alitalia giuseppe leogrande stefano patuanelli paola de micheli

IL RILANCIO DI ALITALIA VENDENDO GLI AEREI: QUEI PIANI INFALLIBILI - IL NUOVO DIRETTORE GENERALE HA L'INGRATO COMPITO DI RENDERE L'AZIENDA APPETIBILE PER LUFTHANSA O DELTA IN SOLI 4 MESI. OVVIAMENTE LE RICETTE SONO SEMPRE QUELLE: MILLE ESUBERI E VIA I MEZZI, POI UN GRANDE CLASSICO DELLA COMPAGNIA (EX) DI BANDIERA. LA BAD COMPANY

Umberto Mancini per ''Il Messaggero''

 

giuseppe leogrande 1

La missione è quasi impossibile. Tagliare i costi di Alitalia, che perde in media 2 milioni al giorno, in poco più di 4 mesi. Comprimendo le spese in maniera molto più incisiva rispetto al passato, alla gestione dei tre commissari straordinari. Giancarlo Zeni, nuovo direttore generale della compagnia, da 10 giorni alla cloche, è già al lavoro. Per rendere appetibile il vettore tricolore e portarlo, si augura il governo, nelle braccia di Lufthansa o Delta. Peccato che il compito, oggettivamente arduo, non venga facilitato dallo stesso esecutivo che ha posto altri paletti. Il primo, recentissimo, prevede che Alitalia rimborsi entro 6 mesi il prestito di 400 milioni appena concesso (oltre ai 900 milioni già accordati).

 

Senza quei soldi, necessari a pagare gli stipendi e far volare gli aerei, spiegano fonti sindacali, il destino della compagnia appare segnato.

Per questo, prima di incontrare proprio le organizzazioni sindacali, Zevi aspetta che il Milleproroghe corregga in extremis la norma, dando più tempo per restituire i finanziamenti. Non solo. Il manager si aspetta che le risorse per il Fondo Volo, necessarie tra l' altro a finanziare gli ammortizzatori, vengano travate dopo il colpo di spugna assestato sempre dalla maggioranza.

 

ALITALIA

Due condizioni indispensabili per procedere. Altrimenti la partita sul risanamento sarà perduta prima ancora di iniziare. Del resto sia il commissario unico Giuseppe Leogrande che lo stesso Zevi sanno che i margini di manovra sono strettissimi. Con la spada di Damocle pronta a scattare oò 31 maggio perché, come ha spiegato il ministro dello Sviluppo Stefano Patuanelli, non ci saranno altre proroghe o altri prestiti pubblici. Ma la cessione entro questa scadenza, nonostante le avances tedesche e americane, appare alquanto improbabile.

audizione del ministro stefano patuanelli in commissione trasporti alla camera 5

 

Zevi ha in mente un piano preciso per comprimere le spese. Da un lato rivedrà tutti i contratti di leasing e studierà a fondo come dare efficienza al settore manutenzione. Soprattutto alla scadenza di maggio offrirà al governo una gamma di scelte per far tornare i conti e presentarsi sul mercato in maniera appetibile. La prima delle quali prevede, secondo stime sindacali, un taglio di 8 aeromobili che comporterebbe una riduzione complessiva di circa mille dipendenti tra servizi di terra e volo.

Esuberi che, il governo è d' accordo, potrebbero usufruire di scivoli e prepensionamenti. Riducendo così al minimo l' impatto sociale.

 

LA NEWCO Per fare questo però sarà necessario creare una newco, mentre dovrà essere il Tribunale a dichiarare la cessazione dell' esercizio d' impresa da parte dell' Alitalia in gestione commissariale. Nella newco, Patuanelli immagina una holding, dovrebbero essere divise in tre le attività aziendali principali. Una dedicata alla parte volo (razionalizzata e con i dipendenti necessari a garantire il pareggio), una alla manutenzione e l' ultima all' handling. Nel caso di squilibri non si esclude che una delle articolazioni societarie possa essere gradualmente dismessa.

gianfranco battisti ferrovie dello stato

 

I debiti e gli esuberi resteranno invece in capo alla bad company, gestiti cioè dall' Alitalia in liquidazione. Mentre spetterà all' Enac facilitare il passaggio della licenza al nuovo vettore. In uno schema già adottato con successo per BluePanorama, compagnia da dove proviene proprio Zevi, autore del risanamento.

 

In sostanza il Mise immagina una nuova Alitalia ripulita dai debiti, con gli organici ridimensionati e i costi di funzionamento ridotti all' osso proprio per invogliare nuovi soci ad investire. Del resto sia Lufthansa che Delta hanno posto come condizione per entrare nel capitale una forte discontinuità con il passato. Di certo non hanno fretta di chiudere.

 

Anche le Fs appaiono fredde, mentre Atlantia, considerata fuori gioco dai 5Stelle, ha dato la sua disponibilità a rientrare in partita a patto che i tedeschi siano tra i soci. Un vero puzzle. Così Zevi dovrà pilotare il salvataggio schivando anche i dubbi di Bruxelles sui presunti aiuti di Stato, puntando tutto sulla capacità di convincere i sindacati che la cura a basi di tagli è l' unica possibile per evitare il fallimento.

Carsten Spohr (ad Lufthansa) con Joerg Eberhart (Air Dolomiti)

Senza l' ok delle organizzazioni sindacali sia Lufhansa che Delta resteranno alla finestra. E a quelo punto non resterà che la nazionalizzazione.

Ultimi Dagoreport

2026rinascita rinascita goffredo bettini massimo dalema elly schlein nicola fratoianni andrea orlando roberto gualtieri

DAGOREPORT - SINISTRATI, NATI PER PERDERE: INVECE DI CORRERE A DAR VITA A UNA COALIZIONE DELLE VARIE ANIME DEL CENTROSINISTRA, PROPONENDO UN'ALTERNATIVA A UN ELETTORATO DISGUSTATO DALLA DERIVA AUTORITARIA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI ALLE PROSSIME POLITICHE DEL 2027, I SINISTRATI CONTINUANO A FARSI MALE E CIANCIANO DI PRIMARIE – ALL'APERITIVO ORGANIZZATO PER LA NUOVA "RINASCITA" DI GOFFREDONE BETTINI, IMPERA L'EGOLATRIA DI SCHLEIN E CONTE: VOGLIONO BATTAGLIARE COL COLTELLO TRA I DENTI, DI GAZEBO IN GAZEBO, PER CHI SARA' IL CANDIDATO A PALAZZO CHIGI, CONFERMANDO LO STATO DI UN CENTROSINISTRA DIVISO E LITIGIOSO – NON SAREBBE MEGLIO ACCORDARSI PRIMA SU 4-5 PUNTI DI PROGRAMMA E, DOPO IL VOTO, NELLA REMOTA IPOTESI DI UNA VITTORIA, SEDERSI AL TAVOLO E SCEGLIERE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO? CHE COMUNQUE, VIENE NOMINATO DA SERGIO MATTARELLA…

giorgia meloni magistratura giudici

DAGOREPORT – MALEDETTO IL GIORNO CHE E' STATO PROMOSSO 'STO CAZZO DI REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA! - GIORGIA MELONI E' FINITA IN UN CUL DE SAC, ATTANAGLIATA DALL'AMLETICO DUBBIO: METTERCI O NON METTERCI LA FACCIA? - DAVANTI ALLA CRESCENTE RIMONTA DEL "NO", LA DUCETTA SA DI ESSERE L’UNICA A POTER TRASCINARE AL VOTO GLI INDECISI, MA TEME IL CONTRACCOLPO. SE L'ELETTORATO MODERATO, CHE HA GONFIATO DI VOTI FDI FINO AL 30%, NON PARE GRADIRE PER NIENTE LA RISSA INSCENATA DAI NORDIO E APPLAUDE LA SAGGEZZA DEL CAPO DELLO STATO, SERGIO MATTARELLA, LA DESTRA EX MISSINA, GIUSTIZIALISTA PER DNA, STA CON I MAGISTRATI - E POI NON CONTERÀ SOLO CHI LA VINCE, MA SOPRATTUTTO IN QUALE MISURA SARA' LA VITTORIA: 40%? 50%? 60% - COMUNQUE VADA, IL RAPPORTO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI CON LA CASTA DEI MAGISTRATI SARA' PER SEMPRE COMPROMESSO - NORDIO E MANTOVANO POSSONO INVENTARSI TUTTE LE SEPARAZIONI DELLE CARRIERE E I CSM A SORTEGGIO CHE VOGLIONO MA FINCHE' SARA' IN VIGORE L'ART. 112 DELLA COSTITUZIONE, CHE IMPONE L’OBBLIGATORIETA' DELL’AZIONE PENALE, SARA' IMPOSSIBILE METTERE LA GIUSTIZIA SOTTO IL TALLONE DELLA POLITICA...

bettini schlein conte fratoianni bonelli meloni

DAGOREPORT – A UN MESE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, INEVITABILMENTE DIVENTATO IL GIORNO DEL GIUDIZIO PER L’ARMATA BRANCA-MELONI, AVETE NOTIZIE SULLO STATO DELL’OPPOSIZIONE? - A UN ANNO DALLE POLITICHE CHE AVRANNO IL SUPREMO COMPITO DI ELEGGERE NEL 2029 IL SUCCESSORE DI MATTARELLA, CHE FINE HA FATTO IL FATIDICO “CAMPOLARGO” CHE DOVEVA FEDERARE LE VARIE E LITIGIOSE ANIME DEL CENTROSINISTRA? - DOMANI A ROMA, PER PROMUOVERE IL NUOVO NUMERO DI ‘’RINASCITA’’, GOFFREDONE BETTINI CI RIPROVA A FAR DIVENTARE REALTÀ IL SOGNO DI UN CENTROSINISTRA UNITO IN UNA COALIZIONE: “E’ L’ORA DELL’ALTERNATIVA, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI” – AD AFFIANCARE IL BUDDHA DELLE STRATEGIE DEM, SONO ATTESI ELLY SCHLEIN, ROBERTO GUALTIERI, MASSIMO D’ALEMA, ALESSANDRO ONORATO E, COME POTEVA MANCARE PER GOFFREDONE, GIUSEPPE CONTE IN VIDEO - L’ATTESA È TANTA. MA VISTO CHE L’EGO DI OGNI LEADER DELL’OPPOSIZIONE È TALMENTE PIENO DI SÉ CHE POTREBBE STARE TRE MESI SENZA MANGIARE, RIUSCIRANNO I NOSTRI EROI A CEMENTARE LE LORO FORZE PER RISPEDIRE A VIA DELLA SCROFA I “CAMERATI D’ITALIA” CHE DA 3 ANNI E MEZZO SPADRONEGGIANO DA PALAZZO CHIGI?

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)