raffaele fitto giorgia meloni recovery fund pnrr

PNRR, MISSIONE COMPIUTA. MA ORA VIENE IL DIFFICILE – IL GOVERNO HA CENTRATO TUTTI E 55 GLI OBIETTIVI PREVISTI PER IL SECONDO SEMESTRE DEL 2022. ENTRO FINE ANNO PARTIRÀ LA RICHIESTA ALLA COMMISSIONE UE PER INCASSARE LA TERZA RATA DA 20 MILIARDI DEL RECOVERY PLAN – FITTO: “PER RIUSCIRCI HO DOVUTO STALKERIZZARE TUTTI I MINISTRI” – IL PROBLEMA ADESSO È RIUSCIRE A USARE LE RISORSE EUROPEE: SU 40 MILIARDI FINORA NE SONO STATI SPESI MENO DELLA METÀ…

Alessandro Barbera per “La Stampa”

 

GIORGIA MELONI PNRR

Gli ultimi ostacoli sono l'assunzione di nuovi ricercatori e l'assegnazione di alloggi per gli studenti universitari: la Commissione europea ha chiesto dettagli su chi li otterrà e dove. Il piano nazionale delle riforme è fatto anche di questo. Il ministro degli Affari comunitari Raffaele Fitto oggi sarà a Palazzo Chigi per firmare le ultime carte, entro il 31 dicembre partirà la richiesta formale alla Commissione europea per l'assegnazione della terza rata da venti miliardi del Recovery Plan, la seconda di quest' anno.

 

«Il lavoro è fatto, con Bruxelles non ci saranno difficoltà», spiega uno dei funzionari impegnati fino all'ultimo nel negoziato. Gli obiettivi da raggiungere nel secondo semestre del 2022 erano cinquantacinque, alcuni rilevantissimi, altri meno. L'ostacolo più difficile era la riforma dei servizi pubblici locali, ma nel complicato contratto firmato dall'Italia con l'Unione ci sono anche impegni più minuti, come il miglioramento dei «criteri ambientali minimi per gli eventi culturali» come l'uso di materiali riciclabili per i palcoscenici.

 

PNRR Next Generation EU

«Vi ho dovuto stalkerizzare uno ad uno, ma ci siamo», spiegava ieri Fitto ad un collega ministro. Per tagliare il traguardo e non rischiare di perdere i finanziamenti il governo di Giorgia Meloni ha dovuto fare di necessità virtù. La norma sull'uso dei Pos introdotta da Draghi, ad esempio: era uno degli obiettivi del primo semestre di quest' anno, dunque se ci fosse stato un allentamento delle sanzioni agli esercenti che lo rifiutano, si sarebbe messa a rischio la rata del secondo.

 

Per completare il lavoro iniziato dal predecessore, la premier ha dovuto accelerare alcune riforme. Quelle più contestate riguardano il processo civile. Poco prima di Natale il Consiglio nazionale forense ha chiesto (senza successo) di stralciare la norma introdotta nella Finanziaria che imporrà dal primo marzo (invece del 30 giugno) di rendere più veloci le fasi preliminari del contraddittorio. Come è noto, i tempi italiani sono fra i peggiori dell'Unione.

 

raffaele fitto giancarlo giorgetti paolo gentiloni

La parte più difficile del Recovery su cui ora si concentrerà il lavoro di Fitto riguarda la cosiddetta «messa a terra» del piano. Se le stime fatte dal governo Draghi fossero state rispettate, l'Italia avrebbe già dovuto spendere quaranta miliardi di euro. Le previsioni di spesa in mano a Fitto parlano nella più rosea delle ipotesi della metà. Per questo, entro la fine di gennaio, ci sarà un decreto per rimettere mano al processo decisionale.

 

Oggi l'impianto del Recovery ruota attorno a quattro strutture burocratiche: il «servizio centrale del Pnrr» presso il ministero del Tesoro (lo gestisce Carmine di Nuzzo della Ragioneria generale dello Stato), la «segreteria tecnica della cabina di regia» a Palazzo Chigi guidata da Chiara Goretti, «l'unità per la regolazione» diretta da Nicola Lupo, a cui si aggiunge un responsabile per ciascun ministero di spesa. Fitto, a cui sono state assegnate tutte le deleghe, ha già ottenuto l'ultima parola sul lavoro della struttura del Tesoro, sulla carta in capo a Giancarlo Giorgetti.

 

RAFFAELE FITTO GIORGIA MELONI

Per ottenere ulteriori cambiamenti Fitto deve accordarsi con la Commissione europea, perché anche la governance del piano è parte degli impegni grazie ai quali l'Italia riceverà duecento miliardi di euro di qui al 2026. Quel che conta è anzitutto non perdere il flusso dei finanziamenti: per le banche d'affari i quaranta miliardi di euro garantiti ogni anno dal Recovery sono un puntello ai conti pubblici italiani in un momento di forte rialzo dei tassi di interesse.

 

raffaele fitto giancarlo giorgetti paolo gentiloni 1

A marzo il governo chiederà a Bruxelles la modifica di alcuni progetti, un ulteriore aggiornamento dei costi (aumentati a causa dell'inflazione) e la revisione dei tempi per la consegna di molti appalti. L'unica cosa che il governo non può chiedere di cambiare è la scadenza finale: in ogni caso il piano e ciascun appalto dovranno essere completati entro dicembre 2026.

 

Non sarà un negoziato semplice, perché i fondi restano quelli a disposizione e nel frattempo c'è chi ha cambiato idea e chiede soldi inizialmente rifiutati: è il caso della Spagna, che aveva fin qui accettato solo quelli a fondo perduto e ora vuole - come l'Italia - risorse a prestito

giorgia meloni ursula von der leyen 3giorgia meloni ursula von der leyen 1giorgia meloni ursula von der leyen ursula von der leyen giorgia meloni al consiglio europeo

Ultimi Dagoreport

giovambattista fazzolari francesco filini gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT – FREGATO UNA VOLTA DAL CERCHIO MAGICO DI “PA-FAZZO CHIGI”, ORA CHIOCCI E’ PRONTO PER DIVENTARE PORTAVOCE DI GIORGIA MELONI – A FINE AGOSTO, LA SUA PROMOZIONE FU BRUCIATA DA UNO SCOOP DEL “FOGLIO” SU MANDATO DEI CAMERATI INSOFFERENTI PER IL SUO CARATTERINO, POCO INCLINE ALL’OBBEDIENZA - ORA PERO’ ALLA DUCETTA, CON UN 2026 IN SALITA, SERVE UN MASTINO PER GESTIRE IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, LA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE, LE NOMINE DELLE PARTECIPATE, CON LO SGUARDO ALLE POLITICHE DEL 2027 E AGLI SCAZZI QUOTIDIANI CON LEGA E FORZA ITALIA – SENZA CONTARE LA MINA VAGANTE VANNACCI – CHIOCCI, CHE DOVREBBE LASCIARE LA RAI A MARZO, ASPETTA DA PALAZZO CHIGI UNA PROPOSTA DI CONTRATTO BLINDATA (VUOLE CHIAREZZA SULLA RIPARTIZIONE DELLE DELEGHE PER EVITARE INVASIONI DI CAMPO DI FAZZOLARI E FILINI) – AL SUO POSTO, ALLA GUIDA DEL TG1, IN POLE C’E’…

fabrizio corona pier silvio berlusconi giampaolo rossi

FLASH – TENETEVI FORTE: ORA INIZIA UNA VERA GUERRA TRA MEDIASET E RAI! – NON SOLO GLI UFFICI LEGALI DELLA FAMIGLIA BERLUSCONI STANNO RIVEDENDO, FOTOGRAMMA PER FOTOGRAMMA, L’OSPITATA DI FABRIZIO CORONA A “LO STATO DELLE COSE”, ORA PIER SILVIO BERLUSCONI HA DECISO CHE LA RAI LA PAGHERA’ DURAMENTE PER TUTTO LO SPAZIO CONCESSO AI DELIRI DI “FURBIZIO” (CHE E’ STATO ACCOLTO IN PASSATO A “BELVE”, A “CIAO MASCHIO”, A “DOMENICA IN” E PIU’ RECENTEMENTE DA GILETTI ED E’ STATO VIDEOCHIAMATA DA FIORELLO A “LA PENNICANZA”) – LA VENDETTA DI “PIER DUDI” SI CONSUMERA’ NELLA SETTIMANA DI SANREMO, VERA CASSAFORTE DELLE CASSE RAI: CONTROPROGRAMMAZIONE AGGRESSIVA DA PARTE DI MEDIASET E, NEL SABATO DEL FESTIVAL, POTREBBE ANDARE IN ONDA MARIA DE FILIPPI - DALLA RAI SI CERCA UN ACCOMODAMENTO: LA SETTIMANA PROSSIMA, MASSIMO GILETTI DOVREBBE ANDARE IN ONDA CON UNA PUNTATA "RIPARATRICE" DOPO AVER DATO SPAZIO ALLE ESONDAZIONI DI CORONA...

john elkann andrea agnelli ardoino devasini juventus

FLASH – VOCI DA TORINO: JOHN ELKANN POTREBBE PRENDERE IN CONSIDERAZIONE L’IDEA DI VENDERE LA JUVENTUS PER UNA CIFRA VICINA AI 2 MILIARDI DI EURO (DEVASINI E ARDOINO, I DUE PAPERONI A CAPO DI TETHER, IL COLOSSO DELLE STABLECOIN, AVEVANO OFFERTO 1 MILIARDO) - NEL CASO IN CUI L’AFFARE ANDASSE IN PORTO E I DUE CRIPTO-RICCONI RIUSCISSERO A PAPPARSI LA SOCIETA’, ANDREA AGNELLI POTREBBE ENTRARE NEL CAPITALE CON UNA PICCOLA QUOTA E AIUTARE NELLA GESTIONE DELLA SQUADRA: SAREBBE IL LINK CON LA FAMIGLIA AGNELLI E CON IL PASSATO "GOBBO”…

matteo salvini tedofori milano cortina

A PROPOSITO DI… SALVINI – IL CAPOSTAZIONE DELLA LEGA È ARRIVATO PUNTUALE NEL DIRE LA SUA SUI TEDOFORI DI MILANO CORTINA. UN CASO CHE HA PRESO “A CUORE” - PER LA CARNEVALATA ORGANIZZATA DA MALAGÒ, LO SPONSOR HA REALIZZATO ALTRETTANTE TUTE TERMICHE, BEN PRESTO FINITE IN VENDITA PER MIGLIAIA DI EURO NEI SITI DI “SECONDA MANO”. SE LA MORALE SPESSO NON URTASSE LE COSCIENZE, VERREBBE DA CHIEDERE AL MINISTRO SALVINI CON IL “CUORE IN MANO” SE QUELLE TUTE TERMICHE DATE AI TEDOFORI NON AVREBBERO POTUTO SALVARE LA VITA DEL VIGILANTE MORTO DAL FREDDO IN UN CANTIERE OLIMPICO A CORTINA…

donald trump free iran

DAGOREPORT – CHE CE FAMO CON KHAMENEI? TRUMP MINACCIA TEHERAN MA L’INIZIATIVA MILITARE SI ALLONTANA: GLI ALLEATI ARABI DEGLI USA (ARABIA SAUDITA E QATAR) SONO CONTRARI AL BOMBARDAMENTO E LE PORTAEREI AMERICANE SONO LONTANE DAL MEDIO ORIENTE – PIÙ PROBABILE, PER ORA, CHE GLI “AIUTI” PROMESSI DA WASHINGTON SIANO ATTACCHI CYBER E SABOTAGGI ENERGETICI, IN GRADO DI INDEBOLIRE IL REGIME DI KHAMENEI – IL PIANO “PSYOPS” DI GUERRA PSICOLOGICA, LE MOSSE SUL CAMPO DI CIA E MOSSAD E LA DURA REALTÀ: BUTTATO GIÙ KHAMENEI, NON C’È UN'OPPOSIZIONE PRONTA A PRENDERE IL POTERE O UNA FIGURA FANTOCCIO (COME IN VENEZUELA) PER LA SUCCESSIONE -RIMUOVERE L'AYATOLLAH PROVOCHEREBBE PIÙ INSTABILITÀ. E TANTI SALUTI AL FIGLIO DELLO SCIÀ, REZA PAHLAVI, E AI MANIFESTANTI CHE INVOCANO LIBERTÀ E VENGONO TRUCIDATI DAL REGIME - VIDEO

gio scotti

COME MAI LA BELLISSIMA GIO SCOTTI, MODELLA E INFLUENCER ITALIANA DI 19 ANNI, È DIVENTATA SUO MALGRADO UN’ICONA DELL’ALT-RIGHT AMERICANA? – LA RAGAZZA, CHE HA QUASI 3 MILIONI DI FOLLOWER SUI SOCIAL E A QUANTO PARE NON HA MAI ESPRESSO PUBBLICAMENTE OPINIONI POLITICHE, GRAZIE ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, È STATA PRESA IN PRESTITO DA SUPREMATISTI, “INCEL” E “GROYPERS” COME SIMBOLO DELLA BELLEZZA “ARIANA” E OCCIDENTALE - A SUA INSAPUTA, LA RAGAZZA E' DIVENTATA STRUMENTO DI UNA "GUERRA CULTURALE" CHE DIFFONDE IDEE ESTREMISTE E INQUINA IL DIBATTITO FOMENTANDO ODIO