giancarlo giorgetti matteo salvini

SALVINI LANCIA L’AMO MA NESSUNO ABBOCCA – DALLA MAGGIORANZA C’È STATA MOLTA FREDDEZZA SUL “COMITATO DI SALVEZZA NAZIONALE” LANCIATO DAL CAPITONE. LA SVOLTA MODERATA, CONDITA DA GIORGETTI CON LA PROPOSTA DI DRAGHI PREMIER DI UN GOVERNO DI LARGHE INTESE, IN REALTÀ SERVE AL LEADER DELLA LEGA PER RASSICURARE LA CONSULTA. IN PIÙ, GLI ALTRI PARTITI NON HANNO INTENZIONE DI CONCEDERE LE URNE ANTICIPATE… – VIDEO

 

Laura Cesaretti per “il Giornale”

 

matteo salvini a non e' l'arena 2MATTEO SALVINI LUIGI DI MAIO

Comitato di «salvezza nazionale»? No, grazie. Nessuno, nella maggioranza, sembra intenzionato ad abboccare all'amo di Salvini. Il più sprezzante, come succede dopo i divorzi drammatici, è il suo ex Gigino Di Maio, che in partenza per la Libia (sempre che riesca a trovarla) liquida così l'offerta leghista: «Salvini è un nostalgico del governo, ma parla al vento. Al governo c'era, lo ha buttato giù e ora tenta solo di non sparire».

salvini conte

 

Nella maggioranza, la proposta rilanciata anche ieri di sedersi tutti insieme ad un «tavolo» per affrontare le «cinque emergenze» (dalla giustizia all'economia, stranamente la questione immigrazione per Salvini è sparita dalla lista di priorità) e «riscrivere le regole», ossia la legge elettorale, incontra solo diffidenze e ironie. Una boutade dettata solo dalla urgenza di rubare un po' di scena alle odiate sardine, accusano in molti.

LUCIA BORGONZONI E MATTEO SALVINI AL MARE

 

«Salvini ha paura di perdere in Emilia: dopo averci investito così tanto, sarebbe una sberla, e la vittoria di Bonaccini blinderebbe il governo», dicono al Nazareno. «È tutto finalizzato ad avere le elezioni in fretta, e a tentare di imbarcare un po' transfughi», assicurano i renziani di Italia viva. Sarcasmo anche sull'ulteriore passo del leghista Giorgetti, che si spinge a candidare Draghi a premier di un governo bipartisan con centrodestra, Pd e Cinque stelle: il dem Enrico Borghi si rivolge al suo omonimo Claudio, chiassoso no-euro leghista, chiedendogli: «Draghi premier? Quindi ora l'euro va bene, whatever it takes?».

 

giancarlo giorgetti matteo salvini

I dietrologi più raffinati leggono la svolta dialogante di Salvini come un segnale rassicurante alla Consulta, che a metà gennaio deve pronunciarsi sul referendum pro-maggioritario della Lega, per convincerla a dare via libera al quesito. Al capo della Lega è chiaro che la maggioranza non ha fretta di varare la nuova legge elettorale: non c'è alcun accordo interno, Renzi ha stoppato l'accordo tra il Pd Orlando e Giorgetti (sistema spagnolo in cambio di elezioni subito), Leu boicotta ogni tipo di sbarramento.

matteo salvini e matteo renzi si incrociano in senato 1

 

MARIO DRAGHI.

Con la sessione di bilancio aperta, parlare di legge elettorale rischia di provocare solo fibrillazioni e lo stesso Conte ha chiesto di frenare, onde portare a casa la pelle. Ma l'ostacolo principale all'approvazione di nuove regole sono i parlamentari. Tutti, di maggioranza e di opposizione: è chiaro che l'approvazione di una legge elettorale aprirebbe la strada alle elezioni anticipate. Quindi, spiega uno dei dirigenti dem che seguono la trattativa, «qualsiasi testo venisse mandato in aula sarebbe affondato dai franchi tiratori, che non vogliono la fine della legislatura».

 

Tanto più che a Montecitorio, per astrusi meccanismi regolamentari, si vota a scrutinio segreto: una pacchia per chi volesse impallinare l'accordo eventualmente raggiunto dai partiti. A meno che la Corte costituzionale non dia via libera al referendum salviniano, insomma, di legge elettorale si parlerà più tardi possibile.

matteo salvini a non e' l'arena 3salvini di maioMATTEO SALVINI - LUCIA BORGONZONI - ALAN FABBRImatteo salvini giancarlo giorgettimatteo salvini a non e' l'arena 4matteo salvini a non e' l'arenamatteo salvini a non e' l'arena 1

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?