luca lotti david ermini luca palamara

SE DEVO FARE IL CAPRONE ESPIATORIO, VUOTO IL SACCO - IL MONOLOGO DI PALAMARA AL CSM: ''INCONTRAI I DEPUTATI PD LOTTI E FERRI PER METTERE ERMINI A CAPO DEL CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA. IO DI PASSARE PER UN CORROTTO TRAFFICHINO DAVANTI A VOI NON CI STO - PRIMA CHE FOSSE INDAGATO, FREQUENTAVO LOTTI ANCHE CON PIGNATONE E PERSONAGGI DELLE ISTITUZIONI. MA COME NEL CASO DI GIANCARLO DE CATALDO E SALVATORE BUZZI…''

Giacomo Amadori e Giuseppe China per “la Verità

 

luca palamara luca lotti

L' esame di Luca Palamara davanti alla sezione disciplinare del Csm è stato un vero corpo a corpo tra il pm sospeso e l' avvocato generale Piero Gaeta. Ieri il sostituto procuratore sotto inchiesta ha voluto togliersi alcuni macigni dalle scarpe, ma non ha inteso rispondere nel merito sulle conversazioni intercettate all' hotel Champagne, dove con cinque consiglieri del Csm e gli onorevoli Luca Lotti e Cosimo Ferri si parlò di nomine e in particolare di quella della procura di Roma.

 

Palamara ha detto che prima di discutere di quelle conversazioni vuole attendere la pronuncia della Camera dei deputati sulla loro utilizzabilità. Su tutto il resto Palamara ha dato battaglia.

«Io di passare per un corrotto traffichino davanti a voi non ci sto» ha detto, ricordando come sia caduta «l' accusa più infamante» che gli era stata contestata, cioè quella di aver intascato 40.000 euro per sostenere la nomina a procuratore di Gela di uno dei candidati.

luca palamara a passeggio con cosimo ferri

 

Parimenti, a giudizio di Palamara, non è possibile ipotizzare che lui possa aver barattato la propria funzione per accordarsi con Lotti, imputato a Roma, per la nomina del procuratore della Capitale.

L' ex consigliere del Csm ha assicurato che non si sarebbe messo mai contro il suo ufficio per «salvare Lotti», tanto meno contro il procuratore aggiunto Paolo Ielo, a cui è legato da «un rapporto di stima» e per la cui nomina si sarebbe speso. Palamara ha, però, ammesso che nel 2016, quando Lotti è stato iscritto sul registro degli indagati per l' inchiesta Consip, c' è stato un cortocircuito.

 

«Io lo frequentavo da prima. Era notorio che lo facessi, l' ho frequentato a cena con il procuratore Pignatone (Giuseppe, ndr), con personaggi delle istituzioni. Perché era legato, quando era sottosegretario alla presidenza del consiglio, a temi e questioni che attenevano il nostro mondo». Ma nel 2016 è finito sotto inchiesta: «E allora mi sono posto il problema della frequentazione dell' indagato. E me lo sono posto stando lì, dove oggi siete voi (era consigliere del Csm, ndr).

 

Nella mia consiliatura discutemmo di tre casi che riguardavano il tema della frequentazione dell' indagato: il primo riguardava la famosa questione Giancarlo De Cataldo-Salvatore Buzzi».

palamara ferri

L' incolpato ha citato anche la vicenda dei rapporti dell' imprenditore Antonello Montante (condannato a 14 anni di reclusione) con i magistrati di Caltanissetta e Palermo e il caso dell' ex esponente di Md Paolo Mancuso, azzoppato nella carriera perché pizzicato ad andare a caccia con presunti camorristi (però per lui non vennero ammesse le intercettazioni e venne prosciolto dal Csm).

 

Durante il disciplinare Palamara ha mandato diversi messaggi al vertice del Csm: «Con l' onorevole Lotti c' è stato un rapporto di frequentazione che è continuato ancor di più soprattutto in occasione della nomina dell' attuale vicepresidente del Csm (David Ermini, ndr)». In vista di quella votazione «sicuramente si sono intensificati i rapporti di conoscenza» e «la frequentazione tra me l' onorevole Lotti e l' onorevole Cosimo Ferri».

 

david ermini

Insomma se si è creata la «cricca dell' hotel Champagne», l' occasione è stata l' elezione di Ermini, anche se «l' onorevole Lotti non c' entra nulla con presunti accordi sulla nomina del procuratore di Roma». E qui è arrivata un' altra stoccata: «Per quanto riguarda il procuratore di Roma agli atti del fascicolo di Perugia troverete numerosissime intercettazioni nelle quali già da febbraio-marzo 2019 si parla normalmente - come è sempre avvenuto - di ipotetiche, presunte trattative di accordo tra i gruppi associativi. In particolar modo tra quello di Unicost e Magistratura indipendente, ma se dovessi negare che all' interno dell' ufficio di Roma io non affrontassi le medesime questioni con i miei colleghi di Area, direi sicuramente una bugia».

 

Una questione affrontata in un altro passaggio dell' esame: «Poteva capitare di uscire con dei colleghi di Mi una settimana. Nella settimana successiva di organizzare delle uscite con i consiglieri di Area, quando per esempio c' erano delle nomine che interessavano maggiormente a loro. Potrei citare le vicende relative alla procura di Milano, alla Scuola superiore, alla Corte d' appello di Bari». Palamara ha anche ricordato di quando la sua corrente e Area avevano mandato all' opposizione Mi e Ferri. Poi i rapporti con il parlamentare di Italia viva si erano ricomposti («Le amicizie in comuni ci hanno riavvicinato»).

 

 In particolare in vista della nomina del vicepresidente del Csm: «Le interlocuzioni iniziarono già nel mese di luglio, quando il Parlamento elesse gli attuali membri laici. C' era già stata discussione all' interno del Partito democratico per la nomina del componente laico [] tra il nome del professor Luciani e il nome dell' onorevole Ermini». Che, grazie alla strana alleanza tra Ferri e Palamara, è diventato vicepresidente. Ma a mandare all' aria il nuovo assetto è stata la candidatura di Marcello Viola a procuratore di Roma. «Era ritenuto uomo di Ferri. Non di Lotti. Di Ferri».

 

LUCA LOTTI

Una cosa che alla componente di Area dentro a Palazzo Clodio proprio non andava giù. Anche se per Palamara, l'«imputato» Lotti, dall' arrivo di Viola non avrebbe potuto trarre beneficio: «Cosa può fare un nuovo procuratore, una volta esercitata l' azione penale? Va dal gip e dice "ho sbagliato", cancello la richiesta di rinvio a giudizio?».

 

Il famigerato dopocena dello Champagne «fu una di quelle occasioni nelle quali tra il martedì e il giovedì, eravamo soliti frequentarci con i consiglieri che componevano allora il Csm». Incontri a cui si univa ogni tanto anche Lotti e non solo lui. Il magistrato e l' ex ministro si davano appuntamento via Whatsapp oppure da centralino a centralino. «Questo era il modo di contattarci.

marcello viola procuratore generale firenze 2

Quella sera capitò che c' era un incontro prefissato e io gli dissi: "Se vuoi ci puoi raggiungere"».

Il legame con Lotti si era rinforzato quando questi era diventato ministro dello Sport e Palamara era il capitano della rappresentativa di calcio dei magistrati.

 

L' incolpato con i colleghi ha tenuto a sottolineare che, a proposito del «ruolo e dello status» di Lotti, quest' ultimo «si trovava in una situazione simile anche in occasione e della nomina del vicepresidente del Csm» e che dell' ex sottosegretario aveva «parlato ogni giorno con il procuratore Giuseppe Pignatone». Morale: se era infrequentabile per lui, avrebbe dovuto esserlo anche per chi, invece, è andato a presiedere il parlamentino dei giudici grazie al suo sostegno.

giuseppe pignatone

Ultimi Dagoreport

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…