enrico berlinguer indro montanelli

L’ONESTÀ DI ENRICO – 1984, INDRO MONTANELLI SULLA MORTE DI BERLINGUER – ‘’IL LUCIFERINO PAJETTA, CHE NON LO HA MAI AMATO, DICEVA DI LUI: “FIN DA GIOVANISSIMO S’ISCRISSE ALLA DIREZIONE DEL PARTITO” - BERLINGUER È RIMASTO ALLA GUIDA DEL PCI PER 12 ANNI GRAZIE AL REGIME DI MONARCHIA INCOSTITUZIONALE CHE VIGE NEL PCI, DOVE SOLO PER PUTSCH IL RE PUÒ ESSERE SBALZATO DAL TRONO - SE È VERO CHE UN BUON NEMICO È ANCORA PIÙ PREZIOSO DI UN BUON AMICO, DOVREMO PIANGERE E RIMPIANGERE ENRICO BERLINGUER: UN NEMICO COME LUI, SU QUELLA SPONDA, NON LO TROVEREMO PIÙ”

INDRO MONTANELLI

Dal “Fatto quotidiano”

 

Degli editoriali sul Giornale raccolti nel libro “Come un vascello pirata”, pubblichiamo quello sulla morte di Enrico Berlinguer (12 giugno 1984)

 

IL CARISSIMO NEMICO

Non sapremo mai se Togliatti designò alla propria successione Berlinguer perché aveva capito chi era, o perché non lo aveva capito. Quel ragazzo cresciuto nella sua segreteria doveva piacergli per molti versi.

 

Prima di tutto perché, appunto, era cresciuto nella sua segreteria, poi perché era un esecutore scrupoloso, silenzioso e zelante delle sue direttive, perché ormai conosceva a menadito la cosa più importante, l’“apparato ”, perché non aveva mai fatto parte di camarille, e forse soprattutto perché non era “reduce” di nulla.

 

INDRO MONTANELLI - LUIGI MASCHERONI - COME UN VASCELLO PIRATA

Berlinguer non veniva dalla cospirazione antifascista – non ne aveva avuto il tempo – né dal fuoruscitismo, e anche con la Resistenza credo che avesse avuto ben poco a che fare. Il luciferino Pajetta, che non lo ha mai amato, diceva di lui: “Fin da giovanissimo s’iscrisse alla direzione del partito”.

 

Ma forse fu proprio per questo che Togliatti lo prescelse. Il vecchio navigatore formatosi alla scuola di Stalin e sopravvissuto – uno dei pochissimi, di quella leva – alle sue purghe, diffidava dei rivoluzionari e dei dottrinari: è sempre da costoro che poi vengono fuori i dissidenti e gli eretici. Voleva dei commis, come in Francia si chiamano gli alti funzionari dello Stato. Attribuendone le qualità a Berlinguer, vide giusto. Ma non si accorse che gliene mancava una, e forse la più necessaria: il cinismo.

 

Berlinguer è rimasto alla guida del Pci per dodici anni grazie unicamente al regime di monarchia incostituzionale che vige in quel partito, dove solo per putsch il re può essere sbalzato dal trono. Berlinguer, che probabilmente aveva fatto poco per ereditarlo, non ha mai avuto bisogno di fare molto per conservarlo, e dubito che lo avrebbe fatto. Non ha mai dato l’impressione di attaccamento alla poltrona e di disponibilità ai giuochi di potere.

PALMIRO TOGLIATTI ENRICO BERLINGUER

 

La mancanza di ambizioni dovette rendergli ancora più pesanti le croci che via via gli toccò di portare. Fra i veterani della nomenklatura italiana non era amato: lo consideravano, per la sua mancanza di medagliere, una specie di abusivo che aveva saputo sfruttare (e non era vero) le simpatie del Grande Capo. Quanto alla cosiddetta “base”, solo da morto è riuscito a scaldarla.

 

Da vivo, non aveva nemmeno mai tentato. Uomo di sinedrio, più che agitatore di folle, non aveva il carisma né l’oratoria del tribuno, e quando saliva su un podio di piazza, sul volto malinconico e nel mesto sguardo gli si leggeva il disagio. Non giuocò mai al personaggio, mai cercò la passerella e il flash che anzi visibilmente lo imbarazzavano: a Costanzo e alla Carrà non saltò mai in testa d’invitarlo a uno dei loro intrattenimenti.

 

enrico berlinguer

Le circostanze non lo favorirono. Appena entrato in carica dovette affrontare la drammatica emergenza del brigatismo rosso. Un leader più cinico di lui chissà come avrebbe giuocato quella carta. Berlinguer non nascose la sua ripugnanza a servirsene, che poi esplose, col caso Moro, nell’aperta sconfessione della violenza.

 

Credo che quest’ultimo episodio abbia segnato, per lui, una svolta decisiva. Berlinguer è stato certamente l’uomo dell’intesa coi cattolici – il famoso compromesso storico non solo perché a indicargliela erano stati Togliatti e, prima di lui, Gramsci. Ma perché ci credeva. Quello che molti si ostinavano a considerare soltanto uno zelante burocrate, un “secchione” di “apparato”, è stato forse il dirigente comunista che più e prima di ogni altro ha avvertito la crisi del comunismo, e ha cercato di risolverla nell’abbraccio coi cattolici.

 

funerali berlinguer

Era logico che su questa strada incontrasse Moro, il cattolico che più e meglio degli altri sentiva la crisi della Democrazia cristiana e cercava di risolverla nell’abbraccio coi comunisti. In molte cose i due uomini si somigliavano: nel pessimismo, nella sfiducia, nella premonizione della disfatta.

 

La fine di Moro fu, per Berlinguer, quella del suo unico valido interlocutore. E orami chiedo se fu proprio lui a favorirla ponendo il veto a ogni trattativa coi terroristi; o se fu il partito a imporglielo per tagliargli la strada. Per i falchi del Pci, Berlinguer era ormai un personaggio scomodo e pericoloso, specie da quando aveva cominciato ad allentare gli ormeggi che lo legavano a Mosca.

 

ENRICO BERLINGUER ALDO MORO 1

Gli era perfino scappato di dire (a Pansa) che voleva in Italia un regime comunista, ma sotto l’ombrello della Nato che lo tenesse al riparo dalle soperchierie del padrone sovietico: la più grave e blasfema di tutte le eresie in cui un capo comunista possa incorrere. Lasciamo volentieri la ricostruzione di queste vicende agli esperti delle Botteghe Oscure, anche se non ne hanno mai azzeccata una.

 

Noi vogliamo solo rendere l’onore delle armi a un uomo che può anche aver commesso degli errori: ma mai disonestà o bassezze. Se è vero – com’è vero – che un buon nemico è ancora più prezioso di un buon amico, dovremo piangere e rimpiangere Enrico Berlinguer: un nemico come lui, su quella sponda, non lo troveremo più.

giancarlo pajetta napolitano berlinguer berlinguer a mosca con pajetta e cervetti

funerali berlinguer 1

indro montanelli

GIORGIO NAPOLITANO ENRICO BERLINGUERENRICO BERLINGUER E FAMIGLIAenrico berlinguer bettino craximario proto accanto a enrico berlinguerBIANCA BERLINGUER CON IL PADRE ENRICO enrico berlinguer fiatenrico berlinguer fiatBENIGNI ENRICO BERLINGUERMORO BERLINGUER

COLETTE ROSSELLI INDRO MONTANELLI sandro pertini funerale berlinguerGIORGIO ALMIRANTE AI FUNERALI DI ENRICO BERLINGUER indro montanellistatua di indro montanelli a milano avvolta da un nastro indro montanelli colette rosselli

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