kevin kuhnert

E’ TORNATO L’ESPROPRIO PROLETARIO! - L'ASTRO NASCENTE DELLA SPD TEDESCA, KEVIN KUHNERT, PROPONE DI COLLETTIVIZZARE LE GRANDI AZIENDE COME LA BMW, DI LIMITARE LA PROPRIETÀ IMMOBILIARE A UNA CASA PER FAMIGLIA E CONTROLLARE DEMOCRATICAMENTE LA DISTRIBUZIONE DEI PROFITTI - LE SUE IDEE NON NASCONO DAL NULLA: IN GERMANIA CRESCONO LE DISEGUAGLIANZE SOCIALI - I CAPI DELLE PRINCIPALI 30 AZIENDE TEDESCHE GUADAGNANO IN MEDIA 52 VOLTE PIÙ DEI LORO DIPENDENTI…

Paolo Valentino per “il Corriere della sera”

 

KEVIN KUHNERT

Collettivizzare le grandi aziende come la Bmw. Limitare la proprietà immobiliare a una casa per famiglia. Controllare democraticamente la distribuzione dei profitti. Sono tre ricette da socialismo reale, che figurano sui programmi di ogni partito o movimento di sinistra anticapitalista. Ma se a lanciarle è il giovane leader emergente di una forza politica al governo del primo Paese d'Europa, allora diventano incendiarie.

 

Succede in Germania. In una intervista a Die Zeit ormai diventata pietra dello scandalo, Kevin Kühnert, capo degli Jusos, l'organizzazione dei giovani socialdemocratici, ha indicato nell' esproprio dei principali gruppi industriali tedeschi, citando esplicitamente la casa automobilistica bavarese, «l' unica strada per il superamento del capitalismo». Occorre, secondo Kühnert un controllo collettivo «su come lavoriamo e su quello che produciamo». La sua visione è «il socialismo democratico, una società libera, giusta e solidale, dove ognuno possegga solo la casa nella quale abita».

 

angela merkel

Forse neppure il leader degli Jusos tuttavia si aspettava un effetto così esplosivo. Tutta la Repubblica ne parla. Il tema occupa da diversi giorni le prime pagine e i talk show.

Insorgono i partiti di centro, la Cdu e i liberali. Lo criticano i Verdi. E prendono le distanze anche molti esponenti della Spd, chiaramente imbarazzati dall' uscita di Kühnert, che espone di nuovo i tormenti di un partito, lacerato tra gli obblighi di governo e la tentazione di recuperare il terreno perduto a sinistra.

 

«L'idea di collettivizzare la Bmw - ha detto il ministro dei Trasporti, Andreas Scheuer, cristiano-sociale bavarese - mostra il pensiero arretrato e la visione sbagliata del mondo retrò di un folle visionario». Secondo la neo segretaria generale della Fdp, Linda Teuteberg, «la Spd deve chiarire subito le sue posizioni sulla proprietà privata». Mentre la leader dei giovani imprenditori tedeschi, Sarna Roeser, accusa Kühnert di «sognare una Ddr 2.0».

 

KEVIN KUHNERT

Quanto al socialdemocratico Michael Frentzel, che è stato per molti anni capo del gruppo turistico Tui e oggi guida il Forum economico della Spd, il capo degli Jusos dovrebbe essere subito espulso dal partito. Un altro deputato socialdemocratico, Johannes Kahrs, ha definito le dichiarazioni «stupide e prive di senso», chiedendosi cos' abbia fumato Kühnert: «Non può essere roba legale». Applausi e consensi, il leader degli Jusos raccoglie invece dalla Linke.

 

Il dramma della socialdemocrazia non è tanto che il capo degli Jusos dica cose fuori linea e si dichiari socialista. Quella dei giovani socialdemocratici collocati all' estrema sinistra è una tradizione antica nella Spd. Perfino Gerhard Schröder, da capo dell' organizzazione negli anni Settanta, si professava marxista e anticapitalista, salvo poi da cancelliere meritarsi il soprannome di «Genosse der Bosse», compagno dei padroni, per la sua strenua difesa degli interessi dell' industria tedesca.

 

Berlusconi a vedere Borussia Milan con Schroeder

Il problema è che Kühnert è da un anno diventato il riferimento dei tanti nel partito che sono contrari a proseguire la Grosse Koalition con Angela Merkel. Per questo è difficile per la leadership socialdemocratica, che fin qui tace, liquidare la sua uscita come il colpo di testa di un giovane neppure trentenne. Non solo. In realtà Kühnert tocca un nervo scoperto.

 

Sempre più voci si levano infatti in Germania contro le crescenti diseguaglianze, la crisi degli affitti e i tagli allo stato sociale. Secondo dati ufficiali, i capi delle principali 30 aziende tedesche guadagnano in media 52 volte più dei loro dipendenti. Mentre la crescita degli ultimi anni non ha beneficiato tutti in modo eguale: 3,5 degli oltre 21 milioni di occupati a tempo pieno guadagnano meno di 2000 euro lordi al mese.

 

KEVIN KUHNERT

E se rimane ancora una minoranza, cresce la percentuale di quanti mettono in discussione il sistema tout court, come dimostra il successo di AfD. Il tema degli espropri poi è di grande attualità. A Berlino ha già superato la prima tappa della raccolta preliminare delle firme, l' iniziativa popolare per un referendum sull' esproprio dei gruppi immobiliari con più di 3 mila appartamenti. I sondaggi dicono che la maggioranza della popolazione è favorevole all' iniziativa, lanciata in reazione ad aumenti continui degli affitti e agli sfratti di migliaia di famiglie.

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