letta marcucci

L’ETERNO PSICODRAMMA PD! - MARCUCCI RESISTE A LETTA, LA QUESTIONE CAPIGRUPPO SPACCA I DEM. LINEA ROSA CONGELATA AL SENATO. GLI EX RENZIANI DI “BASE RIFORMISTA”: “LA PARITÀ DI GENERE NON PUÒ ESSERE L'ALIBI PER UNA PUNIZIONE POLITICA” – COSA FARA’ MARCUCCI, SI RICANDIDERA’? - IL NOME DELLA FUTURA CAPOGRUPPO IN SENATO, IN OGNI CASO, SARÀ SCELTO DA BASE RIFORMISTA. IN POLE C'È SIMONA MALPEZZI. INTANTO LETTA HA ANNUNCIATO CHE OGGI VEDRÀ GIUSEPPE CONTE...

Laura Cesaretti per "il Giornale"

 

renzi marcucci

L'ennesimo psicodramma dem si consumerà domani a Palazzo Madama, con l' elezione del nuovo presidente del gruppo. Se a Montecitorio il passaggio di consegne chiesto da Enrico Letta (con la «copertura» della questione di genere e la richiesta di due donne capogruppo) sarà più indolore, perché il presidente dei deputati Graziano Delrio ha dato la sua «massima disponibilità» a farsi da parte per eleggere al proprio posto una donna, al Senato Andrea Marcucci, dopo l' assemblea di gruppo col segretario, ha fatto sapere che valuterà nelle prossime ore se ricandidarsi o meno, e non ha risparmiato a Letta critiche politiche, ricordando i momenti «drammatici» della scissione renziana (e lui di Renzi è amico personale, oltre ad esserne stato supporter della prima ora nel partito) e la scelta di tanti come lui «di restare con convinzione nel Pd.

 

enrico letta

Eppure - ha sottolineato - qualcuno ha continuato a chiamarci corpo estraneo, dentro il nostro partito». Parole analoghe a quelle usate da molti altri esponenti dell' ala riformista ex renziana: «Non ci piace l' epiteto ex che è stato usato in modo negativo nei nostri confronti», dice Emanuele Fiano. «La parità di genere non può essere l' alibi per una punizione politica», hanno ripetuto in molti. E Marcucci non ha risparmiato una battuta pungente: «Per coerenza, bisognerebbe interrompere anche la tradizione di avere sempre segretari uomini».

 

matteo renzi andrea marcucci

Ma l' esito della partita è già scritto, lo stesso Letta a sera si dice «ottimista» sulle conclusioni e parla di «clima franco ma costruttivo». E nel colloquio a quattrocchi avuto con Marcucci prima della riunione di gruppo è stato prodigo di riconoscimenti per il lavoro svolto. Ai parlamentari si è rivolto con accenti accorati: «Vi chiedo di aiutarmi, evitiamo di stare sui giornali settimane per questioni interne». E ancora: «Fidatevi di me, sono tornato per scrivere insieme a voi un pezzo di storia del paese». E in un passaggio rivelatore, Letta ha fatto capire qual è uno dei principali snodi cui guarda, anche in funzione degli organigrammi interni: «L' elezione del nuovo capo dello Stato sarà un momento cerniera per il paese, anche per questo abbiamo bisogno di gruppi ben coordinati: non possiamo sbagliare».

 

simona malpezzi

Il nome della futura capogruppo in Senato sarà scelto da Base Riformista, la componente di Marcucci, Guerini e Lotti, e in pole position c' è Simona Malpezzi (che libererebbe un posto al governo). Alla Camera dovrebbero giocarsela Debora Serracchiani e Marianna Madia. Intanto Letta prosegue il suo giro di incontri, e ha annunciato che oggi vedrà Giuseppe Conte, che in attesa di prendere l' ambito posto di Vito Crimi si trova al momento alle prese con la guerra di carte bollate tra Casaleggio e Grillo, che ha trovato il modo di ottenere una consulenza legale gratuita grazie all' ex premier. Conte è ansioso di proporsi come interlocutore politico principale per il nuovo segretario Pd, e iniziare a studiare le possibili mosse comuni in vista delle Amministrative. Nel frattempo, al Senato si consuma il silenzioso dramma del Gruppo Europeista, fondato - inutilmente - da vari transfughi per salvare il governo Conte e che ieri ha perso due senatori, e sta per saltare.

andrea marcucci matteo renzi

 

2 - I CAPIGRUPPO SPACCANO IL PD LINEA ROSA CONGELATA AL SENATO «E UNA DONNA SEGRETARIO?»

E.P. per "il Messaggero"

marcucci zingaretti

 

Il Pd ancora fatica a sciogliere il nodo dei capigruppo. Si è preso un po' di tempo Marcucci per valutare il da farsi. L' alternativa è la candidatura di Malpezzi (che però dovrebbe dimettersi da sottosegretario), espressione sempre di Base riformista mentre alla Camera Delrio ha già dato la sua disponibilità a fare un passo indietro e punta su Serracchiani che a sua volta dovrebbe lasciare la presidenza della Commissione Lavoro oppure sull' ex ministra Madia.

 

Il voto ci sarà giovedì e il presidente dei senatori dem non ha escluso una sua ricandidatura.

 

andrea marcucci matteo renzi 1

Letta si è detto ottimista, è convinto che una soluzione si troverà. Marcucci si è sfogato durante l' assemblea di ieri. Se parità di genere deve essere, il suo ragionamento, si cominci dal leader: «Io voglio coerenza, bisogna interrompere la tradizione di avere segretari sempre uomini», ha attaccato. L' irritazione per la richiesta di Letta è evidente («È troppo generica. Volete un partito del capo, dove non si discutono le decisioni del capo? Il Partito democratico non sarà mai così, deciderò parlando con i miei colleghi») ma la rabbia è soprattutto perché «in molti non hanno riconosciuto il lavoro e la fatica che abbiamo fatto in questo gruppo parlamentare in questi tre anni così difficili e tormentati». «Io ha spiegato - sono un militante del Pd, sono un socio fondatore.

 

ENRICO LETTA LORENZO GUERINI

Non c' è una cultura politica prevalente sulle altre. Io sono a casa mia, altri non lo so. Il problema non è l' amicizia con Renzi».

 

Letta ha ringraziato Delrio alla Camera, «un esempio di dirigente al servizio comunità», e chiesto un sacrificio di generosità al capogruppo dem al Senato.

 

«Un partito come il nostro, organizzato con vertici tutti uomini, è irricevibile. Mi sono messo in testa di fermare la crisi del Pd. Se il partito è una Torre di Babele ha già perso», ha sottolineato. Il segretario che lunedì ha incontrato anche Speranza oggi vedrà Conte che si appresta a diventare leader del Movimento 5Stelle.

MATTEO RENZI LORENZO GUERINI

 

Il prossimo nodo da sciogliere è quello delle amministrative. L' obiettivo per Roma è puntare su Zingaretti. Ma il presidente della Regione ieri è tornato a dire no: «Bisogna mettere in campo qualcun altro».

enrico lettasimona malpezzi matteo renzi con andrea marcucci 2

Ultimi Dagoreport

tajani meloni salvini

DAGOREPORT – CHE SUCCEDERA' ALLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE QUANDO VERRA' RIPRESENTATA ALLA CAMERA, CON IL TERRIBILE VOTO SEGRETO, ALL'INIZIO DI SETTEMBRE? - SE LA LEGA E' SCOPPIATA, FORZA ITALIA E' ALLO SBANDO, CON SALVINI E TAJANI CHE NON CONTROLLANO PIÙ I LORO PARLAMENTARI, ANCHE GIORGIA MELONI HA QUALCHE PROBLEMUCCIO: ALL'INTERNO DEL SUO PARTITO UN COACERVO DI SERPI E' PRONTA A MORDERLA SE NON SARANNO RICANDIDATI ALLE POLITICHE DEL 2027 – IL BOOM DI FDI DEL 2022 FU TALMENTE INASPETTATO CHE ARRIVARONO IN PARLAMENTO TANTI TIZI E TROPPI CAIETTI UN PO’ IMPROVVISATI O INADEGUATI O SEMPLICEMENTE FANCAZZISTI, CHE SANNO BENISSIMO CHE SARANNO SPAZZATI VIA DALLA RAMAZZA DELLA DUCETTA. E NON VEDONO L’ORA DI CONSUMARE LA VENDETTA…

francesco guccini con angela signorini e la figlia teresa

DAGOREPORT - E’ ACCADUTO RARAMENTE CHE FRANCESCO GUCCINI ABBIA CANTATO LA SUA VITA SENTIMENTALE MA QUANDO È ACCADUTO, HA DATO VITA A UNA DEI BRANI PIÙ INTENSI E STRAZIANTI DELLA STORIA DELLA CANZONE ITALIANA - ACCADDE NEL 1996, CON “QUATTRO STRACCI”, IN CUI IL RISERVATISSIMO GUCCINI DI COLPO LASCIA TUTTI BASITI METTENDO DAVVERO IN PIAZZA GLI STRACCI DELLA SUA LUNGA STORIA CON ANGELA SIGNORINI, DA CUI EBBE NEL 1978 L'UNICA FIGLIA, TERESA - DOPO AVERLA INCHIODATA COME UNA SIGNORA "CASTA CHE SOGNA D'ESSER PUTTANA / QUANDO SEI DENTRO VUOI ESSER FUORI / CERCANDO SEMPRE I PASSATI AMORI / ED HAI ANNULLATO TUTTI FUORI CHE TE”, IL DOLORE DI GUCCINI PER L'ABBANDONO DEFLAGRA IN RABBIA SPREZZANTE: "OGNUNO VADA DOVE VUOL ANDARE, OGNUNO INVECCHI COME GLI PARE, MA NON RACCONTARE A ME COS'È LA LIBERTÀ. LA LIBERTÀ DELLE TUE POSIZIONI YOGA, DI ERBE, DI PSICHE E DI OMEOPATIA; DI MANUALI CONTRO LE FRUSTRAZIONI, LE INIBIZIONI CHE PROVAVI QUI A CASA MIA…’’ - VIDEO

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO