carlo maria capristo francesco boccia

UN PROCURATORE PROCURA GUAI /2 - FRANCESCO BOCCIA SI ATTIVÒ PER LA NOMINA DI CAPRISTO A CAPO DELLA PROCURA DI TARANTO, CHE ERA TENUTA D'OCCHIO DA PIERO AMARA PER LE VICENDE ILVA - SU SEGNALAZIONE DI FILIPPO PARADISO, BOCCIA SI SAREBBE RIVOLTO ALL'ALLORA CONSIGLIERE LAICO DEL CSM PAOLA BALDUCCI, ELETTA NEL 2014 IN QUOTA SEL - LE RIVELAZIONI DI GIUSEPPE CALAFIORE: "PER LA NOMINA DI CAPRISTO A TARANTO VENNE ANCHE INTERESSATO DA AMARA, SU RICHIESTA DI PARADISO, L'ONOREVOLE LUCA LOTTI"

François De Tonquédec per “La Verità”

 

carlo maria capristo

Dietro la nomina a procuratore di Taranto di Carlo Maria Capristo, emerge dall' ordinanza di arresto emessa dal gip di Potenza, ci sarebbe una «incessante attività di raccomandazione, persuasione e sollecitazione svolta da Amara e Paradiso su alcuni membri del Csm (da loro conosciuti direttamente o indirettamente) e/o su soggetti ritenuti in grado d' influire su questi ultimi [...] tenendo conto che, proprio nel circondario della Procura di Taranto, Amara aveva particolare interesse a insinuarsi, in ragione del contesto giudiziario gravitante intorno ad Ilva Spa».

 

Un' operazione che «gli avrebbe garantito come poi avvenuto nuovi incarichi, lauti guadagni professionali, sviluppi imprenditoriali connessi alle società di bonifica ambientale a lui riconducibili».

Francesco Boccia

 

Secondo il gip, ad agevolare, inconsapevolmente, il disegno di Piero Amara sarebbe stato l' ex ministro per gli Affari regionali del secondo governo Conte, Francesco Boccia. All' epoca della nomina di Capristo il deputato del Pd su sollecitazione dello stesso magistrato o del poliziotto distaccato al ministero dell' Interno Filippo Paradiso si sarebbe rivolto all' allora consigliere laico del Csm Paola Balducci, eletta nel 2014 in quota Sel, partito di cui è stata responsabile giustizia. Pugliese come Boccia, Balducci tra il 2005 e il 2006 è stata assessore regionale alla Pubblica istruzione durante la presidenza di Nichi Vendola, che aveva come suo avversario alle primarie di coalizione del 2005 e del 2010 proprio Boccia.

carlo maria capristo

 

A raccontare per primo ai magistrati di Potenza l' operazione di lobbying giudiziario portata avanti dall' entourage di Amara è stato l' avvocato Giuseppe Calafiore, che ha dichiarato a verbale: «Ho conosciuto Paradiso nel 2013-2014, me lo presentò Amara []. Paradiso aveva un grande interesse affinché Capristo andasse a Taranto».

 

francesco boccia

Per poi entrare nel dettaglio e raccontare un incontro tra Paradiso e Fabrizio Centofanti, lobbista romano vicino ad Amara: «Si confrontarono comunque sullo stato della pratica "Capristo a Taranto" e Paradiso spiegò che la situazione era ancora incerta proprio perché bisognava capire la posizione che Palamara (Luca Palamara, ndr) avrebbe assunto unitamente alla sua corrente ma che era stato fatto un passo avanti poiché l' avvocato Balducci, componente del Csm, a detta del Paradiso, aveva dato l' ok per la nomina di Capristo a Taranto su interessamento dell' onorevole Boccia del Pd, che non so dire se abbia agito su input di Paradiso o di Capristo o più verosimilmente di entrambi».

piero amara e luca lotti

 

Ma non è l' unico dettaglio svelato da Calafiore: «Nell' occasione preciso anche», ricorda l' avvocato, «che per la nomina di Capristo a Taranto venne anche interessato da Amara, su richiesta di Paradiso, l' onorevole Lotti (Luca Lotti, ndr) notoriamente molto vicino alla famiglia Renzi. Questa circostanza mi è stata raccontata da Amara.

 

Il quale mi disse che fu fatto un incontro presso la sua abitazione [] fra lui, Capristo, Paradiso e Bacci (imprenditore fiorentino vicino alla famiglia Renzi, che aveva intensi rapporti con il nostro studio). Doveva sopraggiungere Lotti che tuttavia tardò di molte ore, fino a che non si vide con i predetti, poco prima di mezzanotte, in una trattoria romana al centro».

 

carlo maria capristo

Ma stando al racconto di Calafiore, Lotti non era entusiasta delle richieste che gli pervenivano: «Amara, particolarmente indispettito per il ritardo del Lotti, disse che quest' ultimo, quando gli venne rappresento che era necessario che lui stesso intervenisse su alcuni componenti del Csm (Amara non mi disse quali) che si opponevano e facevano ostruzionismo alla nomina di Capristo rispose risentito che anche l' onorevole Boccia si era rivolto a lui con analoga richiesta ma che lui era stanco del fatto che Boccia, la mattina, lo contrastava politicamente essendo contrario a Renzi e la sera gli chiedeva i favori».

 

piero amara intervistato a piazzapulita

Sentito anche lui dai pm del capoluogo lucano, Boccia ha confermato il suo interessamento alla posizione di Capristo: «Se non ricordo male ma mi sfugge il contesto in cui ciò è avvenuto, mi venne richiesto dal dottor Capristo o forse da Paradiso di avere informazioni sulla procedura di nomina da parte del Csm per il procuratore di Taranto. In tale contesto, così come la signoria vostra mi chiede, ebbi a richiedere tali informazioni a Paola e appresi dalla Balducci stessa che Capristo era uno dei papabili per la nomina».

 

L'ex ministro, nelle sue dichiarazioni, ha smentito di essersi rivolto a Lotti (anche lui, a quanto risulta alla Verità, smentisce in toto la ricostruzione di Amara, con il quale l'incontro sarebbe stato del tutto casuale) per la questione, e tiene a precisare i confini del suo interessamento: «Ben mi sono guardato, rispettando l'autonomia dell' organo, di fare pressioni o altro e semplicemente raccolsi questa informazione generica e ben nota».

piero amara

 

Per il gip «le richieste "informative" rivolte da Capristo-Paradiso a un politico influente come l' onorevole Boccia, sebbene formalmente estraneo alla composizione del Csm, appaiono giustificabili solo attraverso il fatto che, a sua volta, la richiesta dell' onorevole Boccia alla consigliera Balducci, pur non consistita in pressioni, era essa stessa manifestazione della circostanza che il Boccia potesse essere persona vicina al Capristo e quindi ne appoggiasse la nomina, poiché diversamente non avrebbe chiesto informazioni per suo conto, esponendosi quale nuncius (messo, ndr) di un magistrato la cui nomina non sosteneva». Niente di illecito quindi, ma un' ulteriore conferma dell' intreccio tra magistratura e politica sulle nomine ai vertici degli uffici giudiziari.

piero amara luca lotti corrado formigliluca lotti foto di bacco (1)

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...