stefano caldoro giorgia meloni raffaele fitto matteo salvini

SALVINI SI È FERMATO A EBOLI – LA MELONI E BERLUSCONI VOGLIONO FREGARE IL CAPITONE AL SUD: NON VOGLIONO CHE LA LEGA SFONDI AL SUD E INSISTONO SULLE CANDIDATURE DI STEFANO CALDORO IN CAMPANIA E RAFFAELE FITTO IN PUGLIA – L’UNICA REGIONE CHE RIMANE A SALVINI È LA TOSCANA, ROCCAFORTE ROSSA DOVE RISCHIA UN’ALTRA TRANVATA…

Amedeo La Mattina per “la Stampa”

lucia borgonzoni matteo salvini

 

Le elezioni in Emilia-Romagna erano la sfida (persa), soprattutto di Matteo Salvini, per abbattere il governo. Ora la battaglia delle regionali in primavera servirà a ridisegnare il centrodestra e la sua leadership, a conquistare terreno nel campo moderato. Per Silvio Berlusconi si tratta del tentativo disperato di riconquistare questa area politica che in passato presidiava con forza.

 

stefano caldoro

E allora in Campania punta tutto sull' ex governatore Stefano Caldoro, usato sicuro, volto rassicurante. Così ieri ha deciso il Consiglio di presidenza forzista, sostenendo che c' è un accordo già chiuso con gli alleati, nonostante i dubbi di Salvini e di Mara Carfagna. Lei ha rifiutato di candidarsi, ma non vuole che si torni dagli elettori, per la terza volta, con lo scontro Caldoro-De Luca.

 

SALVINI BERLUSCONI MELONI

Giorgia Meloni vuole sfondare nel centro moderato, allargando la sua base elettorale in costante crescita (gli ultimi sondaggi la danno al 12%), con la candidatura di Raffaele Fitto. Un altro ex governatore di famiglia democristiana, lunga militanza in Fi, che alle ultime elezioni europee ha ottenuto nella circoscrizione Sud 90 mila voti, 55 mila solo in Puglia. Fitto è diventato co-presidente dell' eurogruppo dei Conservatori, accanto ai polacchi di Kaczyski, che aspettano a braccia aperte Orbán nel caso il premier ungherese venisse cacciato dal Ppe. Per Salvini, che vorrebbe Viktor nel suo gruppo di Strasburgo(Identità e Democrazia) sarebbe una affronto.

 

raffaele fitto ursula von der leyen

In tutto questo gioco politico, Salvini verrebbe tagliato fuori dalle Regioni del sud. L' unica candidatura regionale che gli rimane è la difficilissima Toscana. Insomma, rimarrebbe confinato al nord, nonostante abbia trasformato il suo partito in una Lega nazionale. In più, se i moderati Caldoro e Fitto dovessero vincere, saldandosi alla neo-governatrice calabrese Jole Santelli, emergerebbe plasticamente che i candidati leghisti non ce la fanno sotto il Po.

BERLUSCONI SALVINI MELONI AL QUIRINALE

 

La ferita in Emilia-Romagna ancora sanguina. Allora per questo vuole la Puglia ma Meloni, come Berlusconi, sostiene che gli accordi sono stati chiusi. E quell' accordo (Puglia e Marche a Fdi, Campania a Fi) prevedeva che il Copasir andasse al leghista Raffaele Volpi, sacrificando Adolfo Urso, vicepresidente della commissione per i servizi in quota Fdi.

GIORGIA MELONI E MATTEO SALVINI

 

Ora si aspetta che Meloni torni dagli Usa. Ma prima di partire ha messo in chiaro che i patti non si rimettono in discussione: «Noi li rispettiamo sempre». Ecco, la vera competizione è tra Matteo e Giorgia. La stessa Carfagna sostiene che è «paradossale il tentativo di Meloni di occupare lo spazio dei moderati, definendosi lei stessa la Destra, e di differenziarsi rispetto a Salvini». Ma la Meloni, aggiunge Mara, «dimostra come si possa crescere senza andare a rimorchio della Lega».

marco zanni raffaele fitto

 

In effetti Fi è l' unico partito del centrodestra che cala, quasi scompare al nord. Ma per confutare questa tesi, Berlusconi si aggrappa alla vittoria di Caldoro, sfodera orgogliosamente la vittoria in Calabria, sostiene che vincendo in Campania dimostrerà di essere il primo partito della coalizione. Non dice che il suo consenso è ristretto sempre di più nelle Regioni meridionali.

matteo salvini a bibbiano con lucia borgonzoni 2MATTEO SALVINI GIORGIA MELONI

 

Il Cavaliere non vuole farsi stringere in un angolo dai due giovani leoni nazional-sovranisti e arriva a dire che i suoi azzurri sono «ben distinti, per valori, per linguaggio e per contenuti dalla sinistra ma anche dagli alleati». Che ci fa allora nel centrodestra?

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