PREMIERATO COMPLICATO: LA MELONI SI RITROVA UN NEMICO IN CASA – DOPO AMATO, CASSESE, VIOLANTE AD AFFOSSARE LA MADRE DI TUTTE LE RIFORME MELONIANE ARRIVA PURE MARCELLO PERA, CANDIDATO DEL CENTRODESTRA AL QUIRINALE – I DUBBI SUL PRINCIPIO DELL’ELEZIONE DIRETTA DEL PREMIER CHE ACCOGLIE “SENZA ENTUSIASMO” – “IL PREMIO DI MAGGIORANZA SAREBBE SPROPORZIONATO”. SECONDO PERA BISOGNEREBBE INSERIRE UNA SOGLIA MINIMA NELLA COSTITUZIONE E CHIARIRE NELLA CARTA SE SI DEBBA RICORRERE AL BALLOTTAGGIO...

-

Condividi questo articolo


E.La. per "la Repubblica" - Estratti

 

marcello pera giorgia meloni marcello pera giorgia meloni

È stato chiamato come figura di riferimento nobile del partito, uno dei simboli della svolta istituzionale di Giorgia Meloni.

 

Ma Marcello Pera, ex presidente del Senato, è diventato un censore garbato ma implacabile della madre di tutte le riforme: il premierato. Il centrodestra, in queste ore, addossa all’opposizione le responsabilità dei ritardi nell’esame della legge. Ma nel corso dell’ultima commissione Affari Costituzionali del Senato, mercoledì scorso, è stato Pera a muovere le critiche più incisive.

 

marcello pera giorgia meloni marcello pera giorgia meloni

O comunque politicamente più rilevanti. Ha detto, tra l’altro, che in questo momento, con il testo approvato dal governo e con la previsione di tre poli politici, per l’elezione a premier basterebbe il 30 per cento dei voti: «Il premio di maggioranza sarebbe sproporzionato ». Secondo Pera bisognerebbe inserire una soglia minima nella Costituzione e chiarire nella Carta se si debba ricorrere al ballottaggio. Non una critica secondaria. Ma una delle tante che vengono mosse dal senatore di FdI, che ribadisce la condivisione «delle finalità della riforma», ma non nasconde dubbi sul principio dell’elezione diretta del premier che accoglie «senza entusiasmo» .

 

marcello pera marcello pera

È lo stesso principio contestato dall’opposizione. Che, in effetti, si è messa di traverso anche perché nulla si sa della riforma elettorale che dovrebbe accompagnare le nuove norme costituzionali: «In passato, quando sono state proposte modifiche costituzionali sulla forma di governo – dice Dario Parrini, esponente del Pd e vicepresidente della commissione - si è sempre discusso in parallelo della legge elettorale destinata a renderle operative. Col ddl sul premierato, per la prima volta, la maggioranza sperimenta il metodo delle riforme costituzionali a carte coperte, giocando a nascondino con la legge elettorale.

 

(...)

marcello pera marcello pera

In questo clima, riprende oggi l’esame delle norme del premierato, che va a rilento: la commissione ha finora esaminato appena il 40 per cento degli emendamenti (349 pagine del fascicolo su 864).

Marcello Pera Marcello Pera Marcello Pera Marcello Pera

 

Condividi questo articolo

ultimi Dagoreport

DAGOREPORT – JOE BIDEN VUOLE CHE GIORGIA MELONI METTA ALL’ORDINE DEL GIORNO DEL G7 L’USO DEI BENI RUSSI CONGELATI. PER CONVINCERE LA DUCETTA HA SPEDITO A ROMA LA SUA FEDELISSIMA, GINA RAIMONDO, SEGRETARIO AL COMMERCIO – GLI AMERICANI PRETENDONO DALL’EUROPA UN'ASSUNZIONE DI RESPONSABILITÀ DOPO TUTTI I MILIARDI CHE WASHINGTON HA POMPATO A ZELENSKY. MA METTERE MANO AI BENI RUSSI È UN ENORME RISCHIO PER L’UNIONE EUROPEA: POTREBBE SPINGERE ALTRI PAESI (CINA E INDIA SU TUTTI) A RIPENSARE AI LORO INVESTIMENTI NEL VECCHIO CONTINENTE…

DAGOREPORT – PARTITI ITALIANI, PERACOTTARI D'EUROPA - L’ASTENSIONE “COLLETTIVA” SUL PATTO DI STABILITÀ È STATA DETTATA SOLO DALLA PAURA DI PERDERE CONSENSI IL 9 GIUGNO - SE LA MELONA, DOPO IL VOTO, PUNTA A IMPUGNARE UN PATTO CHE E' UN CAPPIO AL COLLO DEL SUO GOVERNO, IL PD DOVEVA COPRIRSI DAL VOTO CONTRARIO DEI 5STELLE – LA DUCETTA CONTINUA IL SUO GIOCO DELLE TRE CARTE PER CONQUISTARE UN POSTO AL SOLE A BRUXELLES. MA TRA I CONSERVATORI EUROPEI STA MONTANDO LA FRONDA PER IL CAMALEONTISMO DI "IO SO' GIORGIA", VEDI LA MANCATA DESIGNAZIONE DI UN CANDIDATO ECR ALLA COMMISSIONE (TANTO PER TENERSI LE MANINE LIBERE) – L’INCAZZATURA DI DOMBROVSKIS CON GENTILONI PER L'ASTENSIONE DEL PD (DITEGLI CHE ELLY VOLEVA VOTARE CONTRO IL PATTO)…

DAGOREPORT – GIUSEPPE CONTE VUOLE LA DIREZIONE DEL TG3 PER IL “SUO” GIUSEPPE CARBONI. IL DG RAI ROSSI NICCHIA, E PEPPINIELLO MINACCIA VENDETTA IN VIGILANZA: VI FAREMO VEDERE I SORCI VERDI – NEL PARTITO MONTA LA PROTESTA CONTRO LA SATRAPIA DEL FU AVVOCATO DEL POPOLO, CHE HA INFARCITO LE LISTE PER LE EUROPEE DI AMICHETTI - LA PRECISAZIONE DEL M5S: "RETROSCENA TOTALMENTE PRIVO DI FONDAMENTO. IN UN MOMENTO IN CUI IL SERVIZIO PUBBLICO SALE AGLI ONORI DELLE CRONACHE PER EPISODI DI CENSURA INACCETTABILI, IL MOVIMENTO 5 STELLE È IMPEGNATO NELLA PROMOZIONE DEGLI STATI GENERALI DELLA RAI..."