giuseppe conte nicola zingaretti beppe grillo goffredo bettini mario draghi alessandra dal verme daniele franco paolo gentiloni roberto garofoli

IL PRIMO PASSO FALSO DEL GOVERNO DRAGHI: UNA POLTRONA ALLA COGNATA DI GENTILONI - GRILLO INCORONA CONTE LEADER DELLE MACERIE GRILLINE (DI MAIO E' UNFIT). MA CONTE PREFERIREBBE IL RUOLO "ALLA PRODI" DI FEDERATORE DELL'ALLEANZA PD-M5S-LEU - PD SOTTOSOPRA: TUTTI CONTRO ZINGA-BETTINI - GAROFOLI "PARAFULMINE" DI DRAGHI CON I PARTITI - LA RICHIESTA FOLLE DI 5 SOTTOSEGRETARI AL MEF - DOMENICA SI METTONO LE BASI PER IL RECOVERY PLAN - PER LE NOMINE DELLE PARTECIPATE SI ASPETTA META' MARZO DOPO LA SENTENZA ENI. A DECIDERE I NOMI SARA' DRAGHI DOPO AVER ASCOLTATO I PARTITI E UNA SOCIETA' DI "CACCIATORI DI TESTE" - RENZI E L'IMBARAZZO SULL'ARABIA SAUDITA: CHI GLIELO SPIEGA A JOE BIDEN PER IL "RINASCIMENTO DEMOCRATICO" DI BIN SALMAN?

mario draghi

Dagoreport

 

Il governo Draghi, fresco di insediamento, potrebbe regalarci il suo primo passo falso. Si vocifera che il ministro dell'Economia, Daniele Franco, abbia telefonato ad Antonio Agostini, direttore dell'Agenzia del Demanio, per informarlo dell'intenzione di sostituirlo con Alessandra Dal Verme, responsabile dell'Ispettorato generale per gli affari economici, nonché cognata dell'ex presidente del Consiglio, e attuale commissario economico UE Paolo Gentiloni. A Via XX Settembre si sono immediatamente surriscaldati gli animi: "Ma come, anche con Draghi prevale il 'tengo famiglia'?".

 

paolo gentiloni mario draghi

Il conte Gentiloni, già ribattezzato "Er Saponetta" o "Er moviola" per la sua proverbiale capacità di troncare, sopire e assopirsi, si è molto prodigato per sponsorizzare la Dal Verme con l'amico Mario Draghi.

 

Il suo movimentismo deve essere frutto della delusione: sognava di lasciare Bruxelles per fare il ministro degli Esteri;  invece l'ex portaborse di Rutelli è stato stoppato dal Quirinale e da Draghi, che lo hanno inchiavardato a Bruxelles, facendogli capire che la poltrona di Commissario europeo per gli Affari economici - seppur schiacciato come una sogliola dall'ingombrante e autoritaria presenza di Dombrovskis - non si molla perché l'Italia resterebbe a bocca asciutta.

daniele franco

 

E il Pd? Tra i dem serpeggiano veleni, malumori e anche molti vaffanculo che, a parabole arcuate, si spostano da una corrente all'altra. E che le pistole siano cariche per la resa dei conti del Congresso di giugno, lo dimostra l'alzata di boccoli della rediviva Marianna Madia che, dopo aver abboccato alla promessa (mancata) di Zingaretti di avere solo sottosegretari donne, ha fatto dietrofront subodorando l'incarico-contentino: "Le donne devono essere nei posti chiave, non accetto di occupare strapuntini". Tiè!

 

Antonio Agostini

Il bersaglio neanche tanto velato della frecciata è il trinariciuto Andrea Orlando, fatto ministro dal dupex Zinga-Bettini per pararsi il sederino in ragione del 15% della sua corrente, a scapito delle ambiziose sciùre dem.

 

Su-Dario Franceschini non sprizza gioia, anzi. È imbufalito perché il sonnacchioso Zingaretti non ha combattuto con Draghi per preservare il ministero dei Beni culturali dallo scorporo del Turismo, finito nelle mani del leghista in quota Giorgetti, Garavaglia.

 

E tra i piddini si fa largo prepontemente la convinzione che Zingaretti e il suo ideologo-burattinaio Goffredo Bettini non contino una amata minchia: "Avevamo quattro ministri pesanti: Gualteri all'Economia, Boccia alle Regioni, De Micheli ai Trasporti e Amendola agli Affari europei. E ora?".

 

La spinona nel fianco di un partito allo sbando, però, resta sempre il ruolo di Goffredone. Il capofila e unico membro della "corrente thailandese" continua a rilasciare interviste in cui tratteggia elaboratissimi scenari che condivide in piena solitudine.

 

Bettini e Zingaretti

Sabato su "La Stampa", su input di Conte, è tornato sulla necessità di avere lo schiavo di Casalino come federatore dell'alleanza Pd-M5s-LeU.

 

Gli "addetti ai livori" dem hanno fatto notare come alla decisione di creare l'intergruppo parlamentare sia seguito lo schiaffo di Beppe Grillo che ha rilanciato la ricandidatura dell'insostenibile Virginia Raggi ("Aridaje!"), lasciando il Pd con il cerino in mano e depotenziando così il ruolo di Conte come punto di equilibrio tra le due forze.

 

Messo all'angolo dall'Elevato, Bettini si è affrettato a dire "no" alla sindaca per pararsi le rotondissime terga dall'ennesima ondata di livori dem. E se non c'è un accordo con i pentastellati a Roma, non va meglio a Torino dove il dopo-Appendino è ancora appeso all'incertezza.

 

beppe grillo giuseppe conte luigi di maio

Il caos avvolge anche quel puzzle smontato che è il Movimento Cinquestelle: balcanizzato, sfilettato della sua identità, si barcamena tra espulsioni, scissioni e minacce di class action.

 

Tormentato da mille dubbi, alla fine Beppe Grillo s'è deciso: è disposto a incoronare Conte nuovo leader delle macerie grilline. Anche perché, una volta fuoriusciti gli anti-Draghi e con il passo indietro di Di Maio (che certifica la sua inettitudine alla leadership), restava disponibile e arruolabile solo l'Avvocato di Padre Pio per trovare una quadra tra le diverse anime dannate grilline.

 

Ma BeppeMao qualche dubbio lo coltiva ancora. Ha registrato, ad esempio, l'insofferenza della truppa grillina verso i "contiani" di prima linea: Bonafede e Casalino. Indigesti al corpaccione del Movimento, con "Giuseppi" leader, tornerebbero al vertice della catena alimentare, con diffuso malcontento.

 

ANDREA ORLANDO MATTEO RENZI

E poi l'ex comico si è chiesto se una Pochette dal volto umano come Conte - pasciuto tra i codicilli di Alpa e tinte corvino - sia effettivamente in grado di sporcarsi le manine con le riottose fronde grillonze fronteggiando beghe interne, piattaforme, voti online, pretese e sgambetti.

 

Il primo a manifestare scetticismo è lo stesso Conte che per sé preferirebbe il ruolo "alla Prodi" di federatore, padre nobile dell'alleanza Pd-M5s-LeU al punto da sollecitare Bettini a incoronarlo ogni due per tre nelle sue interviste.

 

roberto garofoli

Mario Draghi, quindi, si ritrova immerso in un pollaio di divette capricciose che sognano di comandare e dettare legge. Anche per questo ha chiesto al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Roberto Garofoli, di assumere il ruolo di parafulmine rispetto alle richieste incalzanti dei partiti.

 

Compreso quella, surreale, di dare un sottosegretario al Mef a tutti i cinque gruppi della maggioranza. Grasse risate a Palazzo Chigi, ovviamente: "Cosa se ne fanno di un sottosegretario se al Recovery fund lavoreranno solo il ministro Daniele Franco e il direttore generale Alessandro Rivera?".

ALESSANDRO RIVERA

Se la partita dei sottosegretari è vicina alla chiusura, a che punto è il Recovery plan da consegnare a Bruxelles? A zero, tutto da rifare. Domenica prossima Draghi e i ministri competenti si riuniranno virtualmente per capire in che direzione muoversi.

 

Per le 500 nomine nelle partecipate si aspetterà il 13 di marzo quando, dal tribunale di Milano, dovrebbe arrivare la fatidica sentenza su Claudio Descalzi sul caso Eni-Nigeria. I dossier Rete Unica e Aspi saranno "lavorati" da Draghi ad aprile, non prima.

 

matteo renzi mohammed bin salman

E Renzi? Aveva promesso che, risolta la crisi di governo, avrebbe fornito le necessarie spiegazioni sul suo rapporto con l'Arabia Saudita. I chiarimenti, però, non sono mai arrivati.

 

L'imbarazzo dalle parti di Rignano è notevole: come si fa a giustificare il rapporto con Bin Salman agli occhi di Joe Biden e della nuova amministrazione Usa che non ha voglia di dialogare con i regimi a basso tasso di democrazia?

 

Ps: chissà se il gelo del Quirinale verso Conte, registrato nelle ultime settimane, è una vendetta per la sicumera con cui "Giuseppi", gonfiato da Casalino come una mongolfiera, ha ignorato i "consigli" del Colle negli ultimi sei mesi. Ah, non saperlo…

matteo renzi bin salman memegiuseppe conte sergio mattarellaconte mattarellagiancarlo giorgetti mario draghi stefano patuanelli luciana lamorgese roberto garofoli marta cartabia

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni matteo piantedosi claudia conte

DAGOREPORT - GESÙ È RISORTO, MA DA DOMANI INIZIA UNA NUOVA VIA CRUCIS PER L’ARMATA BRANCA-MELONI: ANCHE SE LO SCANDALO PIANTEDOSI-CONTE FOSSE SOLTANTO UNA RIVALSA SENTIMENTALE DELLA GIOVANE DONNA SEDOTTA E ABBANDONATA DAL POTENTONE, È COMUNQUE UNA MINA PIAZZATA SOTTO PALAZZO CHIGI. L’UNICO CHE GODE È MATTEO SALVINI, CHE DA TEMPO SOGNA DI PRE-PENSIONARE IL SUO EX CAPO DI GABINETTO PIANTEDOSI PER TORNARE AL VIMINALE – PERCHÉ I DONZELLI E LE ARIANNE HANNO LASCIATO SENZA GUINZAGLIO IL GIOVANE VIRGULTO DI ATREJU, MARCO GAETANI? PERCHÉ LA DUCETTA HA PERMESSO UNA TALE BIS-BOCCIA? E SOPRATTUTTO: QUANTO POTRÀ RESISTERE PIANTEDOSI? FINIRÀ COME SANGIULIANO: DOPO AVERLO DIFESO DI SOPRA E DI SOTTO, POI LA FIAMMA MAGICA LO COSTRINGERÀ A FARSI ‘’CONFESSARE’’ DA CHIOCCI AL TG1? QUALI RIVELAZIONI E QUANTE INTERVISTE HA IN SERBO LA MESSALINA CIOCIARA? NEI PROSSIMI GIORNI SALTERANNO FUORI MAIL, POST E CONTRATTI CHE POTRANNO ANCOR DI PIÙ SPUTTANARE IL MINISTRO INNAMORATO? AH, NON SAPERLO...

vespa lollobrigida infante rossi

VIDEO-FLASH! - VESPA, FURIA CONTINUA - NON ACCENNA A SBOLLIRE L’IRA DELL’OTTUAGENARIO CONDUTTORE DI “PORTA A PORTA” PER AVER SUBITO LA SOVRAPPOSIZIONE DEL PROGRAMMA DI MILO INFANTE SU RAI2 – DOPO L’INTEMERATA IN DIRETTA (“UNA CORTESE, SOTTOMESSA PREGHIERA AI RESPONSABILI DI QUESTA AZIENDA PERCHÉ FACCIANO RISPETTARE LE REGOLE’’), AL RECENTE INCONTRO IN MASSERIA, VESPA HA RINCARATO LA DOSE CON LOLLOBRIGIDA. BERSAGLIO: L’AD GIAMPAOLO ROSSI. E GIU’ LAGNE DEL TIPO: PERCHÉ MELONI INSISTE A TENERLO ANCORA LÌ… - VIDEO

matteo piantedosi claudia conte

TUTTE LE DOMANDE SUL CASO CONTE-PIANTEDOSI – PERCHÉ CLAUDIA CONTE, CHE SOSTIENE DI ESSERE UNA “PERSONA MOLTO RISERVATA”, HA DECISO DI ROMPERE GLI INDUGI E DICHIARARE AL MONDO LA SUA RELAZIONE CON IL MINISTRO DELL’INTERNO PROPRIO ADESSO? LA GIORNALISTA E “PRODUCER” DEI SUOI AFFARI SI È RESA CONTO DI AVER MESSO IN DIFFICOLTÀ IL PREFETTO IRPINO, E PURE SE STESSA (I SUOI INCARICHI PASSATI E FUTURI SARANNO PASSATI AL SETACCIO) – CON TUTTI I GIORNALISTI CHE CONOSCE, PERCHÉ CLAUDIA CONTE SI È FATTA INTERVISTARE DAL “FRATELLINO D’ITALIA” MARCO GAETANI, CONCORDANDO PRIMA LA DOMANDA SU PIANTEDOSI? IL BOCCOLUTO CONDUTTORE DI RADIO ATREJU SI È ACCORTO CHE LA NOTIZIA SAREBBE STATA UNA BOMBA SU PALAZZO CHIGI? – INFINE, LA DOMANDA DELLE DOMANDE: QUAL È L’OBIETTIVO DEL “COMING OUT”? C’È UN INTERESSE SINGOLO O MULTIPLO? E DI CHI? È DI CONTE E PIANTEDOSI INSIEME? DELLA SOLA EX "RAGAZZA CINEMA OK"? OPPURE LA NOTIZIA INTERESSA ANCHE QUALCUN ALTRO, CON CONSEGUENZE POTENZIALMENTE FATALI PER IL GOVERNO?

parolin papa leone xiv prevost pena parra barbara jatta franceaca francesca immacolata chaouqui

DAGOREPORT - GRRRRR! LA ZAMPATA DI PAPA LEONE: IN SOFFITTA L’ERA BERGOGLIO, PIENI POTERI A PAROLIN - PREVOST HA RESTITUITO IL FAVORE DELLA SUA ELEZIONE AL TRONO DI PIETRO CONCEDENDO, FINALMENTE IL GOVERNO DELLA CHIESA A PIETRO PAROLIN - PER 13 ANNI IL SEGRETARIO DI STATO E' STATO INFATTI IGNORATO E UMILIATO, PREFERENDO IL PAPA ARGENTINO FARSI RIMBAMBIRE DAL DISCUSSO EDGAR PEÑA PARRA, UNA SORTA DI RASPUTIN NELLE STANZE DI SANTA MARTA - COME NUOVO SOSTITUTO AGLI AFFARI GENERALI DELLA SEGRETERIA DI STATO ARRIVA PAOLO RUDELLI, MENTRE PEÑA PARRA VIENE ACCANTONATO COME NUNZIO IN ITALIA MA PARE CHE DURERÀ POCO: IL SUO NOME È DESTINATO A RIENTRARE NELLE CARTE DEL PROCESSO BECCIU - CON PAROLIN LA CURIA TORNA AD ESSERE UN'ISTITUZIONE CATTOLICA. E FORSE PER QUESTO C’È GRANDE AGITAZIONE TRA “LE CARDINALESSE” DELL'ERA BERGOGLIO, PRIVE DELLO SCUDO  DELLO SCUDO DI PEÑA PARRA: SUOR RAFFAELLA PETRINI, PRESIDENTE DEL GOVERNATORATO VATICANO; BARBARA JATTA, DIRETTRICE DEI MUSEI VATICANI; L’AVVOCATO CANONICO LAURA SGRÒ, PALADINA DI CAUSE MOLTO MEDIATIZZATE E FRANCESCA IMMACOLATA (SI FA PER DIRE) CHAOUQUI...

matteo piantedosi claudia conte

FLASH – FERMI TUTTI: MATTEO PIANTEDOSI E CLAUDIA CONTE SI CONOSCEVANO GIÀ PRIMA CHE IL PREFETTO IRPINO DIVENTASSE MINISTRO! IL 16 DICEMBRE 2021, PIANTEDOSI PARTECIPÒ ALLA PRESENTAZIONE DEL ROMANZO DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, “LA LEGGE DEL CUORE”. UN EVENTO PATROCINATO DAL MINISTERO DELLA CULTURA, ALLORA GUIDATO DA “SU-DARIO” FRANCESCHINI – GLI “ADDETTI AI LIVORI” “DATANO” L’INIZIO DELLA RELAZIONE TRA I DUE AL 2023, QUANDO CLAUDIA CONTE MODERÒ UN CONVEGNO SULL'EREDITÀ DI ALDO MORO AL SENATO, A CUI PARTECIPAVA IL MINISTRO DELL'INTERNO. AVEVANO INIZIATO A FREQUENTARSI PRIMA?

claudia conte

DAGOREPORT - COME MAI I CAMERATI VIA DELLA SCROFA HANNO MESSO SU UNA SCENEGGIATA PER SPUTTANARE LA LIASON TRA IL MINISTRO DEGLI INTERNI MATTEO PIANTEDOSI E LA CURVACEA CLAUDIA CONTE? - SAPETE CHI E' STATO AD INTERVISTARLA? NIENTEMENO CHE IL SOCIAL MEDIA STRATEGIST DI FRATELLI D’ITALIA ALLA CAMERA, MARCO GAETANI, UN BOCCOLUTO DONZELLIANO TENDENZA ARIANNA - BENE: SE TUTTO È STATO CUCINATO IN VIA DELLA SCROFA, PERCHÉ STENDERE IL TAPPETO ROSSO ALLA DICHIARAZIONE D'AMORE DELLA "PREZZEMOLONA" DEI PALAZZI ROMANI, METTENDO IN MUTANDE IL NUMERO UNO DEL VIMINALE? - PERCHE' LA SUA POLTRONA È DA ANNI RICHIESTA VIGOROSAMENTE INDIETRO DA MATTEO SALVINI, DI CUI PIANTEDOSI ERA ALL'EPOCA IL SUO FIDO CAPO DI GABINETTO, POI PASSATO SOTTO L'ALA DELLA MELONA ACCHIAPPATTUTTO? - VISTO CHE È IN VENA DI RIVELAZIONI, PERCHÉ CLAUDIA CONTE NON CI DICE DA QUANTO TEMPO VA AVANTI LA SUA AFFETTUOSA AMICIZIA CON IL MINISTRO DELL'INTERNO? ''TRE ANNI DI PIANTEDOSI'', COME QUALCHE "ADDETTO AI LIVORI" SUSSURRA? PERCHÉ - MA GUARDA TU IL CASO! - È PROPRIO DA TRE ANNI CHE LA STELLA DI CLAUDIA HA INIZIATO A SBRILLUCCICARE NEI CIELI TRICOLORI - VIDEO