di battista conte di maio

SI E' CAPOVOLTO IL MONDO: ORA ALESSANDRO DI BATTISTA FA IL RESPONSABILE! - DA NEMICO DEL GOVERNO CON IL PD, IL (FU) CHE GUEVARA DI ROMA NORD GODE PER L’ADDIO DI RENZI (“È UN'OCCASIONE PER TOGLIERCELO DALLE SCATOLE”), INVITA CONTE A ENTRARE NEL M5S E TRATTA PER UN MINISTERO - PROPRIO MENTRE I GRILLINI DURI E PURI (DI CUI 5 SENATORI) AGITANO LA MAGGIORANZA: VOGLIONO DIRE NO AL RECOVERY, AZZERARE IL PARTITO E INTRODURRE UNA MONETA PARALLELA ALL’EURO…

1 - LA MINACCIA DEI RIBELLI M5S DI BATTISTA SNOBBA LA FRONDA E ADESSO TRATTA PER UN MINISTERO

Federico Capurso Ilario Lombardo per “la Stampa”

 

ALESSANDRO DI BATTISTA - STATI GENERALI M5S

Nel bizzarro mondo del Movimento, l' acerrimo nemico del governo con il Pd, Alessandro Di Battista, veste ora i panni del responsabile: «Non voglio andare al voto e non voglio nemmeno un governo tecnico», assicura in un' intervista a Tpi. «Tornare da Renzi, poi, assolutamente no. È un' occasione per togliercelo dalle scatole». Lancia persino l' invito a Giuseppe Conte a entrare nel Movimento: «Sarebbe un valore aggiunto».

 

Dall' altra parte, 13 parlamentari pentastellati vicini alle sue idee sottoscrivono un documento di 7 punti per chiedere di azzerare i vertici del partito, introdurre una moneta parallela all' Euro, ridiscutere i fondi del Recovery plan, scolpire nella pietra il no al Mes sanitario.

 

ALESSANDRO DI BATTISTA CONTESTATO

Vorrebbero poi subordinare la ratifica della riforma del trattato del Mes al superamento del Fiscal Compact e allo sforamento stabile del 3% del rapporto deficit/pil e rendere strutturale il programma di acquisto dei titoli di stato della Bce. Ultima proposta: lanciare il piano d' assunzioni di giovani per l' ambiente, lo stesso che proponeva Di Battista mesi fa. Ma "Dibba", che con il gruppo di 13 parlamentari aveva già condiviso battaglie contro il Mes, di questo documento non si cura.

 

Eppure, anche ciò che appare tanto bizzarro, a volte, si può spiegare. Un indizio lo semina l' ex deputato romano, che alla proposta di entrare nel governo dice no, se non «costruire dei bei progetti». In quel caso, è «a disposizione». Tanto che una trattativa per includerlo nel Conte III è in corso. L' ex deputato romano giunge a dire che «i responsabili sono meglio di Renzi».

 

DAVIDE CASALEGGIO ALESSANDRO DI BATTISTA

Proprio lui che ha sostenuto la legge sul vincolo di mandato e che di recente cannoneggiava sul Movimento paragonandolo all' Udeur, ora non trova ostacoli all' ingresso in maggioranza di Lady Mastella, la senatrice Sandra Lonardo. Per lui potrebbe esserci l' Ambiente di Sergio Costa, finito con altri ministri M5S nel mirino di alcune fronde. Un membro di peso del governo di sponda grillina, infatti, avverte: «Se sarà Conte ter senza un cambio corposo nella componente dei ministri M5S, il Movimento diventerà un Vietnam».

 

Intanto sono i 13 parlamentari M5S ad agitare la maggioranza. Le loro richieste hanno tutta l' aria di essere condizioni preliminari all' appoggio a Conte e, con cinque senatori tra i firmatari, la cosa getta scompiglio. Tutti e 13 gettano acqua sul fuoco: «Garantiamo pieno sostegno al premier, chiediamo solo un cambio di passo del Movimento».

 

DAVIDE CASALEGGIO E ALESSANDRO DI BATTISTA

E se la risposta fosse picche? Uno dei senatori firmatari, Mattia Crucioli, avverte: «Garantiremo la fiducia la prossima settimana, ma se poi vedremo che verranno preferite le idee di centristi, conservatori e reazionari, allora il ritorno al voto non sarà più il male peggiore». È un modo, spiega il deputato Alvise Maniero, «per controbilanciare le proposte che arriveranno dai responsabili».

 

Al di là del merito, la tempistica «è sbagliata», ringhia il capo politico Vito Crimi. Ma il "coordinatore" del documento, il deputato Pino Cabras, non ci sta: «Sulle tempistiche da lui non accettiamo lezioni. Il suo mandato è scaduto a dicembre ed è anche per l' assenza di una leadership legittimata che non riusciamo a imporre i nostri temi». Ma domani, chissà, una mano potrebbe dargliela "Dibba". Pardon, il ministro "Dibba".

 

ALESSANDRO DI BATTISTA COMMENTA LA SCONFITTA DEL MOVIMENTO 5 STELLE ALLE REGIONALI

2 - DI BATTISTA FESTEGGIA: SENZA ITALIA VIVA, IL MOVIMENTO TORNA COESO

Emanuele Buzzi per il “Corriere della Sera”

 

Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista di nuovo in prima linea. Come forse non accadeva da quasi due anni, dalla primavera 2019. I due volti storici del Movimento tornano protagonisti, si prendono la scena, annunciano la pax interna e cercano di tenere la linea in un momento a dir poco confuso e delicato. La via è quella di due interviste (il ministro a Otto e mezzo su La7 , l' ex deputato a Tpi ) per difendere Conte, aprire ai responsabili e chiudere ai renziani.

 

DI MAIO DI BATTISTA FICO STATI GENERALI M5S

Di Maio stoppa un eventuale ritorno di Italia viva e annuncia: «Martedì andremo in Senato a proporre il nostro programma per i prossimi due anni e vedremo chi si alzerà e darà il suo sostegno a Conte». «Se dovesse andar male e non dovessimo ottenere la fiducia al Senato - dice il ministro -, non solo si perde il controllo della situazione politica e si va al voto, ma non riusciamo a fare i ristori che servono e perdiamo parte dei progetti del Recovery plan, e mezza Europa ci riderà dietro». L' ex leader cerca di stanare i responsabili: «Ovvio che se dobbiamo mettere insieme un governo posticcio o precario, allora sono io a dire che è meglio andare a votare».

 

Fico Di Battista Di Maio

Di Battista invece si scaglia contro il leader Iv (criticato anche da Di Maio): «Questa crisi di governo è l' occasione per toglierci definitivamente dalle scatole Renzi e il renzismo. Il M5S non la deve perdere, senza pietà», dice. E rincara: «Oggi possiamo fargli perdere anche il gruppo parlamentare e io non faccio certo lo schizzinoso». L' ex deputato romano poi assicura: «Tra "responsabili" e Iv meglio "responsabili" assolutamente». E punge: «Dove sta scritto che Rotondi debba essere peggio di Marattin?». «Non ci sono alternative adesso», spiega.

di maio lombardi di battista

 

La linea è quella del Movimento. Di Battista torna a parlare della ritrovata unità del gruppo «coeso e compatto grazie a Renzi»: «Ci siamo parlati, ho fatto i conti con il passato». Ricuce gli strappi, sottolineando che è «a disposizione», anche se «non per forza uno si deve mettere a disposizione per un incarico di governo». Mette in chiaro che «con Conte» ha un «rapporto leale» e lo incoraggia: «Forza».

ALESSANDRO DI BATTISTA E LUIGI DI MAIO

 

Precisa che il premier lo vorrebbe «tutta la vita dentro» al M5S. Segnali distensivi in una fase incerta. Quarantotto ore cruciali anche per gli equilibri interni con Conte - per l' Adnkronos - che potrebbe salire al Colle prima del voto (con tanta di squadra già delineata) per poi cercare la fiducia per un nuovo governo in Aula. In questo quadro potrebbe pesare la frangia dei 13 dissidenti M5S (tra cui 5 senatori) che chiedono un cambio di rotta. Uno di loro, il senatore Crucioli assicura al Corriere : «Credo che sia giusto votare la fiducia, ma poi pretendere risposte chiare».

Ultimi Dagoreport

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO. SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'AMMONIMENTO DATO DA PARIGI ALL’AMBASCIATORE AMERICANO, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), COLPEVOLE DI AVER DISERTATO UN INCONTRO CON IL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, PER FORNIRE SPIEGAZIONI SUI COMMENTI FATTI DALL'AMMINISTRAZIONE AMERICANA SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - ANCHE GIORGIA MELONI HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON PER LO STESSO MOTIVO. È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

2026rinascita rinascita goffredo bettini massimo dalema elly schlein nicola fratoianni andrea orlando roberto gualtieri

DAGOREPORT - SINISTRATI, NATI PER PERDERE: INVECE DI CORRERE A DAR VITA A UNA COALIZIONE DELLE VARIE ANIME DEL CENTROSINISTRA, PROPONENDO UN'ALTERNATIVA A UN ELETTORATO DISGUSTATO DALLA DERIVA AUTORITARIA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI ALLE PROSSIME POLITICHE DEL 2027, I SINISTRATI CONTINUANO A FARSI MALE E CIANCIANO DI PRIMARIE – ALL'APERITIVO ORGANIZZATO PER LA NUOVA "RINASCITA" DI GOFFREDONE BETTINI, IMPERA L'EGOLATRIA DI SCHLEIN E CONTE: VOGLIONO BATTAGLIARE COL COLTELLO TRA I DENTI, DI GAZEBO IN GAZEBO, PER CHI SARA' IL CANDIDATO A PALAZZO CHIGI, CONFERMANDO LO STATO DI UN CENTROSINISTRA DIVISO E LITIGIOSO – NON SAREBBE MEGLIO ACCORDARSI PRIMA SU 4-5 PUNTI DI PROGRAMMA E, DOPO IL VOTO, NELLA REMOTA IPOTESI DI UNA VITTORIA, SEDERSI AL TAVOLO E SCEGLIERE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO? CHE COMUNQUE, VIENE NOMINATO DA SERGIO MATTARELLA…

giorgia meloni magistratura giudici

DAGOREPORT – MALEDETTO IL GIORNO CHE E' STATO PROMOSSO 'STO CAZZO DI REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA! - GIORGIA MELONI E' FINITA IN UN CUL DE SAC, ATTANAGLIATA DALL'AMLETICO DUBBIO: METTERCI O NON METTERCI LA FACCIA? - DAVANTI ALLA CRESCENTE RIMONTA DEL "NO", LA DUCETTA SA DI ESSERE L’UNICA A POTER TRASCINARE AL VOTO GLI INDECISI, MA TEME IL CONTRACCOLPO. SE L'ELETTORATO MODERATO, CHE HA GONFIATO DI VOTI FDI FINO AL 30%, NON PARE GRADIRE PER NIENTE LA RISSA INSCENATA DAI NORDIO E APPLAUDE LA SAGGEZZA DEL CAPO DELLO STATO, SERGIO MATTARELLA, LA DESTRA EX MISSINA, GIUSTIZIALISTA PER DNA, STA CON I MAGISTRATI - E POI NON CONTERÀ SOLO CHI LA VINCE, MA SOPRATTUTTO IN QUALE MISURA SARA' LA VITTORIA: 40%? 50%? 60% - COMUNQUE VADA, IL RAPPORTO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI CON LA CASTA DEI MAGISTRATI SARA' PER SEMPRE COMPROMESSO - NORDIO E MANTOVANO POSSONO INVENTARSI TUTTE LE SEPARAZIONI DELLE CARRIERE E I CSM A SORTEGGIO CHE VOGLIONO MA FINCHE' SARA' IN VIGORE L'ART. 112 DELLA COSTITUZIONE, CHE IMPONE L’OBBLIGATORIETA' DELL’AZIONE PENALE, SARA' IMPOSSIBILE METTERE LA GIUSTIZIA SOTTO IL TALLONE DELLA POLITICA...