simona agnes angelo mellone paolo corsini

RAI, DI TUTTO DI PUS – ANCORA FUMATA NERA PER LA PRESIDENZA DEL SERVIZIO PUBBLICO: IL CENTRODESTRA NON SI PRESENTA IN COMMISSIONE DI VIGILANZA E NON CI SONO I NUMERI PER NOMINARE SIMONA AGNES – A VIALE MAZZINI ORMAI NULLA È SCONTATO: RISCHIANO ANCHE I DIRIGENTI MELONIANI PAOLO CORSINI, CHE AD ATREJU SI DEFINÌ “MILITANTE” DI FRATELLI D’ITALIA, E ANGELO MELLONE. IL PRIMO POTREBBE PAGARE LE POLEMICHE SU “REPORT”, IL SECONDO I FLOP DEI PROGRAMMI DEL DAY TIME, TRA CUI IL “BINARIO 2” AFFIDATO ALLA “SEMPLICE” CAPOSERVIZIO PERLA TORTORA… - LA TGR E IL NODO TG3: SE CONTE VOTA AGNES, SI APRONO LE PORTE PER IL “GRILLINO” SENIO BONINI

Estratto dell’articolo di Giovanna Vitale per www.repubblica.it

https://www.repubblica.it/politica/2024/12/11/news/rai_presidenza_nomine_report_corsini-423880438/

 

simona agnes gianni letta

È ancora fumata nera sulla presidenza Rai, vacante da oltre due mesi e retta ad interim da Antonio Marano, il consigliere più anziano in quota leghista. Stamattina, per la sesta volta consecutiva, il centrodestra non si è presentato in commissione di Vigilanza, convocata per ratificare la designazione della forzista Simona Agnes, che senza il contributo delle opposizioni non ha numeri sufficienti per superare il quorum qualificato richiesto dalla legge.

 

Un muro contro muro che ha precipitato la tv di Stato in uno stallo senza precedenti. "La maggioranza continua a sabotare la bicamerale di controllo sulla Rai, disertando le sedute e bloccando l'iter istituzionale per il completamento della nomina del presidente del Cda”, attacca il capogruppo del Pd in commissione Stefano Graziano: “Un atto irresponsabile, che dimostra totale disprezzo verso le regole e i cittadini, i quali pagano il canone per un servizio pubblico che dovrebbe essere indipendente e trasparente".

 

antonio marano

Duro anche il M5S: “Si tratta di un grave strappo istituzionale che svilisce il ruolo delle opposizioni e priva il Paese di un fondamentale presidio democratico”.

 

[…] Fatto sta che l’impasse sulla presidenza, fra l’altro in un momento di profonda crisi sul fronte degli ascolti, sta rallentando non solo i lavori del Cda, ma anche la messa a punto della squadra che il nuovo amministratore delegato, Giampaolo Rossi, avrebbe voluto rendere al più presto operativa per frenare la fuga degli spettatori, porre rimedio agli innumerevoli flop che hanno prodotto la chiusura anticipata di diversi programmi (da l’Altra Italia a Binario 2), arginare i sempre più frequenti incidenti di percorso.

 

Simona Agnes - Giampaolo Rossi - Federica Frangi - foto lapresse

L’ultimo dei quali - la telefonata diffusa da Report tra Gennaro Sangiuliano e sua moglie […]  – ha scatenato le vibranti proteste del centrodestra, finendo al centro di un’interrogazione parlamentare firmata da Fratelli d’Italia. Al punto da mettere in discussione il direttore degli Approfondimenti, Paolo Corsini, per non aver vigilato a sufficienza: nella tornata di nomine attese all’ultimo Cda prima della pausa natalizia, il direttore che dal palco di Atreju ha pubblicamente dichiarato la sua militanza avrebbe dovuto essere riconfermato, ma ora è tornato in bilico.

 

[…] Insieme all’altro dioscuro del melonismo Rai, ovvero Angelo Mellone, dato in uscita dal Daytime a causa non solo dei troppi format che non hanno funzionato, ma pure di scelte (sbagliate) dettate da ragioni non esclusivamente professionali.

 

angelo mellone

Come aver affidato la trasmissione che ha sostituito Fiorello nella prima mattina di Rai2 alla supervisione di una semplice caposervizio, la quarantenne Perla Tortora, anziché com’è prassi a uno dei tanti vicedirettori o capistruttura chiamati a curare i programmi dell’intera giornata, esclusi quelli d’informazione. Il risultato è stato un disastro: Binario 2 ha sempre viaggiato a una media del 2,3% di share (pari a 110mila ascoltatori), costretto ad abbassare le saracinesche dopo appena tre mesi.

 

[…]

Se i leader della maggioranza impegnati in una lotta senza quartiere per accaparrarsi i posti migliori smetteranno di litigare, alcune nomine potrebbero arrivare in Cda il 19 dicembre. Anche se c’è già chi scommette che per […] l’intero menu bisognerà aspettare ancora. Per lo meno finché non verrà sbloccata la partita sulla presidenza Rai.

 

Determinante per il futuro del Tg3. La cui direzione è per adesso affidata all’interim di Pierluca Terzulli, tuttora il più accreditato a succedere a se stesso. Sempreché il M5S non cambi idea su Agnes e non si acconci a votarla in Vigilanza insieme alla maggioranza: in tal caso la poltrona della terza testata andrebbe a un contiano. In pole, il vicedirettore del Tg1 Senio Bonini.

 

[…]

 

PAOLO CORSINI - ATREJU

Altro discorso per la TgR: considerata strategica alla luce delle prossime scadenze elettorali - nel 2025 si voterà in ben sei regioni (tra cui Veneto, Marche e Campania) cruciali per ridefinire i rapporti di forza all’interno della coalizione - è diventata la madre di tutte le battaglie.

 

La Lega, che non intende cedere lo scettro, avrebbe perciò lanciato un’Opa ostile contro Fratelli d’Italia, che la vorrebbe conquistare con Nicola Rao, e anche Forza Italia, che vorrebbe piazzarci l’attuale direttore del Tg2 Antonio Preziosi.

 

PERLA TORTORA

Ebbene, pur di centrare il risultato, Matteo Salvini avrebbe convinto l’attuale direttore, Alessandro Casarin, a dimettersi visto che a novembre il suo mandato è scaduto e lui è prossimo alla pensione. Così da far prevalere la prassi di affidare l’interim al condirettore, sempre di rito padano, Roberto Pacchetti. Con l’obiettivo di farlo rimanere quando il Cda dovrà procedere con le nomine definitive.

simona agnes

 

Una manovra che, per tenere buono il capo del Carroccio, Giorgia Meloni avrebbe avallato durante l’ultimo vertice di maggioranza. […]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Articoli correlati

UNA \'PERLA\' AL GIORNO, LEVA I PROGRAMMI DI TORNO - COSA C'E DIETRO L'IMPROVVISA ASCESA DI...

 

 

Ultimi Dagoreport

calamucci del deo striano

FLASH! – DURANTE L’ERA MELONI SONO ACCADUTI TRE SCANDALI POLITICI GRAVISSIMI DI CYBER-SPIONAGGIO E DOSSIERAGGIO ILLECITO: IL "CASO STRIANO", CHE HA TRAVOLTO LA DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA (DNA); IL "CASO EQUALIZE", SOCIETÀ CHE RACCOGLIEVA INFORMAZIONI RISERVATE E SENSIBILI PER CONTO DI AZIENDE, MANAGER E PRIVATI; IL CASO "SQUADRA FIORE", COMPOSTA DA EX 007, HACKER E IMPRENDITORI, CHE HA COINVOLTO GIUSEPPE DEL DEO, EX NUMERO DUE DEI SERVIZI SEGRETI – COME MAI, DOPO LA FIAMMATA INIZIALE, I GIORNALONI NON NE PARLANO PIÙ? CHE FINE HANNO FATTO LE TRE INCHIESTE?

monte dei paschi di siena mps banco bpm luigi lovaglio giuseppe castagna hugues brasseur

DAGOREPORT - LA FUSIONE MPS-BPM È DAVVERO FINITA NEL CESTINO? PER SALVARSI DALL’OPAS DI INTESA, LOVAGLIO E CASTAGNA POTREBBERO AGGRAPPARSI A DUE SALVAGENTI: ANTI-TRUST E CREDIT AGRICOLE - INCORPORANDO IL 13% DI GENERALI, IL DESTINO CINICO E BARO VUOLE CHE IL PRIMO COMPETITOR DEL LEONE DI TRIESTE NEL MERCATO ASSICURATIVO, SIA PROPRIO INTESA - CON UNA QUOTA COSÌ IMPORTANTE IN GENERALI, L’ANTI-TRUST POTREBBE CONSIDERARE INTESA IN GRADO DI CONDIZIONARE ASSEMBLEE, INFLUENZARE NOMINE E SCELTE STRATEGICHE - IL FUTURO DI CASTAGNA È NELLE MANINE DEI FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE, CHE DETIENE IL 29,9% DI BPM - VISTO L’OTTIMO RAPPORTO DI GIORGETTI E CASTAGNA CON LA “BANQUE VERTE”, C’È CHI IPOTIZZA CHE IL GOVERNO MELONI POTREBBE DARE L’OK A UNA FUSIONE DI BPM CON CRÉDIT AGRICOLE ITALIA, SETTIMO GRUPPO BANCARIO ITALIANO - MA C’È CHI VA OLTRE: NULLA VIETEREBBE A CREDIT AGRICOLE DI LANCIARE UN'OPAS SU SIENA CONTRO L'OPAS DI INTESA…

fertitta meloni

"BENVENUTA A BORDO, GIORGIA!", COSÌ E STATA ACCOLTA LA PREMIER DELLA SGARBATELLA DALL’AMBASCIATORE USA A ROMA, TILMAN FERTITTA, CHE NELL’ULTIMO WEEKEND L'HA OSPITATA SUL SUO MEGA-YACHT "BOARDALK" DI 117 METRI, CHE HA GETTATO L'ANCORA ALL’ARGENTARIO DAVANTI ALL’''HOTEL PELLICANO", IMPEGNATO A COSTEGGIARE IL BELPAESE ("COASTAL DIPLOMACY", LA CHIAMA) - DOPO IL RENDEZ-VOUS, UNA VOLTA SBARCATA A PORTO ERCOLE, LA EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" NON HA DOVUTO "IMPLORARE" PER UN SELFIE, COME AD EVIAN CON IL TRUMPONE, METTENDOSI IN SORRIDENTE POSA CON I VILLEGGIANTI - DOPO ESSERE STATA SPUTTANATA E INSULTATA VIA SOCIAL DAL SUO EX AMICO COL CIUFFO, LA CAMALEONTICA "GIGIORGIA" FORSE SPERA ANCORA DI RIALLACCIARE UN RAPPORTO COL DEMENTE DELLA CASA BIANCA AL CONVEGNO NATO DI ANKARA DEL PROSSIMO 7 LUGLIO - NEL DUBBIO DI QUALE SARA' LA REAZIONE DI TRUMP VERSO DI LEI (BUFFETTO O SCHIAFFETTO?), LA DUCETTA AZZOPPATA È STATA BEN ATTENTA A NON FAR SAPERE ALLE GAZZETTE DEL SUO INCONTRO CON FERTITTA - LA SMENTITA DI PALAZZO CHIGI: "MELONI NON È STATA SULLO YACHT DI FERTITTA. NOTIZIA INVENTATA"

mark rutte giorgia meloni donald trump giuseppe conte

DAGOREPORT - L’ITALIA È ENTRATA (A SUA INSAPUTA) NEL CONFLITTO USA-IRAN? - AL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO, MARK RUTTE, CHE HA SPIFFERATO A TRUMP CHE “CINQUECENTO AEREI AMERICANI SONO DECOLLATI DALLA BASE DI SIGONELLA” (DI CUI L'ITALIA HA LA PIENA SOVRANITÀ TERRITORIALE), MELONI HA RISPOSTO NEGANDO SECCAMENTE LA PARTECIPAZIONE DEL BELPAESE AL CONFLITTO - OVVIAMENTE, UNO DEI DUE MENTE: RUTTE O MELONI? - IN SOCCORSO DI "GIGIORGIA", ARRIVA IL RETROSCENISTA DEL ‘’CORRIERE’’, FRANCESCO VERDERAMI: “LA PROVA CHE RUTTE HA DICHIARATO IL FALSO È IL ROTTAME DI UN DRONE DELL’AERONAUTICA CHE GIACE IN KUWAIT” - FORSE IGNARO CHE UNO STATO PARTECIPA A UNA GUERRA ANCHE SENZA FAR ALZARE IN VOLO DRONI MA SUPPORTANDO ATTIVITÀ MILITARI, DOPO IL "FALSARIO" RUTTE, VERDERAMI PASSA A GIUSEPPE CONTE, REO DI ACCUSARE MELONI DI AVER VIOLATO L'ART. 78 DELLA COSTITUZIONE: “ERA IL 2020, LE BASI ITALIANE NON FURONO UTILIZZATE SOLO PER LA LOGISTICA, MA ANCHE PER MISSIONI NON AUTORIZZATE NÉ DALL’ONU NÉ DALLA NATO: IN SIRIA E IN LIBIA”. E CHIUDE: “ALLORA A WASHINGTON C’ERA SEMPRE TRUMP E A GERUSALEMME C’ERA SEMPRE NETANYAHU. A ROMA INVECE C’ERA CONTE” - IL SERVIZIEVOLE RUTTE HA SPUTTANATO COSÌ PESANTEMENTE MELONI PER SALVARSI LA SUA POLTRONA NATO DAL TRUMP IRACONDO…