IL SEGRETO SULLE TESSERE DELLA POLVERINI SI CHIAMA "SOLUZIONE DIECI PER CENTO": - DIECI ISCRITTI VERI DIVENTANO CENTO NEGLI ELENCHI DEL SINDACATO UGL BY POLVERINI - E COSÌ SI SPALANCANO LE PORTE DEI CONSIGLI D’AMMINISTRAZIONE DI CNEL, INPS, INPDAP - IL NOME DI CLAUDIO FAZZONE VI DICE NULLA? FORZISTA RECORDMAN DELLE PREFERENZE NEL LAZIO, RAS DI LATINA E IN PARTICOLARE DI FONDI, L’UOMO CHE È RIUSCITO A DIFENDERE ANCHE CONTRO IL VIMINALE QUEL CONSIGLIO COMUNALE INFILTRATO DALLA CAMORRA. CON LA POLVERINI DIVENTEREBBE ASSESSORE ALLA SANITÀ: IL LUPO A GUARDIA DELLE PECORE. È LA SOCIETÀ CIVILE D’ULTIMA GENERAZIONE

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1 - IL SEGRETO SULLE TESSERE DELLA POLVERINI
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Benvenuti nella nuova politica. Vi ci porta una campionessa della società civile accolta con entusiasmo bipartisan. Appena qualcuno (Libero, non Europa che ha aperto il caso e non mollerà l'osso) ha rivolto a Renata Polverini una domanda che a Ballarò non le hanno mai fatto («È vero che il tesseramento dell'Ugl è gonfiato?»), lei ha risposto come mai s'era sentito fare né da un candidato nuovista né da un sindacalista: «Non intendo rispondere a queste domande nell'interesse dei lavoratori italiani, dovrei dire cose che non posso rivelare».

RENATA POLVERINI E MAURIZIO GASPARRIRENATA POLVERINI E MAURIZIO GASPARRI RENATA POLVERINI URLATRICERENATA POLVERINI URLATRICE

Alla faccia della trasparenza, ci si nasconde perfino dietro l'interesse dei lavoratori per giustificare una pratica che immaginiamo quali frutti darebbe, se applicata alla Regione Lazio.

La risposta della Polverini ci ha preoccupato, anche perché arrivava nello stesso giorno di una amichevole intervista di Epifani all'Unità, piena di carinerie verso la collega scesa in politica. Vuoi vedere che «le cose indicibili» della Polverini riguardano un malcostume che coinvolge tutto il mondo sindacale, anche per questo solidale con la collega?

RENATA POLVERINI FABRIZIO CICCHITTORENATA POLVERINI FABRIZIO CICCHITTO RENATA POLVERINI CON FIORIRENATA POLVERINI CON FIORI

Per fortuna non è così. Per esempio la puntata di oggi dell'inchiesta di Europa si basa proprio sulla denuncia di altre confederazioni - comprese Cisl e Uil - rispetto al tesseramento Ugl. L'abbiamo chiamata «soluzione dieci per cento»: dieci iscritti veri diventano cento negli elenchi del sindacato "modernizzato" dalla Polverini. E così si spalancano, a danno di altri più rappresentativi, le porte dei consigli d'amministrazione di Cnel, Inps, Inpdap...

Si potrebbe dire: cose del passato. Non è molto rassicurante neanche il presente, però. Per esempio ha il nome di Claudio Fazzone, forzista recordman delle preferenze nel Lazio, ras di Latina e in particolare di Fondi, l'uomo che è riuscito a difendere anche contro il Viminale quel consiglio comunale infiltrato dalla camorra. Con la Polverini diventerebbe assessore alla sanità: il lupo a guardia delle pecore. È la società civile d'ultima generazione.

claudio fazzoneclaudio fazzone

2 - DUE MILIONI? NO, 200MILA. LA VERA FORZA DELLA POLVERINI - I DATI CISL, UIL E CONFSAL SVELANO IL BLUFF UGL: TESSERE GONFI ATE DI 10 VOLTE
Gianni Del Vecchio per Europa quotidiano

claudio fazzoneclaudio fazzone

Dieci volte tanto. Come se il Partito democratico dichiarasse otto milioni di tessere invece delle 800mila ufficiali. Il bluff di Renata Polverini sul numero degli iscritti all'Ugl pian piano si sta svelando in tutta la sua interezza. E le proporzioni lasciano di stucco.

Cominciamo dai numeri che il sindacato di destra ha dichiarato ai ricercatori del Censis. Nell'ultimo rapporto dell'istituto di ricerca, gli iscritti del 2008 si attestano poco sopra i due milioni. Per l'esattezza due milioni e 54mila tessere. Un numero, questo, dieci volte più grande rispetto al dato che emerge da un lavoro fatto dalla Cisl assieme a Uil e Confsal.

GUGLIELMO EPIFANI - Copyright PizziGUGLIELMO EPIFANI - Copyright Pizzi

Secondo gli altri sindacati, infatti, gli iscritti Ugl non supererebbero le 203 mila unità, lasciando l'organizzazione della Polverini lontana anni luce da Cgil (5 milioni e 734 mila), Cisl (4 milioni e mezzo) e Uil (2 milioni e 100mila). E non solo: con poco più di 200mila tessere l'Ugl si fermerebbe al settimo posto nella classifica delle sigle italiane, dietro alla Cisal, a Confsal e addirittura ai Cobas.

Per avere un'idea più precisa di quanto poco rappresentativo sia il sindacato di via Margutta, basta spulciare il documento della Cisl nella parte in cui fornisce le cifre divise per categoria. A partire dai metalmeccanici, che messi assieme fanno circa un milione e mezzo di lavoratori. In questo settore la Fiom-Cgil la fa da padrone con 360mila iscrizioni mentre Fim e Uilm assieme arrivano attorno alle 300mila.

EPIFANIEPIFANI RAFFAELE BONANNI - copyright PizziRAFFAELE BONANNI - copyright Pizzi

E l'Ugl? Più o meno 4.200 iscritti e 150 delegati di fabbrica. Stesso andamento marginale se dagli altoforni si passa ai cantieri. Qui il sindacato della Polverini è presente solamente in quattro casse edili sulle cento totali che sorgono in quasi ogni provincia italiana. Altri numeri sparsi confermano tutti i limiti dell'Ugl: fra gli elettrici conta 215 iscritti, 1.716 nel settore delle telecomunicazioni, 6.279 in agricoltura e 4.809 fra i bancari. E ancora: 500 fra gli assicurativi, altrettanti nel credito cooperativo, 7.500 fra i postali , 400 fra i lavoratori autonomi (soprattutto tassisti) e solo 20 nel comparto innovazione e ricerca.

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Questo per quanto riguarda tutti quei settori privati in cui è possibile avere dei numeri solo grazie al lavoro dei sindacati, perché non esiste nessun meccanismo di certificazione ufficiale degli iscritti. Ma le cose non cambiano neanche quando si vanno a prendere i numeri ufficiali nel settore dei pensionati e del pubblico impiego. I dati Inps 2008 ci dicono che l'Ugl ha 62mila deleghe di chi è in pensione, in calo di duemila rispetto all'anno precedente. Cosa che la pone come quattordicesimo sindacato.

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Nel pubblico impiego l'organizzazione guidata dalla Polverini è ancora più in difficoltà.
Secondo le stime della Confsal conterebbe solo per lo 0,7 per cento. Infatti, sui dieci comparti pubblici è riuscita a superare la soglia del 5 per cento (tetto che divide i sindacati rappresentativi da quelli marginali) solo nella presidenza del consiglio.

Tanto da intimare all'Aran, l'ente che certifica il peso sindacale nella pubblica amministrazione, di non divulgare i dati su deleghe e voti presi alle ultime elezioni delle Rsu.

 

 

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