beatrice venezi gennaro sangiuliano manuela maccaroni maria rosaria boccia

L’ULTIMO COLPO DI MANO DI SANGIULIANO – PRIMA DI LASCIARE IL MINISTERO DELLA CULTURA, MENTRE GIULI ANDAVA AL QUIRINALE PER GIURARE, GENNY HA FIRMATO UN DECRETO DI NOMINA DELLA COMMISSIONE CHE SELEZIONA I FILM DA SOVVENZIONARE CON CONTRIBUTI PUBBLICI – TRA GLI “ESPERTI” INDICATI C’È L’AVVOCATA MANUELA MACCARONI, PRESIDENTE DELL’OSSERVATORIO PER LA PARITÀ DI GENERE DEL DICASTERO. ANCHE A LEI SI RIFERIREBBE MARIA ROSARIA BOCCIA FANTASMA QUANDO EVOCA LE “TANTE DONNE” COINVOLTE NELL’AFFAIRE SANGIULIANO – DI CERTO, AD ESSERE ATTACCATA PUBBLICAMENTE DALLA POPPEA DI POMPEI È STATA BEATRICE VENEZI, CONSULENTE PER LA MUSICA DEL MINISTERO A 30MILA EURO L’ANNO. LA “BACCHETTA NERA” DIRIGERÀ A POMPEI IL CONCERTO AL G7 DELLA CULTURA. “LA REPUBBLICA”: “UN INCARICO CHE DA CONSULENTE SI È PRATICAMENTE AUTO-ASSEGNATO...” – LA RETTIFICA DI BEATRICE VENEZI: “MAI INCORSA IN ALCUNA IPOTESI DI CONFLITTO D’INTERESSE”

RETTIFICA DEL LEGALE DI BEATRICE VENEZI

 

beatrice venezi 17

Il Maestro Venezi non è mai incorso in alcuna ipotesi di conflitto d’interesse: la chiarezza, la trasparenza e l’onestà rappresentano valori fondamentali per Beatrice Venezi.

 

Com’è noto, il ruolo di Consigliere del Ministro è un incarico di mera consulenza tecnica che, da una parte, non comporta alcuna facoltà di adottare decisioni o atti di indirizzo, né, dall’altra, impedisce a un libero professionista di proseguire nello svolgimento della propria attività principale.

 

Premesso quanto sopra, il Maestro Venezi non ha mai partecipato ad alcun tipo di riunione avente come oggetto gli eventi in programma per il G7 Cultura né ha intrattenuto alcun rapporto contrattuale con il Ministero o altro Ente pubblico in relazione a questo o altro evento concertistico nel corso del biennio in cui ricopre il ruolo di consigliere. Ad oggi, il M° Venezi ha ricevuto una proposta formulata direttamente dall’ente musicale in questione, così come avvenuto in altre occasioni, conformemente alle regole d’ingaggio dei Direttori d’orchestra

 

1. AMICHE, PARENTI, SODALI L’ULTIMO BLITZ DELL’EX MINISTRO E SPUNTA IL CASO VENEZI AL G7

Estratto dell’articolo di Giovanna Vitale e Matteo Pucciarelli per “la Repubblica”

 

gennaro sangiuliano esce da palazzo chigi

È stato il suo ultimo atto da ministro della Cultura. Prima di spegnere la luce dello sfarzoso studio al collegio Romano che ha occupato per poco meno di due anni Gennaro Sangiuliano ha trovato il tempo per firmare un decreto di nomina, la sua passione, per insediare una decina di esperti nella commissione che si occupa di selezionare i film da sovvenzionare con contributi pubblici.

 

Un pozzo che distribuisce più di 50 milioni di euro alle pellicole ritenute meritevoli di sostegno da parte dello Stato e perciò strategico per orientare la cinematografia tricolore. Un pezzo di quell’egemonia culturale che l’ex direttore del Tg2 si era messo in testa di sottrarre alla sinistra e che si è tradotta, all’atto pratico, in un’infornata di nomine amiche.

 

gennaro sangiuliano manuela maccaroni

Per il nuovo ministro Alessandro Giuli una bella gatta da pelare: 18 consulenti nominati, l’ambizione di “Genny” di arrivare a 30 con una norma ad hoc (Franceschini ne aveva 13). Ebbene, fra gli esperti della commissione per i film figurerebbe, oltre a giornalisti d’area tra cui Francesco Specchia di Libero e qualche sodale - il condizionale è d’obbligo, il decreto deve essere ancora pubblicato - una delle donne invise alla grande accusatrice Maria Rosaria Boccia.

 

Anche a lei si riferirebbe l’ex consulente fantasma quando evoca le «tante donne» coinvolte nell’affaire Sangiuliano. La donna è l’avvocata Manuela Maccaroni, da un anno presidente - a titolo gratuito - dell’Osservatorio per la parità di genere del dicastero: grazie alla nuova nomina incasserà 15 mila euro, ultimo omaggio del ministro a una vecchia conoscenza, incontrata in Rai.

 

gennaro sangiuliano alessandro giuli

Boccia ha poi fatto apertamente alla voce ‘consulenze amiche’ - il nome di Beatrice Venezi, nota per le sue rivendicate simpatie di estrema destra (il padre fu candidato sindaco a Lucca con Forza Nuova). Venezi è consulente per la musica a 30mila euro l’anno. […]  sarebbe stata introdotta ai piani alti del ministero dal presidente del Senato Ignazio La Russa, suo grande estimatore: è in predicato per la sovrintendenza di un paio di teatri lirici di prima grandezza, il Massimo di Palermo e la Fenice di Venezia. Ma non le basta. E infatti dirigerà a Pompei, salvo ripensamenti di Giuli, il concerto al G7 della Cultura: un incarico che da consulente si è praticamente auto-assegnato.

 

manuela maccaroni

È una specie di sistema tribale quello creato da Sangiuliano a colpi di nomine. Fatto di premi fedeltà all’appartenenza politica o territoriale, visto che i campani nell’antico educandato vanno per la maggiore. Il legale del ministro che promette fuoco e fiamme giudiziarie contro Boccia e quotidiani cattivi, Silverio Sica da Salerno, è fratello di Salvatore, nominato consigliere per la tutela del diritto d’autore e per la digitalizzazione a gennaio 2023, nonché poi presidente del Comitato consultivo per il diritto d’autore, anche lui spesso invitato in Rai come commentatore.

 

Consigliere a titolo gratuito per la tutela del paesaggio è stato fino a pochi mesi fa l’ex sindaco di Sorrento, Giuseppe Cuomo: a febbraio si è dimesso dopo che lo si è scoperto essere socio di un pregiudicato di camorra in un’impresa con interdittiva antimafia. A marzo è stata l’ora del Consiglio superiore del cinema e audiovisivo: presidente designata dall’ex ministro è Francesca Paola Assumma, avvocata e figlia del decano del diritto d’autore, Giorgio Assumma. Agli atti non risultano particolari competenze in materia.

 

giorgia meloni beatrice venezi

Poi ci sono i camerati, di antica e moderna militanza. Il campano Luciano Schifone, ex eurodeputato di Msi-An e casualmente padre di Marta Schifone, deputata di FdI, è (era) consigliere per il Mezzogiorno. Una bella storia filiale come quella di Emanuele Merlino, capo della segreteria tecnica, figlio di Mario, estremista di destra in Avanguardia Nazionale, indagato e assolto per vicende legate alla strage di piazza Fontana.

 

Dario Renzullo, funzionario a tempo determinato, è figlio di un ex consigliere campano di An, ha militato in Casapound, già animatore di proteste e scontri di piazza. Luciano Lanna, nominato direttore del Centro per il libro e la lettura, ex direttore del Secolo d’Italia, organo missino, ha firmato due volumi: Fascisti immaginari e Il fascista libertario. È fratello di Stefano Lanna, componente della segreteria tecnica del ministro dimissionario. Il quale un anno fa lo aveva designato direttore generale per gli archivi, poi la Corte dei Conti gli bocciò la nomina perché Lanna non aveva i requisiti. […]

 

2. L'ULTIMA FIRMA DI SANGIULIANO

Estratto dell’articolo di Ilario Lombardo per “La Stampa”

LE DIMISSIONI DI GENNARO SANGIULIANO - VIGNETTA BY VUKIC

«Subito! Ho detto subito! ». Pochi minuti prima della caduta: Gennaro Sangiuliano barricato come in un bunker in via del Collegio romano, detta le ultime volontà da ministro. Sono ordini precisi, che vanno eseguiti rapidamente, prima che l'ufficialità delle dimissioni travolga ogni cosa. Si respira una calma apparente, gelida.

 

L'epilogo è già noto, ma Sangiuliano vuole comunque firmare i decreti di tutte le commissioni della Direzione generale Cinema del MiC. Quelli che riguardano i finanziamenti dei film, delle opere prime, dei festival. Le nomine dei membri sono state preparate con cura nelle ultime settimane.

 

 I tecnici del ministero sono sbigottiti, così si raccontano alcuni di loro a fonti del gabinetto: intuiscono la sconvenienza di preparare e pubblicare un atto che verrebbe di fatto licenziato da un ministro dimissionario, mentre già il nuovo titolare del dicastero, Alessandro Giuli, sta salendo al Quirinale per giurare davanti al presidente della Repubblica.

 

MARIA ROSARIA BOCCIA E GENNARO SANGIULIANO AL FESTIVAL DEL LIBRO POSSIBILE POLIGNANO A MARE 1

[…] L'opportunità vorrebbe che fosse il successore a farsi carico delle nuove nomine. Ma il ministro non vuole sentire ragioni.

Tutto però non si può fare. Non c'è tempo e tra i funzionari – scottati dal caso Boccia – c'è chi preferisce frenare, anche per evitare di essere accusati di aver messo la burocrazia al servizio dell'ultimo atto di Sangiuliano.

 

Tra i nomi destinati a una di queste commissioni gira anche quello del conduttore Gigi Marzullo. Alla fine però viene preparato e firmato solo il decreto per la commissione di esperti che si occupa della selezione dei progetti e della concessione dei contributi selettivi che, ci dicono, dovrebbe essere pubblicato quando il clamore sulle dimissioni si sarà placato.

 

alessandro giuli gennaro sangiuliano

[…] Per decisione di Sangiuliano, i membri, per la prima volta, verranno pagati: 15 mila euro l'uno. Avranno in mano la gestione di circa 50 milioni di euro e il potere di indicare quale film meriti una fetta di questi finanziamenti.

 

I nomi – secondo quanto risulta a La Stampa – sono stati selezionati seguendo un mix di criteri. La competenza, le simpatie politiche, l'amicizia, e quella che è la vera e propria ossessione di Sangiuliano: un riequilibrio ideologico – stando al suo vocabolario – per diluire l'egemonia della sinistra. L'offerta è arrivata a Paolo Mereghetti, decano dei critici e firma del Corriere della Sera, a Valerio Caprara, Giacomo Ciammaglichella, avvocato, e ad altri (Pier Luigi Manieri, Massimo Galimberti, Pasqualino Damiani, Valerio Toniolo, alcuni nomi, ai quali risulta che si sarebbe dovuta aggiungere Manuela Maccaroni, fedelissima del ministro e da lui nominata un anno fa all'Osservatorio Pari Opportunità).

 

beatrice venezi 2

Ma Sangiuliano ha pescato anche tra la colleganza di area. Ha chiamato Francesco Specchia, che non nasconde la reciproca amicizia e con il ministro ha lavorato quando quest'ultimo era vicedirettore di Libero, quotidiano apertamente schierato con Giorgia Meloni. Oggi Specchia è una penna politico-economica, un noto volto tv, ma per anni e per varie testate è stato critico e responsabile degli spettacoli.

 

Dal Giornale – stesso editore e stessa linea di Libero – arriva lo scrittore Luigi Mascheroni che tre mesi fa scriveva così su X: «Difendo Meloni e Sangiuliano perché – a differenza della destra berlusconiana – loro sanno che la Cultura è una cosa troppo seria da lasciare agli avversari. E se la destra è ossessionata dalla conquista del potere, la sinistra è ossessionata dalla paura di perderlo».

 

[…] Infine Stefano Zecchi, intellettuale cooptato dalla destra, assessore nelle giunte di Milano e di Venezia, autore sempre per Il Giornale, anche lui presente nella lista, in quota organici.

STEFANO ZECCHI

Appena qualche giorno fa dimostrava di non avere grandi doti di preveggenza, dribblando così le domande sull'opera di Sangiuliano: «Che voto gli do da ministro? Per i risultati ci vuole tempo». Si spera che almeno sui film ci azzecchi meglio.

francesco specchiaMEME SULLE LACRIME DI GENNARO SANGIULIANO AL TG1GENNARO SANGIULIANO - MARIA ROSARIA BOCCIA paolo mereghettimanuela maccaronimanuela maccaronibeatrice venezi 3beatrice venezi pietrangelo buttafuoco

 

Ultimi Dagoreport

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…