giuseppe conte enrico letta nicola zingaretti goffredo bettini

L’ALLEANZA PD-M5S E’ A RISCHIO! A ROMA TRAMONTA L'IDEA ZINGARETTI PER IL NO DEI GRILLINI AD UN'INTESA SULLA REGIONE – “NON POSSIAMO ANDARE DIVISI AL COMUNE E UNITI PER LA PISANA”. LO STOP ARRIVATO DOPO LA TRATTATIVA TRA CONTE, DI MAIO E CRIMI UNA VOLTA CERTIFICATA L’IMPOSSIBILITA’ DI FAR RITIRARE LA RAGGI. OLTRE A ROMA (DOVE I DEM PUNTANO SU GUALTIERI), ANCHE A TORINO, A MILANO E A BOLOGNA PD E M5S SONO SUL PUNTO DI IMBOCCARE STRADE DIVERSE. IL NODO PRIMARIE DEM…

Ernesto Menicucci per "il Messaggero"

 

enrico letta a in mezzora in piu 2

Non è ancora ufficiale (e magari lo sarà a breve: anche 24 ore) ma la tentazione del Pd di spingere Zingaretti a candidarsi a sindaco di Roma pare già tramontata. E il motivo sarebbe fin troppo semplice, visto nel mondo della realpolitik: è sfumato, almeno per ora, l' accordo con i Cinquestelle.

 

Sul Campidoglio dove del resto già si sapeva che, con Raggi in campo, la via sarebbe stata impervia ma soprattutto sulla Regione. Era quella la condizione, o almeno quella più importante, posta dallo stesso Zingaretti: per scendere in campo sul Campidoglio, avrebbe voluto mettere in sicurezza (dal punto di vista del risultato elettorale per il centrosinistra) la guida della Pisana. Solo che, per farlo, con un sistema elettorale basato sul turno unico vince chi prende più voti, senza possibilità di secondo round al ballottaggio l' accordo con M5S era fondamentale.

giuseppe conte

 

LA TRATTATIVA Però, dopo una serie di contatti serrati con l' ex premier (e oggi capo in pectore del Movimento) Giuseppe Conte, con Luigi Di Maio e con l' attuale reggente Rocco Crimi è arrivato lo stop definitivo. «Non possiamo marciare divisi sul Comune e andare uniti sulla Regione, non la reggiamo come situazione», il messaggio recapitato ai dem.

 

Logica conseguenza dell' impossibilità di far ritirare Raggi dalla corsa: la sindaca, del resto, a più riprese ha fatto sapere che si sarebbe ricandidata anche da sola, specie ora che avrebbe a disposizione anche l' ipotesi di essere l' alfiere del gruppo Casaleggio/Rousseau, dopo la separazione dei destini del figlio del fondatore da M5S.

I pentastellati, specie l' ala legata a Roberta Lombardi (la prima a caldeggiare l' alleanza con il Pd), hanno anche provato a rilanciare: «Dateci a noi la guida della Regione». Ma su questo dal Nazareno, e Zingaretti in particolare, sono stati irremovibili. Il massimo, come concessione, erano le primarie di coalizione.

 

Zingaretti Bettini

Qualora il governatore fosse sceso in campo per il sindaco di Roma, il sostituto sarebbe potuto essere Alessio D' Amato, attuale assessore alla Sanità. Sarebbe stato, questo, un modo per non venire meno all' impegno preso di «non lasciare il Lazio in piena pandemia Covid», puntando sull' uomo che ha gestito finora la campagna vaccinale e la lotta al virus. Scenario, al momento, che pare tramontato. I dem, salvo ulteriori sorprese, dovrebbero puntare allora su Roberto Gualtieri, ex ministro dell' Economia tenuto in stand-by da Enrico Letta per qualche settimana. L' ultima condizione posta è che Zingaretti sia al suo fianco nella campagna elettorale: e di questo si occuperà il segretario pd.

gualtieri letta

 

IL CENTRODESTRA E a destra? Senza Zingaretti, e con Gualtieri, cambia ancora la prospettiva. L' idea, comunque, è di un civico (per Forza Italia l' ideale sarebbe sempre Bertolaso: «Guardate cosa sta facendo in Lombardia con i vaccini», dicono gli azzurri) che possa allargare i voti della coalizione nell' ipotetico e molto probabile ballottaggio. Già, ma chi se non Bertolaso? La caccia, da adesso, è aperta.

 

 

 

M5S, I VERTICI DELUSI DAL PD

Emanuele Buzzi per il "Corriere della Sera"

enrico letta a in mezzora in piu

 

L' alleanza tra Pd e M5S scricchiola già prima di essere ufficialmente varata. La fase di incertezza del Movimento insieme all' urgenza dei dem di dare risposte alle diverse istanze locali stanno mettendo a dura prova il fronte in vista delle Amministrative.

 

Oggi potrebbe esserci già un «momento di confronto» tra Enrico Letta e Giuseppe Conte a margine dell' incontro online «Verso le Agorá» promosso dal think tank di Goffredo Bettini. Da parte dei vertici M5S infatti c' è «molta delusione nel caso il Pd decida di correre da solo a Torino».

 

Il candidato della Mole è - insieme al Campidoglio - una nota dolente dei rapporti trai due partiti. Il Pd ha annunciato l' intenzione di fare le primarie. «I dem lascino perdere l' idea dei gazebo, altrimenti consegnano la città alla destra», dicono fonti qualificate M5S. E rincarano la dose: «Se chiudiamo accordi solo in una città o due, allora tanto vale mettere in discussione anche l' alleanza per le Politiche. Se è un problema allearsi, noi rimarremo ago della bilancia».

 

Parole di fuoco, perché il fronte del Nord targato M5S è a dir poco sul piede di guerra sia nei confronti dei dem sia dei big M5S. Oltre a Torino, anche a Milano e a Bologna - gli altri capoluoghi di Regione interessati dal voto - Pd e M5S sono sul punto di imboccare strade diverse. In Lombardia Beppe Sala ha fatto capire che preferisce andare da solo, il Movimento gli contrapporrà probabilmente o Simona Nocerino o Gianluca Corrado. In Emilia-Romagna, l' alleanza si è arenata sul ruolo di Italia viva, che punta su Isabella Conti. «Possiamo raccontarcela come vogliamo, autonoma e libera, ma è una candidatura di Matteo Renzi», dice Max Bugani.

LUIGI DI MAIO VITO CRIMI

 

Lo stallo fa crescere i malumori in Parlamento. «A ottobre cosa resterà in mano a Conte e al neosegretario del Pd Enrico Letta, che più di tutti si sono spesi per questa alleanza? Guardiamo in faccia la realtà: le elezioni d' autunno non sono comunali qualsiasi, ma delle vere e proprie consultazioni di medio termine», scrive il deputato Sergio Battelli.

Che poi incalza: «Conte allora abbandoni i box e acceleri».

 

L' ex premier viene difeso da Stefano Buffagni e Lucia Azzolina. Ma il nodo per Conte non è solo il Nord, ma anche la Capitale, vero terreno di scontro tra Pd e Cinque Stelle. Una parte dei vertici è pronta a sacrificare Virginia Raggi, che però gode del favore della base M5S e di un appoggio trasversale che va da Beppe Grillo ad Alessandro Di Battista. Non solo.

di maio crimi raggi

 

Sono sempre più i parlamentari, compresi quelli romani, che si sono schierati con la sindaca (che secondo i rumors M5S avrebbe dalla sua anche dei buoni numeri nei sondaggi). Insomma, un quadro difficile per un patto.

 

Maggiori sono le possibilità, invece, per le Regionali in Calabria e - soprattutto - per le Comunali a Napoli. Qui il M5S dovrà trovare una quadra anche con il governatore Vincenzo De Luca. «Il tavolo è aperto a prescindere dai nomi», dicono i pentastellati. In realtà in pole position per la corsa a sindaco il Movimento vede il presidente della Camera Roberto Fico.

goffredo bettini nicola zingaretti piero fassino

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi matteo salvini antonio tajani roberto vannacci sergio mattarella

DAGOREPORT- SONDAGGIO DOPO SONDAGGIO, SONO MOLTI GLI ANALISTI CHE LO DANNO PER CERTO: L’IRRUZIONE SULLA SCENA POLITICA DI ROBERTO VANNACCI E DELLA SUA ‘’SPORCA DOZZINA”, ALTRIMENTI DETTA FUTURO NAZIONALE, NON È UN FUOCO DI PAGLIA, NON È UNA CARICATURA, NON È UN MERO FENOMENO DI PASSAGGIO DESTINATO A BALLARE UNA SOLA ESTATE - SE VA AVANTI COSÌ, GUADAGNANDO 1 PUNTO OGNI 15 GIORNI, A SETTEMBRE VANNACCI SOTTERRERÀ NON SOLO LA LEGA, SPROFONDATA AL 5/6%, MA ANCHE FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE AL 7/8% - A QUEL PUNTO, CON I DUE ALLEATI IN STATO COMATOSO, RIUSCIRÀ GIORGIA MELONI, COL SUO 28%, AD OTTENERE IL 42% DEI CONSENSI, COME VUOLE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE TARGATA CENTRODESTRA, SENZA IMBARCARE ANCHE L’ULTRA-DESTRA DI FUTURO NAZIONALE? - MA IN TAL CASO, L'USCITA DI FORZA ITALIA BY MARINA DALLA COALIZIONE, PER TOTALE INCOMPATIBILITÀ COL “MONDO AL CONTRARIO”, OMOFOBO E RAZZISTA, DI VANNACCI, VIENE DATA PIÙ CHE PROBABILE...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA' VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA "GIGIORGIA" PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E' CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” –  PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… - VIDEO

domenico centrone leonarda alberizia giovanni caravelli meloni nordio bartolozzi almasri mantovano

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE - E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL'INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? - CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU' LIBICHE ("PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO"), CHISSA' QUANTO SARA' COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI... - VIDEO

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI - LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA...