mario draghi al consiglio europeo

L’EUROPA ABBASSA LA CRESTA CON DRAGHI - LA COMMISSIONE EUROPEA AVEVA FATTO LA VOCE GROSSA CONTRO L’OBBLIGO DI TAMPONE IMPOSTO DALL’ITALIA AI TURISTI UE, MA IERI IL CONSIGLIO EUROPEO HA DATO RAGIONE A “MARIOPIO” - GRECIA E ESTONIA HANNO GIÀ INTRODOTTO RESTRIZIONI SIMILI A QUELLE ITALIANE, LA SVEZIA SEGUIRÀ PRESTO. E LA COMMISSIONE EUROPEA STA VALUTA SE INTRODURRE L’USO DEL TAMPONE PER TUTTI…

mario draghi al consiglio europeo 2

1 - TAMPONI ALLE FRONTIERE PASSA LA LINEA DELL’ITALIA ORA CI PENSA ANCHE LA UE

Estratto dell’articolo di Claudio Tito per “la Repubblica”

 

Il Consiglio europeo accetta la linea italiana sul Covid. Dopo la lite con la Commissione (…)  ieri Draghi ha ricevuto il via libera anche dai “colleghi” premier. Al punto che la stessa Commissione insieme ad un provvedimento che dovrebbe omologare la durata del Green Pass a nove mesi per tutti i 27 Stati membri, valuta se esprimersi anche sull’ipotesi di associare nei viaggi in Europa l’uso del tampone.

 

(…) Tutti i gabinetti dell’Unione iniziano così a non escludere più la necessità di misure ulteriori, da prendere anche rapidamente. E l’Italia, da questo punto di vista, viene considerata una sorta di avanguardia.

 

mario draghi al consiglio europeo

Dopo Roma, infatti, si sono già aggiunti all’obbligo del tampone anche la Grecia e l’Estonia. La Svezia ha confermato di considerare la scelta «comprensibile».

 

Ma soprattutto i due Paesi più grandi, ossia Germania e Francia, hanno evitato con cura di esprimersi contro Draghi e di difendere le critiche della Commissione (…)

 

2 - DRAGHI DIFENDE I TEST AI CONFINI "TROPPI I NOSTRI 135 MILA MORTI "

Ilario Lombardo per “La Stampa”

 

mario draghi al consiglio europeo

È in quel momento che tra i leader cala il silenzio. Mario Draghi ha appena citato l'enorme numero dei morti italiani: «135 mila persone decedute a causa dal virus». Basta questa cifra, fredda, tremenda, eppure pregna dei terribili ricordi dei primi mesi della pandemia, a spegnere qualsiasi malumore o tentazione di polemizzare con il presidente del Consiglio, che, primo in Europa, ha imposto i tamponi all'ingresso in Italia anche per chi è vaccinato e può esibire il Green Pass.

 

tampone

I capi di Stato e di governo riuniti nell'ultimo Consiglio europeo del 2021 ascoltano Draghi senza controbattere. Tutti nella stanza sanno che potrebbe anche essere l'ultimo Consiglio del premier italiano, se a gennaio dovesse realizzarsi il passaggio al Quirinale. I tempi stretti e l'agenda lunghissima del vertice non permettono ai leader di curiosare sul futuro politico di Draghi, o almeno non se ne ha notizia ufficiale.

 

Durante la prima parte del Consiglio lo ascoltano rispettosamente, invece, difendere la scelta di un'ulteriore restrizione ai confini che ha suscitato nervosismo nella Commissione Ue. L'Italia è un Paese ferito, in equilibrio su un'economia e un sistema sanitario fragili. Ai morti si è aggiunto il crollo del Pil, il deserto produttivo, lo spettro di una bancarotta sociale ed esistenziale.

 

Tamponi Covid

Per questo, spiega Draghi, il governo sente la necessità di rinforzare ogni difesa possibile, per non rischiare di ripiombare nell'incubo dove potrebbe precipitare l'intera Europa a causa della variante Omicron. Seguendo un criterio, dice Draghi, «di massima cautela», l'Italia ha fissato un metodo che le viene riconosciuto anche durante il summit.

 

I leader concordano sul fatto che servono ancora giorni per studiare i dati e capire l'evoluzione della curva, ma è ormai assodato che l'inverno stia colorando nuovamente di rosso l'intero continente. Uno dopo l'altro, altri Paesi potrebbero seguire a breve l'esempio dell'Italia sui test all'ingresso.

mario draghi antonio costa

 

Una maggiore flessibilità nelle scelte che però, spiega il premier, non vuol dire rinunciare al coordinamento europeo. Per Draghi vale quello che a Roma sostiene il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, sull'approccio comune contro la pandemia: «Ci si può salvare solamente agendo tutti assieme».

 

mario draghi sergio mattarella

Per il premier multilateralismo, collaborazione e cooperazione sono strade obbligate. Ma la rotta deve rimanere quella della «prudenza». Senza la quale il naufragio sarebbe collettivo. Draghi mostra l'Italia come un esempio. Potrebbe anche essere un'illusione che sarà travolta dall'ondata dell'Omicron, ma al momento il Paese si è dotato di anticorpi che hanno permesso alla variante di essere meno diffusa rispetto ad altri Stati.

 

Un tasso di vaccinazione elevatissimo (83-85 per cento di vaccinati) e inoculazioni che procedono a 500 mila dosi al giorno. «È un vantaggio che occorre mantenere a protezione del nostro sistema sanitario» spiega Draghi. Questa la ragione, a suo modo banale ma anche vitale, che ha spinto il governo ad aggiungere un controllo ai confini.

 

TAMPONI RAPIDI VACANZE COVID TESTED

Fanno paura i numeri dei contagi del Regno Unito, come quelli delle vaccinazioni, ancora troppo basse, dei Paesi del centro e dell'Est Europa. Il premier vuole sfruttare questo vantaggio di almeno due settimane per mettere al riparo le feste natalizie, cercando di preservare una normalità che sarà comunque impossibile vivere fino in fondo.

 

Anche nelle previsioni più ottimistiche è ormai certo che la variante Omicron diventerà dominante in Europa entro metà gennaio, quando l'effetto dei vaccini dell'estate sarà calato. A quel punto la terza dose non sarà più materia di dibattito ma servirà a opporre tutte le resistenze possibili per evitare che il dilagare del virus torni a intasare le terapie intensive negli ospedali. Per Draghi è già una priorità.

 

mario draghi ursula von der leyen

L'appello agli italiani a non aver paura del booster dà la misura dell'emergenza. I tamponi sono uno strumento in più, per non vanificare i risultati raggiunti finora. Una linea di ulteriore prudenza che all'interno del governo non escludono di voler ampliare a gennaio quando si deciderà se procedere o meno con l'obbligo vaccinale, a partire dai posti di lavoro.

 

Saranno i giorni, cruciali, in cui in Italia si dovrà scegliere il prossimo presidente della Repubblica e in Europa comincerà la lunga battaglia diplomatica per cambiare il patto di Stabilità. Draghi e Macron si intesteranno un progetto che, come anticipato ieri dalla Stampa, sarà presentato a giorni e che ieri è stato evocato durante la discussione sull'economia alla cena dei leader, nella coda serale del vertice. A quel tavolo c'è stato anche il debutto del neo-cancelliere tedesco, il socialdemocratico Olaf Scholz. L'uomo in più che serve a Italia e Francia per cambiare le regole europee.

mario draghi alla camera

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