giorgia meloni nero whatsapp migranti

SI FANNO I CONTI SENZA L’EUROPA - SUI MIGRANTI GIORGIA MELONI ANNUNCIA IL PUGNO DI FERRO E LA STRETTA SULLE ONG MA QUESTO ATTEGGIAMENTO HA GIA’ INNESCATO LO SCAZZO CON LA FRANCIA - TORNERANNO DIVIETI, MULTE, SEQUESTRI, CONFISCHE PREVISTI DAI DECRETI SICUREZZA - PER LA MELONI IL COINVOLGIMENTO DELL'EUROPA “È FONDAMENTALE” MA SENZA UNA SOLUZIONE L’ITALIA SI MUOVERÀ DA SOLA, CON NORME “A LIVELLO NAZIONALE” - LE DENUNCE DI FRONTEX E OIM: "PIÙ DI 300 MILA INGRESSI IRREGOLARI NELL'UE”

1 - PUGNO DURO SUI MIGRANTI LE NORME ALLO STUDIO

Francesco Grignetti e Ilario Lombardo per “la Stampa”

 

MELONI MIGRANTI

E ora si ricomincia contro le Ong e sui migranti. Giorgia Meloni lo annuncia con voce squillante: «Si parla di un cambio di rotta del governo. Assolutamente no. Il governo non intende cambiare posizione». Non cambia nulla, quindi. Nessun dietrofront. Nella consueta rubrica con auto-domande, gli #appuntidiGiorgia, la presidente del Consiglio, letto qua e là di retromarcia sui migranti per via delle navi ammesse in porto a Bari e Salerno, assicura che «non sarà così».

 

piantedosi salvini meloni

Tolta la maschera che a qualcuno era apparsa più dialogante, Meloni torna ad assumere un volto più duro, più simile a quello di Matteo Salvini, oggi vicepremier e autore ai tempi del Viminale, durante il governo grilloleghista, dei decreti sicurezza. E così torneranno divieti, multe, sequestri, confische.

 

Per Meloni «il coinvolgimento dell'Europa è fondamentale», ma se una soluzione non si troverà, il nostro Paese, avverte la leader di Fratelli d'Italia, è pronta a fare da sola, con norme «a livello nazionale» che saranno «pronte già dalla prossima settimana». L'idea è di arrivare a gennaio - quando la stagione dedicata alla manovra di Bilancio sarà alle spalle - con un pacchetto di iniziative che daranno il via a una nuova campagna contro le Ong.

 

GIORGIA MELONI E IL NERO DI WHATSAPP - MEME

Su questo tema, il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi da ieri ha la massima copertura politica. Perché, nel suo video sui social, Meloni difende la posizione di sempre.

Secondo la premier qualcosa è già cambiato in Europa.

 

Dopo l'irrigidimento sulle navi delle Ong e le liti con i francesi - sostiene così la premier - «si fanno riunioni ed escono fuori documenti in cui si dice che la rotta del Mediterraneo centrale è una priorità». In realtà non è la prima volta. E Meloni dimentica di aggiungere che in un recentissimo vertice a Bruxelles dei Paesi del Nord Europa, a cui ha partecipato anche la Francia, l'Italia è stata molto criticata per la gestione dei migranti.

piantedosi salvini meloni tajani

 

Lei si attende sempre di più dall'Europa. «Abbiamo sempre rivendicato la necessità che l'Europa si occupasse di più del fronte mediterraneo, di una missione europea per bloccare le partenze. Su questo stiamo lavorando».

 

E qualcosa a Bruxelles sta succedendo. «Due giorni di grande lavoro. L'Italia è impegnata in una nuova strategia politica. Al centro c'è un Piano europeo per l'Africa, grandi investimenti per favorire la crescita e contenere i fenomeni migratori», scrive il ministro degli Esteri Antonio Tajani.

 

EMMANUEL MACRON E GIORGIA MELONI

Ma forse è troppo poco. Così tra qualche giorno il governo tirerà fuori la sua proposta. E sarà un ritorno ai divieti per le navi umanitarie di entrare nelle nostre acque territoriali, e poi multe, sequestri, confische. Ci sarebbe anche il vademecum Minniti che non fu mai trasformato in legge. Un armamentario giuridico che al Viminale rimpiangono.

Anche se, a ben vedere, la quota di migranti che sbarca in Italia con le navi delle associazioni è ormai ridotta a una parte minima. Ma le Ong, si sa, restano la bestia nera della destra.

 

«La nostra posizione - dice ancora Meloni - resta assolutamente la stessa: in Italia non si entra illegalmente. Noi vogliamo combattere il traffico di esseri umani, gli ingressi illegali e le morti in mare». Dato però che non si può «combattere» contro quelli che arrivano da soli a Lampedusa o in Sicilia, l'unica è prendersela con le navi umanitarie che al largo della Libia caricano i migranti dai gommoni. Le norme anti-Ong erano in cantiere, ma sembravano essere state accantonate per non inasprire oltremodo i rapporti in Europa.

emmanuel macron giorgia meloni by edoardo baraldi

 

E invece, no. Anche perché l'ultima riunione tra ministri dell'Interno dell'8 dicembre scorso, al nostro governo è sembrata deludente. Dice il leghista Nicola Molteni, sottosegretario all'Interno: «Se l'Europa non acquisisce consapevolezza che il tema va affrontato insieme, il governo italiano dovrà valutare anche nuovi provvedimenti di carattere normativo.

 

Questi numeri degli sbarchi non ce li possiamo permettere, il sistema di accoglienza è al collasso». In verità i numeri stanno aumentando dappertutto. Nei primi undici mesi, secondo Frontex sono stati più di 308 mila gli ingressi irregolari nella Ue, in crescita del 68%: la rotta dei Balcani occidentali è la più attiva, con 139mila ingressi registrati; segue il Mediterraneo centrale con 94 mila, quasi tutti sbarchi in Italia. Asia e Africa sono in movimento, ma il problema, per il governo italiano, restano le Ong.

EMMANUEL MACRON GIORGIA MELONI

 

2 - LE DENUNCE DI FRONTEX E OIM: "PIÙ DI 300 MILA INGRESSI IRREGOLARI NELL'UE LA LIBIA NON È UN PORTO SICURO PER I PROFUGHI"

Donato Fasano per “la Stampa”

 

«La Libia è un porto non sicuro, dove i migranti sono vittime di abusi e detenzione arbitraria». A denunciarlo è Flavio Di Giacomo, portavoce dell'Organizzazione internazionale delle migrazioni, nel giorno in cui Human Rights Watch pubblica un rapporto che mette sotto accusa Frontex per "complicità" negli abusi commessi sui migranti intercettati riportati in Libia. «Una volta intercettati in mare e riportati indietro - sottolinea Di Giacomo - molti migranti scompaiono o non sono più raggiungibili dalle organizzazioni umanitarie. È urgente agire per fermare i ritorni in Libia».

SERGIO MATTARELLA URSULA VON DER LEYEN GIORGIA MELONI

 

A lanciare un allarme sui migranti, ma per la crescita esponenziali dei flussi, è invece Frontex, attraverso il suo ultimo bollettino. Da gennaio a novembre sono stati registrati 308 mila ingressi irregolari nell'Ue, con un aumento del 68% rispetto all'anno scorso.

 

Frontex, l'agenzia che si occupa del controllo delle frontiere esterne dell'Unione europea, spiega nel suo rapporto che «la pressione migratoria è la più alta dal 2016 e la rotta dei Balcani occidentali rimane la più attiva». L'agenzia rileva poi che «l'elevato numero di attraversamenti illegali sulla rotta dei Balcani occidentali può essere attribuito a ripetuti tentativi da parte di migranti già presenti nella regione e all'abuso dell'accesso senza visto alla regione. Più in dettaglio, nel Mediterraneo centrale sono stati registrati 93 mila ingressi, con un aumento in un anno del 49%.

Ultimi Dagoreport

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...

markus soder soeder ursula von der leyen manfred weber friedrich merz

DAGOREPORT – ANCHE MERZ, NEL SUO PICCOLO, S’INCAZZA! IL CANCELLIERE TEDESCO È UNA FURIA CONTRO MANFRED WEBER, IL BOSS DEL PPE CHE A BRUXELLES LAVORA PER L’ALLEANZA CON I POST-NAZISTI DI AFD: “NON COLLABORIAMO CON L’ESTREMA DESTRA E ANCHE LUI LO SA”. TRADOTTO DAL TEDESCO: SE NON TI ADEGUI, SEI FUORI – È LA STESSA LINEA DEL POTENTE MARKUS SOEDER, PRESIDENTE DELLA BAVIERA CHE SCALPITA, E TEME LA CRESCITA DI AFD NEL SUO LAND (INTANTO, DOMENICA SI VOTA IN RENANIA PALATINATO, REGIONE DELL’OVEST IN CUI FROTTE DI VOTI STANNO MIGRANDO VERSO LE SVASTICHELLE…)

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…

donald trump e mark rutte a palm beach

DAGOREPORT – PEGGIO DI TRUMP CI SONO SOLO I CAMERIERI PAVIDI COME MARK RUTTE CHE, PER ACCONTENTARE IL "PADRONCINO" DI TURNO, SONO DISPOSTI A TUTTO – IL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO HA RICEVUTO UN “VAFFA” DAI PAESI EUROPEI, STUFI DEI SUOI APPECORONAMENTI DI FRONTE AL TYCOON – RUTTE, DOPO LO SCOPPIO DELLA GUERRA IN IRAN, HA GARANTITO A TRUMP IL MASSIMO SUPPORTO DELLA NATO, CIANCIANDO DI UN “AMPIO SOSTEGNO” DA PARTE DEI LEADER DELL’ALLEANZA. SOSTEGNO CHE NON C’È MAI STATO, TANTOMENO ADESSO CHE IL TYCOON MINACCIA GLI ALLEATI DI UN “FUTURO TERRIBILE”, E METTE IN DISCUSSIONE L’ESISTENZA STESSA DELLA NATO…