giuseppe conte tafazzi

LA RESA DEL CONTE - PERCHÉ PEPPINIELLO APPULO HA CAMBIATO IMPROVVISAMENTE IDEA SUL COLLE E ORA DICE: “DRAGHI RIMANGA A PALAZZO CHIGI, LA LEGISLATURA NON DEVE FINIRE”? È UN MESSAGGIO AI GRUPPI PARLAMENTARI, TERRORIZZATI DALLE URNE E DALLA MANCATA RIELEZIONE - MA ORMAI “GIUSEPPI” NON TIENE PIÙ DEPUTATI E SENATORI. E DI MAIO, L’UNICO A CONTROLLARE UNA BELLA TRUPPA DI PARLAMENTARI, ASPETTA SULLA RIVA DEL FIUME…

Emilio Pucci per "il Messaggero"

 

mario draghi giuseppe conte

«Draghi rimanga a palazzo Chigi, la legislatura non deve finire». A sera, alla vigilia dell'assemblea M5S, Conte manda un messaggio rassicurante ai suoi eletti: nessuna fretta di rivotare.

 

conte a otto e mezzo

Quaranta deputati e venti senatori: al momento, stando ai sondaggi sul tavolo dei big M5S, è questa la pattuglia che potrebbe tornare in Parlamento. Motivo per cui il Movimento è sempre più una polveriera con i deputati e i senatori esclusi dal nuovo corso che come testimonia lo sfogo di Spadafora due giorni fa in tv hanno deciso di ribellarsi.

 

il coming out di vincenzo spadafora 1

Per di più il nodo del terzo mandato non è stato sciolto con l'ex premier che tiene tutti sulla corda. Conte con i fedelissimi fa un ragionamento che, in termini più soft, farà ai parlamentari convocati questa sera in un'assemblea che si preannuncia infuocata: «Basta pensare al proprio tornaconto personale, bisogna riorganizzarsi sul territorio e aprirsi alla società civile, altrimenti rischiamo di non contare più nulla».

 

conte di maio

Un discorso di prospettiva dunque che va al di là delle polemiche sui capigruppo e alla querelle sulla struttura che si appresta a costituire. L'intenzione di aprire porte e finestre a forze fresche tuttavia si scontra con chi non ha alcuna intenzione di mettersi da parte e cedere il seggio. L'avvocato pugliese si troverà così a dover fronteggiare un malcontento che cresce di settimana in settimana.

mario draghi sergio mattarella

 

Con l'ipotesi, ventilata pure dall'ex ministro dello Sport, di una scissione. La novità del giorno comunque è che Movimento e Pd si apprestano a sedersi al tavolo per chiudere la partita sull'ingresso dei pentastellati nel Partito socialista europeo.

 

Chiaro che M5S cerca di preservare le proprie posizioni, ma ormai la direzione è tracciata, anche su spinta di Di Maio che da tempo sta tessendo la tela. Il ministro degli Esteri si sta muovendo pure sulla partita del Quirinale per arrivare ad una figura al Colle che possa accontentare sia il centrodestra che il centrosinistra e, soprattutto, evitare che si arrivi al voto anticipato.

 

conte salvini

Il timore in M5S è che Conte, mandando Draghi al Quirinale, voglia sfruttare le frenesie della Lega e far saltare il patto di unità nazionale. In modo da accelerare sul repulisti e riempire le liste di nomi nuovi. Conte oggi fornirà rassicurazioni, nessuno pensa alle urne.

 

E frenerà anche sull'endorsement al presidente del Consiglio fatto nei giorni scorsi. L'ex premier non gradisce il protagonismo del responsabile della Farnesina ma tra i due comunque non c'è alcuna frizione, considerato che Di Maio non ha intenzione di prenderne il posto.

 

STORIE DIVERSE

giuseppe conte e luigi di maio con la card del reddito di cittadinanza

Ma il refrain tra i parlamentari è che «Conte con la nostra storia non c'entra nulla, sta facendo una corsa solitaria per tornare a palazzo Chigi». Sospetti e veleni, quindi. Di Maio cerca di fare da collante per tenere uniti i gruppi ma il mal di pancia tra deputati e senatori è sempre più evidente. Ecco il motivo per cui questa sera sul tavolo ci sarà pure il dossier sull'elezione del presidente della Repubblica.

 

giuseppe conte vs beppe grillo meme

«Vogliamo decidere anche noi, nessuna indicazione dall'alto», la richiesta recapitata a Conte, che si presenterà con l'appello all'unità e la garanzia che ogni passaggio verrà condiviso. Ma la partita sui capigruppo (ieri sera si sono riuniti i senatori per cercare un accordo sul direttivo) ha lasciato più di qualche strascico.

 

Ecco perché è possibile che l'elezione della guida alla Camera slitti per evitare un'altra spaccatura. E sullo sfondo resta l'incognita Grillo che tra domani e giovedì dovrebbe essere a Roma.

conte di maio

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…