annalena baerbock

PIÙ BALLISTA CHE ECOLOGISTA - LA 40ENNE CANDIDATA DEI VERDI TEDESCHI ANNALENA BAERBOCK STA BRUCIANDO LA CREDIBILITÀ CHE SI ERA COSTRUTITA CON UNA SERIE DI BUGIE E PASSI FALSI: IL PARTITO ECOLOGISTA È PASSATO DAL 28% DI APRILE ALL'ATTUALE 19%, DIETRO LA CDU - QUELLA CHE DOVEVA ESSERE LA NUOVA MERKEL SI È DOVUTA GIUSTIFICARE SU TASSE, ASSEGNI MENSILI PER UN DOTTORATO MAI COMPLETATO, CURRICULM "AGGIUSTATO" E PURE SU UN INSTANT BOOK ACCUSATO DI PLAGIO…

Letizia Tortello per "La Stampa"

 

 

 

annalena baerbock 4

Era questo il sogno dei Verdi tedeschi, che fino ad aprile volavano in alto, al 28% con la candidata del rinnovamento, la 40enne Annalena Baerbock, illudendosi di conquistare il Paese con la seconda donna cancelliera della storia della Repubblica? Evidentemente no.

 

La stella del partito più innovativo della Germania, che prometteva di dare una scossa alla tranquilla stabilità «del secolo scorso» offerta dagli avversari della Cdu, si è improvvisamente offuscata.

 

annalena baerbock 9

Complice una campagna elettorale per il voto del 26 settembre che la leader ambientalista sta giocando malissimo. Tra errori, accuse di plagio e piccole bugie sul suo curriculum, una di quelle pecche che in Germania è costata il posto a più di un politico. Non ultima la ministra della Famiglia Franziska Giffey (Spd), dimessasi a fine maggio, sospettata di aver copiato la tesi di dottorato.

 

annalena baerbock 3

La credibilità è tutto, per gli elettori che dopo sedici anni di Frau Merkel devono scegliere se voltare pagina. E Baerbock la sta progressivamente perdendo. I sondaggi fotografano il crollo dei Verdi, da primi davanti alla Cdu/Csu a secondo partito oggi, scivolati al 19%, sotto di dieci punti rispetto ai cristiano-democratici guidati dal successore di Angela, Armin Laschet.

 

annalena baerbock 2

Anche il sostegno alla 40enne come candidata è diminuito: più della metà dei tedeschi si dice molto insoddisfatto di come sta lavorando, solo un quinto la ritiene affidabile come futura cancelliera, a pari merito con il socialdemocratico Scholz, mentre Laschet è al 29.

 

La marea contro cui la «donna nuova» sta lottando è stata scatenata da diversi suoi passi falsi. A cominciare da dichiarazioni inesatte sulla carriera accademica e da alcuni ritocchi al curriculum, tipo di fare parte di rinomate organizzazioni come la German Marshall Fund, cosa non vera. «Sono stata molto sciatta», ha ammesso la verde.

annalena baerbock 11

 

Che però si è trovata anche a doversi giustificare sul pagamento delle tasse di alcune donazioni ricevute, e sugli assegni mensili da 1050 euro pagati dal 2009 al 2012 dalla fondazione Heirich Böll, vicina ai Verdi, per un dottorato mai completato.

 

annalena baerbock 8

E ancora, in questi giorni, si è dovuta difendere dagli attacchi di un cacciatore di plagi, l'austriaco Stefan Weber, dopo la pubblicazione del suo instant book «Ora. Come rinnoviamo il nostro Paese».

 

annalena baerbock 1

Secondo Weber, ampi stralci sarebbero copiati dall'Agenzia federale tedesca per l'educazione civica. Una bufera che ha messo in pausa le proposte di modernizzazione dei Verdi, obbligando media e dibattito pubblico a concentrarsi su quanto Baerbock sia degna di fiducia.

 

annalena baerbock 6

«Tengo molto in considerazione le critiche - ha detto alla Süddeutsche Zeitung -. Avrei dovuto citare le fonti, ma il mio non è un saggio». Il partito non l'ha aiutata subito a raddrizzare il tiro: ha annunciato di voler denunciare gli accusatori e ha parlato di «calunnia».

 

annalena baerbock 5

Invano, il capo della campagna dei «Die Grünen», Michael Kellner, prova a riportare l'attenzione sui programmi: «La Cdu è bloccata al XX secolo. Volete combattere il cambiamento climatico, o volete il futuro dell'altro ieri?», dice. Stesse parole da lei: «Per tre anni abbiamo lavorato intensamente per il cambiamento».

 

annalena baerbock 7

Tra le fila degli avversari c'è chi la difende, come il ministro degli Interni Seehofer (Csu) e Scholz, che definiscono esagerate le critiche. Rivolte peraltro a una donna, candidata contro tutti uomini, a cui vengono poste domande assai meno personali e imbarazzanti rispetto a quelle indirizzate a lei.

 

caricatura di annalena baerbock

Se basterà il repentino cambio di strategia dei Verdi (basta parlare di errori) per recuperare, a meno di 80 giorni dal voto, non si sa. Certo, gli errori di Baerbock potrebbero dare una spinta inattesa alla campagna piuttosto «noiosa e senza ambizione» (dicono i critici) di Laschet, che punta fondamentalmente a un messaggio: «Dopo Merkel, noi siamo l'àncora» del Paese.

annalena baerbockangela merkel e annalena baerbockannalena baerbock 12Annalena Baerbock e Robert Habeck 1Annalena Baerbock e Robert Habeckannalena baerbockannalena baerbock 1annalena baerbock 2annalena baerbock 5annalena baerbock 1annalena baerbock 2annalena baerbock 3annalena baerbock 4annalena baerbock 10

Ultimi Dagoreport

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)