mario draghi giancarlo giorgetti matteo salvini

"LE RIAPERTURE? QUELLO CHE HA STABILITO IL PRESIDENTE DRAGHI VA BENE" - GIORGETTI S'ACCODA A SUPERMARIO, METTE LA MORDACCHIA AI CAPRICCI DI SALVINI E LANCIA UNA STOCCATA A FORZA ITALIA "NON PERVENUTA": "SIAMO RIMASTI UN PO' DA SOLI A CHIEDERE RIAPERTURE. MI SAREI ATTESO QUALCHE SOSTEGNO IN PIÙ - QUANDO UNA REGIONE HA ACQUISITO LO STATUS DI ZONA BIANCA, IL COPRIFUOCO NON CI SARA' PIÙ. DUNQUE, IN PARECCHI CASI IL IL COPRIFUOCO FINIRÀ PRIMA DI QUANTO NON DICA LA REGOLA GENERALE"

Marco Cremonesi per il "Corriere della Sera"

 

MARIO DRAGHI GIANCARLO GIORGETTI

«È un passo in avanti verso le riaperture». Giancarlo Giorgetti, il ministro per lo Sviluppo economico è enigmatico per definizione. Appena uscito dal Consiglio dei ministri, pochi istanti prima di entrare a una cena all'ambasciata tedesca, sembra soddisfatto dell'accordo raggiunto. Con alcune riserve.

 

Lei è stato la voce delle categorie economiche. Che cosa ne penseranno?

«Noi abbiamo spinto in tutto questo periodo per ottenere qualcosa in più. I numeri dell'epidemia sono confortanti, e dunque il senso di questo decreto è "stiamo per riaprire".

Da questo punto di vista, è una buona notizia».

GIANCARLO GIORGETTI MARIO DRAGHI LUIGI DI MAIO

 

E perché allora non sembra soddisfatto?

«Perché noi avevamo posto anche altre questioni. Siamo rimasti un po' da soli a fare questa parte, ma quello che ha stabilito il presidente Draghi va bene».

 

Perché siete rimasti da soli? E Forza Italia?

«Francamente?».

 

Francamente

«Non pervenuta. Francamente, mi sarei atteso qualche sostegno in più, coerentemente con le posizioni che leggo sui giornali».

GIANCARLO GIORGETTI E MATTEO SALVINI

 

Ma voi che cosa chiedevate in più?

«L'orario del coprifuoco noi lo vedevamo in maniera diversa. L' idea era: i locali chiudano alle 23, ma si dia la possibilità di rientrare successivamente. Ma questa proposta non è stata accolta».

 

Non eravate per cancellare il coprifuoco?

«In ogni caso abbiamo chiesto, e la cosa sarà ribadita nel decreto, che quando una regione ha acquisito lo status di zona bianca, il coprifuoco non c' è più. Questo significa che, già oggi, per diverse regioni c' è la possibilità di guardare al futuro con altri occhi. E il coprifuoco, dunque, in parecchi casi finirà prima di quanto non dica la regola generale. È la paura che viene sconfitta dalla realtà».

 

mario draghi e giancarlo giorgetti in senato

Ci sono alcune questioni aperte. Per esempio la finale di Coppa Italia Atalanta-Juventus e l'inaugurazione della stagione all' Arena di Verona.

«Come se me ne fossi dimenticato. Ho sollevato io le due questioni».

 

E dunque?

«Dunque andiamo verso un'ordinanza di deroga. È chiaro che questi eventi, che pure hanno un interesse nazionale, sarebbero impossibili da far svolgere in presenza di un coprifuoco».

 

Perdoni. Ma se c'è il coprifuoco come misura di sicurezza e di argine alla pandemia, le deroghe non sono concettualmente strane?

GIANCARLO GIORGETTI MATTEO SALVINI

«Lo sono. È quello che ho voluto far notare. Ma qui si è fatto valere il principio che i biglietti sono nominativi e dunque è possibile verificare che non ci siano abusi. In ogni caso, ci sono parecchi segnali di ripartenza: i negozi nei centri commerciali saranno aperti sin dal prossimo weekend, qualche impianto di risalita ancora potrà aprire, i ristoranti hanno una data per la riapertura anche al chiuso e alla sera...».

 

Resteranno arrabbiati i proprietari delle discoteche

«È vero, per loro al momento non c' è nulla. E dunque, come ministero allo Sviluppo, ho chiesto al ministro Daniele Franco che nel prossimo dl Sostegni venga stanziata una somma ad hoc a favore di tutti gli esercizi chiusi per decreto, una forma di indennizzo nei loro confronti. È stata una mia specifica richiesta».

GIANCARLO GIORGETTI E MATTEO SALVINI

 

Quando lei dice che si è ritrovato da solo, è perché ci sono stati dei «chiusuristi»? Il ministro Speranza ha invitato alla cautela?

«Guardi, io credo che noi abbiamo rappresentato un sentimento diffuso tra gli italiani, che peraltro era partito già da varie settimane. Io credo che la nostra posizione abbia effettivamente cominciato a fare breccia: dare qualche sicurezza sul ritorno alla vita per tutti, in considerazione di numeri che migliorano e che vanno confermati.

 

Detto questo, Roberto Speranza fa il ministro alla Salute, e per un ministro alla Salute sarà pure che probabilmente le preoccupazioni non sono mai a sufficienza. Se io faccio il ministro allo Sviluppo economico devo invece rappresentare le categorie private della possibilità di lavorare. È giusto che in Consiglio dei ministri ci siano tutte le voci. Io credo che vada bene preoccuparsi per la salute, purché questa preoccupazione non diventi paura e si finisca con il vedere fantasmi dappertutto».

roberto speranza al senato

 

Insomma, lo dica: alla fine, è soddisfatto.

«Io credo che noi abbiamo fatto la nostra parte e che questo abbia portato a qualcosa.

La sintesi è stata più prudente rispetto a quello che chiedevamo noi, ma la macchina va nella giusta direzione».

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