mike pence donald trump nancy pelosi

RICORDATE I DEMOCRATICI CHE PIANGEVANO PERCHÉ TRUMP VOLEVA USCIRE DAL NAFTA, IL TRATTATO NORD AMERICANO DI LIBERO SCAMBIO CON MESSICO E CANADA (NEGOZIATO DA CLINTON) E RISCRIVERLO DA CAPO? BEH, SCORDATEVELI, PERCHÉ ORA LA PELOSI BRINDA AL NUOVO ACCORDO CHE TUTELA DI PIÙ I LAVORATORI AMERICANI, MA IL MERITO DELLA SVOLTA È TUTTA DEL PUZZONE. E CE LO RACCONTA RAMPINI SU ''REPUBBLICA''

Federico Rampini per “la Repubblica

 

DONALD TRUMP NANCY PELOSI

Il dopo-Nafta è alle porte, Donald Trump e i democratici trovano un accordo che sblocca la ratifica del trattato per il nuovo mercato unico nordamericano. Stati Uniti Canada e Messico sono pronti a commerciare tra loro adottando nuove regole, che segnano un miglioramento contrattuale per gli operai sindacalizzati. In contemporanea arrivano avvisaglie di una possibile tregua, almeno parziale, nella guerra dei dazi Usa-Cina.

 

I due segnali positivi per il commercio globale sono un successo per Trump, proprio mentre la Camera si avvia a votare il suo impeachment. Il via libera democratico sul nuovo US-Mexico-Canada Agreement, la cui sigla Umca sostituirà quella del trattato Nafta varato a inizio anni '90, è stato annunciato dalla presidente della Camera Nancy Pelosi, la stessa che dirige i lavori dell' impeachment. Per conquistare i voti della sinistra Trump ha introdotto alcune modifiche che rafforzano i vantaggi per gli operai americani, ma che sostanzialmente erano già presenti nella stesura iniziale.

IL VIDEO IN CUI TRUDEAU SBEFFEGGIA TRUMP

 

Nell' industria automobilistica, perché le vetture e i camion possano essere venduti oltreconfine senza dazi, sale dal 62,5% (Nafta) al 75% il contenuto minimo che deve essere prodotto in Nordamerica. Questo penalizza certe fabbriche di assemblaggio messicane che usano componenti da altri paesi. Sale dal 40% al 45% il contenuto minimo che dev' essere fabbricato in aziende con salario orario di almeno 16 dollari Usa; una clausola che beneficia gli operai statunitensi e canadesi. I sindacati Usa cantano vittoria, e così fa il partito democratico; ma è Trump ad essersi prodigato fin dall' inizio per questa revisione del trattato.

 

Vi aggiunge un' apertura del mercato canadese all' export alimentare Usa, specie prodotti lattiero-caseari, pollame, grano. In cambio di queste concessioni Trump ha accettato di togliere i dazi del 25% sull' acciaio e del 10% sull' alluminio. I democratici sono convinti di aver agito saggiamente.

 

DONALD TRUMP GUARDA MALE JUSTIN TRUDEAU E LE SUE CALZE AL G7 DI BIARRITZ

Negare la ratifica del nuovo mercato unico li avrebbe esposti all' accusa di fare un' opposizione distruttiva, e di concentrarsi sull' impeachment anziché sulle priorità economiche. La Pelosi porta a casa alcuni miglioramenti del trattato richiesti dai sindacati. Nell' insieme però è Trump a cantar vittoria visto che questa revisione del Nafta era una delle sue promesse elettorali. Il nuovo accordo con Canada e Messico riguarda due paesi con cui gli Usa hanno un interscambio totale comparabile a quello con la Cina.

 

Anche nei rapporti con Pechino qualcosa si starebbe muovendo. Il consigliere economico di Trump, Larry Kudlow, ha dichiarato che la nuova ondata di dazi prevista il 15 dicembre (tasse doganali del 15% su importazioni dalla Cina per un valore di 165 miliardi di dollari annui) potrebbe essere rinviata. La mossa distensiva è legata alle concessioni che Trump vuole ottenere subito da Xi Jinping sul versante agroalimentare.

 

andres manuel lopez obrador

La Casa Bianca punta a strappare almeno 40 miliardi di acquisti annui di derrate agricole, e non si accontenta di promesse: vuole un meccanismo trimestrale di verifica. La resistenza di Pechino è legata, ufficialmente, alla preoccupazione di non penalizzare altri fornitori agricoli con cui la Cina ha rapporti consolidati (dall' Australia al Brasile).

 

Inoltre i cinesi preferiscono un accordo che elimini anche i dazi precedenti, quelli che già colpiscono 360 miliardi di dollari (valore annuo) di loro prodotti venduti negli Stati Uniti. Il desiderio di una tregua prima di Natale potrebbe sbloccare l' impasse.

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