONDIALE DI NICHEL, FONDAMENTALE PER L’INDUSTRIA INFORMATICA – L’ELENCO DEGLI OLIGARCHI CHE, GRAZIE A FAVORI E INVESTIMENTI, HANNO SCAMPATO LE SANZIONI

Jacopo Iacoboni per “La Stampa”

 

alexander lebedev 4

Perché Boris Johnson non ha sanzionato il suo oligarca russo preferito, Alexander Lebedev, ex colonnello del Kgb a Londra, poi banchiere, da cui Johnson andava a feste allegre nelle ville italiane del figlio Evgheny in Umbria, solo e senza scorta? Lebedev avrebbe stretti legami con Putin, secondo un report dell'intelligence italiana, e è il padre dell'amico intimo di Johnson, Evgeny Lebedev, fatto addirittura lord Siberia da Johnson.

In che modo Dmitry Rybolovlev ha evitato di essere sanzionato?

 

dmitry rybolovlev

Forse perché aveva fatto grandi favori a Trump e a una parte trumpiana ancora evidentemente presente nell'amministrazione americana? Questo miliardario e oligarca russo proprietario del Monaco calcio è ancora libero di viaggiare in tutto il mondo. Il suo yacht Anna, può navigare dove vuole e è appena arrivato in un porto sicuro a Bodrum, Turchia. Rybolovlev vendette la sua partecipazione in Uralkali, il più grande produttore russo di fertilizzanti al potassio, per 5,3 miliardi di dollari nel 2010.

 

vladimir yevtuchenko 4

Ha comprato case e tenute in Europa per 1 miliardo di dollari (400 milioni solo per "La Belle Époque", un attico di Montecarlo in cui vive), l'isola greca di Skorpios, e la squadra di calcio del Monaco. Ma soprattutto, ha avuto buonissimi rapporti con molta parte trumpiana nell'amministrazione americana. Nel 2008 Trump vendette la tenuta di sei acri a Palm Beach proprio a Rybolovlev: un colpo di fortuna immobiliare, diciamo così, che ha fruttato a Trump 95 milioni di dollari, dopo che ne pagò appena 41 per la proprietà solo quattro anni prima. Un finanziamento illecito dai russi, più che una vendita?

 

iskander makhmudov

Tutta l'operazione meritò diverse pagine nell'inchiesta di Robert Mueller sull'interferenza della Russia nelle elezioni Usa 2016.

Quell'America esiste ancora, nonostante Biden.

Perché Vladimir Potanin, 61 anni, un patrimonio netto di 28,9 miliardi di dollari, è stato colpito solo dal Canada, e solo di recente, mentre è graziato da Usa e Ue? Potanin, ex alto funzionario sovietico, ex vice primo ministro di Boris Eltsin nel 1996 e nel 1997 (fu l'uomo che si occupò della privatizzazione di varie imprese statali, assieme ad Anatoly Chiubais), spese 2,5 miliardi di dollari per Sochi (le Olimpiadi ordinate da Putin). Forse i motivi per cui solo il Canada finora l'ha messo sotto sanzioni è che Potanin dirige Norilsk Nickel, il più grande produttore mondiale di nichel. Fondamentale per semiconduttori e industria informatica.

vladimir potanin 5

 

L'altro motivo è che Potanin ha investito molti dei suoi soldi nel sistema di arte e gallerie americano: solo dopo l'attacco della Russia all'Ucraina si è dimesso dal consiglio di fondazione del Museo Guggenheim, per fare uno dei possibili esempi. Arte e cultura sono sempre stato il più potente sistema di ripulitura dell'immagine per la cleptocrazia russa. Forse è questa l'unica spiegazione che può salvare Leonid Mikhelson, 66 anni (25,5 miliardi), anche lui colpito solo in Canada: fondatore e presidente del produttore di gas Novatek e azionista del 36% nella società petrolchimica Sibur, Mikhelson comprò alcune delle sue azioni Sibur da Kirill Shamalov, l'ex genero di Putin. Alcuni esperti hanno detto a Blooomberg che avevano in parte evitato i primi round di sanzioni a causa delle loro partecipazioni in enormi società metallurgiche ed energetiche.

 

alexander lebedev 5

Molti oligarchi che operano nei metalli si salvano per questo, probabilmente. Igor Altushkin è il fondatore e il maggiore azionista della Russian Copper Company, il terzo produttore di rame del paese. È un sostenitore chiave della Chiesa ortodossa russa. Colpire il rame è rischioso, perché serve nell'industria dei computer. Iskander Makhmudov, nato in Uzbekistan, è il principale proprietario del conglomerato di metalli UGMK, che controlla 300 compagnie minerarie sparse in tutta la Russia. UGMK finanziò con 100 milioni l'arena del ghiaccio Shayba per le Olimpiadi di Sochi 2014, che poi "donò" al Cremlino.

 

dmitry rybolovlev

Come mai Vagit Alekperov è stato sanzionato solo nel regno Unito? Ex viceministro del petrolio e del gas nell'ultimo governo sovietico, Alekperov ha fondato la Lukoil nel 1991 come impresa statale, poi diventata privata (ma sempre sua) nel '93. Ora produce il 2% del petrolio mondiale, ma Alekperov è riuscito parzialmente a sfangarla (tolto il Regno Unito) perché si è dimesso da Lukoil, e perché era visto dall'Occidente come un contrappeso al boss plurisanzionato di Rosneft, Igor Sechin.

 

iskander makhmudov 6

L'elenco è in continuo mutamento. E piano piano, in fondo, l'Occidente li sta andando a prendere tutti. I repubblicani americani sostengono che stanno evitando sanzioni oligarchi in qualche modo connessi al figlio di Biden: per esempio Vladimir Yevtuchenko, con cui Hunter Biden in anni remoti discusse un affare, e B. Ivanishvili, oligarca russo potentissimo in Georgia, azionista di Gazprom. Va anche detto che non sono pesci grossi come Potanin, Rybolovlev, e ovviamente Abramovich, sanzionato dall'Ue ma non dagli Usa: Zelensky stesso chiese alla Casa Bianca di non colpirlo, quando sperava che Abramovich potesse fare qualcosa per la "trattativa".

Roman Abramovich

 

Le cose andarono diversamente. Abramovich fu avvelenato, da falchi del Cremlino, dissero alcuni degli altri avvelenati. Ora gli Stati Uniti gli stanno andando a prendere due dei mega jet, che Abramovich ha portato a Mosca, utilizzando come motivo legale il fatto che ha violato la legge che vieta il trasferimento di questi beni in Russia.

joe e hunter biden alexander lebedev 3iskander makhmudov vladimir yevtuchenkovladimir potanin 3dmitry rybolovlev 3vladimir yevtuchenko vagit alekperov vagit alekperov 5alexander lebedev 2

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…