manlio di stefano chavez maduro m5s venezuela

LA PROCURA DI MILANO HA APERTO UN’INCHIESTA SUI 3,5 MILIONI CHE NEL 2010 SAREBBERO PARTITI DAL VENEZUELA PER FINIRE NELLE CASSE DEL MOVIMENTO 5 STELLE. ANCHE IL COPASIR SI STA INTERESSANDO ALLA VICENDA – UN IPOTETICO REATO DI FINANZIAMENTO ILLECITO SAREBBE PRESCRITTO DAL 2016. DI SICURO È UNA BEGA POLITICA: I GRILLINI NON HANNO MAI NASCOSTO IL LORO AMORE PER IL REGIME VENEZUELANO, CON TANTO DI FOTO DI SENATORI CON MEMBRI DEL GOVERNO SOCIALISTA DI MADURO

 

 

1 – CASO VENEZUELA-M5S, LA PROCURA DI MILANO APRE UN’INCHIESTA

Giuseppe Guastella per www.corriere.it

 

IL DOCUMENTO SUI SOLDI DEL VENEZUELA AL MOVIMENTO CINQUESTELLE

Vuole vederci chiaro la Procura di Milano nella storia, molto presunta e dai contorni estremamente incerti, dei 3,5 milioni di euro che nel 2010 sarebbero partiti dal Venezuela per finire a Gianroberto Casaleggio, nella veste di fondatore del M5S con Beppe Grillo.

 

Un fascicolo conoscitivo, senza indagati né ipotesi di reato, è stato aperto dal procuratore aggiunto Maurizio Romanelli con l’obiettivo di indagare anche per capire se non si tratti di una manovra messa in piedi ad arte per danneggiare i 5 Stelle.

 

l ex presidente chavez e maduro

Le altre ipotesi

Già da come ha raccontato questa vicenda il quotidiano spagnolo Abc, ammesso di superare i dubbi sulla sua fondatezza, emerge che l’allora ministro degli esteri venezuelano Nicolás Maduro (attuale presidente della Repubblica) avrebbe fatto arrivare il denaro in Italia attraverso il consolato a Milano destinandolo «nella sua totalità» a Casaleggio, «promotore di un movimento di sinistra rivoluzionario e anticapitalista».

IL DOCUMENTO DEI SOLDI VENEZUELANI DI CHAVEZ AL M5S

 

Ammettendo che i soldi davvero siano andati al M5S, un ipotetico reato di finanziamento illecito dei partiti sarebbe prescritto dal 2016, passati 6 anni dal suo verificarsi. Ma sarebbe un illecito? In Procura ragionano anche su questo. La legge prevede che il reato si realizzi quando i fondi vengono elargiti da una società senza una delibera dei suoi organi e senza iscrizione a bilancio: uno stato straniero non è una società.

 

E se, sempre per guardare a tutto tondo, Casaleggio, deceduto nel 2016, si fosse tenuto tutto per sé? Potrebbero esserci state violazioni ficali o falso in bilancio, se avesse occultato i fondi nella sua società, ma anche così è già tutto prescritto.

 

Se invece si tratta di notizia totalmente falsa, allora il Movimento vittima di una diffamazione prima in Spagna e poi in Italia da chi ha ripreso l’articolo acriticamente. Un semplice «errore» giornalistico o una manovra, magari ordita per fare cadere il governo? Su tutto questo potrebbe lavorare la Procura guidata da Francesco Greco.

beppe grillo con gianroberto e davide casaleggio

 

Conte: «Nulla da chiarire»

Sul fronte politico, ieri c’è stato un flash mob di Forza Italia davanti all’ambasciata venezuelana a Roma. Mentre il presidente della commissione Affari costituzionali del Parlamento Ue, Antonio Tajani, ha presentato un’interrogazione per chiedere quali azioni la Commissione intende avviare per verificare se partiti nazionali ed europei abbiano ricevuto finanziamenti dal Venezuela e per quanto tempo.

 

nicolas maduro

Per Matteo Renzi, in maggioranza, «è giusto che si indaghi, come si è indagato su Salvini per la vicenda russa. Siccome sono un italiano, spero che sia tutto falso e spero che siano delle fake news». Andrea Marcucci, capogruppo dem in Senato, avverte: «Sono e resto garantista, ma il ora il M5S faccia chiarezza». Il premier Giuseppe Conte chiude: «I responsabili del M5S hanno già assicurato che si tratta di una fake news. Penso che non ci sia nulla da chiarire».

 

2 – SOLDI DA CHAVEZ AL M5S, L'INTERESSE DEL COPASIR SUL CASO

Estratto dell’articolo di Marco Mensurati per “la Repubblica”

 

beppe grillo davide casaleggio giuseppe conte 3

L'"affaire Venezuela- 5stelle" potrebbe sbarcare in Parlamento già oggi durante la riunione dell'ufficio di presidenza del Copasir (Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica). Per opposte ragioni, infatti, sia gli esponenti della destra (Lega e Fratelli d'Italia) sia quelli del M5S ancora ieri sera stavano riflettendo circa l'opportunità di chiedere ufficialmente di ascoltare i responsabili di Aise e Aisi in merito al documento pubblicato due giorni fa dal quotidiano spagnolo Abc .

 

Stiamo parlando dell'informativa - o presunta tale - nella quale i servizi segreti di Caracas riassumono la vicenda del 2010 relativa al pagamento di 3,5 milioni di euro a Gianroberto Casaleggio. La mossa servirebbe alla Lega per cercare di equiparare, quantomeno a livello mediatico, questa storia a quella del Metropol. Mentre i grillini lo farebbero per il motivo esattamente opposto, quello cioè di sentirsi dire - ufficialmente - che il pezzo di carta tirato fuori da Abc è un falso.

chavez e guevara nella capitale cubana

 

(...)

 

3 – LE RELAZIONI PERICOLOSE GRILLINE CON I SINISTRI UOMINI DI MADURO

Fausto Biloslavo per “il Giornale”

 

S e i grillini non hanno mai preso i soldi del Venezuela e il documento dell'intelligence che lo dimostrerebbe è falso, le foto e la realtà politica dei rapporti con il regime di Nicolas Maduro sono veri e autentici.

 

Intanto, da ieri, c'è anche la Procura di Milano che indaga sui 3,5 milioni di euro che nel 2010 sarebbero finiti a Gianroberto Casaleggio: un fascicolo senza indagati né ipotesi di reato è stato aperto dal procuratore aggiunto Maurizio Romanelli per capire anche se si possa trattare di un'operazione studiata per danneggiare il M5s.

 

i cinque stelle di battista e di stefano a mosca con esponenti di russia unita

Tornando alle foto, una delle immagini, nel febbraio dello scorso anno, mostra una schiera di senatori pentastellati con il viceministro degli Esteri venezuelano, Yvan Gil, che ancora propugna «la via del socialismo» e attacca «l'ingerenza neo coloniale dell'Europa».

 

Per non parlare degli scatti del 2017 della delegazione grillina in Venezuela capitanata dall'attuale sottosegretario della Farnesina, Manlio Di Stefano, assieme all'allora ministro degli Esteri, Delcy Rodriguez. Pochi mesi dopo sono cominciati a fioccare sulla testa di Rodriguez sanzioni da mezzo mondo, comprese Ue e Usa «per corruzione e avere minato la democrazia».

MANLIO DI STEFANO

 

Non è un caso che l'Italia sia l'unico paese Ue, assieme a Cipro e Slovacchia, a non riconoscere il leader dell'opposizione venezuelana Juan Guaidò. Al contrario il 30 aprile dello scorso anno, i senatori pentastellati «esprimevano preoccupazione per il tentativo di colpo di stato in Venezuela e per il rischio di una deriva violenta dalla crisi politica» imputata agli Usa e a Guaidò.

 

Un gruppetto di senatori si era fatto immortalare il 13 febbraio assieme al viceministro venezuelano per l'Europa, Yvan Gil, in visita a Roma. Nella fotografia si notano l'ex direttore di Tg nazionali, Emilio Carelli, Alberto Airola, Gianluca Ferrara, e altri parlamentari grillini. Neppure la Farnesina voleva incontrare l'uomo di Maduro e il caso scatenò le ire dei pentastellati.

 

edgar zambrano juan guaido'

Nell'ottobre dello scorso anno Gil, ribadiva all'associazione di amicizia Italia-Cuba, che «possiamo vincere contro tutti gli attacchi che ci vengono portati per aver ripreso la via del socialismo». E identificava l'Occidente come «polo imperialista» accusando «l'Europa di ingerenza coloniale» in Venezuela.

 

Per Gil il problema è che «una gran parte dell'immigrazione italiana ed europea (nel suo paese, nda) sia vincolata alla destra». Alla fine proponeva il regime di Maduro come «l'alternativa concreta al modello capitalista depredatore». E spiegava che «occorrono cambiamenti strutturali nei paesi capitalisti () che cerchiamo di favorire nonostante la complessità e la frammentazione esistente nei movimenti popolari in Europa.

 

nicolas maduro 1

Guardando ai risultati ottenuti nella campagna in difesa della Palestina, di Cuba () credo si possa riuscire». Fra i movimenti è lecito supporre che pensava pure ai Cinquestelle. Altre foto testimoniano degli incontri a Caracas di Manlio Di Stefano, oggi sottosegretario agli Esteri, assieme ad una mini delegazione grillina nel marzo 2017 per l'anniversario della morte del «caudillo» Hugo Chavez.

 

Un sorridente Di Stefano è immortalato con Delcy Rodriguez, allora ministro degli Esteri. Nel quadretto ci sono anche Ornella Bertorotta, senatrice nel 2017 e Vito Petrocelli, oggi a capo della commissione Esteri del Senato. Rodriguez, pezzo grosso del regime, è stata nominata vicepresidente del Venezuela il 14 giugno 2018 con la delega politica sul famigerato Sebin, il servizio segreto.

VENEZUELA SCONTRI

 

Cinque mesi dopo la foto con i grillini sono fioccate le prime sanzioni dal Canada. L'Unione europea l'ha inserita nella lista nera vietandole i visti e congelando i suoi beni per «avere minato la democrazia e lo stato di diritto in Venezuela». Pure la Svizzera l'ha messa al bando e gli Stati Uniti hanno lanciato pesanti accuse di «corruzione».

 

Il sottosegretario Di Stefano purtroppo non rilascia dichiarazioni sul Venezuela. Sarebbe stato interessante capire i rapporti con Rodriguez e Raul Li Causi, un viceministro degli Esteri con delega per i Caraibi e non l'Italia. Il 5 marzo 2017 i grillini giunti a Caracas si facevano fotografare anche con lui.

 

SALVINI INCONTRA UNA DELEGAZIONE VENEZUELANO PRO GUAIDO'

Poco conosciuto è in realtà ben posizionato in alcuni gangli finanziari del regime. Presidente della West Indies Oil Company Limeted, società costituita con il governo di Antigua e Barbuda, che serve a piazzare il petrolio venezuelano, giugulare del regime. Li Causi è pure presidente del Banco de la Alianza Bolivariana para los Pueblos de Nuestra América, una banca forziere di stampo chavista. E tratta con i cinesi alleati di ferro nella penetrazione in America Latina.

nicolas maduro

 

 

Ultimi Dagoreport

matteo piantedosi claudia conte

TUTTE LE DOMANDE SUL CASO CONTE-PIANTEDOSI – PERCHÉ CLAUDIA CONTE, CHE SOSTIENE DI ESSERE UNA “PERSONA MOLTO RISERVATA”, HA DECISO DI ROMPERE GLI INDUGI E DICHIARARE AL MONDO LA SUA RELAZIONE CON IL MINISTRO DELL’INTERNO PROPRIO ADESSO? LA GIORNALISTA E “PRODUCER” DEI SUOI AFFARI SI È RESA CONTO DI AVER MESSO IN DIFFICOLTÀ IL PREFETTO IRPINO, E PURE SE STESSA (I SUOI INCARICHI PASSATI E FUTURI SARANNO PASSATI AL SETACCIO) – CON TUTTI I GIORNALISTI CHE CONOSCE, PERCHÉ CLAUDIA CONTE SI È FATTA INTERVISTARE DAL “FRATELLINO D’ITALIA” MARCO GAETANI, CONCORDANDO PRIMA LA DOMANDA SU PIANTEDOSI? IL BOCCOLUTO CONDUTTORE DI RADIO ATREJU SI È ACCORTO CHE LA NOTIZIA SAREBBE STATA UNA BOMBA SU PALAZZO CHIGI? – INFINE, LA DOMANDA DELLE DOMANDE: QUAL È L’OBIETTIVO DEL “COMING OUT”? C’È UN INTERESSE SINGOLO O MULTIPLO? E DI CHI? È DI CONTE E PIANTEDOSI INSIEME? DELLA SOLA EX "RAGAZZA CINEMA OK"? OPPURE LA NOTIZIA INTERESSA ANCHE QUALCUN ALTRO, CON CONSEGUENZE POTENZIALMENTE FATALI PER IL GOVERNO?

claudia conte

DAGOREPORT - COME MAI I CAMERATI VIA DELLA SCROFA HANNO MESSO SU UNA SCENEGGIATA PER SPUTTANARE LA LIASON TRA IL MINISTRO DEGLI INTERNI MATTEO PIANTEDOSI E LA CURVACEA CLAUDIA CONTE? - SAPETE CHI E' STATO AD INTERVISTARLA? NIENTEMENO CHE IL SOCIAL MEDIA STRATEGIST DI FRATELLI D’ITALIA ALLA CAMERA, MARCO GAETANI, UN BOCCOLUTO DONZELLIANO TENDENZA ARIANNA - BENE: SE TUTTO È STATO CUCINATO IN VIA DELLA SCROFA, PERCHÉ STENDERE IL TAPPETO ROSSO ALLA DICHIARAZIONE D'AMORE DELLA "PREZZEMOLONA" DEI PALAZZI ROMANI, METTENDO IN MUTANDE IL NUMERO UNO DEL VIMINALE? - PERCHE' LA SUA POLTRONA È DA ANNI RICHIESTA VIGOROSAMENTE INDIETRO DA MATTEO SALVINI, DI CUI PIANTEDOSI ERA ALL'EPOCA IL SUO FIDO CAPO DI GABINETTO, POI PASSATO SOTTO L'ALA DELLA MELONA ACCHIAPPATTUTTO? - VISTO CHE È IN VENA DI RIVELAZIONI, PERCHÉ CLAUDIA CONTE NON CI DICE DA QUANTO TEMPO VA AVANTI LA SUA AFFETTUOSA AMICIZIA CON IL MINISTRO DELL'INTERNO? ''TRE ANNI DI PIANTEDOSI'', COME QUALCHE "ADDETTO AI LIVORI" SUSSURRA? PERCHÉ - MA GUARDA TU IL CASO! - È PROPRIO DA TRE ANNI CHE LA STELLA DI CLAUDIA HA INIZIATO A SBRILLUCCICARE NEI CIELI TRICOLORI - VIDEO

donald trump roberto cingolani

FLASH! – L’INCAZZATURA DI MELONI CON ROBERTO CINGOLANI? FOLLOW THE MONEY! L’IRRITAZIONE DELLA PREMIER CON L’AD DI LEONARDO NON SI DEVE A QUESTIONI POLITICHE O AL SOLO DESIDERIO DI FARE PIAZZA PULITA DOPO LA BATOSTA REFERENDARIA. LA “COLPA” DI CINGOLANI È DI AVER PROGETTATO IL SOFISTICATISSIMO SCUDO ANTI-MISSILE “MICHELANGELO DOME”. DAGLI STATI UNITI SI ASPETTAVANO CHE L’ITALIA, COME LA GERMANIA, RICORRESSE AL COLLAUDATO SISTEMA ISRAELO-AMERICANO “IRON DOME”, A CUI IL PROGETTO ITALIANO FAREBBE UNA BELLA CONCORRENZA…

donald trump nato iran

DAGOREPORT – COSA DIRÀ DONALD TRUMP NEL DISCORSO DI STANOTTE? LE CANCELLERIE EUROPEE PREPARANO TANICHE DI CAFFÈ E MALOOX: IL TYCOON RIBADIRÀ IL SUO “DISGUSTO” PER I PARTNER DELLA NATO, MINACCIANDO DI NUOVO L’USCITA DEGLI STATI UNITI (“A NOI L’ALLEANZA NON SERVE, CI PROTEGGIAMO DA SOLI”), E POI ANNUNCERÀ LA VITTORIA SULL’IRAN – SE VUOLE SALVARSI LE CHIAPPONE, IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO DEVE FARE UN PASSO INDIETRO E RITIRARSI DAL MEDIORIENTE, PROCLAMANDO DI AVER ANNIENTATO GLI AYATOLLAH, IL LORO NUCLEARE E LA LORO MINACCIA. TUTTE CAZZATE: IL REGIME È PIÙ VIVO E INCAZZATO CHE MAI, E TIENE IL MONDO PER LE PALLE CON LA MINACCIA CONTINUA SULLO STRETTO DI HORMUZ…

sigonella donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT – CHI SI ASPETTAVA UNA REAZIONE FURIOSA DI TRUMP AL “NO” ITALIANO ALL’ATTERRAGGIO DI DUE CACCIA AMERICANI A SIGONELLA, HA SBAGLIATO DI GROSSO: IL NERONE DI MAR-A-LAGO È STATO MOLTO INDULGENTE CON GIORGIA MELONI. E TE CREDO: A FURIA DI MINACCE, ULTIMATUM E BULLISMO, S’È GIOCATO IL FAVORE DI TUTTI I LEADER UE. SFANCULARE ANCHE LA “TRUMPETTA” AVREBBE SIGNIFICATO RIMANERE SOLO CON L’AUTOCRATE ORBAN (CHE TRA DUE SETTIMANE RISCHIA IL PRE-PENSIONAMENTO DA PARTE DEGLI ELETTORI) – IL DRONE-SPIA ANDATO E TORNATO DA HORMUZ IL 20 MARZO E LA “FORZATURA” DI VENERDÌ SCORSO: COSA È SUCCESSO NEI CIELI DELLA SICILIA…