re juan carlos

DA RE EMERITO A EMERITO PIRLA - JUAN CARLOS I È STATO L'EROE CHE SALVÒ LA DEMOCRAZIA DAL TENTATO COLPO DI STATO MILITARE DEL 1981: ADESSO PERÒ IMBARAZZA LA SPAGNA, TRA ACCUSE DI CORRUZIONE ED ESILIO VOLONTARIO NEGLI EMIRATI ARABI UNITI - ALLA BASE DEL DISCREDITO ANCHE UNA RELAZIONE (FINITA) CON CORINNA LARSEN, INTRIGANTE LOBBISTA GIÀ NOTA PER I RAPPORTI CON I SOSTENITORI DEL CREMLINO...

Articolo di Juan Luis Cebrián pubblicato da “La Stampa

 

juan carlos e la regina sofia

Il re Juan Carlos I, artefice e fautore dell'attuale democrazia spagnola, potrà diventare un ostacolo per la sua stessa sopravvivenza? Il 23 febbraio scorso, nel 40° anniversario del tentato colpo di Stato militare che stava per porre fine all'allora nascente regime di libertà, in Parlamento si è svolta una commemorazione alla presenza del re Felipe VI, del capo del governo e dei rappresentanti delle forze costituzionali, mentre i leader dei partiti nazionalisti e repubblicani si sono rifiutati di partecipare.

 

felipe e juan carlos

Ma l'assenza più evidente è stata quella del vero vincitore di quella notte del 1981: Juan Carlos I di Spagna, re emerito dopo la sua abdicazione, oggi accusato di corruzione dai media e dall'opinione pubblica.

 

RE JUAN CARLOS CONSEGNA A RAJOY IL DOCUMENTO PER L ABDICAZIONE

Dall'estate dello scorso anno vive negli Emirati Arabi Uniti, in esilio volontario. Le celebrazioni del 23 febbraio sono servite, allo stesso tempo, per rivendicare la monarchia come garante in difesa della democrazia e per denigrarla come responsabile del mantenimento di un ordine neoliberista, erede del franchismo.

 

RE JUAN CARLOS

Nonostante gli sforzi degli indipendentisti catalani o baschi e dei radicali di sinistra per dimostrare che il colpo di Stato del 23 febbraio sarebbe stato una sorta di montatura fallita del potere costituito, non c'è dubbio che sia stato un tentativo dei militari di porre fine alla monarchia parlamentare.

 

Chi tra noi ha avuto l'opportunità di vivere quegli eventi può testimoniare che l'intervento di Juan Carlos è stato decisivo per lo smantellamento del colpo di Stato e il mantenimento e il progresso della democrazia che lui stesso aveva contribuito a costruire.

 

FRANCISCO FRANCO E RE JUAN CARLOS DI BORBONE

Paradossalmente, l'eroe di quei giorni, restauratore della dinastia borbonica e trionfatore delle libertà, potrebbe finire per essere uno dei principali ostacoli al funzionamento delle istituzioni. La sua relazione con Corinna Larsen, un'intrigante lobbista, già nota per i rapporti con i sostenitori del Cremlino, è alla base dell'attuale discredito, che minaccia di minare il prestigio del sistema.

 

FRANCISCO FRANCO E RE JUAN CARLOS DI BORBONE

Dopo essere stata lasciata, non ha cessato di accusare l'anziano monarca di loschi affari. La storia è iniziata con accuse infondate di aver incassato una tangente per la concessione dei lavori del treno ad alta velocità tra Medina e La Mecca. Non c'è nulla di provato, ma si è scoperto che Juan Carlos aveva ricevuto dal monarca saudita una donazione di 100 milioni di dollari che non ha dichiarato al fisco e ha dato a Corinna, in regalo, lei sostiene, anche se ne avrebbe chiesto la restituzione.

 

re juan carlos e corinna larsen

L'inviolabilità della figura del re ha impedito ai giudici di avviare procedimenti nei suoi confronti per evasione, riciclaggio e reati fiscali. Ma, in seguito alle indagini di un procuratore svizzero su consiglieri e fiduciari del monarca, sono state scoperte altre irregolarità commesse quando non era più detentore della corona.

 

Juan Carlos ha lasciato volontariamente la Spagna per non ostacolare l'attuale monarca e danneggiare l'istituzione che incarna. La monarchia come forma di governo è soggetta a un intenso attacco da parte di forze estreme di sinistra, comprese quelle che sostengono l'attuale governo o ne fanno parte, e chiedono l'istituzione di una Repubblica. Lui ha detto che è a disposizione della giustizia in ogni momento e i parenti assicurano che è ansioso di tornare in Spagna.

 

re juan carlos con corinna larsen

Ma l'autoesilio non ne ha aiutato molto l'immagine. I sondaggi indicano che la monarchia parlamentare continua a godere di un considerevole sostegno e la figura dell'attuale re è apprezzata dalla stragrande maggioranza degli spagnoli. Tuttavia, la Corona è un'istituzione sotto assedio sin dalle guerre dinastiche del XIX secolo. La Spagna, che non ha mai ghigliottinato i suoi re, li ha spesso esiliati.

 

Le due esperienze repubblicane del passato hanno rappresentato un fallimento. La prima ebbe luogo nel XIX secolo dopo la rinuncia di re Amadeo Saboya, invitato dai militari spagnoli ad occupare il trono dopo il rovesciamento di Isabella II. La Repubblica durò appena due anni e si concluse con la restaurazione borbonica nella persona di Alfonso XII, figlio della regina detronizzata.

 

juan carlos e corinna larsen

La Seconda Repubblica venne instaurata nel 1931, dopo che il re Alfonso XIII, nonno di Juan Carlos, andò in esilio in Italia. Quest'ultimo nacque a Roma in seguito all'allontanamento dell'intera famiglia reale. Il sistema repubblicano iniziò a crollare nel 1936 con la rivolta militare che provocò la guerra civile e culminò nella dittatura franchista.

 

Nel 1976, dopo la morte del Caudillo, salì al trono Juan Carlos I, designato erede dal dittatore, che tuttavia restituì tutti i suoi poteri alla sovranità popolare, promosse la riconciliazione tra vincitori e vinti e inaugurò l'attuale periodo democratico.

 

corinna larsen

Dati i suoi successi, durante il suo regno lo «juancarlismo» conquistò anche molti repubblicani tradizionali. La scrittrice Laurence Debray, figlia del famoso scrittore e giornalista francese Regis Debray, dice di Juan Carlos I: «È un'icona vivente, perché ha adempiuto perfettamente la missione per la quale era stato istruito: ristabilire la monarchia con un carattere duraturo e riconciliare gli spagnoli dilaniati e tormentati dalla guerra civile».

 

I suoi seguaci oggi temono che la delusione causata dal suo comportamento privato poco esemplare degli ultimi anni ne offuschi il primato di campione della democrazia.

E molti si chiedono se l'istituzione sopravviverà alla distruzione della sua immagine personale. Al momento, il governo socialista, insieme con l'opposizione conservatrice, sembrano volerla.

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi mps

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! LA VITTORIA DI CALTAGIRONE AL PALIO BANCARIO DI SIENA NON APPARE SCONTATA: LA LISTA ALTERNATIVA DI TORTORA-LOVAGLIO RIAPRE I GIOCHI – TUTTO GIRA INTORNO ALLA DECISIONE DELLA HOLDING DELFIN, PRIMO SOCIO DI MPS COL 17,5%: VOTERÀ LA LISTA DEL CDA IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE O SI ASTERRÀ? – MA ANCHE L’ASTENSIONE DEL GRUPPO GUIDATO DA UN FRANCESCO MILLERI SEMPRE PIU' TERRORIZZATO DALL’INCHIESTA GIUDIZIARIA DI MILANO E DALLA LITIGIOSITÀ DEGLI OTTO EREDI DEL VECCHIO, POTREBBE GIOCARE A FAVORE DI LOVAGLIO - COME MAI IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI, SUGGERITO DA MILLERI, SI SAREBBE MOSSO A FAVORE DI LOVAGLIO? - COSA FARANNO GLI INVESTITORI ISTITUZIONALI CHE HANNO QUASI IL 60% DEL CAPITALE MPS? - CON LA QUOTA DEL 4,8%, IL MEF DI GIORGETTI E UN GOVERNO AZZOPPATO DALLA DISFATTA DEL REFERENDUM SI MUOVERANNO DIETRO LE QUINTE PER SOSTENERE UNO DEI CONTENDENTI O MANTERRANNO UNA RIGIDA NEUTRALITÀ? AH, SAPERLO…

maurizio gasparri antonio tajani paolo barelli forza italia fabrizio corona massimo giletti marina berlusconi

DAGOREPORT - QUANTE PROBABILITÀ HA MAURIZIO GASPARRI DI RESTARE NELLA COMMISSIONE DI VIGILANZA RAI? POCHE, POCHISSIME, QUASI ZERO - DI PIU': PER LA FELICITÀ DI GIANNI LETTA, L'EX CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA AL SENATO NON SARÀ PIÙ IL “PLENIPOTENZIARIO” DI TAJANI A VIALE MAZZINI. E COSI' NON POTRÀ PIÙ “SABOTARE” SIMONA AGNES - COME È ALTRETTANTO CERTO CHE SCOMPARIRANNO DALLE TRASMISSIONI RAI LE INNUMEREVOLI INTERVISTE DELL’EX COLONELLO AN DI FINI. COME NON ASSISTEREMO PIÙ ALLE OSPITATE "A TUTTO GAS" DI FABRIZIO CORONA IN CHIAVE ANTI MARINA E PIER SILVIO, DI CUI NE PAGA IL PREZZO L’INCAUTO MASSIMO GILETTI - SI SALVA (PER ORA) DALL’EPURAZIONE IL CAPOGRUPPO ALLA CAMERA DI FORZA ITALIA, PAOLO BARELLI. E UN GRAZIE LO DEVE RIVOLGERE AL FIGLIOLO GIANPAOLO SPOSATO CON FLAMINIA TAJANI - VIDEO: IL "FAR WEST" DI SALVO SOTTILE CON GASPARRI CHE SI SCAGLIA CONTRO "REPORT" DI RANUCCI

daniela santanche giorgia meloni giorgio mottola

DAGOREPORT - COME MAI LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” HA DECISO LA “DESANTANCHEIZZAZIONE” DEL GOVERNO SOLO ADESSO, PUR AVENDO AVUTO A DISPOSIZIONE PIÙ DI TRE ANNI DI CASINI GIUDIZIARI PER METTERLA ALLA PORTA? - NON È CHE ALL’INDOMANI DELLA DISFATTA, MAGARI LEGGENDO UN POST SU FACEBOOK DI “REPORT” (‘’I SOLDI DELLA SOCIETA’ INDAGATA PER MAFIA A DANIELA SANTANCHE’ E LE OMBRE SUI “SALVATORI” DI VISIBILIA’’), LA PREMIER E IL SUO ENTOURAGE DI PALAZZO CHIGI HANNO SENTITO ODOR DI BRUCIATO E PRESO LA PALLA AL BALZO PER BUTTARE FUORI L’INSOSTENIBILE MINISTRO DEL TURISMO? GIÀ IL GIORNO DELLA SCONFITTA, IL RICHELIEU DI PALAZZO CHIGI, FAZZOLARI, AVEVA MESSO IN CONTO LA POSSIBILE REAZIONE DI UNA MAGISTRATURA RINGALLUZZITA DALLA VITTORIA, PREANNUNCIANDO CHE “L’AZIONE (DELLE TOGHE) POTREBBE DIVENTARE PIÙ INVASIVA" - E OGGI, LA PROCURA DI ROMA HA RICICCIATO IL CASO SOGEI CON PERQUISIZIONI AL MINISTERO DELLA DIFESA E IN UNA SERIE DI SOCIETÀ PUBBLICHE TRA CUI TERNA, RETE FERROVIARIA ITALIANA, POLO STRATEGICO NAZIONALE... - VIDEO DI GIORGIO MOTTOLA

radio deejay theodore kyriakou linus albertino

FLASH – THEO KYRIAKOU NON HA SCELTO A CASO DI ANDARE A MILANO PER IL DEBUTTO DA EDITORE DI “REPUBBLICA”: NEGLI STORICI STUDI DI VIA MASSENA C’È LA SEDE OPERATIVA DELLE RADIO DEL GRUPPO GEDI, CHE SONO L’UNICO ASSET CHE INTERESSA AL MAGNATE GRECO – QUEL VOLPONE DI KYRIAKOU, PIÙ FURBO DI ELKANN, HA DATO UNO ZUCCHERINO ALLA REDAZIONE DI “REP”, INCONTRANDO I GIORNALISTI E PROMETTENDO INVESTIMENTI. MA IL SUO VERO OBIETTIVO ERA IL FACCIA A FACCIA CON LINUS (DIRETTORE EDITORIALE DEL POLO RADIOFONICO): LA PRIORITÀ È METTERE A PUNTO UN PIANO PER DARE UNA RINFRESCATA A RADIO CAPITAL E RENDERE PIÙ COMMERCIALE LA DISCOTECARA “M2O”, DI CUI È DIRETTORE ARTISTICO ALBERTINO (FRATELLO DI LINUS)

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...