corte costituzionale tedesca

LA SENTENZA TEDESCA È UNA BOMBA SULLE ISTITUZIONI EUROPEE, TANTO CHE LA COMMISSIONE È COSTRETTA A PRECISARE CHE ''LE DECISIONI DELLA CORTE DI GIUSTIZIA UE SONO VINCOLANTI ANCHE PER LA CORTE COSTITUZIONALE TEDESCA'' - MANCO PER NIENTE. I GIUDICI DI KARLSRUHE HANNO STABILITO DI AVERE L'ULTIMA PAROLA, E MANDANO UN MESSAGGIO BANALE E CHIARO ALL'ITALIA: L’INTERVENTO DELLA BCE COSTA, NON È GRATIS. SE AVETE BISOGNO DI ASSISTENZA FINANZIARIA, RIVOLGETEVI AL MES

 

corte costituzionale tedesca

1. NORME E CORTE UE PREVALGONO SU LEGGI TEDESCHE - COMMISSIONE UE

(Reuters) - Le normative comunitarie prevalgono sulla Costituzione tedesca e le sentenze dell’alta Corte Ue sono vincolanti anche per la Corte Costituzionale tedesca.

 

Lo sostiene la Commissione Ue commentando la sentenza della Corte costituzionale tedesca secondo cui la Bundesbank deve interrompere entro tre mesi l’acquisto di titoli di Stato nell’ambito del programma di stimolo a lungo termine della Bce, a meno che Francoforte non ne dimostri la necessità.

 

La sentenza tedesca è arrivata nonostante la sentenza della Corte di giustizia europea del 2018 che giudicava il programma di acquisto di bond della Bce conforme al diritto comunitario.

 

CONTE LAGARDE

“Nonostante l’analisi dei dettagli della decisione della Corte costituzionale tedesca, ribadiamo oggi il primato del diritto dell’Unione europea e il fatto che le sentenze della Corte di giustizia europea sono vincolanti per tutti i tribunali nazionali”, dice la Commissione.

 

 

2. LA BOMBA TEDESCA SUI PALAZZI EUROPEI. L’ANALISI DI LITURRI

Giuseppe Liturri per www.startmag.it

 

CORTE DI GIUSTIZIA UE

Oggi è stato l’ultimo giorno di lavoro per il professor Andreas Vosskuhle e, in qualità di presidente della Corte Costituzionale tedesca, ha pensato bene di posare una bella striscia di asfalto bollente su tutta la precaria costruzione europea.

 

No, il professor Vosskuhle non si è affatto accontentato di mettere in discussione le decisioni adottate dalla BCE a partire dal marzo 2015 e cioè gli acquisti di titoli (pubblici per la gran parte, ma anche obbligazioni di società private), ma ha scosso dalle fondamenta almeno altri due pilastri: l’indipendenza della Bce ed il rapporto con la Corte di Giustizia Europea con sede a Lussemburgo.

 

Se questo non è un ordigno nucleare lanciato su Bruxelles e Francoforte, non sappiamo cos’altro possa mai esserlo. “Una dichiarazione di guerra”, l’ha definita il professor Clemens Fuest dell’IFO di Monaco di Baviera.

 

Andiamo con ordine:

 

  1. La Corte non è in grado di giudicare se gli acquisti partiti nel marzo 2015 costituiscono una violazione dei Trattati, soprattutto sotto il profilo della proporzionalità tra strumenti messi in campo, risultati ottenuti e, soprattutto, obiettivi che rientrano nel mandato della Bce. In parole povere, è come se la Corte tedesca mettesse in discussione non solo il diritto del cacciatore di usare il fucile, ma volesse capire anche se il bersaglio rientra tra quelli a cui gli è consentito mirare. Il cacciatore (ovvero la BCE) non ne esce benissimo.

CORTE COSTITUZIONALE TEDESCA MERKEL

 

  1. La conseguenza è l’”ordine” dato alla Bundesbank di non partecipare, dopo un periodo transitorio di 3 mesi, al programma PSPP a meno che la BCE adotti una decisione da cui emerga in modo chiaro e sostanziale questa valutazione di proporzionalità.

 

  1. La Corte arriva a questo risultato dicendo chiaro e tondo alla Corte di Giustizia che, pur rispettando il suo ruolo, quando il suo metodo di interpretazione non è condiviso, allora deve necessariamente intervenire.

 

 

Le conseguenze sono di diverso tipo:

  1. Il programma PSPP, la cui legalità era stata già validata dalla Corte di Giustizia nel dicembre 2018, può continuare ma la BCE sarà in seria difficoltà nel dimostrarne l’aderenza ai limiti che la stessa Corte Europea stabilì all’epoca (limite del 33% dei titoli di uno Stato e base di ripartizione degli acquisti rigida, durata limitata). Nelle ultime settimane tali acquisti hanno seriamente deviato da quelle regole.

jens weidmann christine lagarde

 

 

  1. Il programma PEPP, varato a marzo per 750 miliardi, di cui si prevedeva un ampliamento con la massima flessibilità e “senza limiti”, diventa candidato ad essere seriamente impallinato in un prossimo ricorso;

 

 

  1. Si apre uno scenario di totale incertezza sui rapporti istituzionali all’interno della UE.

E l’Italia? La Corte tedesca trasmette un messaggio banale, ma chiaro: l’intervento della BCE costa, non è gratis. Se avete bisogno di assistenza finanziaria, rivolgetevi al MES.

Anni di paziente lavoro di tessitura di Mario Draghi gettati nel cestino della spazzatura in 4 cartelle.

Jens Weidmann e Angela Merkeldraghi merkelMARIO DRAGHI JENS WEIDMANN

 

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