di maio soldi spesa pubblica

IL RECOVERY FUND MANCO È STATO APPROVATO E DI MAIO GIÀ SPENDE I SOLDI PER RIDURRE LE TASSE. PECCATO CHE USARLI PER LA SPESA CORRENTE È VIETATISSIMO E FA SOLO INCAZZARE I GIÀ MOLTO CONTRARI PAESI ''FRUGALI''. COSÌ IL POVERINO CORREGGE IL TIRO E PARLA DI ''RIFORMA FISCALE'' - NEI PROSSIMI GIORNI CONTE PARLERÀ CON I LEADER DI FRANCIA, SPAGNA E PORTOGALLO (CI VUOLE POCO), E POI PURE CON I FALCHI KURZ E RUTTE. COSA DIRÀ PER CONVINCERLI?

 

1. DI MAIO: ORA TAGLIAMO LE TASSE PALAZZO CHIGI LO STOPPA SUBITO

Francesca Sforza per “la Stampa

 

La grande sfida dell' Italia è sulla semplificazione della pubblica amministrazione e della vita delle imprese, impastoiate in un labirinto burocratico che ha mostrato tutta la sua fragilità già nella destinazione dei primi sussidi a fondo perduto durante l' emergenza legata alla pandemia. Perché ce lo chiede l' Europa?

 

GIUSEPPE CONTE LUIGI DI MAIO

«No - spiegano fonti di Palazzo Chigi - perché ce lo chiedono gli italiani: grazie all' Europa noi, come altri, abbiamo la possibilità di rispondere alle esigenze della nostra economia». C' è un solo errore da non fare: lasciar passare l' idea che l' Italia userà i fondi europei per la spesa corrente, per abbassare le tasse o lanciare sussidi a pioggia. Soluzioni come Quota 100 o il reddito di cittadinanza non sono mai piaciute a Bruxelles, e non solo ai Paesi "frugali", ma anche agli Stati membri dell' Europa dell' Est, che nel negoziato che ci aspetta da qui a luglio sono in prima linea per denunciare sperequazioni e trattamenti di favore.

 

Su questo la linea di Palazzo Chigi è molto chiara, e ha messo in minoranza la prospettiva accennata nei giorni scorsi dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che accanto all' importanza della riforma fiscale e del codice degli appalti aveva parlato anche della necessità di abbassare le tasse per le famiglie. «Da questa crisi dobbiamo imparare che senza interventi forti non riusciremo a rialzarci, dunque abbassiamo le tasse e semplifichiamo il codice degli appalti - scriveva ancora ieri il ministro Di Maio su Facebook - Più lavoro e meno impedimenti per cittadini e imprese. Non c' è altro tempo da perdere».

 

merkel macron conte

Ma il punto - spiegano a Palazzo Chigi - è la crescita, e la forza di questo negoziato non è stata costruita sul fatto che bisognasse correre in soccorso di questo o quello, ma che ad essere in pericolo era il mercato unico nella sua interezza. Perché l' industria automobilistica tedesca non può fare a meno dell' indotto italiano, perché il 90 per cento dei fornitori di Airbus si trovano in Europa, e perché il mercato integrato comunitario - non l' Italia - è "Too Big to Fail", troppo grande per fallire. «Attraverso gli stimoli alla crescita che verranno dalla semplificazione per la parte produttiva del Paese sarà possibile diminuire percentualmente il debito e solo a quel punto si potrà parlare di abbassare le tasse», dicono ancora a Palazzo Chigi.

CONTE MERKEL

 

«Per noi è importante guardare al futuro - ha detto in chiusura di giornata la Presidente della Commissione Ursula von der Leyen, che ieri ha parlato a lungo al telefono con il premier Conte - In questa crisi ci sono stati molti danni, ma nessuno tra i Paesi membri ha alcuna colpa o ha fatto qualcosa di sbagliato per meritare una crisi economica così profonda, perciò vogliamo superare questa crisi insieme e dunque investiamo insieme nel futuro raccogliendo fondi nei mercati».

 

Sarebbe sbagliato dunque - fanno osservare fonti di governo - anteporre l' argomento delle condizionalità a quello delle riforme, perché il punto sono le riforme: se si fanno le riforme il Paese cresce, e se cresce non c' è condizionalità che possa impedirlo, anzi, possono solo essere fattori di stabilizzazione. Nei prossimi giorni Palazzo Chigi sta mettendo in agenda una serie di conversazioni preparatorie: Francia, Spagna e Portogallo sono gli interlocutori più vicini in questo momento, ma sono in vista colloqui con il leader austriaco Sebastian Kurz e l' olandese Mark Rutte.

 

mark rutte giuseppe conte

«Questa è l' occasione per modernizzarci tutti - dicono ancora al governo - i Paesi del Nord Europa avranno la possibilità di investire sul Green Deal e la sostenibilità ambientale, quelli del Sud potranno procedere sulla strada della modernizzazione delle strutture e della razionalizzazione della burocrazia».

 

 

 

2. RECOVERY FUND: AMENDOLA,FONDI NON PER RIDURRE NOSTRE TASSE

enzo amendola

 (ANSA) - "Il recovery fund si finanzia con titoli di debito emessi sul mercato, merito anche della caparbietà di Paolo Gentiloni a Bruxelles. Quindi non ci sarà un aumento dei contributi nazionali ma avanzeremo, finalmente, nella direzione di creare e utilizzare risorse proprie dell'Unione europea. Avremo forme di tassazione europea legate a obiettivi come l'ambiente e il digitale. In altri termini, si profila una nuova sovranità europea". Lo dice, in una intervista al Corriere della Sera, il ministro degli Affari europei proposto dal Pd, Enzo Amendola.

 

Sull'ipotesi che le tasse per i cittadini possano aumentare, Amendola assicura: "No. Semmai potrà esserci uno spostamento del prelievo dal livello nazionale al livello europeo. Non un aumento netto. E gli italiani avranno più benefici rispetto a quanto saranno chiamati a contribuire in questo piano". Sul fatto che nel governo c'è chi pensa di usare il Recovery Plan per un taglio delle tasse, fa notare: "Due mesi fa il tormentone era: 'l'Europa ci ha abbandonato'.

 

PAOLO GENTILONI

Oggi si fa a gara nel fare proposte sull'utilizzo delle risorse, notevoli, che ci saranno messe a disposizione. Io mi limito a far notare che i sussidi e i prestiti del Recovery Plan sono destinati a investimenti, non alla spesa corrente. E servono per tornare a crescere in modo robusto, in modo da ridurre il debito. Noi negli ultimi due decreti abbiamo mirato, correttamente, a proteggere la coesione sociale. Ora, con il piano italiano di rilancio, dovremo rivoluzionare la nostra capacità di impiego delle risorse europee nei settori cruciali". Quei soldi, quindi, non si possono usare per tagliare delle tasse, ma "sono destinati a investimenti supplementari rispetto a quanto avremmo fatto senza il piano europeo".

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi matteo salvini antonio tajani roberto vannacci sergio mattarella

DAGOREPORT- SONDAGGIO DOPO SONDAGGIO, SONO MOLTI GLI ANALISTI CHE LO DANNO PER CERTO: L’IRRUZIONE SULLA SCENA POLITICA DI ROBERTO VANNACCI E DELLA SUA ‘’SPORCA DOZZINA”, ALTRIMENTI DETTA FUTURO NAZIONALE, NON È UN FUOCO DI PAGLIA, NON È UNA CARICATURA, NON È UN MERO FENOMENO DI PASSAGGIO DESTINATO A BALLARE UNA SOLA ESTATE - SE VA AVANTI COSÌ, GUADAGNANDO 1 PUNTO OGNI 15 GIORNI, A SETTEMBRE VANNACCI SOTTERRERÀ NON SOLO LA LEGA, SPROFONDATA AL 5/6%, MA ANCHE FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE AL 7/8% - A QUEL PUNTO, CON I DUE ALLEATI IN STATO COMATOSO, RIUSCIRÀ GIORGIA MELONI, COL SUO 28%, AD OTTENERE IL 42% DEI CONSENSI, COME VUOLE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE TARGATA CENTRODESTRA, SENZA IMBARCARE ANCHE L’ULTRA-DESTRA DI FUTURO NAZIONALE? - MA IN TAL CASO, L'USCITA DI FORZA ITALIA BY MARINA DALLA COALIZIONE, PER TOTALE INCOMPATIBILITÀ COL “MONDO AL CONTRARIO”, OMOFOBO E RAZZISTA, DI VANNACCI, VIENE DATA PIÙ CHE PROBABILE...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA' VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA "GIGIORGIA" PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E' CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” –  PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… - VIDEO

domenico centrone leonarda alberizia giovanni caravelli meloni nordio bartolozzi almasri mantovano

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE - E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL'INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? - CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU' LIBICHE ("PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO"), CHISSA' QUANTO SARA' COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI... - VIDEO

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI - LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA...