oligarchi russi - oleg tinkov - alexey miller - oleg deripaska - mikhail fridman

QUANTO "PESANO" GLI OLIGARCHI? SONO RICCHISSIMI MA DEVONO TUTTO A PUTIN. FIN DOVE SAPRANNO SPINGERSI? - CHI SI E' RIBELLATO, DA KHODORKOVSKY A GUSINSKIJ, E' FINITO MALE - ORA MIKHAIL MARATOVICH FRIDMAN, CON UN PATRIMONIO PERSONALE STIMATO IN 11,7 MILIARDI DI DOLLARI, CRITICA APERTAMENTE L'INTERVENTO IN UCRAINA, CON UNA LETTERA AI DIRIGENTI DELLA SUA SOCIETA' - SULLA STESSA LINEA, OLEG DERIPASKA, PATRIMONIO DI 3 MILIARDI E RE DELL'ALLUMINIO: "LA PACE È MOLTO IMPORTANTE!" - SECONDO "FORBES", L'INVASIONE DELL'UCRAINA È COSTATA FINORA 128 MILIARDI DI DOLLARI AGLI UOMINI DI AFFARI RUSSI PIÙ IN VISTA…

Marco Imarisio per il "Corriere della Sera"

 

Oligarchi russi - Oleg Tinkov - Alexey Miller - Oleg Deripaska - Mikhail Fridman

«Bisogna condividere». Mikhail Maratovich Fridman è un sopravvissuto. Quando pronunciò questa frase con tono minaccioso alla fine del suo primo mandato, davanti a sé Vladimir Putin aveva i quattro cavalieri. Così all'inizio furono soprannominati gli oligarchi originari. Sappiamo che fine hanno fatto gli altri tre. Mikhail Khodorkovsky, che a quel tempo era l'uomo più ricco di Russia, a capo del gigante petrolifero Yukos, pagò con dieci anni di carcere il suo rifiuto di adeguarsi e soprattutto l'idea, ingenua con il senno di poi, di fare carriera politica finanziando i partiti di opposizione.

mikhail fridman

 

Vladimir Gusinskij si era illuso di poter fare informazione indipendente, e perse tutto. Boris Berezovskij si è tolto la vita nel 2013. «Sono nato in Ucraina e ci ho vissuto fino all'età di diciassette anni. I miei genitori abitano ancora a Leopoli, la mia città preferita. Ma ho trascorso la maggior parte della mia vita come cittadino russo, costruendo e facendo crescere le mie aziende. Amo questi due popoli, e ritengo l'attuale conflitto una tragedia per entrambi».

roman abramovich

 

Fridman è l'ultimo superstite di quei quattro cavalieri che beneficiarono delle privatizzazioni a rotta di collo varate da Boris Eltsin. Nel 2019, il quotidiano Times ha stimato che fosse il più ricco abitante di Londra, oggi può vantare ancora un patrimonio personale stimato in 11,7 miliardi di dollari. La lettera ai dirigenti Fridman sa cosa significa mettersi in rotta di collisione con Putin.

mikhail khodorkovsky 3

 

Vent'anni fa, fu il solo ad assecondare l'invito alquanto pressante del presidente russo a non occuparsi in alcun modo di politica e a fare spazio ai suoi fedelissimi di San Pietroburgo, cedendo loro quote di potere e di proprietà. Proprio per questo, la lettera che ha scritto ai dirigenti della sua società di investimenti finanziari LetterOne ha un doppio valore. Il finanziere russo-ucraino, di origini ebraiche e dotato di passaporto israeliano, non è certo un nome del passato senza più legami con l'attuale potere. Ha solo 57 anni, ha creato e controlla Alpha Bank, la più grande banca privata russa, da sempre sul punto di essere acquistata dallo Stato.

 

oleg deripaska 5

Appena una settimana fa, sembra già passato un secolo, il suo storico socio Pyotr Aven era tra i 36 uomini d'affari convocati al Cremlino dal presidente russo. Dunque, è la prima volta che un oligarca manifesta in modo aperto dissenso rispetto alle decisioni del presidente. Quella lettera è scritta da una persona che se ha fatto un passo del genere, è perché giudica davvero grave la situazione, oppure sa di poterselo permettere.

 

«Non faccio dichiarazioni politiche» afferma nella lettera rivelata dal Financial Times . «Ma sono convinto che la guerra non potrà mai essere la risposta. Questa crisi costerà vite e danneggerà due nazioni che sono affratellate da centinaia di anni. Posso solo unirmi a coloro che desiderano la fine di questo bagno di sangue».

andrey guryev 5

 

SU TELEGRAM

Sono passate poche ore, ed è arrivata un'altra dissociazione, chiamiamola così. Forse di minor peso, ma di significato quasi uguale. Ieri pomeriggio un altro oligarca di vecchia data, secondo la vulgata popolare amico personale di Putin, ha scritto poche righe sul suo account di Telegram. «La pace è molto importante! Gli accordi vanno avviati al più presto!». Nel 2008, alla fine del secondo mandato dell'attuale presidente, il re dell'alluminio Oleg Deripaska possedeva 28 miliardi di dollari, primo nella classifica degli uomini più ricchi di Russia e nono al mondo.

 

alisher usmanov 4

La sua fortuna è poi declinata, fino agli attuali tre miliardi, con un portafoglio diversificato tra energia, metalmeccanica e aeroporti tra i quali quelli di Sochi e Krasnodar. Il magnate di Dzerinsk è considerato un amico personale di Putin, al punto di finire nel 2018 nella cosiddetta lista del Cremlino punita con le sanzioni degli Usa. Dal 2001 al 2018 è stato sposato con la figlia di Valentin Yumashev, lo storico consigliere politico di Eltsin nonché l'uomo che gli presentò l'allora sconosciuto funzionario del Cremlino reduce del Kgb. Anche qui, la fine è nota.

 

I FEDELISSIMI

oligarchi russi 1

Ora tutti si chiedono cosa significhi questa timida ribellione. Siamo ancora lontani dagli oligarchi di maggior spessore, come il finanziere Gennady Timchenko o Yuri Kovalchuk, considerato il banchiere personale di Putin, per tacere di Gazprom o di Roman Abramovich. Sono proprio questi fedelissimi a dover fronteggiare le perdite maggiori. Secondo le stime di Forbes , l'invasione dell'Ucraina è costata finora 128 miliardi di dollari agli uomini di affari russi più in vista. Forse è vero che senza Putin gli oligarchi non sono nessuno. Ma anche lui, se perde il loro appoggio, non diventa certo più forte.

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena mps francesco gaetano caltagirone luigi lovaglio cesare bisoni gaetano caputi vittorio grilli

SALUTAME A “CALTA” – IL CDA DI MPS RIFILA UN ALTRO “VAFFA” ALL’83ENNE COSTRUTTORE: CESARE BISONI È STATO NOMINATO COME PRESIDENTE DEL “MONTE” CON I SOLI VOTI DELLA LISTA DI “PLT” – SI VOCIFERA CHE “CALTA-RICCONE” ABBIA LA DENTIERA AVVELENATA, IN PARTICOLARE, CON DUE PERSONE: IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI (CHE DOPO LA FUSIONE PRENDERÀ IL POSTO DI BISONI) E IL CAPO DI GABINETTO DI PALAZZO CHIGI, GAETANO CAPUTI. NON È SFUGGITO ALL’OTTUAGENARIO EDITORE DEL “MESSAGGERO” CHE ENASARCO, LA CASSA PREVIDENZIALE DEGLI AGENTI DI COMMERCIO IN OTTIMI RAPPORTI CON CAPUTI, ABBIA VOTATO A FAVORE DI LOVAGLIO COME AD…

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…

giuseppina di foggia giorgia meloni arianna claudio descalzi terna eni

CHE FIGURA DI TERNA PER GIORGIA! – NELL’APRILE 2023 MELONI SI VANTAVA DELLA NOMINA DI GIUSEPPINA DI FOGGIA ALLA GUIDA DI TERNA: “È LA PRIMA DONNA AD DI UNA GRANADE PARTECIPATA PUBBLICA” – CHISSA COME SI SARÀ PENTITA DI QUELLA SCELTA, SPONSORIZZATA DALLA SORELLA ARIANNA, ORA CHE LA MANAGER HA DECISO DI INCASSARE FINO ALL’ULTIMO EURO DELLA SUA BUONUSCITA DA 7,3 MILIONI, ALLA FACCIA DELLA CRISI ENERGETICA, ED È PRONTA A RINUNCIARE ALLA PRESIDENZA DI ENI CHE LE È STATA OFFERTA COME “PARACADUTE”, PUR DI TENERE IL PUNTO – DI FOGGIA PRETENDEVA DI ESSERE CONFERMATA IN TERNA O DI AVERE COMUNQUE UN RUOLO OPERATIVO IN UN ALTRO COLOSSO STATALE: SA BENE CHE LA POLTRONA DA PRESIDENTE DEL CANE A SEI ZAMPE È DI RAPPRESENTANZA, DAL MOMENTO CHE IN CASA ENI TUTTO PASSA PER L’AD CLAUDIO DESCALZI – IL VERBALE DI TERNA CHE INGUAIA PALAZZO CHIGI

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...