fini attivisti di ultima generazione

L’ETEROGENESI DEI FINI – L’EX PRESIDENTE DELLA CAMERA “SDOGANA” A DESTRA GLI AMBIENTALISTI DI ULTIMA GENERAZIONE – “SE I GIOVANI PROTESTANO, LA POLITICA HA IL DOVERE DI ASCOLTARLI. PERCHÉ UNA COSA CONFUSA E CENSURABILE È SEMPRE MEGLIO CHE L’APATIA” – E SUGLI ECO-VANDALI? “OGNI PROTESTA DEVE RIMANERE ALL’INTERNO DELLA LEGGE. MA POSSIAMO SOSTENERE CHE QUESTI GIOVANI FACCIANO COSE PIÙ GRAVI DI QUELLE CHE SI VEDEVANO NEL SECOLO SCORSO?”

Estratto dell’articolo di Tommaso Labate per corriere.it

 

gianfranco fini a mezzora in piu 9

«E poi ci sono questi ragazzi, no? Che avranno dei modi di protestare che a volte sembrano confusi, che per certi aspetti possono apparire censurabili ma che in ogni caso la politica ha il dovere di ascoltare, soprattutto per i temi che sottopongono alla nostra attenzione». Gianfranco Fini non fa mai un esplicito riferimento al movimento «Ultima generazione», ma il suo pensiero è chiaro e il riferimento definito.

 

Non foss’altro perché, quando l’ex presidente della Camera pronuncia queste parole — decisamente in controtendenza col sentire di quel centrodestra di governo di cui è stato uno dei fondatori e decisamente in dissenso rispetto alla classe dirigente degli ex An di cui è stato il nume tutelare — l’agenda della politica è ancora sintonizzata sull’ultima azione eclatante dei giovani attivisti che vogliono imporre nel dibattito pubblico il tema del cambiamento climatico, e cioè il versamento del liquido nero a base di carbone vegetale che ha fatto finire la versione total black della Fontana dei Trevi sui giornali mondiali.

attivisti di ultima generazione

 

Siamo a metà della scorsa settimana. L’ex presidente della Camera partecipa alla presentazione de La bolgia dei dannati, l’ultimo giallo a sfondo giuridico del magistrato Marcello Vitale in un albergo nel centro di Roma. A un certo punto, il discorso di Fini arriva alla politica.

 

Anzi, per essere più precisi, a come si declina l’impegno politico nel terzo millennio. «La cosa che più deve spaventarci, riguardo ai giovani, è l’apatia», dice Fini. «Per cui, se i giovani protestano per tentare di imporre alla politica dei temi, anche se questa protesta a volte assume connotati che appaiono confusi e forse anche censurabili, la politica ha il dovere di ascoltarli. Perché una cosa confusa e censurabile è comunque sempre meglio che l’apatia». Certo, aggiunge l’ex leader di An, «ogni protesta deve rimanere all’interno della legge. Ma possiamo sostenere che questi giovani facciano cose più gravi di quelle che si vedevano nel secolo scorso?».

gianfranco fini a mezzora in piu 6

 

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