mario draghi e pedro sanchez 3

ROTOLANDO VERSO IL FRONTE DEL SUD - NON C'È SOLO L'UCRAINA A PREOCCUPARCI: DRAGHI FA SPONDA COL PREMIER SPAGNOLO SANCHEZ PER NON DIMENTICARE IL NORD AFRICA, VISTO CHE LA GUERRA E LA CRISI ALIMENTARE RISCHIANO DI SCATENARE UN'ONDATA MIGRATORIA SENZA PRECEDENTI, E IL TERRORISMO JIHADISTA RESTA UNA MINACCIA CONCRETA - L'ITALIA DOVREBBE GARANTIRE ALLA NATO DAI 10 AI 15 MILA SOLDATI: NON BASTERÀ A QUEL PUNTO NEMMENO IL FAMOSO 2% DEL PIL PER LA SPESA MILITARE...

Francesco Grignetti e Ilario Lombardo per “La Stampa

 

MARIO DRAGHI E PEDRO SANCHEZ

La questione, presto o tardi, si sarebbe posta in questi termini. Come ha detto Pedro Sanchez, il padrone di casa, a Madrid, del summit Nato: non bisogna scoprire il fianco del Sud.

 

«È ora che l'Alleanza riconosca la sua importanza in una strategia a 360 gradi», ha affermato il premier spagnolo in una dichiarazione congiunta con il presidente americano Joe Biden, dopo il loro incontro alla Moncloa. È l'identica preoccupazione che agita il governo italiano.

 

MARIO DRAGHI E PEDRO SANCHEZ

L'Ucraina ha imposto l'urgenza di rafforzare i confini a Est. Uomini e mezzi che servono a dissuadere Vladimir Putin da altre iniziative belliche. Per questo motivo aumenterà il contributo dei singoli membri Nato in termini militari. Ma ogni scelta andrà ponderata, tenendo a mente che per i Paesi del Sud europeo il Mediterraneo è una frontiera bollente, ed è vitale tenerla in sicurezza.

 

La diplomazia italiana lavora su questo aspetto da mesi. Già durante la visita di Mario Draghi a Washington era emersa la preoccupazione del governo di Roma. La crisi alimentare, che si è scatenata nell'effetto moltiplicatore della guerra, si somma agli altri fattori di instabilità geopolitica nell'area africana, mediterranea e mediorientale.

 

MARIO DRAGHI E PEDRO SANCHEZ

La fame, la siccità, i cambiamenti climatici possono tutti trasformarsi in concause d'instabilità. Il terrorismo jihadista peraltro resta una minaccia concreta, seppur meno temuta che nel passato.

 

Ieri Draghi è arrivato a Madrid, al termine del G7 in Germania, per partecipare assieme agli altri leader alla cena organizzata dal re Felipe di Spagna. L'occasione per intavolare i primi discorsi. Il premier italiano dovrebbe assicurare una sponda a Sanchez proprio sul fronte del Sud.

 

ceuta 1

Il primo ministro spagnolo ha parlato della necessità di una «risposta coordinata» dei Paesi Nato e ha menzionato il Sahel come focolaio preoccupante. Già, perché le migrazioni di massa potrebbero diventare numericamente spaventose per la cintura meridionale dell'Europa. E, in questo senso, i timori italiani per la Libia e la Tunisia si rispecchiano in quelli spagnoli per Ceuta e Melilla, le due enclave in Marocco, teatro di una strage di migranti in fuga verso il Vecchio Continente.

 

Migranti a Ceuta 2

L'invasione russa dell'Ucraina è naturalmente in cima alle preoccupazioni del governo italiano. Non mancherà nella settimana prossima un ennesimo decreto, il quarto, per l'invio di armi al Paese invaso.

 

S'ipotizza il trasferimento di nuovi cannoni Fh70 da 155 millimetri e di vecchi cannoni semoventi M109, ormai dismessi dal nostro esercito. Il protrarsi della guerra, però, sta mettendo alle corde anche i nostri arsenali. Se pure abbiamo ancora armi da cedere, non si largheggia in munizioni. E spetterà allo Stato maggiore Difesa valutare il punto di equilibrio tra le richieste ucraine e le esigenze nazionali.

 

Salvataggio a Ceuta

Guai a dimenticare il Fronte Sud, però. Il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, ha appena licenziato una Direttiva sul Mediterraneo e ne ha parlato in un consesso di generali, appena prima di partire per Madrid.

 

«Credo che l'attualità nella quale siamo immersi - ha spiegato nella cerimonia di chiusura dell'anno accademico al Centro alti studi Difesa - ci dica che dobbiamo riconfermare ancora una volta con drammatica chiarezza i concetti di fondo. L'aggressione russa ai danni dell'Ucraina nell'Est del nostro continente, ai confini della Nato e dell'Unione Europea, è un gravissimo atto di violazione dei principi internazionali. Rappresenta un'insidia per la stabilità internazionale, ma ha anche riverberi indiscutibili sul Mediterraneo. Dalla crisi alimentare, alla grande questione energetica, queste cose si intrecciano e si intersecano con l'area di riferimento dei nostri interessi primari».

 

lorenzo guerini mario draghi

Ci preme moltissimo, insomma, che il Mediterraneo allargato ovvero Nord Africa, Sahel, Medio oriente, Corno d'Africa, non sia dimenticato dalla Nato. Dice sempre Guerini: «La relazione tra il Mar Nero e il Mar Mediterraneo, significa la tutela degli interessi energetici del nostro Paese e non solo. Significa la tutela della libertà e della sicurezza delle rotte di navigazione e di trasporto. Tutte cose che sono al centro del nostro lavoro. Noi vogliamo sia tenuto insieme in una Nato flessibile, capace di agire a 360 gradi».

 

E però le ambizioni dovranno fare i conti con la realtà prosaica dei nostri arsenali e delle nostre attuali forze armate. Se sarà confermato il balzo in avanti delle forze di reazione rapida dell'intera Nato, che dovrebbero passare da 40 a 300 mila soldati immediatamente mobilitabili, ciò significherà che l'Italia dovrebbe garantire alla Nato dai 10 ai 15 mila soldati, pari a tre o quattro brigate a piena forza, bene armate e addestrate, con mezzi e logistica in grado di muoversi fuori dal territorio nazionale. Non basterà a quel punto nemmeno il famoso 2% del Pil per la spesa militare.

Ultimi Dagoreport

vespa lollobrigida infante rossi

VIDEO-FLASH! - VESPA, FURIA CONTINUA - NON ACCENNA A SBOLLIRE L’IRA DELL’OTTUAGENARIO CONDUTTORE DI “PORTA A PORTA” PER AVER SUBITO LA SOVRAPPOSIZIONE DEL PROGRAMMA DI MILO INFANTE SU RAI2 – DOPO L’INTEMERATA IN DIRETTA (“UNA CORTESE, SOTTOMESSA PREGHIERA AI RESPONSABILI DI QUESTA AZIENDA PERCHÉ FACCIANO RISPETTARE LE REGOLE’’), AL RECENTE INCONTRO IN MASSERIA, VESPA HA RINCARATO LA DOSE CON LOLLOBRIGIDA. BERSAGLIO: L’AD GIAMPAOLO ROSSI. E GIU’ LAGNE DEL TIPO: PERCHÉ MELONI INSISTE A TENERLO ANCORA LÌ… - VIDEO

matteo piantedosi claudia conte

TUTTE LE DOMANDE SUL CASO CONTE-PIANTEDOSI – PERCHÉ CLAUDIA CONTE, CHE SOSTIENE DI ESSERE UNA “PERSONA MOLTO RISERVATA”, HA DECISO DI ROMPERE GLI INDUGI E DICHIARARE AL MONDO LA SUA RELAZIONE CON IL MINISTRO DELL’INTERNO PROPRIO ADESSO? LA GIORNALISTA E “PRODUCER” DEI SUOI AFFARI SI È RESA CONTO DI AVER MESSO IN DIFFICOLTÀ IL PREFETTO IRPINO, E PURE SE STESSA (I SUOI INCARICHI PASSATI E FUTURI SARANNO PASSATI AL SETACCIO) – CON TUTTI I GIORNALISTI CHE CONOSCE, PERCHÉ CLAUDIA CONTE SI È FATTA INTERVISTARE DAL “FRATELLINO D’ITALIA” MARCO GAETANI, CONCORDANDO PRIMA LA DOMANDA SU PIANTEDOSI? IL BOCCOLUTO CONDUTTORE DI RADIO ATREJU SI È ACCORTO CHE LA NOTIZIA SAREBBE STATA UNA BOMBA SU PALAZZO CHIGI? – INFINE, LA DOMANDA DELLE DOMANDE: QUAL È L’OBIETTIVO DEL “COMING OUT”? C’È UN INTERESSE SINGOLO O MULTIPLO? E DI CHI? È DI CONTE E PIANTEDOSI INSIEME? DELLA SOLA EX "RAGAZZA CINEMA OK"? OPPURE LA NOTIZIA INTERESSA ANCHE QUALCUN ALTRO, CON CONSEGUENZE POTENZIALMENTE FATALI PER IL GOVERNO?

parolin papa leone xiv prevost pena parra barbara jatta franceaca francesca immacolata chaouqui

DAGOREPORT - GRRRRR! LA ZAMPATA DI PAPA LEONE: IN SOFFITTA L’ERA BERGOGLIO, PIENI POTERI A PAROLIN - PREVOST HA RESTITUITO IL FAVORE DELLA SUA ELEZIONE AL TRONO DI PIETRO CONCEDENDO, FINALMENTE IL GOVERNO DELLA CHIESA A PIETRO PAROLIN - PER 13 ANNI IL SEGRETARIO DI STATO E' STATO INFATTI IGNORATO E UMILIATO, PREFERENDO IL PAPA ARGENTINO FARSI RIMBAMBIRE DAL DISCUSSO EDGAR PEÑA PARRA, UNA SORTA DI RASPUTIN NELLE STANZE DI SANTA MARTA - COME NUOVO SOSTITUTO AGLI AFFARI GENERALI DELLA SEGRETERIA DI STATO ARRIVA PAOLO RUDELLI, MENTRE PEÑA PARRA VIENE ACCANTONATO COME NUNZIO IN ITALIA MA PARE CHE DURERÀ POCO: IL SUO NOME È DESTINATO A RIENTRARE NELLE CARTE DEL PROCESSO BECCIU - CON PAROLIN LA CURIA TORNA AD ESSERE UN'ISTITUZIONE CATTOLICA. E FORSE PER QUESTO C’È GRANDE AGITAZIONE TRA “LE CARDINALESSE” DELL'ERA BERGOGLIO, PRIVE DELLO SCUDO  DELLO SCUDO DI PEÑA PARRA: SUOR RAFFAELLA PETRINI, PRESIDENTE DEL GOVERNATORATO VATICANO; BARBARA JATTA, DIRETTRICE DEI MUSEI VATICANI; L’AVVOCATO CANONICO LAURA SGRÒ, PALADINA DI CAUSE MOLTO MEDIATIZZATE E FRANCESCA IMMACOLATA (SI FA PER DIRE) CHAOUQUI...

matteo piantedosi claudia conte

FLASH – FERMI TUTTI: MATTEO PIANTEDOSI E CLAUDIA CONTE SI CONOSCEVANO GIÀ PRIMA CHE IL PREFETTO IRPINO DIVENTASSE MINISTRO! IL 16 DICEMBRE 2021, PIANTEDOSI PARTECIPÒ ALLA PRESENTAZIONE DEL ROMANZO DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, “LA LEGGE DEL CUORE”. UN EVENTO PATROCINATO DAL MINISTERO DELLA CULTURA, ALLORA GUIDATO DA “SU-DARIO” FRANCESCHINI – GLI “ADDETTI AI LIVORI” “DATANO” L’INIZIO DELLA RELAZIONE TRA I DUE AL 2023, QUANDO CLAUDIA CONTE MODERÒ UN CONVEGNO SULL'EREDITÀ DI ALDO MORO AL SENATO, A CUI PARTECIPAVA IL MINISTRO DELL'INTERNO. AVEVANO INIZIATO A FREQUENTARSI PRIMA?

claudia conte

DAGOREPORT - COME MAI I CAMERATI VIA DELLA SCROFA HANNO MESSO SU UNA SCENEGGIATA PER SPUTTANARE LA LIASON TRA IL MINISTRO DEGLI INTERNI MATTEO PIANTEDOSI E LA CURVACEA CLAUDIA CONTE? - SAPETE CHI E' STATO AD INTERVISTARLA? NIENTEMENO CHE IL SOCIAL MEDIA STRATEGIST DI FRATELLI D’ITALIA ALLA CAMERA, MARCO GAETANI, UN BOCCOLUTO DONZELLIANO TENDENZA ARIANNA - BENE: SE TUTTO È STATO CUCINATO IN VIA DELLA SCROFA, PERCHÉ STENDERE IL TAPPETO ROSSO ALLA DICHIARAZIONE D'AMORE DELLA "PREZZEMOLONA" DEI PALAZZI ROMANI, METTENDO IN MUTANDE IL NUMERO UNO DEL VIMINALE? - PERCHE' LA SUA POLTRONA È DA ANNI RICHIESTA VIGOROSAMENTE INDIETRO DA MATTEO SALVINI, DI CUI PIANTEDOSI ERA ALL'EPOCA IL SUO FIDO CAPO DI GABINETTO, POI PASSATO SOTTO L'ALA DELLA MELONA ACCHIAPPATTUTTO? - VISTO CHE È IN VENA DI RIVELAZIONI, PERCHÉ CLAUDIA CONTE NON CI DICE DA QUANTO TEMPO VA AVANTI LA SUA AFFETTUOSA AMICIZIA CON IL MINISTRO DELL'INTERNO? ''TRE ANNI DI PIANTEDOSI'', COME QUALCHE "ADDETTO AI LIVORI" SUSSURRA? PERCHÉ - MA GUARDA TU IL CASO! - È PROPRIO DA TRE ANNI CHE LA STELLA DI CLAUDIA HA INIZIATO A SBRILLUCCICARE NEI CIELI TRICOLORI - VIDEO

donald trump roberto cingolani

FLASH! – L’INCAZZATURA DI MELONI CON ROBERTO CINGOLANI? FOLLOW THE MONEY! L’IRRITAZIONE DELLA PREMIER CON L’AD DI LEONARDO NON SI DEVE A QUESTIONI POLITICHE O AL SOLO DESIDERIO DI FARE PIAZZA PULITA DOPO LA BATOSTA REFERENDARIA. LA “COLPA” DI CINGOLANI È DI AVER PROGETTATO IL SOFISTICATISSIMO SCUDO ANTI-MISSILE “MICHELANGELO DOME”. DAGLI STATI UNITI SI ASPETTAVANO CHE L’ITALIA, COME LA GERMANIA, RICORRESSE AL COLLAUDATO SISTEMA ISRAELO-AMERICANO “IRON DOME”, A CUI IL PROGETTO ITALIANO FAREBBE UNA BELLA CONCORRENZA…