davide casaleggio

LA RIVOLTA GRILLINA NON E’ SOLO CONTRO DI MAIO: E’ PARTITO L’ASSALTO A DAVIDE CASALEGGIO - L’INSOFFERENZA PRENDE LA FORMA DI UN DOCUMENTO IN CUI VIENE CHIESTO UN PASSO INDIETRO DI TUTTI I VERTICI E ANCHE CHE LA PROPRIETÀ DELLA PIATTAFORMA ROUSSEAU VENGA SOTTRATTA DALLE MANI DI CASALEGGIO: “TUTTI NOI CONTRIBUIAMO A MANTENERLA MA VIENE PERCEPITA COME UN CORPO ESTRANEO AL MOVIMENTO”

1 - UN TESTO CONTRO I CAPI ALCUNI SENATORI M5S PROVANO A FAR FUORI DI MAIO E CASALEGGIO

Federico Capurso per “la Stampa”

 

beppe grillo davide casaleggio giuseppe conte 2

È iniziata la resa dei conti nel Movimento 5 stelle. Un documento durissimo, condiviso da un nutrito gruppo di senatori e presentato durante una loro riunione interna, dà corpo al malessere che da tempo stritola il corpaccione parlamentare grillino. Cinque punti, sbattuti in faccia a Luigi Di Maio, mettono in stato d' accusa il capo politico e il figlio del fondatore, Davide Casaleggio, chiedendo a entrambi di farsi da parte. Ma ai senatori la decapitazione dei vertici non basta. Chiedono anche che si intraprenda un confronto con tutte le forze progressiste, mentre Di Maio da sempre frena ogni possibile avvicinamento al Pd.

 

LUIGI DI MAIO - DAVIDE CASALEGGIO - PIETRO DETTORI

Poi, sul tema restituzioni, che sta dilaniando il gruppo da settimane, si pretendono regole nuove, metodi più trasparenti. E ancora, si esige dal governo uno stop ai decreti legge, che soffocano il lavoro parlamentare e sui quali «non potranno più pretendersi voti al buio». Ma il primo colpo nello stomaco è per Di Maio: «Serve una netta separazione tra le cariche interne al Movimento e quelle di governo - si legge nel documento -. La loro sovrapposizione sta determinando concentrazione di potere e criticità ormai incomprensibili sia per la nostra base che per i cittadini».

 

enrica sabatini davide casaleggio max bugani

Al leader M5S si chiede dunque di scegliere tra la guida del partito e il ministero degli Esteri. Con la speranza, da parte degli estensori del documento, che Di Maio preferisca rifugiarsi alla Farnesina. L' uomo solo al comando - scrivono - verrebbe sostituito da un «organo collegiale ampio», una sorta di Direttorio allargato che rappresenti le tante anime del Movimento, «anche a livello territoriale».

 

Tutto questo, scrivono i senatori, «sarebbe possibile solo fissando regole interne diverse», che rendano elettive tutte le cariche. In altre parole, si dovrebbe passare da una modifica dello Statuto. Se però tra i parlamentari M5S c' è qualcuno meno sopportato di Di Maio, in questo momento, quello è Davide Casaleggio, visto come un' entità grigia che, lontano da Roma, esercita un potere enorme ottenuto per via ereditaria.

 

davide casaleggio

Per questo i senatori chiedono che la proprietà di Rousseau - il sito web pensato come il cuore pulsante del partito, dove si mettono ai voti le scelte cruciali per la vita dei Cinque stelle - venga sottratto dalle mani di Casaleggio e «passi sotto il controllo del Movimento». Perché la piattaforma digitale «che tutti contribuiamo a mantenere - sottolineano i senatori, facendo riferimento ai 300 euro che ogni mese gli eletti M5S devono versare a Rousseau - viene percepita come un corpo estraneo al Movimento stesso».

 

DAVIDE CASALEGGIO

Intorno a Di Maio - ma non a Casaleggio - si tenta una difesa: «Il documento è stato firmato da solo tre senatori», fanno sapere dalla cerchia vicina al leader. Ma i 5 punti lanciati contro i vertici M5S non nascono dal livore di una piccola frangia di dissidenti. Sono condivisi da molti deputati e senatori e rappresentano il tentativo di invertire la rotta, anche per fermare la diaspora che in queste settimane sta sfibrando il partito. Altri due deputati, Massimiliano De Toma e Rachele Silvestri, hanno infatti dato l' addio ieri per seguire Lorenzo Fioramonti nel suo nuovo progetto politico "Eco".

 

Un terzo, Roberto Rossini, già con un piede fuori dalla porta, è stato convinto in extremis a restare. Non è un caso che sia il capogruppo in Senato, Gianluca Perilli, a spiegare nel pomeriggio il contenuto del documento ai cronisti, al fianco di Emanuele Dessì, uno dei promotori insieme a Di Nicola e Crucioli.

 

«Non sono state raccolte delle firme - sottolinea Dessì - perché il documento deve rimanere "aperto" fino a marzo, quando verrà messo ai voti in occasione degli Stati Generali del Movimento». In quel momento, dunque, arriverà il primo concreto tentativo di mettere alla porta Casaleggio e di spingere Di Maio a lasciare la guida del partito.

Proprio durante quegli Stati Generali pensati dal capo politico come un' occasione per rilanciare il Movimento sotto la sua leadership.

 

2 - ALTRI DUE ADDII NEL M5S RIVOLTA CONTRO ROUSSEAU "È UN CORPO ESTRANEO"

Estratto dell’articolo di Giovanna Vitale per “la Repubblica”

 

DAVIDE CASALEGGIO

[…]Il M5S è una polveriera. […] Il ministro degli Esteri era ancora in aereo quando i senatori grillini si riuniscono per ascoltare dal "ribelle" Emanuele Dessì i contenuti del documento in cinque punti che contesta il ruolo del capo politico, l' ancoraggio a Rousseau (definito «un corpo estraneo»), le restituzioni. […] È Di Maio il bersaglio: vissuto come il granello che ha inceppato la macchina grillina. E dunque «un primo passo deve essere la netta separazione tra le cariche del M5S e quelle di governo. La loro sovrapposizione sta determinando concentrazione di potere e criticità ormai incomprensibili sia per la nostra base che per i cittadini», rimarcano i senatori. «Per questo dobbiamo subito pensare ad un organo dirigente » collegiale, individuato «attraverso democratiche elezioni».

DAVIDE CASALEGGIO

 

Ancora più duro l' affondo su Rousseau: «La piattaforma digitale che tutti contribuiamo a mantenere viene percepita come un corpo estraneo al Movimento, sia all' interno della nostra forza politica che all' esterno», prosegue il testo. Quindi «la gestione dei dati sensibili, l' indicazione dei quesiti, il modo in cui si pongono e gli aspetti connessi alla selezione degli organi rappresentativi devono essere posti sotto il controllo del M5S ed effettuati con metodo democratico».

 

Chiaro il messaggio: Casaleggio, che in assemblea evita di farsi vedere, va commissariato. E pure il meccanismo delle restituzioni va modificato: «Il nostro punto di forza si sta trasformando in un problema e in una fonte di debolezza». Occorre perciò istituire «un comitato di garanti per individuare tutti i correttivi necessari».

 

davide casaleggio 1

Una miscela esplosiva che Di Maio non intende lasciar deflagrare sotto la sua poltrona. A sera apre la congiunta con un discorso tutto incentrato sulla Libia e il nuovo cronoprogramma del governo. Va lungo, tanti abbandonano la riunione. In pochi fiatano. Dessì si alza per illustrare il documento. L' ortodosso Luigi Gallo chiede che venga «superato il modello del capo politico». Voci nel deserto. Ancora una volta: la rivoluzione può attendere.

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