giuseppe conte ponte morandi benetton autostrade

PERCHÉ CONTE, NEL DUELLO ALL’ULTIMO PONTE CON I BENETTON, CI HA PRESO PER IL CULO - INTANTO, LA FATIDICA PAROLA “REVOCA” NON C’È, SOSTITUITA DA TRATTATIVA. E STAMATTINA LA “VITTORIA” DI CONTE È STATA COSÌ ACCOLTA IN BORSA: + 25,69% PER IL TITOLO DI ATLANTIA  - QUANDO CONTE SOSTIENE CHE SARÀ CDP A ENTRARE IN AUTOSTRADE, NON SPECIFICA IN QUANTO TEMPO NÉ QUANTO SARÀ COSTRETTA A SGANCIARE PER LE QUOTE DEI BENETTON

4. ANCORA: NESSUN ACCENNO ENTRO QUANTO TEMPO VERRÀ SOSTITUITO IL MANAGEMENT E DA CHI. E NESSUNA DATA PRECISA SU COME E QUANDO ASPI DIVENTERÀ UNA PUBLIC COMPANY - MA IL VERO OBIETTIVO DEL BAU BAU DI CONTE (“I BENETTON CI PRENDONO IN GIRO, COSÌ SARÀ REVOCA”) ERA POLITICO: SORPASSARE A SINISTRA DI MAIO, PER DIVENTARE LA GUIDA DEL M5S

Dagoreport

conte ponte genova

 

Chi ha vinto davvero nel duello all’ultimo ponte con i Benetton? Tutti, a partire da Conte, hanno voglia di fingersi trionfatori di una triste sceneggiata durata due anni. Il volpino di Palazzo Chigi ha prima proclamato che quello di Aspi è “un altro dossier ricondotto alla ragione” ma poi si è affrettato a precisare che l’accordo faticosamente raggiunto ieri notte, tra governo e Benetton, "andrà tradotto nei prossimi giorni in un accordo chiaro e trasparente".

giuseppe conte paola de micheli ponte genova

 

La verità che “Giuseppi” prima ha alzato la cresta e poi ha dovuto abbassarla, perdendo la faccia. Nell’intervista al “Fatto”, parlando con il suo mentore e grillo parlante Marco Travaglio, aveva baldanzosamente minacciato: “I Benetton ci prendono in giro, così sarà revoca”. E commentando l’irricevibile proposta del gruppo aveva rincarato: “Per me c’è una sola scelta e ce l’hanno imposta loro”.

 

SARDINE CON OLIVIERO TOSCANI E LUCIANO BENETTON

Ma alla fine della pantomina, dopo tanto ciarlare, diurno e notturno, la revoca non c’è stata. Il bau bau di Conte, camuffato come un qualunque scamisados alla Di Battista, è stato apparecchiato non solo per compiacere Travaglio e la linea intransigente del “Fatto”, ma il vero obiettivo era di sorpassare a sinistra il Poltronificio Di Maio per sistemarsi politicamente alla guida del Movimento.

 

Tra l’altro questo scappellamento intransigente e propagandistico di Conte Casalino è arrivato mentre Luigino incontrava Gianni Mion, presidente di “Edizione” e uomo di fiducia della famiglia di magliari veneti, per intavolare una trattativa già apparecchiata da Paola De Micheli.

 

BEPPE GRILLO E LE CONCESSIONI AI BENETTON

E alla fine la sceneggiata di Conte, come al solito, si è risolta in una ennesima presa per il culo. Intanto, la fatidica parola “revoca” non c’è, sostituita da trattativa. E stamattina la “vittoria” di Conte-Travaglio è stata così accolta in Borsa: il titolo di Atlantia ha guadagnato il 25,69% riportandosi ai livelli dello scorso 8 luglio e recuperando 1,7 miliardi persi lunedì scorso.

 

sabrina con gilberto benetton

Perché, accantonando la fatidica revoca, si è evitata la palude di un lungo e incerto strascico legale e giudiziario. E finché c’è trattativa, per i Benetton c’è speranza. Infatti, i giornaloni che sostengono che sarà Cassa depositi a entrare in Autostrade, ma nessuno specifica in quanto tempo.

 

fabrizio palermo luigi di maio

Non basta: non c’è nessun indizio su quanto sarà costretta a sganciare Cdp per rilevare le quote della famiglia Benetton. Ancora: nessun accenno entro quanto tempo verrà sostituito il management di Autostrade per l’Italia (Aspi) e da chi? Infine, nessuno ha un’idea chiara e date precise su come e quando Aspi diventerà una public company.

 

conte di maio

Il ministro dello sviluppo economico, Patuanelli, ha spostato l’orizzonte molto in là: “L'uscita dei Benetton da Autostrade per l'Italia e l'ingresso dello Stato richiede procedure che si misurano nell'arco di un anno: entro settembre ci sarà un primo passaggio molto rapido di perdita di controllo". Segnate in agenda: si parla di un anno, almeno.

 

Qual è la “morale della fava”? Scongiurata la tanto minacciata revoca, ora ci si siede a tavolino e partirà una trattativa lenta, lunga, cavillosa in cui ognuno tirerà l’acqua al suo casello. Ma se Conte ha perso la faccia e il ciuffo per aver fatto il duro, ora può riaccomodarsi in poltrona.

travaglio conte

 

ASPI: PATUANELLI,ENTRO SETTEMBRE PRIMA PERDITA CONTROLLO

 (ANSA) - L'uscita dei Benetton da Autostrade per l'Italia e l'ingresso dello Stato richiede procedure "che si misurano nell'arco di un anno: entro settembre ci sarà un primo passaggio molto rapido di perdita di controllo". Così il ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli.

 

ATLANTIA, ULTERIORE BALZO IN PIAZZA AFFARI (+25%)

giuseppe conte patuanelli

(ANSA) - Piazza Affari infrange un nuovo diaframma in Piazza Affari, dove guadagna il 25,69% a 14,28 euro, riportandosi ai livelli dello scorso 8 luglio. Recuperati gli 1,7 miliardi di euro persi lunedì scorso (-15,19% a 11,36 euro) dopo la bocciatura del presidente del consiglio Giuseppe Conte alla proposta da 3,4 miliardi di euro di Aspi. Un calo, quello di lunedì, superiore a quello registrato tra il 4 e il 18 marzo scorsi, quando il titolo era precipitato fino a 9,82 euro a seguito dei dati di traffico autostradale e aeroportuale per l'emergenza Covid. Il balzo odierno supera la debacle del 16 agosto 2018 (-22,25%) all'indomani del crollo del Ponte Morandi, ma con un prezzo ben al di sotto dei 18,3 euro di allora.

camion basko ponte morandiuna torta a forma di ponte morandi giuseppe conteBRUNO VESPA DANILO TONINELLI CON IL PONTE MORANDI CROLLATOponte Morandi ponte morandi spinoza genovacrollo ponte morandi genova 33ponte morandi

Ultimi Dagoreport

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…

elly schlein giuseppe conte roberto vannacci

FLASH – IL CAMPO LARGO LITIGA ANCHE SU VANNACCI! SCHLEIN, CONTE E COMPAGNI SONO DIVISI SU COME FRONTEGGIARE LE SPARATE E I VIDEO INDECENTI DELL’EX GENERALE - C’È CHI VORREBBE DENUNCIARLO, PRENDERLO DI PETTO E INCALZARLO PER LA SUA PROPAGANDA NEO-FASCIA CONVINTO CHE VADA ARGINATO CON LE CATTIVE. MA ALTRI, TRA CUI GIUSEPPE CONTE, CHE INVECE PENSANO SIA MEGLIO LASCIARLO SCORRAZZARE LIBERO. IL RETROPENSIERO È: “PIÙ CRESCE VANNACCI, PEGGIO È PER LA MELONI” (ALMENO FINCHÉ NON SI ALLEANO)

giuseppe conte elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - MENTRE CASA ITALIA BRUCIA, TRA PISTOLERI E GENERALI, NON DISTURBATE ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE: I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) PROPRIO NON SI RENDONO CONTO CHE IL "CAMPO LARGO" VA ALLARGATO A TUTTE LE FORZE MODERATE E RIFORMISTE. AD OGGI, DI UNA COALIZIONE ALTERNATIVA ALL'ARMATA BRANCA-MELONI, NON C’È TRACCIA - SE CONTE E SCHLEIN TENESSERO DAVVERO ALLA VITTORIA DELLA COALIZIONE, PIÙ CHE ALLA PERSONALE AMBIZIONE DI ANDARE A PALAZZO CHIGI, AVREBBERO DA TEMPO FATTO UN PASSO INDIETRO A FAVORE DI UN "PAPA STRANIERO" (IL FAVORITO E' ROBERTO GUALTIERI) - MA I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) NON RIESCONO A FICCARSI NELLA TESTA CHE, IN CASO DI SCONFITTA ALLE POLITICHE DEL 2027, RISCHIAMO DAVVERO DI SVEGLIARCI UNA MATTINA CON MELONI AL QUIRINALE E VANNACCI A PALAZZO CHIGI…