ursula von der leyen

LA PRIMA VOLTA DI URSULA - ''L'ITALIA RISPETTI LE REGOLE SUI CONTI PUBBLICI. FLESSIBILITÀ? NE HA AVUTA PER 30 MILIARDI IN QUESTI ANNI - CAROLA? IN TUTTO IL MONDO IL DOVERE È SALVARE LE PERSONE DALL' ANGOSCIA DI TROVARSI IN ALTO MARE. MA IL NOSTRO DOVERE È ANCHE QUELLO DI AGIRE COERENTEMENTE CONTRO LA CAUSA DI QUESTO DISAGIO''. DISTRUGGE L'ACCORDO DI DUBLINO, E SPIEGA COME MAI HA PRESO COSÌ POCHI VOTI: ''VENIVANO DA ME E DICEVANO…''

Francesca Sforza per “la Stampa

 

Nella sua prima intervista concessa ai maggiori quotidiani europei, la neo Presidente della commissione Europea Ursula von der Leyen mostra da subito quali saranno le coordinate del suo mandato: ascolto delle diverse posizioni dei singoli Paesi e volontà di non avvelenare il clima puntando il dito su questo o quello Stato membro. Incline al sorriso, decisamente empatica, von der Leyen ha scelto di ricevere i giornalisti al ministero della Difesa di Berlino, luogo del suo ultimo incarico prima di trasferirsi a Bruxelles.

 

DAVID SASSOLI URSULA VON DER LEYEN

Tradizionalmente i tedeschi non hanno mai mostrato particolare affezione ai loro ministri della Difesa, ma le condizioni perché comincino ad amare da Presidente chi avevano criticato da ministro sembrano esserci tutte.

«Nel caso, sarebbe tutto merito dell' Europa», dirà al termine dell' incontro.

 

Presidente von der Leyen, lei è stata eletta con i voti del partito polacco di destra Diritto e Giustizia, con quelli del Movimento 5 Stelle, e contro l' indicazione dei socialdemocratici tedeschi. Si poteva fare meglio?

«Per me è stato fondamentale conquistare la maggioranza con un chiaro programma pro-europeo che ho presentato al Parlamento. Soltanto due settimane fa non era pensabile nessuna maggioranza, e per due ragioni: il legittimo risentimento per il fallimento del processo degli Spitzenkandidat e gli interrogativi sul programma. Ho usato il mio tempo per costruire consenso intorno al mio messaggio: "Vorrei un' Europa aperta al mondo, forte e capace di agire". È così che alla fine ho conquistato la maggioranza».

 

Sì, ma la maggioranza non era tutta europeista: i Verdi, l' Spd e anche parte del Ppe non l' ha votata. Non è un problema?

«La frase che mi hanno rivolto più spesso è stata la seguente: "Non ha nulla a che fare con te, ma non ti voto perché significherebbe il fallimento del processo degli Spitzenkandidat". Massima comprensione, ma è stato proprio grazie al sostegno che ho avuto da Manfred Weber che il consenso è cresciuto. Ho una maggioranza schiacciante tra i liberali, così come nel Ppe e tra i socialisti. Sono un' europeista convinta, adesso è decisivo lavorare sodo sulle soluzioni».

 

URSULA VON DER LEYEN

Nel programma si è posta obiettivi ambiziosi per la salvaguardia del clima, ma cosa è importante per l' economia, cosa per i cittadini?

«Il tempo corre e dobbiamo agire. L' inquinamento dell' atmosfera ha un prezzo che deve indurci a cambiare comportamenti e diminuire le emissioni di CO2. La nostra industria può fare di meglio: bisogna guardarsi dalle importazioni a basso costo, e nelle ragioni carbonifere dell' Europa centrale e orientale dobbiamo sostenere la transizione verso prodotti e luoghi di lavoro più puliti».

 

Ha annunciato un nuovo inizio per le politiche migratorie. Come dovrebbe funzionare?

«Il tema della migrazione ci accompagnerà per decenni.

Possiamo solo progredire sulla base di un concetto maturo e sostenibile. Inizia in Africa: è lì che dobbiamo investire con grande forza. Poi dobbiamo continuare con la lotta contro il crimine organizzato, cioè i contrabbandieri e gli scafisti. Va da sé che le persone in mare debbano essere salvate, ma questo non significa che debbano arrivare automaticamente in Europa. Abbiamo bisogno di frontiere esterne sicure e di una comprensione comune del sistema di asilo di Dublino, in modo che Schengen funzioni, in modo che le frontiere interne possano rimanere aperte».

 

L' Italia si è sentita spesso lasciata sola, ed è tra gli Stati che non intende accettare altri rifugiati. Cosa ne pensa?

«Penso che occorra ascoltare bene gli argomenti di ognuno. Anche la Polonia, ad esempio, ha ragione quando dice che ha preso 1,5 milioni di ucraini, non possiamo ignorarlo. Resta il fatto che ogni Stato membro ha bisogno della solidarietà degli altri nei diversi campi. Abbiamo bisogno di un' equa condivisione degli oneri, magari in campi diversi attraverso diversi paesi».

URSULA VON DER LEYEN ELETTA PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE EUROPEA 1

 

Chi non è solidale dovrebbe ricevere meno soldi dai fondi strutturali?

«Non mi piacciono le minacce isolate per affrontare le singole parti di un problema più grande. C' è una questione di responsabilità generale, se riduciamo il problema della migrazione in piccole porzioni, alla fine saremo tutti bloccati».

 

Come giudica il fatto che la comandante Carola Rackete si sia opposta alle indicazioni del vicepremier Salvini?

«In tutto il mondo il dovere è salvare le persone dall' angoscia di trovarsi in alto mare.

Ma il nostro dovere è anche quello di agire coerentemente contro la causa di questo disagio. Le persone lasciano le loro case per mancanza, terrore o povertà. Dobbiamo iniziare da lì. Gli investimenti sono nel nostro interesse e devono essere drasticamente aumentati, sia da parte europea che dai privati. In secondo luogo, le rotte migratorie sono organizzate da criminali che mettono i migranti in pericolo mortale: all' andata partono persone e a ritorno armi e droghe. Qui l' Europa deve stare al fianco degli gli stati africani, è un compito titanico, la cooperazione è essenziale».

 

Cosa farà se l' Italia proporrà un commissario della Lega, con un' idea di Europa diversa dalla sua?

URSULA VON DER LEYEN E FEDERICA MOGHERINI

«In linea di principio è diritto di ciascuno Stato membro proporre i suoi Commissari.

Ed è diritto del Presidente chiedere altri nomi qualora se ne ravvisino delle buone ragioni. Per iniziare bene è importante che io non dia delle condizioni. L' unica cosa che vedo essenziale è che nella composizione del collegio ci siano tante donne quanti sono gli uomini».

 

È un omaggio al sistema delle quote o crede che le donne possano risolvere meglio i problemi dell' Europa?

«Le donne costituiscono la metà della popolazione, ed è naturale che siedano al tavolo nello stesso numero. Non sono migliori degli uomini, ma sono diverse, hanno un altro sguardo ai problemi e alle possibili soluzioni. La politica non è diversa dalla scienza o dal business: le squadre miste funzionano meglio».

 

In che modo pensa che occorra resistere alle interferenze russe?

«La Russia è nostra vicina e resterà la nostra vicina. Ma il Cremlino non perdona alcuna debolezza, questo ci dice l' esperienza degli ultimi anni. L' Europa deve ripetere ancora e ancora: siamo disponibili al dialogo, ma da una posizione di forza. Ad esempio, quando si tratta di influenzare i social media, il modo migliore per scoprire e rendere pubbliche le cose è usare i mezzi migliori. Questa è la forza dei paesi liberi con la stampa libera».

 

L' esercito europeo è un obiettivo realistico?

MEME - CAROLA RACKETE COME LA ISOARDI IN BRACCIO A SALVINI

«Abbiamo fatto progressi impressionanti. Con 25 paesi abbiamo fondato l' Unione europea di difesa grazie a un fondo per la difesa. C' è la consapevolezza del bisogno di coordinare le nostre forze molto più da vicino, così da essere preparati nel caso in cui l' Europa sia obbligata ad agire, penso al Mali, cinque anni fa, quando volevamo agire e non abbiamo potuto farlo».

 

Venendo a uno dei dossier più scottanti per l' Ue, fino a dove è disposta ad arrivare per evitare una Brexit senza accordo?

«Non vogliamo una Brexit difficile. Non va bene per entrambe le parti. Abbiamo un buon accordo di uscita».

 

Ma non era morto?

«No, non è morto, è un accordo ben negoziato alla luce delle linee rosse tracciate dal governo britannico. Una Brexit senza accordo porterebbe a conseguenze negative enormi per entrambe le parti, per non parlare di cosa ciò significherebbe per l' Irlanda. Ecco perché dobbiamo fare di tutto per una Brexit ordinata.

Se ci sono buone ragioni per un' estensione dei termini, sono pronta ad ascoltarle».

 

putin salvini

L' Italia deve aspettarsi una Presidente della Commissione che imporrà stretta osservanza dei criteri di stabilità?

«Le regole del patto di crescita e stabilità ci sono per un buon motivo, e devono essere rispettate, ma all' interno del sistema di regole ci sono margini per una maggiore flessibilità e possono essere sfruttati meglio per consentire più investimenti. Questo è uno dei passi da fare insieme. Ancora una volta: evitiamo di avere un approccio troppo emotivo sul tema».

 

Come contenere invece gli impulsi illiberali che vengono da Polonia e Ungheria?

«In Europa c' è una spaccatura tra Nord e Sud per ragioni economiche, ma anche tra Est e Ovest. I paesi dell' Europa centrale e orientale non si sentono pienamente accettati. Se i toni dei nostri dibattiti restano così acuti, poi diventa difficile evitare che i singoli Paesi non si sentano criticati nel loro insieme, laddove invece la critica si rivolge a singoli deficit. Dobbiamo usare toni e argomenti più obiettivi. Ecco perché la vigilanza sullo stato di diritto deve valere per tutti gli Stati membri, in modo da non dare l' impressione che una parte dell' Europa sia critica nei confronti dell' altra. Dobbiamo avere tutti chiaro che lo stato di diritto è il nostro obiettivo, ma che non sempre lo realizziamo».

 

All' inizio della sua carriera disse di sognare gli Stati Uniti d' Europa. Il sogno è cambiato?

«È diventato più maturo e realistico. C' è unità nella diversità nell' Unione europea, è qualcosa di diverso dal federalismo. Penso che sia la strada giusta».

 

Dall'intervista di Tonia Mastrobuoni per www.repubblica.it

 

VIKTOR ORBAN CON DONALD TRUMP

Rigorosa come sempre, Ursula von der Leyen ci accoglie nella foresteria del ministero della Difesa che ha guidato fino a pochi giorni fa, ormai ospite tra gli ospiti, come i giornalisti venuti a intervistarla da tutta Europa. E affronta in un lungo colloquio tutte le tematiche più brucianti del presente, dalla Russia che sta allargando la sua influenza in Europa - come dimostra lo scandalo che sta travolgendo la Lega - agli errori sulle politiche migratorie come l'accordo di Dublino - "mi meraviglio come un accordo così sbagliato sia potuto essere firmato" - ai conti pubblici, su cui la neo presidente della Commissione europea promette uno "stretto monitoraggio" dell'Italia ma anche volontà di "dialogo" e di ascolto. Non senza ricordare al nostro Paese che grazie alla flessibilità, dal 2015 ci sono stati concessi 30 miliardi di euro in più. Von der Leyen elenca anche alcune delle riforme che ha intenzione di proporre, anzitutto il salario minimo e l'assicurazione europea sui disoccupati, anche contro il parere ufficiale del partito che rappresenta, la Cdu, e del Paese da cui proviene, la Germania.

Ultimi Dagoreport

meloni trump

DAGOREPORT - CHISSÀ, MAGARI LO SCONCIO GOLPE TRUMPIANO IN VENEZUELA, CON LA CATTURA DI MADURO E DECINE DI MORTI, HA SPEDITO GIORGIA MELONI IN UNO STADIO DI TALE PIACERE DA PERDERE IL CONTROLLO DEI NEURONI, INCIAMPANDO IN DUE MADORNALI GAFFE, CHE NESSUN MEDIA HA SOTTOLINEATO - PRESO IL MOSCHETTO, CALZATO L’ELMETTO, LA “CHICA CALIENTE” (COPY SANTIAGO ABASCAL) HA PROCLAMATO LA TESI DI ‘’UN INTERVENTO LEGITTIMO DI NATURA DIFENSIVA CONTRO IL NARCOTRAFFICO’’ - BENE, SIETE CURIOSI DI SAPERE CHI L’HA SMENTITA? LO STESSO TRUMP! “D’ORA IN AVANTI SAREMO FORTEMENTE COINVOLTI NELLA GESTIONE DEL PETROLIO DEL VENEZUELA” - MA NON È FINITA: LA STAGIONATA RAGAZZA PON-PON DEL TRUMPISMO SENZA LIMITISMO HA SPROLOQUIATO PURE DI UNA “AZIONE MILITARE ESTERNA”. A SMENTIRLA È ARRIVATO QUESTA VOLTA IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO: "NON SIAMO IN GUERRA…" - VIDEO

khamenei maduro putin xi jinping

DAGOREPORT – IL 2025 È STATO UN ANNO DI MERDA PER L’IRAN, MA IL 2026 POTREBBE ESSERE PEGGIO: IL BLITZ IN VENEZUELA E L’ARRESTO DI MADURO SONO UNA BRUTTISSIMA NOTIZIA PER KHAMENEI, CHE TEME DI FARE LA FINE DEL “COLLEGA” DITTATORE. AD AGGRAVARE LA SITUAZIONE CI SONO LE PROTESTE DILAGATE IN TUTTO IL PAESE – LA PERDITA DELL’ALLEATO DI CARACAS È UN PESO ANCHE NELL’EQUILIBRIO DEI RAPPORTI CON PUTIN E XI JINPING: LA COOPERAZIONE CON MADURO RAFFORZAVA IL POTERE NEGOZIALE DI TEHERAN CON RUSSIA E CINA. ORA TEHERAN È SOLA E PIÙ DIPENDENTE DA INTERLOCUTORI CHE LA USANO (PUTIN PER I DRONI, XI PER IL PETROLIO) MA NON HANNO INTERESSE A SOSTENERLA PIÙ DEL MINIMO NECESSARIO – IL POSSIBILE ARRIVO DI UN “BONAPARTE” IMMAGINATO DAGLI ANALISTI: NON SAREBBE UN LIBERATORE, MA SOLO L’ENNESIMO AUTOCRATE…

trump putin xi jinping

DAGOREPORT - QUANTO GODONO PUTIN E XI JINPING PER L’ATTACCO AMERICANO AL VENEZUELA! – L’UNILATERALISMO MUSCOLARE DI TRUMP E’ LA MIGLIORE LEGITTIMAZIONE PER LE AMBIZIONI, PRESENTI E FUTURE, DI RUSSIA E CINA – E INFATTI IL "NEW YORK TIMES" CRITICA L'ASSALTO A MADURO:"E' POCO SAGGIO" - SE WASHINGTON BOMBARDA CARACAS, IN VIOLAZIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE, CHI ANDRA’ A ROMPERE I COJONI A XI JINPING SE DOMANI DOVESSE INVADERE TAIWAN? E QUANTO GODE PUTIN NEL VEDERE L’OCCIDENTE BALBETTARE DAVANTI ALLE BOMBE DI WASHINGTON, NON COSI’ LONTANE DA QUELLE CHE MOSCA SGANCIA SULL’UCRAINA? – LA PREVISIONE BY RUVINETTI: NELL’INCONTRO IN ALASKA, TRUMP E PUTIN SI SONO SPARTITI IL MONDO, IN UNA SORTA DI “YALTA A MANO ARMATA” (L’UCRAINA A TE, IL VENEZUELA A ME)

zampolli corona trump meloni salvini

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA E LA PRECIPITOSA CADUTA DI PAOLO ZAMPOLLI: DA TRUMP A CORONA... - LA FORTUNA DEL MASCELLUTO IMMOBILIARISTA ITALOAMERICANO SAREBBE FINITA IL GIORNO IN CUI È SBARCATO A VILLA TAVERNA IL RUDE TILMAN FERTITTA. IL MILIONARIO INCORONATO AMBASCIATORE HA FATTO SUBITO PRESENTE ALL’EX MANAGER DI MODELLE CHI ERA IL SOLO PLENIPOTENZIARIO DI TRUMP IN ITALIA – SE SALVINI HA VOLUTO INCONTRARLO, LA ‘GIORGIA DEI DUE MONDI’ NON HA DI CERTO BISOGNO DI RICORRERE ALLE ARTI DIPLOMATICHE DI ZAMPOLLI: A MELONI BASTA ALZARE LA CORNETTA DEL TELEFONO E CHIAMARE DIRETTAMENTE IL TRUMPONE – PER FORTUNA CHE C’È FABRIZIO CORONA  ANCORA IN CIRCOLAZIONE A SPARAR CAZZATE: ZAMPOLLI LO AVREBBE CHIAMATO DALLA CASA BIANCA DURANTE L’INTERROGATORIO SU SIGNORINI IN PROCURA: "MI CERCA TRUMP, A GENNAIO CE NE ANDIAMO LÌ E LA MELONI MUTA". PER AGGIUNGERE POI, IN MANIERA ALLUSIVA: "LA MOGLIE DI TRUMP, MELANIA, MI CONOSCE MOLTO BENE..."

giorgia meloni giovanbattista fazzolari sergio mattarella

DAGOREPORT – COME MAI NEGLI ULTIMI TEMPI È DIVAMPATO UN AMOUR FOU DI MELONI E FAZZOLARI PER MATTARELLA? LE LODI DELLA STATISTA DELLA SGARBATELLA PER IL DISCORSO DI FINE ANNO VENGONO INFIOCCHETTATE (“UN GRANDE CHE CI UNIFICA”) DAL “GENIO” DI PALAZZO CHIGI – DAL PREMIERATO ALLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE, NON SI CONTANO I MOTIVI DI ASPRO ATTRITO TRA L'ARMATA BRANCA-MELONI E IL COLLE. MA, ALLA FINE, MELONI E FAZZOLARI SI SONO RESI CONTO CHE LA POPOLARITÀ CHE INCONTRA SERGIONE È TALE CHE È MASOCHISTICO SCHIERARSI CONTRO – ESSI’: LA GIORGIA E IL GIOVANBATTISTA SONO SCALTRI NELLA GESTIONE DEL POTERE. QUANDO SI TROVANO DAVANTI A UN OSTACOLO DURO DA SUPERARE, RICORRONO AL SAGGIO DEMOCRISTIANESIMO ANDREOTTIANO: IL NEMICO NON SI COMBATTE MA SI COMPRA O SI SEDUCE...

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”