giorgia meloni joe biden

QUANDO L’EUROPA TI VOLTA LE SPALLE NON RESTA CHE WASHINGTON - GIORGIA MELONI CERCA LA SPONDA DI BIDEN AL G20 DI BALI, OFFRENDO RASSICURAZIONI SUL RUOLO DELL’ITALIA NEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA E SULL’ALLONTANAMENTO DALLA CINA - IN CAMBIO, ROMA CHIEDE RASSICURAZIONI PER SUPERARE LA CRISI DELL'APPROVVIGIONAMENTO ENERGETICO: L’IDEA E’ FARE DELL’ITALIA LA POLONIA DELL’EUROPA OCCIDENTALE, CIOE’ UN FORTINO AMERICANO - MA LA CASA BIANCA NON PUO’ NEANCHE PERMETTERSI DI SPACCARE L’EUROPA: LE SERVE UNITA PER FRONTEGGIARE MOSCA E PECHINO…

Paolo Mastrolilli e Tommaso Ciriaco per “la Repubblica”

 

EMMANUEL MACRON GIORGIA MELONI

Se c'è una sponda a cui Giorgia Meloni non può in alcun modo rinunciare, è quella di Washington. Tanto più dopo lo scontro con la Francia, che la sta isolando in Europa. Certo, non potrà che ricucire con Parigi, anche se al momento un bilaterale a margine di questo G20 non è stato fissato, ed è difficile che lo sia soprattutto a causa delle resistenze francesi. In un momento di grande difficoltà in Europa, a Bali la premier si presenterà ai leader delle grandi potenze mondiali: ha in agenda bilaterali con il cinese Xi Jinping, il canadese Justin Trudeau, l'indiano Narendra Modi, il turco Recep Tayyip Erdogan.

 

joe biden

Ma è stato proprio il conflitto con Parigi a confermarle un dato politico e diplomatico: la forza e la durata della sua esperienza di governo non può prescindere da Joe Biden. Anzi, dipende in buona parte dalla copertura degli Stati Uniti, che secondo la Casa Bianca chiedono «cooperazione sulle sfide globali condivise, incluse quelle poste dalla Cina, e i nostri sforzi in corso per aiutare l'Ucraina a difendersi dall'aggressione russa».

 

In alto mare invece potrebbe tornare la nomina del prossimo ambasciatore Usa a Roma, perché dopo i sorprendenti risultati positivi delle elezioni Midterm, la Speaker della Camera Nancy Pelosi ha detto alla Abc che ad ora non ha «piani di lasciare il Congresso».

 

Per rispondere a tutte queste esigenze, la diplomazia italiana ha preparato un pacchetto di "rassicurazioni" da offrire in dote al Presidente americano. Che può sintetizzarsi nel totale sostegno sul fronte ucraino. Armi, dunque. Sostegno economico e politico. Tenuta della linea delle sanzioni a Mosca, fino a quando Washington vorrà.

MELONI MACRON

 

L'ambizione coltivata dalla fazione atlantista di FdI - che ha il suo epicentro proprio nella Presidenza del Consiglio - è quella di rappresentare una sorta di Polonia dell'Europa occidentale, dunque partner degli Usa almeno quanto membro dell'Unione europea. E tutto ciò, nonostante Salvini e Berlusconi. Su questo punto, Meloni lascerà intendere a Biden che è disposta a mettere in gioco anche la sua poltrona a Palazzo Chigi, «indietro non si torna». Anche perché la Casa Bianca conosce bene la presa di Mosca su alcuni partiti italiani, a partire dal rapporto certificato tra la Lega e Russia Unita.

paul e nancy pelosi 1

 

Da questa premessa discende il secondo punto: il bisogno italiano di ottenere garanzie dall'alleato per superare la strettoia dell'approvvigionamento energetico. Non è un caso che Meloni abbia abbandonato cinque anni di diplomazia dei suoi predecessori - e abbia deciso di retrocedere dalla contesa su Giulio Regeni - per sedere assieme all'egiziano Al Sisi.

 

Riannoda i rapporti con il Cairo, storico alleato degli Stati Uniti che nel bilaterale fra Biden e l'ex generale hanno sollecitato proprio il rispetto dei diritti umani e la liberazione dei detenuti politici, per garantirsi in futuro nuove forniture di energia e ingenti volumi di affari, ad esempio sul fronte delle commesse militari. E lo stesso spera avvenga in alcuni Paesi del Golfo, grazie all'intercessione degli Usa.

GIORGIA MELONI AL SISI

 

Ma è l'intero spettro degli affari con gli americani a interessare Roma, sempre nella chiave dell'investimento totale nella sponda transatlantica. E nella voglia di offrire una prospettiva che allontana il nostro Paese dalla cooperazione con la Cina, lasciando definitivamente il percorso già congelato della Via della Seta con Pechino.

 

L'idea è esplorare la proposta lanciata da Biden come alleanza commerciale alternativa a quella cinese, con uno stanziamento da 600 miliardi di dollari, su cui il Presidente Usa insiste da tempo. In questo senso, rilievo assu me un altro bilaterale: il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti si ritroverà a Bali con il segretario al Tesoro Usa, Yellen. E avrà anche altri due colloqui: la direttrice del Fondo Internazionale Kristalina Georgieva e il ministro delle finanze dell'Arabia Saudita Mohammed Al-Ja-daan.

giancarlo giorgetti 1

 

Gli Usa però non si limitano a chiedere all'Italia affidabilità nella sfida geopolitica con Cina e Russia, cioè le autocrazie che minacciano le democrazie. Perché per vincere questa partita epocale sono fondamentali anche altri due aspetti, cioè l'unità dell'Europa e la stabilità finanziaria.

 

Biden ha rilanciato il rapporto con la Ue non solo perché crede nel processo di unificazione avviato dopo la Seconda guerra mondiale, per evitare che simili tragedie si ripetessero come stiamo vedendo in Ucraina, ma anche perché gli serve la sponda di Bruxelles per contrastare Pechino e Mosca.

 

MELONI AL SISI 2

Non apprezza quindi che qualche Paese membro fondamentale incrini questa unità e compattezza, perché ciò mina la strategia prioritaria per la difesa della democrazia e dell'intero Occidente. Il discorso è simile per la stabilità fiscale, perché se in un momento delicato come questo, mentre l'inflazione dà i primi segnali di rallentamento, l'Italia tornasse alle politiche irresponsabili del passato, provocherebbe contraccolpi negativi che danneggerebbero tutti gli alleati.

Ultimi Dagoreport

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”

nando pagnoncelli elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - SE GIORGIA MELONI  HA UN GRADIMENTO COSÌ STABILE, DOPO TRE ANNI DI GOVERNO, NONOSTANTE L'INFLAZIONE E LE MOLTE PROMESSE NON MANTENUTE, È TUTTO MERITO DELLO SCARSISSIMO APPEAL DI ELLY SCHLEIN - IL SONDAGGIONE DI PAGNONCELLI CERTIFICA: MENTRE FRATELLI D'ITALIA TIENE, IL PD, PRINCIPALE PARTITO DI OPPOSIZIONE, CALA AL 21,3% - CON I SUOI BALLI SUL CARRO DEL GAYPRIDE E GLI SCIOPERI A TRAINO DELLA CGIL PER LA PALESTINA, LA MIRACOLATA CON TRE PASSAPORTI E UNA FIDANZATA FA SCAPPARE L'ELETTORATO MODERATO (IL 28,4% DI ITALIANI CHE VOTA FRATELLI D'ITALIA NON È FATTO SOLO DI NOSTALGICI DELLA FIAMMA COME LA RUSSA) - IN UN MONDO DOMINATO DALLA COMUNICAZIONE, "IO SO' GIORGIA", CHE CITA IL MERCANTE IN FIERA E INDOSSA MAGLIONI SIMPATICI PER NATALE, SEMBRA UNA "DER POPOLO", MENTRE ELLY RISULTA INDIGESTA COME UNA PEPERONATA - A PROPOSITO DI POPOLO: IL 41,8% DI CITTADINI CHE NON VA A VOTARE, COME SI COMPORTEREBBE CON UN LEADER DIVERSO ALL'OPPOSIZIONE?

giorgia meloni ignazio la russa

DAGOREPORT - LA RISSA CONTINUA DI LA RUSSA - L’ORGOGLIOSA  CELEBRAZIONE DELL’ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE DEL MOVIMENTO SOCIALE, NUME TUTELARE DEI DELLE RADICI POST-FASCISTE DEI FRATELLINI D'ITALIA, DI SICURO NON AVRÀ FATTO UN GRANCHÉ PIACERE A SUA ALTEZZA, LA REGINA GIORGIA, CHE SI SBATTE COME UN MOULINEX IN EUROPA PER ENTRARE UN SANTO GIORNO NELLE GRAZIE DEMOCRISTIANE DI MERZ E URSULA VON DER LEYEN - DA MESI 'GNAZIO INTIGNA A FAR DISPETTI ALLE SORELLE MELONI CHE NON VOGLIONO METTERSI IN TESTA CHE A MILANO NON COMANDANO I FRATELLI D'ITALIA BENSI' I FRATELLI ROMANO E IGNAZIO LA RUSSA – DALLA SCALATA A MEDIOBANCA ALLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA, DAL CASO GAROFANI-QUIRINALE ALLO SVUOTA-CARCERI NATALIZIO, FINO A PROPORSI COME INTERMEDIARIO TRA I GIORNALISTI DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ E IL MAGNATE GRECO IN NOME DELLA LIBERTÀ D’INFORMAZIONE – L’ULTIMO DISPETTUCCIO DI ‘GNAZIO-STRAZIO ALLA LADY MACBETH DEL COLLE OPPIO… - VIDEO

brunello cucinelli giorgia meloni giuseppe tornatore

A PROPOSITO DI…. TORNATORE – CRISI DEL CINEMA? MA QUALE CRISI! E DA REGISTA TAUMATURGO, NOBILITATO DA UN PREMIO OSCAR, CIAK!, È PASSATO A PETTINARE IL CASHMERE DELLE PECORE DEL SARTO-CESAREO CUCINELLI - MICA UN CAROSELLO DA QUATTRO SOLDI IL SUO “BRUNELLO IL VISIONARIO GARBATO”. NO, MEGA PRODUZIONE CON UN BUDGET DI 10 MILIONI, DISTRIBUITO NELLE SALE DA RAI CINEMA, ALLIETATO DAL MINISTERO DELLA CULTURA CON TAX CREDIT DI 4 MILIONCINI (ALLA FINE PAGA SEMPRE PURE PANTALONE) E DA UN PARTY A CINECITTA' BENEDETTO DALLA PRESENZA DI GIORGIA MELONI E MARIO DRAGHI - ET VOILÀ, ECCO A VOI SUI GRANDI SCHERMI IL “QUO VADIS” DELLA PUBBLICITÀ (OCCULTA) SPACCIATO PER FILM D’AUTORE - DAL CINEPANETTONE AL CINESPOTTONE, NASCE UN NUOVO GENERE, E LA CRISI DELLA SETTIMA ARTE NON C’È PIÙ. PER PEPPUCCIO TORNATORE, VECCHIO O NUOVO, È SEMPRE CINEMA PARADISO…

theodore kyriakou la repubblica mario orfeo gedi

FLASH! – PROCEDE A PASSO SPEDITO L’OPERA DEI DUE EMISSARI DEL GRUPPO ANTENNA SPEDITI IN ITALIA A SPULCIARE I BILANCI DEI GIORNALI E RADIO DEL GRUPPO GEDI (IL CLOSING È PREVISTO PER FINE GENNAIO 2026) - INTANTO, CON UN PO’ DI RITARDO, IL MAGNATE GRECO KYRIAKOU HA COMMISSIONATO A UN ISTITUTO DEMOSCOPICO DI CONDURRE UN’INDAGINE SUL BUSINESS DELLA PUBBLICITÀ TRICOLORE E SULLO SPAZIO POLITICO LASCIATO ANCORA PRIVO DI COPERTURA DAI MEDIA ITALIANI – SONO ALTE LE PREVISIONI CHE DANNO, COME SEGNO DI CONTINUITÀ EDITORIALE, MARIO ORFEO SALDO SUL POSTO DI COMANDO DI ‘’REPUBBLICA’’. DEL RESTO, ALTRA VIA NON C’È PER CONTENERE IL MONTANTE ‘’NERVOSISMO’’ DEI GIORNALISTI…