jep gambardella carlo calenda

LA PROFEZIA DI CALENDA: “CHIUNQUE VINCA NON DURERÀ PIÙ DI 6 MESI VISTE LE ENORMI CONTRADDIZIONI INTERNE ALLE COALIZIONI”. – IL CHURCHILL DEI PARIOLI CHIEDE UN CONFRONTO TV E SPIEGA PERCHE’ SI TORNERA’ A “UN GOVERNO DRAGHI O ISPIRATO AL SUO METODO”: "CON LA MELONI A CHIGI NON AVREMMO IL FASCISMO MA IL CAOS" - "BERLUSCONI? A LUI INTERESSA SOLO IL QUIRINALE" - LA ROTTURA TRA NOI E IL PD RENDE DIFFICILISSIMO SOTTRARRE AL CENTRODESTRA LA VITTORIA? “NIENTE AFFATTO. SE PRENDIAMO DAL 10 AL 15 %...” (A CARLE’, MAGNA TRANQUILLO)

Paola Di Caro per corriere.it

 

CARLO CALENDA MARA CARFAGNA - BY CARLI

In campo «non ci sono solo due poli, non si sta giocando una partita tra destra e sinistra. Ce ne sono quattro, guidati da Meloni, Letta, Conte ed io. E, lo chiedo fin da ora, noi quattro dobbiamo poter fare un grande confronto in tivù per far capire agli italiani quello che c’è in ballo in queste elezioni, e cosa si propone davvero».

 

Carlo Calenda vuole spazzare via quella che considera una narrazione falsa e pericolosa, non solo per la sua Azione, alleata con IV di Renzi, ma soprattutto «per l’Italia seria». Perché, spiega, chiunque dovesse prevalere, al governo non durerebbe «più di sei mesi», viste le «enormi contraddizioni interne», mentre l’Italia ha bisogno di proseguire sulla strada interrotta «in modo incosciente» di un governo Draghi o che al metodo Draghi si ispiri. Con una coalizione i cui pesi verrebbero stabiliti dal voto, ma che tagli le ali estreme e metta assieme i partiti più responsabili con un grande, primo obiettivo: «Implementare il Pnrr, di cui nessuno più parla, per avere un Paese finalmente moderno».

 

La rottura tra voi e il Pd rende difficilissimo sottrarre al centrodestra la vittoria.

«Niente affatto. Il proporzionale conta moltissimo in queste elezioni. E sei noi prendiamo dal 10% al 15%, si può fermare questo gioco della politica contro che ha dilaniato il Paese negli ultimi trent’anni».

 

Obiettivo ambizioso, ma anche raggiungendolo, a cosa servirebbe?

«A Roma siamo partiti con i sondaggi al 6% e abbiamo finito al 20. Il nostro risultato servirà ad obbligare questi partiti irresponsabili ad andare avanti con Draghi invece di ricominciare a demolire il lavoro fatto. Non è una corsa contro, è una corsa per il Paese. Per avere un governo con Draghi o comunque che abbia autorevolezza, programmi, concretezza, visione».

 

carlo calenda dopo l accordo con renzi 6

Per fermare la Meloni insomma. La teme?

«Non penso che ci sia il rischio di un governo fascista. Credo però che FdI e Meloni abbiano due limiti molto gravi: il primo è l’isolamento totale dall’orbita dei grandi paesi europei; il secondo è la scarsissima esperienza amministrativa e internazionale sia della Meloni, perché fare il premier non è un gioco ma un impegno difficile e gravoso, sia della sua classe dirigente. A Roma mi sono confrontato con un candidato della Meloni, Michetti, e non mi sono mai trovato di fronte ad uno sfidante così impreparato e vago. Con un governo a guida Meloni non avremmo il fascismo, ma il caos».

 

carlo calenda dopo l accordo con renzi 5

C’è anche FI.

«La favola di Berlusconi moderato è finita quando assieme al M5S ha sfiduciato Draghi. A lui interessa solo il Quirinale, nel quadro di una improbabilissima riforma presidenziale che gli hanno promesso. Quella coalizione è spaccata tra chi sta con la von der Leyen e chi contro: come può apparire credibile agli occhi del mondo?».

 

Però voi rompendo con il Pd avete loro spianato la strada.

«Ma non è così. Primo, la scelta l’ha fatta consapevolmente il Pd scegliendo alleanze che rendevano impossibile un programma di coalizione. E infatti correranno con quattro programmi diversi: una finta coalizione che non potrebbe mai governare. Secondo, a Roma abbiamo preso voti tanto dalla destra quanto dalla sinistra e dagli astenuti. Queste elezioni, anche per la presenza di Conte si giocano sul proporzionale. E per una volta l’unico voto davvero utile è quello verso chi presenta proposte serie e concrete».

 

 

 

Quali sarebbero?

carlo calenda dopo l accordo con renzi 4

«Giovedì presenteremo il programma con le ministre Bonetti, Carfagna e Gelmini. Primo punto continuare con il lavoro sul Pnrr. Una sfida immensa per un Paese che non riesce mai ad implementare alcunché e spreca risposte. Occorre destinare subito 2 miliardi ai comuni per permettere loro di progettare e realizzare. Serietà, altro che superbonus a pioggia o flat tax di qua e di là. I rigassificatori e i termovalorizzatori si devono fare, senza veti e rapidamente. Il salario minimo? È giusto che nessuno guadagni meno di 9 euro l’ora. Il reddito di cittadinanza, bene aiutare chi non può lavorare, ma se chi può rifiuta un’offerta la perde. Obiettivi reali, sostenibili e di buon senso. E soprattutto sanità e istruzione: il vero patto generazionale che proponiamo è che ogni euro in più del bilancio vada a queste due voci. Gli italiani spendono 40 miliardi di euro l’anno per curarsi privatamente visto le liste d’attesa, e su istruzione e formazione siamo agli ultimi posti in Europa. Questi sono i temi, altro che regalare diecimila euro a un diciottenne».

Quali non lo sono?

carlo calenda dopo l accordo con renzi 1

«Le vecchie e stantie battaglie di demonizzazione reciproca, “tu sei fascista”, “tu sei comunista”, quando in questo momento al governo ci sono ministri seri che lavorano fianco a fianco della parte più responsabile della Lega, del Pd, così come i nostri. È tutto così ipocrita: si fomenta odio quando c’è bisogno di una grande riappacificazione, che stava avvenendo col governo Draghi ma che purtroppo si è interrotta perché mancava una grande forza riformista e liberale. Ora c’è. Riprendiamo il cammino».

 

 

carlo calenda dopo l accordo con renzi 2IL SIMBOLO DELLA LISTA UNICA AZIONE ITALIA VIVACARLO CALENDA MEME BY IL GRANDE FLAGELLO MATTEO RENZI E CARLO CALENDA carlo calenda dopo l accordo con renzi 3

Ultimi Dagoreport

gian piero cutillo mariani lorenzo giovanbattista fazzolari

DAGOREPORT - ALLACCIATE LE CINTURE DOMANI IN BORSA: PER LA NOMINA DEL NUOVO AD DI LEONARDO È ANCORA TUTTO IN ARIA - LA PARTITA NON È AFFATTO CHIUSA: IL TUTTOFARE GIOVANBATTISTA FAZZOLARI, IN VERSIONE CACCIATORE DI TESTE, HA VOLUTO VEDERE LORENZO MARIANI, AD DI MDBA ITALIA, GIÀ CANDIDATO CEO DI CROSETTO NEL 2023. SU UNA COSA "FAZZO" E MARIANI SONO GIÀ D’ACCORDO: SPIANARE L’ATTUALE GRUPPO DIRIGENTE DI CINGOLANI - GIAN PIERO CUTILLO, MANAGING DIRECTOR DELLA DIVISIONE ELICOTTERI DI LEONARDO, IL CUI NOME AVEVA PRESO QUOTA NEL POMERIGGIO, È CONSIDERATO TROPPO VICINO A GIORGETTI E CROSETTO...

matteo piantedosi claudia conte

DAGOREPORT - CLAUDIA CONTE HA CREATO UNO "SCHEMA PONZI" DELL'AUTOREVOLEZZA: ACCUMULARE INCARICHI E VISIBILITA' PER OTTENERNE SEMPRE PIU' - LA 34ENNE CIOCIARA E' GIORNALISTA PUBBLICISTA: CON QUALE TESTATA HA COLLABORATO PER ISCRIVERSI ALL'ORDINE? CHE FINE HANNO FATTO I SUOI VECCHI ARTICOLI? - GRAZIE AL TITOLO, HA INANELLATO OSPITATE, MODERAZIONI DI CONVEGNI E INCARICHI E IL "SISTEMA" DEI MEDIA, NELL'INDIFFERENZA DEI GIORNALONI (CHE, A DIFFERENZA DI DAGOSPIA, NON SI SONO NEANCHE CHIESTI CHI FOSSE), HA TRASFORMATO L'EX "RAGAZZA CINEMA OK" IN UN'OPINIONISTA AUTOREVOLE (PENSA CHE COJONI)

buffon gravina gattuso

DAGOREPORT - LA FIGC? NON SERVE A UN CAZZO! IL PRESIDENTE DIMISSIONARIO GABRIELE GRAVINA CERTIFICA L’IMPOTENZA DELLA FEDERAZIONE CHE HA GUIDATO PER 8 ANNI – NELLA "RELAZIONE SULLO STATO DI SALUTE DEL CALCIO ITALIANO", CONFERMA L'IMPOSSIBILITA' DI AGIRE: DALLA VALORIZZAZIONE DEI VIVAI AL TANTO EVOCATO NUMERO MINIMO DI ITALIANI IN SQUADRA, LA FIGC NON HA POTERI - GRAVINA FA CAPIRE CHE LE RIFORME VENGONO BLOCCATE DA UN FIREWALL DI NORME E VETI INCROCIATI, DALLA MANCANZA DI UNITÀ TRA LE VARIE COMPONENTI (COME IL PROGETTO DI RIFORMA DEI CAMPIONATI DI SERIE A, B, C E D, “ALLO STATO INATTUABILE”) - SU STADI E SETTORI GIOVANILI, GRAVINA SCARICA LA PATATA BOLLENTE AL PARLAMENTO E AL GOVERNO CON LE SOLITE RICHIESTE DI DETASSAZIONI, AGEVOLAZIONI FISCALI, CREDITI DI IMPOSTA E FINANZIAMENTI - MA SE L’UNICA COSA CHE SA FARE IL CALCIO ITALIANO È CHIEDERE SOLDI ALLO STATO, CHE SENSO HA TENERE IN PIEDI IL CARROZZONE DELLA FEDERCALCIO?

paolo mereghetti alessandro giuli marco giusti giulio regeni documentario

DAGOREPORT- “AVEVO UN SOLO MODO PER DIRE CHE NON ERO D’ACCORDO. ANDARMENE...”, SCRIVE EROICAMENTE PAOLO MEREGHETTI SUL ‘’CORRIERE DELLA SERA’’, E MARCO GIUSTI LO UCCELLA: ''SE NON FOSSE SCOPPIATO IL BUBBONE SUL FINANZIAMENTO NEGATO AL DOCU-FILM SU GIULIO REGENI, IL CRITICO CINEMATOGRAFICO DEL PRIMO QUOTIDIANO ITALIANO SI SAREBBE DIMESSO DALLA COMMISSIONE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, IN MANO ALL'EGEMONIA CULTURAL GIULI-VA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI? - ECCO: TE LO DOVREMMO CHIEDERE NOI PERCHÉ (CAZZO!) HAI ACCETTATO DI ANDARE ALLA CORTE DI SANGIULIANO E GIULI, COMPENSATO CON 20 MILA EURO ALL’ANNO? E DOPO QUASI DUE ANNI DI "EIA EIA BACCALA'" SVEGLIARSI E ARRIVARE ALLA CONCLUSIONE CHE ERA UNA SCELTA SBAGLIATA? E PER FINANZIARE POI QUALE CAPOLAVORO? E INFINE ACCORGERSI CHE IL CONTRIBUTO NEGATO AL DOCU-FILM SULL'ASSASSINIO DI REGENI, VIENE INVECE ELARGITO AD ALTRI DOCUMENTARI COME ‘’ALFREDO, IL RE DELLE FETTUCCINE’’…

giuseppe conte pd nazareno

DAGOREPORT – TRA UNA "SORA GIORGIA" DIVENTATA DI COLPO "SÒLA GIORGIA" PER UN ELETTORATO CON LE TASCHE SEMPRE PIÙ VUOTE E UNA "SINISTR-ELLY" SEMPRE PIÙ IN MODALITA' SFOLLA-CONSENSO, IL CIUFFO DI GIUSEPPE CONTE NON RISCHIA PIÙ DI AMMOSCIARSI - ANZI, C'E' CHI SCOMMETTE CHE L'EX ''AVVOCATO DEL POPOLO'' PUNTI A UN IMMAGINIFICO COLPO GROSSO: IN CASO DI VITTORIA  ALLE PRIMARIE APERTE DEL CAMPOLARGO PER SFIDARE NEL 2027 LA MELONA AZZOPPATA, SI VOCIFERA CHE PEPPINIELLO SAREBBE PRONTO A PROPORRE UNA FUSIONE TRA PD E M5S PER DAR VITA A UN "PARTITO PROGRESSISTA" - UNA SORTA DI RIEDIZIONE, MA DA SINISTRA, DELL'ACCOPPIATA DS-MARGHERITA (2007) - UN FANTASCENARIO CHE NON DISPIACEREBBE ALLA FRONDA ANTI-ELLY DEL PD (IDEOLOGO BETTINI) NE' AGLI EX GRILLINI ORMAI "CONTIZZATI" CON POCHETTE...