giuseppe conte rocco casalino matteo renzi

"CONTE SI È SUICIDATO, NON HA AVUTO NEPPURE IL CORAGGIO DI METTERCI LA FACCIA. ALL'INSAPUTA DI TUTTI HA SCELTO LA LINEA CASALINO-TRAVAGLIO" - RENZI HA GIÀ PRONTE LE VALIGIE PER ANDARE ALL'OPPOSIZIONE: "IO MI METTO LÌ, BUONO BUONO. FORSE TROVERANNO PURE, AL MASSIMO GLIENE MANCHERANNO UNO O DUE A PALAZZO MADAMA, MA POI COME FARANNO AD ANDARE AVANTI NEL DAY BY DAY, NELLE COMMISSIONI?"

Giovanna Vitale per "la Repubblica"

 

CONTE CASALINO

«E ora popcorn per tutti!». Non se la sente di ripetere la battuta che quasi tre anni orsono fece ridere mezza Italia e indignare l'altra metà: il momento è tragico, assai diverso dalla primavera 2018 quando M5S e Lega impiegarono settimane a corteggiarsi e a scrivere un contratto prematrimoniale divenuto presto carta straccia. E però il sentimento di sfida per quel che da oggi potrebbe accadere ai giallorossi orfani di Italia Viva è lo stesso di allora. Unito alla certezza che questa storia non finirà bene, e non certo per colpa sua, come invece pensano gli ex amici del Pd.

 

«Conte si è suicidato», dice Matteo Renzi ai suoi dopo avergli comunicato che il dado è tratto, Iv staccherà la spina al governo, ma non al Paese, per il quale continuerà a lavorare votando in Parlamento tutti i provvedimenti necessari a contrastare il Covid e la crisi economica. Glielo ha spiegato anche al ministro Speranza, al quale ha telefonato per garantirgli il pieno sostegno di Iv in vista della relazione in Aula sullo stato di emergenza.

travaglio conte

 

E lo ha promesso pure a Roberto Gualtieri, preannunciando l'ok allo scostamento di Bilancio necessario a finanziare l'ultimo decreto Ristori. «Siamo gente seria, noi, al contrario di altri», sibila. Non gli è andato giù l'avviso di sfratto recapitato da palazzo Chigi con una velina: «Conte non ha avuto neppure il coraggio di metterci la faccia. All'insaputa di tutti ha scelto la linea Casalino-Travaglio. Fa una forzatura che precipita tutti verso il voto. Ma se pensava di spaventarci ha sbagliato di grosso».

 

renzi vs travaglio a otto e mezzo

Ora intende godersi lo spettacolo, il senatore di Firenze. Vedere come se la caveranno con i famosi responsabili, che «forse troveranno pure, al massimo gliene mancheranno uno o due a palazzo Madama, ma poi come faranno ad andare avanti nel day by day, nelle commissioni?». È pronto a scommettere, il capo di Iv: non dureranno a lungo. Nel frattempo «io mi metto lì, buono buono all'opposizione e...» non finisce la frase: forse pensa ai popcorn. Convinto che, presto o tardi, sempre a Canossa dovranno venire.

 

Conte Casalino

Chiedendogli magari di tornare in maggioranza, ma se il premier resterà Conte il suo no rimarrà granitico. Oppure se dovesse nascere un governo istituzionale, cosa che Renzi ritiene più probabile. E allora sì che i voti di Italia Viva serviranno. E lui non li farà mancare. È questo lo scenario che l'ex presidente del Consiglio quota più alto. Implica il suo rientro in partita per impraticabilità di campi alternativi. Persuaso che la minaccia del voto anticipato sia un'arma spuntata. In Parlamento non lo vuole nessuno, a cominciare dal M5S. E aprire le urne in piena pandemia sarebbe comunque un problema.

 

renzi vs travaglio a otto e mezzo

Tanto più che Italia viva proverà a tutti di essere una forza responsabile, che si occupa dell'Italia anche senza indossare la grisaglia ministeriale. Lo dirà oggi dirà a chiare lettere nella conferenza stampa convocata per spiegare il ritiro delle ministre: la rottura non è figlia di un capriccio, ma fondata su questioni serie. «Questo è un governo immobile, paralizzato da veti ideologici su tutto: dalle grandi opere bloccate al Mes. L'Italia ha più morti di Covid al mondo, serve un piano per la sanità, ma nessuno mi ha ancora spiegato perché non prendiamo i 36 miliardi del salva-Stati».

 

renzi conte

Perciò Iv voterà tutto quello che serve al Paese. «Gli incoscienti sono altri, quelli che pensano di affidarsi a un gruppetto di responsabili per restare incollati alle poltrone». Giuseppe Conte è il primo della lista. Ma deve fare bene i conti. Il leader di Italia Viva sa bene che il Quirinale rema contro maggioranze precarie e improvvisate. Che vorrà garanzie di solidità e durata, «Se hanno i numeri bene, auguri», sorride a sera.

 

«Sto d'incanto all'opposizione di un governo raccogliticcio. Conte oggi avrebbe dovuto fare un accordo e invece spinge per rompere», insiste con i suoi. Prima di tornare in tv, negli studi di Carta Bianca, per tenere alta la tensione: «Le ministre si dimettono? Decideremo domani». Che è un altro giorno: quello dell'addio al governo.

Ultimi Dagoreport

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...

claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, IN QUOTA FDI, ANTONIO IANNONE, SUL TEMA DELLA SICUREZZA STRADALE - IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)