rivolta sociale

SARÀ UN AUTUNNO CALDISSIMO – STA PER ARRIVARE, IN TUTTA EUROPA, UN'ONDATA DI RIVOLTE E RABBIA SOCIALE. TRA GLI ITALIANI I SENTIMENTI PREDOMINANTI SONO "MALESSERE" E SFIDUCIA: SOLO IL 12% RITIENE CHE SI TROVERÀ UNA SOLUZIONE - LA PREOCCUPAZIONE DEI GOVERNI È CHE QUALCUNO MIRI A SOFFIARE SUL FUOCO, CAVALCANDO LA PROTESTA (LEGGI: PUTIN) – VERDERAMI: “SI CAPISCE PERCHÉ GIORNI FA LA DEM QUARTAPELLE HA DURAMENTE CRITICATO UN'INTERVISTA DI CONTE, CHE DA PREMIER VENDEVA NAVI DA GUERRA ALL'EGITTO E CHE ORA VESTE I PANNI DEL PACIFISTA, PROMUOVENDO MANIFESTAZIONI…

Francesco Verderami per il “Corriere della Sera”

 

mario draghi a praga

La crisi energetica era già esplosa quando il premier si presentò davanti al Copasir. Durante l'audizione gli venne chiesto se intravvedesse i rischi di un «autunno caldo». «I rischi li vediamo e non dobbiamo arrivare a quello», rispose Draghi. Era il 5 aprile.

 

L'autunno è arrivato e quel rischio è un fantasma che ormai si aggira per l'Europa. Ha le sembianze delle bollette. A luglio Der Spiegel citò fonti dell'intelligence che mettevano in guardia «dai sogni estremisti di un inverno di rabbia». A settembre il ministro dell'Economia francese Le Maire spiegò che «è meno costoso proteggere i nostri cittadini dagli aumenti, che dover fronteggiare una crisi sociale». Un paio di settimane fa il ministro degli Esteri di Berlino Baerbock ha evocato la possibilità di «rivolte sociali» in Germania. Da quando ha vinto le elezioni, Meloni continua a ripetere che il suo futuro gabinetto «lavorerà per unire gli italiani».

 

RIVOLTA SOCIALE

La preoccupazione, a Roma come nelle altri capitali, è che qualcuno miri a soffiare sul fuoco, cavalcando la protesta. E l'altro ieri la premier lituana Simonyte ha denunciato in pubblico ciò che gli altri capi di Stato e di governo finora sostenevano in privato: «Mosca cercherà di usare i movimenti sociali e di mobilitare questa gente per protestare contro le bollette».

 

mario draghi ursula von der leyen

Argomento che è stato affrontato al vertice europeo di Praga, come ha fatto capire Draghi, rivelando che durante la riunione «in molti si sono lamentati della sempre più aggressiva propaganda russa nei loro Paesi». Resta da capire come mai l'Europa, atterrita dal fantasma, si sia divisa e non si sia mossa. Perché la presidente della Commissione von der Leyen - come ha denunciato il premier italiano - per sette mesi non abbia formalizzato una proposta contro il caro energia.

 

elisabetta belloni foto di bacco (4)

Ma il punto adesso è gestire una fase che si preannuncia critica in tutto il Vecchio Continente, e di cui ha parlato il capo del Dis Belloni al Copasir, inquadrando la questione per l'Italia. La società di sondaggi Euromedia research sta monitorando l'opinione pubblica nazionale attraverso dei «sensori», dai quali ha capito che il Paese per il momento è allo stadio del «malessere»: l'82% degli intervistati ha rilevato l'aumento del costo dell'energia, solo il 12% ritiene che si troverà una soluzione, e il 5% dice che non pagherà le bollette (anche) in segno di protesta. Questo dato si concentra soprattutto al Sud e tra elettori di forze populiste.

 

GIORGIA MELONI - MARIO DRAGHI - VIGNETTA BY ALTAN

L'autunno è appena iniziato. E secondo il leader di Azione Calenda - che ieri ha proposto una «manovra bazooka» contro il caro energia - «la situazione avrà a che fare con la sicurezza nazionale», perché «rischia di diventare un problema di ordine pubblico». A breve si vedrà quali saranno le misure del governo e come si muoveranno di conseguenza i partiti. Ma c'è un motivo se, appellandosi all'«interesse nazionale», il presidente della Cei Zuppi ha parlato di «momento difficile», avvisando che «anche la necessaria dialettica tra maggioranza e opposizione non potrà non tenerne conto».

 

Perché fuori dal Parlamento ci sono le piazze. Nelle Aule delle Camere, il democratico Cuperlo assicura che «la nostra non sarà un'opposizione incendiaria». Sul fronte sindacale in questi giorni il segretario della Cisl Sbarra ha avuto contatti informali con la premier in pectore: determinato a schivare escalation di tensioni, ritiene che «per evitare uno tsunami economico e sociale servano misure adeguate a Roma e a Bruxelles».

 

VLADIMIR PUTIN E GIUSEPPE CONTE

Un autorevole dirigente di FdI si dice «cautamente ottimista» sulla postura che assumerà l'Europa e sulle contromisure che adotterà l'Italia. Ma è evidente che la crisi energetica s' innesta nel contesto della crisi bellica, altro corno del «malessere». Se così stanno le cose si capisce perché giorni fa la dem Quartapelle ha duramente criticato un'intervista del leader grillino, che da premier vendeva navi da guerra all'Egitto - nonostante le tensioni diplomatiche per il «caso Regeni» - e che ora veste i panni del pacifista, promuovendo manifestazioni: «Chi, come Conte, confonde l'obiettivo di fermare la prepotenza della Russia e una mai perseguita sottomissione della Russia, compie un errore che fa dubitare della sua buonafede».

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?