cuffaro cannoli

C’E’ UNO SPETTRO CHE SI AGGIRA PER L’ITALIA IN VISTA DELLE ELEZIONI EUROPEE: TOTO’ CUFFARO! L’EX PRESIDENTE DELLA REGIONE SICILIANA (CONDANNATO PER MAFIA) SCONVOLGE LA LEGA, SPACCA FORZA ITALIA E, NON APPENA DICE “SONO VENUTO A ROMA PER INCONTRARE RENZI”, FA INCAZZARE MATTEONZO: “È UNA FAKE NEWS” - MA “TOTÒ VASA VASA” CONFERMA: “ABBIAMO FATTO UN BUON LAVORO. IO SPOSO IL PROGETTO DI RENZI” – MERLO: “CUFFARO VUOLE ESSERE MANGIATO SENZA PIÙ VERGOGNA NELLA FRIGGITORIA POLITICA, COME L’AMBIGUO CANNOLO CON CUI FESTEGGIAVA L’ECCESSO DEI CON-SENSI…”

Francesco Merlo per “la Repubblica” - Estratti

 

salvatore cuffaro

Basta la parola, come il confetto di Carosello. Senza fare nulla, ma solo “annacandosi” tra Roma e Palermo Cuffaro, proprio perché è stato completamente riabilitato e potrebbe pure candidarsi, ha sconvolto la Lega, ha diviso Forza Italia e, non appena ha detto «sono venuto a Roma per incontrare Renzi», quello si è arrabbiato: «È una fake news».

 

Ma “Totò vasa vasa”, ha confermato l’incontro: «Abbiamo fatto un buon lavoro». E proprio perché ha espiato, in galera, la sua pena, si è compiaciuto d’essere lo spettro che si aggira per l’Italia: «Io sposo il progetto di Renzi» che, però, si è alleato con “Più Europa” di Emma Bonino, la quale non è certo sospettabile di nulla.

 

toto cuffaro canta bella ciao con una maglietta dell unione sovietica

Eppure Pizzarotti appena ha sentito il nome di Cuffaro se n’è scappato con Calenda, che nella cuffareide si è preso il ruolo di Javert: «Possibile che Cuffaro possa dichiarare impunemente di controllare 140.000 voti?». Cuffaro l’ha corretto: 140 mila? «Ho detto 250mila». 

 

(...)

E infatti Cuffaro, che ha pure una figlia magistrato al Tribunale di Vibo Valentia, offre i suoi voti solo a chi lo accetta a viso aperto «esponendo il nostro simbolo di Nuova Dc». Ma “il santo è di marmo e non suda” e persino Durigon, il leghista che rivendicò il nome di “Mussolini” ha fatto gli scongiuri pubblici al nome di Cuffaro. E forse perché tutto gli è stato perdonato, ma non la goffaggine, che non è codice di mafia, ma semmai di mezza mafia.

toto cuffaro

 

C’è il famoso video in cui cita e ricita Martin Luther King «che disse “I am a drink”, io ho un sogno». E chissà se anche la mafia si sente più favoreggiata o più compromessa dal “drink” di Cuffaro, che è quello di non essere più la segreta tentazione di gola di tutti, anche di Tajani e di Lupi: «Vorrei e non vorrei, mi trema un poco il core».

 

Cuffaro vuole essere mangiato senza più vergogna nella friggitoria politica, proprio come l’ambiguo cannolo che ottunde i sensi, e con cui festeggiava l’eccesso dei con-sensi. Non c’è garantismo che possa assolverlo per aver ridotto i cannoli a simbolo della politica collusa: la ricotta come impasto del potere, lo scorzone fritto che, proprio come la beffa mafiosa, è la forza che toglie la forza, “i cosa duci” come oltraggio allo Stato di diritto.

 

toto cuffaro

«Leave the gun, take cannoli», ordina il Padrino al killer. Persino Camilleri, che ha disinfettato tutte le sicilianerie, usa il cannolo per “corrompere” medici legali e belle signore che si calano a sciaurarlo e poi principiano a sbafarselo talianno dalla finestra il paesaggio di Palermo, che ha un sindaco eletto con i voti di Cuffaro, e che ha inventato e esportato anche la mafia antimafia, il vizio che milita nella virtù (e il primo fu proprio Cuffaro con «la mafia fa schifo»).

TOTO CUFFARO toto cuffaro TOTO CUFFAROtoto cuffaro 2

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...