sergio mattarella giuseppe conte

QUI RADIO COLLE – IL COMPITO DI FICO È ESPLORARE L’IPOTESI DI UN CONTE TER E SMINARE IL TERRENO DEI VETI INCROCIATI TRA LA FRONDA GRILLINA E RENZI. MA LO SCENARIO È INCERTO, IL M5S È GIÀ SPACCATO E RENZI NON POTRÀ CONTINUARE A RILANCIARE ALL’INFINITO – IN ASSENZA DI NUMERI CERTI IL CAPO DELLO STATO NON POTRÀ CHE RIPRENDERE IN MANO LA CRISI E DIROTTARLA VERSO UN GOVERNO ISTITUZIONALE

Marzio Breda per il “Corriere della Sera”

 

sergio mattarella

Aveva chiesto certezze. Ne ha avuto solo una e mezza, però è quel che gli basta. La prima: i campi di forza di questo Parlamento nato nel 2018 (e che oggi avrebbe magari una geografia politica diversa) gli hanno dimostrato che non c'è una maggioranza che voglia andare subito al voto. La seconda: c'è invece una maggioranza che sarebbe assoluta di cinque partner su cinque (compresi i «responsabili») disponibile a rinnovare il patto di governo lesionato dallo strappo di Matteo Renzi.

 

davide faraone matteo renzi

Ma non è ancora del tutto chiaro se con lo stesso premier per una terza reincarnazione, perché il leader di Italia viva prima di parlarne vuole che sia riconosciuto il proprio peso e discussi i programmi e la struttura dell'esecutivo. Mostra un'espressione finalmente sollevata, Sergio Mattarella, quando all'ora di cena si presenta davanti alle telecamere e tira le somme di 32 ore di consultazioni per risolvere la crisi.

ROBERTO FICO

 

Un bilancio provvisorio, certo. E comunque non fallimentare come forse avrà temuto quando ha visto andare in scena (sui mass-media più che al Quirinale) l'eterno spettacolo di arroccamenti, interdizioni, ambiguità. Ha dovuto svolgere una funzione quasi da «levatrice», il presidente della Repubblica.

 

renzi mejo dello sciamano di washington

Usando cioè il metodo socratico della maieutica, mentre interrogava i suoi interlocutori e li spingeva a maturare dentro sé stessi, e poi a esprimere, una scelta di responsabilità che andasse oltre il puro gioco del potere. Responsabilità perché, ha sottolineato, il Paese è stretto da «tre emergenze - sanitaria, sociale, economica - che richiedono immediati provvedimenti di governo» e «non può esser lasciato esposto agli eventi in un momento così decisivo per la sua sorte».

MEME SU SERGIO MATTARELLA

 

La prova di responsabilità è infine venuta, anche se manca un ultimo scatto: la caduta dei veti. Sì, perché sono due i veti che fino a ieri tenevano vicendevolmente in ostaggio gli ex alleati. L'interdetto di tutti contro Renzi, scattato subito dopo il suo ritiro dei ministri di Italia viva dal governo, e da tutti ritirato fra qualche tormento; e l'interdetto di Renzi contro Conte, un veto che l'ex rottamatore ha congelato, ma non ancora fatto cadere, durante il consulto al Quirinale.

 

Zinga di Maio Conte Renzi

Ed è a questo punto della partita che Mattarella ha pensato di mettere in campo Roberto Fico in veste di «esploratore» per l'ipotesi di un Conte ter. La sua missione è di verificare la possibilità di sciogliere i nodi politici sollevati dal senatore di Firenze, tentando di sminare il terreno, ridurre le distanze e rendere davvero praticabile una ricomposizione della maggioranza. Insomma, far sedere allo stesso tavolo i due antagonisti. In modo che finalmente si parlino.

 

ROBERTO FICO

Un compito da paciere. Perché sul Colle non possono far finta di nulla: per quanto entrambi i duellanti insistano a negarlo, tra loro la questione è ormai deragliata dalla dimensione politica diventando personale. E Mattarella avrà di sicuro indicato al proprio emissario le domande giuste da porre, sulla base di quel che ha messo a verbale in questi giorni.

 

di battista

Ecco dunque l'esperimento che, nonostante le pretese di qualcuno, Conte non avrebbe potuto svolgere in prima persona con un incarico diretto, essendo parte in causa. Non solo. Fico è parso adatto al compito perché ne ha svolto uno analogo alla nascita dell'esecutivo giallorosso, un anno e mezzo fa, mentre una «esplorazione» speculare ma di segno politico opposto era stata affidata l'anno precedente ad Elisabetta Casellati.

SERGIO MATTARELLA MEJO DI BERNIE SANDERS

 

Tutto si tiene, dunque, nella riflessione che ha spinto il capo dello Stato a colmare i passi mancanti delle proprie consultazioni. Certo, anche lui ha chiari i rischi che il rientro di Matteo Renzi in maggioranza può rappresentare. Le prevedibili tensioni interne al Movimento 5 Stelle si sono già manifestate ieri e non è escluso che crescano.

 

GIUSEPPE CONTE MATTEO RENZI - BY GIANBOY

Qualche incognita potrebbe venire pure dal fronte del Partito democratico o di Liberi e uguali. Uno scenario incerto che rappresenterà un esame anche per lo stesso Renzi, che a questo punto non potrà più esercitarsi nella tattica dei rilanci infiniti o sparigliare a sorpresa il gioco con qualche trappola. Lo sa bene, il senatore, come lo sanno gli altri. Se fallisse questa sfida, il capo dello Stato riprenderà in mano la crisi e non resterebbe che un governo istituzionale o addirittura il voto.

 

di battista

 

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