giuseppe conte enrico letta

LO SCENDI-LETTA DI CONTE/2 - IL PD STENDE IL TAPPETO ROSSO A “GIUSEPPI”: IL 10 SETTEMBRE L’AVVOCATO DEL POPOLO PONTIFICHERÀ ALLA FESTA DELL’UNITÀ DI BOLOGNA IN UN INTERVENTO IN SOLITARIA – A ROMA E TORINO I GRILLINI PRESENTANO UN LORO CANDIDATO, MA ENRICHETTO SPERA CHE L’EX PREMIER “ORIENTI” GLI ELETTORI PENTASTELLATI VERSO I CANDIDATI DEL PD AL BALLOTTAGGIO (SEMPRE CHE SIANO LORO AD ARRIVARE AL SECONDO TURNO…) -  IL MOTTO DEL “NUOVO CORSO” DEL MOVIMENTO 5 STELLE PER LE AMMINISTRATIVE È: SE NON SI PUÒ VINCERE, MEGLIO NON PARTECIPARE…

 

 

1 - FESTA DELL'UNITÀ CONTE OSPITE D'ONORE INVITI A LEGA E FDI

Fabio Martini per "la Stampa"

 

ENRICO LETTA GIUSEPPE CONTE BY OSHO

Appartiene ancora ai segreti del backstage, anche perché all'evento manca un mese esatto, ma al parco Nord di Bologna è come se avessero già steso un tappeto rosso: per l'arrivo alla Festa nazionale dell'Unità di Giuseppe Conte.

 

Nel programma ancora provvisorio, ma quasi definito, il nuovo presidente dei Cinque stelle è atteso il 10 settembre per un assolo: intervista senza interlocutori politici.

 

giuseppe conte alla festa de l'unita' di modena 5

E l'accoglienza del popolo del Pd è già scritta nella storia recente e lontana delle Feste dell'Unità: i militanti di sinistra appassionati di politica - prima Pci, poi Ds e ora Pd - sono sempre stati accoglienti con tutti, anche con avversari storici come Francesco Cossiga, Giulio Andreotti, per non parlare del post-fascista Gianfranco Fini e dunque figurarsi se si faranno pregare per applaudire Conte, che spontaneamente suscita simpatie (assieme a qualche antipatia) tra gli elettori dem.

 

E c'è anche la controprova: un anno fa Conte sbarcò alla Festa nazionale di Modena e fu accolto come uno di casa. Ma il contesto è cambiato: un anno fa Conte era il presidente del Consiglio di un governo Pd-Cinque stelle e per l'allora segretario dem Nicola Zingaretti il premier era una sorta di «piccolo padre» («oggettivamente un punto fortissimo di riferimento per tutte le forze progressiste»), mentre l'attuale leader dem Enrico Letta ha confermato l'alleanza con i pentastellati, ma aprendo con loro una competizione per la futura leadership di coalizione. In prospettiva un'alleanza competitiva, ma intanto quel che conta è l'attualità: il Pd ha bisogno degli endorsement di Conte.

giuseppe conte alla festa de l'unita' di modena 6

 

Non solo nelle suppletive per il collegio di Siena, ma soprattutto dove i Dem si giocano tutto nel turno alle amministrative di metà ottobre: Roma e Torino. Sono due città nelle quali al primo turno Pd e M5S corrono contrapposti, ma Letta si aspetta prima del ballottaggio un intervento di Conte che «orienti» gli elettori pentastellati verso i due candidati Pd, probabilmente chiamati al secondo turno.

 

E dunque l'evento «apparecchiato» a Bologna, con fior di titoli sull'accoglienza della base Pd, suggella un patto tra Letta e Conte, destinato ad occupare intanto l'autunno, anche se per dopo nulla è scontato. Ma l'arco di trionfo per Conte, destinato a far «titolo», non è l'unica novità della Festa di Bologna. Dopo la stagione autarchica della gestione Zingaretti, si cambia rotta: inviti allargati a tutto campo.

enrico letta giuseppe conte

 

Non ci sarà Mario Draghi (che non andrà a feste di partito), mentre il 26 agosto aveva assicurato la presenza il numero due della Lega Giancarlo Giorgetti che proprio ieri ha disdetto, ma già da prima erano stati avviati contatti con altri esponenti leghisti: non mancheranno. Invito in partenza anche per un esponente di Fratelli d'Italia, mentre nel campo degli alleati «possibili», pronto un invito per Maria Elena Boschi e il calendiano Matteo Richetti.

mario draghi giuseppe conte

 

Largo spazio a Romano Prodi e a Paolo Gentiloni, ma anche ai compagni di Leu, Pier Luigi Bersani e Roberto Speranza. Su indicazione di Letta, molto di quell'associazionismo (da Libera fino a Legambiente) che un tempo votava a sinistra e ora è disperso. Lettiana anche l'attenzione ai rapporti con i leader della sinistra europea: alcuni a distanza e altri in presenza, dovrebbero esserci il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez, quello portoghese Antonio Costa e un personaggio a suo tempo carismatico nel campo della sinistra radicale come Alexis Tsipras.

 

giuseppe conte alla festa de l'unita' di modena 1

Una sorpresa riguarda la valorizzazione di un evento storico. Nello scorso gennaio, in occasione del centenario dalla nascita del Pci - come è noto il più grande partito comunista d'Occidente e una "costola" della storia nazionale - sono stati pubblicati numerosi libri, trasmessi programmi tv, eppure la dirigenza dem aveva sostanzialmente rimosso l'evento: l'allora segretario aveva inviato un intervento scritto sul sito di Radio Immagina e poi più nulla.

Alla prossima festa dell'Unità sono in preparazione due diversi eventi che consumeranno un piccolo paradosso: il "democristiano" Letta (che probabilmente ignora la dimenticanza di gennaio e rivendica un ottimo rapporto col suo predecessore) finirà per valorizzare la storia del Pci assai più dell'ex comunista Nicola Zingaretti.

 

enrico letta giuseppe conte 1

2 - CONTE FUGGE DALLE COMUNALI PER EVITARE FIGURACCE

Domenico Di Sanzo per "il Giornale"

 

Se non si può vincere, allora è meglio non partecipare. Giuseppe Conte rovescia il tradizionale spirito olimpico di Pierre De Coubertin e dove può preferisce non presentare liste alle comunali, anziché accontentarsi di percentuali da prefisso telefonico o giù di lì. Con la data del voto fissata per il 3 e il 4 ottobre c'è tempo fino al 4 settembre per candidarsi nei 1162 comuni che saranno chiamati alle urne tra meno di due mesi, ma il M5s è in difficoltà quasi dappertutto.

 

giuseppe conte alla festa de l'unita' di modena 2

E l'incoronazione di Conte come nuovo leader sta accelerando le procedure di annullamento delle candidature nei contesti in cui sarebbe più complesso ottenere un risultato dignitoso. Molti deputati e senatori radicati sul territorio stanno lanciando l'allarme. La strategia del neo presidente del Movimento viene spiegata così da diverse fonti parlamentari: «Conte presenta le liste dove sa che vince o che va bene, dove sa che andrà male sceglie di non correre, ma così uccide la politica nei territori, che vive anche di liste e candidature».

 

GIUSEPPE CONTE E BEPPE GRILLO A MARINA DI BIBBONA

Gli eletti che fanno da cinghia di trasmissione tra Roma e le istanze locali denunciano una mancanza di attenzione da parte dei nuovi vertici in vista della competizione delle amministrative. Sono convinti, a differenza di Conte, che per mantenere vivo l'attivismo e radicare il M5s sarebbe utile presentare liste in ogni comune. Ma il nuovo corso grillino prevede un reset da Nord a Sud.

 

Così, osservando la situazione da questa prospettiva, l'ex premier non è troppo dispiaciuto per il caos sui territori. Ha affidato la pratica delle comunali a Paola Taverna e si tiene a distanza dalle rogne. Le difficoltà a Benevento e Caserta stanno provocando la ribellione parlamentare. Nel primo caso il M5s ha annunciato un accordo con il candidato del centrosinistra, ma ancora non c'è la lista, considerata «a rischio».

giuseppe conte alla festa de l'unita' di modena 3

 

Mancano i candidati, gli attivisti sono spaccati e il nuovo gruppo dirigente pensa al passo indietro. Come è accaduto a Caserta, dove il Movimento ha deciso di non presentarsi alle prossime elezioni. Troppe divisioni, alte le probabilità di una figuraccia in termini di voti. Sempre al Sud ci sono problemi in alcune città della Sicilia, regione in cui i Cinque Stelle hanno avuto un boom elettorale alle politiche del 2018.

ENRICO LETTA E GIUSEPPE CONTE

 

A Misterbianco, provincia di Catania, e Porto Empedocle nell'agrigentino i pentastellati potrebbero sparire dalla scheda elettorale. Al Nord il quadro è ancora più desolante. Basta pensare a ciò che sta succedendo a Milano. Nel capoluogo lombardo il M5s ha tentato un apparentamento con la coalizione guidata dal sindaco uscente Beppe Sala, ma l'operazione non ha visto la luce. E adesso manca un candidato sindaco per una corsa solitaria che partirà con le peggiori aspettative.

 

A Savona, Novara, Rho, Domodossola e Cesenatico lo stato maggiore spinge per un passo indietro. In alcuni comuni più piccoli gli esponenti 5S si stanno candidando nelle liste civiche, senza presentare il simbolo del partito. Un atteggiamento che indispettisce gli alleati del Pd. Al Nazareno non si fidano più dell'ex avvocato del popolo.

meme su giuseppe conte e beppe grillogiuseppe conte alla festa de l'unita' di modena 8GIANNELLI VIGNETTA CONTE GRILLO

 

giuseppe conte alla festa de l'unita' di modena 10

 

Ultimi Dagoreport

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni pier silvio nicola porro paolo del debbio tommaso cerno

DAGOREPORT - MARINA BERLUSCONI NON È MICA SODDISFATTA: AVREBBE VOLUTO I SUOI FEDELISSIMI BERGAMINI E ROSSELLO COME CAPOGRUPPO, MA HA DOVUTO ACCETTARE UNA MEDIAZIONE CON IL LEADER DI FORZA ITALIA, NONCHE' MINISTRO DEGLI ESTERI E VICE PREMIER, ANTONIO TAJANI - LA CACCIATA DEL CONSUOCERO BARELLI, L'AMEBA CIOCIARO NON L'HA PRESA PER NIENTE BENE: AVREBBE INFATTI MINACCIATO ADDIRITTURA LE DIMISSIONI E CONSEGUENTE CADUTA DEL GOVERNO MELONI – AL CENTRO DELLA PARTITA TRA LA FAMIGLIA BERLUSCONI E QUELLO CHE RESTA DI TAJANI, C’È IL SACRO POTERE DI METTERE MANO ALLE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE 2027 – PIER SILVIO SUPPORTA LA SORELLA E CERCA DI “BONIFICARE” LA RETE(4) DEI MELONIANI DI MEDIASET GUIDATA DA MAURO CRIPPA (IN VIA DI USCITA), CHE HA IN PRIMA FILA PAOLO DEL DEBBIO E SOPRATTUTTO NICOLA PORRO (SALLUSTI SI E' INVECE RIAVVICINATO ALLA "FAMIGLIA") – RACCONTANO CHE IL VOLUBILE TOMMASINO CERNO-BYL SI E' COSI' BEN ACCLIMATATO A MILANO, ALLA DIREZIONE DE "IL GIORNALE", CHE PREFERISCA PIU' INTRATTENERSI CON I “DIAVOLETTI” DELLA BOLLENTE NIGHTLIFE ''A MISURA DUOMO'' CHE CON GLI EDITORI ANGELUCCI…

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…

meloni orban trump netanyahu papa leone

DAGOREPORT - REFERENDUM, GUERRA DEL GOLFO, ORBAN, PAPA LEONE: UNA BATOSTA DOPO L'ALTRA. IL BLUFF DEL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA È GIUNTO AL CAPOLINEA: MEJO PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP E NETANYAHU, DUE TIPINI CON GROSSI PROBLEMI DI SALUTE MENTALE, PRIMA DI ANDARE A FAR COMPAGNIA AI GIARDINETTI AL SUO AMICO ORBAN - SOLO L'EROSIONE DEI CONSENSI LE HA FATTO TROVARE IL CORAGGIO DI CONDANNARE,  DOPO UN TRAVAGLIO DI SETTE ORE, IL BLASFEMO ATTACCO DEL SUO "AMICO" DI WASHINGTON AL PONTIFICATO DI PAPA PREVOST (SUBITO BASTONATA DA TRUMP: "SU DI LEI MI SBAGLIAVO") - OGGI E' STATA COSTRETTA A PRENDERE LE DISTANZE DAL "BOMBARDIERE" NETANYAHU, ANNUNCIANDO LA SOSPENSIONE DEL RINNOVO DEL PATTO DI DIFESA CON ISRAELE (ARMI, TECNOLOGIA, INTELLIGENCE) – CHISSÀ SE IL RINCULO INTERNAZIONALE DELLA DUCETTA AZZOPPATA RIUSCIRA' ANCORA AD ABBINDOLARE GLI ITALIANI….

donald trump papa leone xiv marco rubio jd vance andrea riccardi

DAGOREPORT - È FINITA LA PRESIDENZA TRUMP, È INIZIATO IL PONTIFICATO DI LEONE! SI MUOVE LA “RETE” VATICANA LEGATA ALL’AMERICA LATINA PER “NEUTRALIZZARE” IL BIS-UNTO DEL SIGNORE - IL RUOLO DI MARCO RUBIO, CATTOLICO E FIGLIO DI ESULI CUBANI CHE, A DIFFERENZA DEL NEO-CONVERTITO JD VANCE CHE HA AGGIUNTO BENZINA AL DELIRIO BLASFEMO DI TRUMP ("IL PAPA SI ATTENGA AI VALORI MORALI"), È RIMASTO IN SILENZIO, IN ATTESA SULLA RIVA DEL FIUME DI VEDERE GALLEGGIARE A NOVEMBRE, ALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IL CIUFFO DEL TRUMPONE - IN CAMPO LA COMUNITA' DI SANT’EGIDIO CON LA SUA POTENTE RETE DI WELFARE E DIPLOMAZIA - IL PROSSIMO SCHIAFFO DI LEONE AL TRUMPISMO CRIMINALE: DOPO AVER DECLINATO L'INVITO A CELEBRARE IL 250° ANNIVERSARIO DELL'INDIPENDENZA AMERICANA ALLA CASA BIANCA, IL 4 LUGLIO DEL 2026 PREVOST VISITERÀ LAMPEDUSA. UN POSTO E UNA DATA DI SICURO NON SCELTI PER CASO...